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mercoledì 11 giugno 2014

Haftar dichiara una "tregua" nel periodo delle elezioni parlamentari fissate in Libia per il 25 giugno: diverse interpretazioni!

Khalifa Belqasim Haftar il 'generale ribelle', Ex-capo di SM di Gheddafi, avrebbe acconsentito a interrompere le proprie operazioni anti-milizie (per ora concentrate in Cirenaica contro i gruppi di 'Ansar al-Sharia' e le 'Brigate 17 Febbraio') in occasione dell'appuntamento elettorale del 25 giugno.

La decisione é arrivata dopo che il Parlamento di Tripoli ha deciso di autosciogliersi sotto la pressione di un'opinione pubblica sempre più scontenta dei minuetti di palazzo che avevano visto un ennesimo cambio di Premier con la nomina di Ahmed Mitlig, risultato da subito impopolare e impresentabile.

Alcuni commentatori vedono in questa decisione una dichiarazione di debolezza, insinuando che l'ultimo attacco di Ansar al-Sharia contro le posizioni del Generale e dei reparti con lui schierati, avvenuto lo scorso 2 giugno, per quanto respinto, abbia inflitto più perdite ai suoi assetti di quanto inizialmente apparso, portandolo a più miti consigli nel breve periodo mentre attende eventuali rinforzi dall'Egitto.

Altri osservatori, au contraire, segnalano che proprio il "passo indietro" di Mitlig, da subito schieratosi contro Haftar, e l'autoscioglimento delle Istituzioni libiche, segnalano come fin qua l'operato di Haftar abbia raggiunto i suoi obiettivi immediati, proiettando lui e i suoi seguaci al centro della scena politico-militare libica e forzando un cambiamento (lo scioglimento della Camera e la chiamata alle urne) che altrimenti difficilmente si sarebbe verificato.

Noi continuiamo a fare la cronaca degli eventi verificati sul campo, senza facili entusiasmi, faziosità o partigianerie.


domenica 8 giugno 2014

Scontri a Tripoli tra sostenitori e avversari del Generale Haftar e della sua offensiva anti-milizie!!

Scontri con lancio di sassi e altri proiettili improvvisati sono scoppiati ieri a Tripoli quando un raduno di manifestati favorevoli all'Alzamiento dichiarato dal Generale Haftar sono entrati in contatto con altri dimostranti di convinzioni opposte.Dopo una prima fase senza l'uso di armi letali il suono di spari ha iniziato a risuonare per la piazza tripolina teatro del confronto e le folle rivali si sono contemporaneamente date alla fuga; in seguito membri dei due assembramenti si sono vicendevolmente accusati di avere iniziato a sparare, facendo sorgere la teoria che in realtà ad aprire il fuoco sia stato un terzo gruppo.Ad ogni modo non si sono registrati morti e anche i feriti portati ai punti di medicazione e di soccorso più vicini sembrano soffrire solo di contusioni ed ecchimosi e non di ferite da proiettile, rendendo credibile l'ipotesi che chi ha sparato l'abbia fatto in aria per disperedere le folle rivali.

Finora l'offensiva anti-milizie islamiche di Khalifa Haftar si é concentrata in Cirenaica, intorno a Bengasi,  ma evidentemente anche nella capitale vi sono sostenitori dell'Ex-capo di SM e della sua iniziativa.

giovedì 5 giugno 2014

Il Generale Haftar, sano e salvo, annuncia "dure risposte" contro i mandanti dell'autobomba di ieri!

Apparendo in diretta davanti alle telecamere della rete TV "Al Oula" il Generale Khalifa Haftar, leader del movimento militare anti-milizie che ha dichiarato guerra in Cirenaica agli uomini e alle strutture di 'Ansar al-Sharia' ha proclamato che 'gravi conseguenze' colpiranno i mandanti dell'autobomba lanciata ieri contro il suo convoglio automobilistico.

"Sto bene, le mie guardie del corpo (tre delle quali sono morte nell'attacco) mi hanno salvato. Vi saranno forti e dure risposte contro chi ha attentato alla mia vita".

Sono ormai venti giorni che le truppe fedeli ad Haftar combattono in Cirenaica contro gli uomini della milizia islamista finanziata da Erdogan e dagli Emiri del Qatar; intanto, a Tripoli, il nuovo Premier Ahmed Mittig ha visto il suo ufficio di presidenza preso a colpi di razzo da ignoti attentatori, senza tuttavia che l'attacco risultassi in vittime o feriti.

mercoledì 4 giugno 2014

Attentato islamista contro il Generale Haftar: tre uomini della scorta si sacrificano per salvarlo!

E' di tre guardie del corpo decedute il bilancio dell'attentato esplosivo che meno di tre quarti d'ora fa ha colpito l'automobile dove si trovava il Generale libico Belqasim Haftar, impegnato in una dura lotta nell'Est del paese contro la potente milizia di Ansar al-Sharia.

Questa notizia di cui PALAESTINA FELIX é ORGOGLIOSO di reclamare L'ASSOLUTA ESCLUSIVA dimostra come il movimento guidato dall'Ex-capo di SM libico degli anni '80 stia realmente minacciando il regime di predominio delle bande armate islamiche finanziate da Ankara e Doha.

Pubblicheremo ogni genere di aggiornamento sulla situazione libica che riusciremo a raccogliere: per ora sembra che Haftar abbia evitato qualunque conseguenza: l'attacco sarebbe avvenuto in Cirenaica, vicino alla città di Bengasi nei cui dintorni le forze a lui fedeli stanno continuando a ingaggiare battaglia contro gli estremisti.

lunedì 2 giugno 2014

Continuano in Libia le operazioni anti-milizie delle forze di Haftar! Attacco con elicotteri intorno a Bengasi!

Questi brevi video appena pubblicati sulla piattaforma YouTube mostrano almeno un Mi-35 (versione da esportazione del Mi-24) dei reparti fedeli al Generale Haftar compiere un raid con lanciarazzi su posizioni delle milizie islamiste intorno a Bengasi. A diversi giorni dal "Pronunciamiento" dell'Ex-capo di SM di Gheddafi, sulla cui colorita biografia rimandiamo i lettori a questo nostro precedente articolo, sembra che, al contrario di quanto successo in passato, questa volta vi sia un consenso e una determinazione dietro le sue azioni che potrebbero rivelarsi decisivi. Reparti di aviazione ed elicotteristici rappresentano una sorta di "elite" nelle forze armate di un Paese in Via di Sviluppo, specie in uno il cui Esercito Regolare abbia passato i travagli di quello libico dal 2011 a oggi; che Haftar sia riuscito a mobilitarli a suo fianco e che essi riescano a operare con una certa regolarità (vedi anche il recente bombardamento con MiG-21 di pochi giorni orsono) dimostra che il suo non é precisamente un 'fuoco di paglia'.
I prossimi giorni ci diranno se le forze del Generale sapranno mantenere questo passo operativo e sottrarre via via terreno, consenso e posizioni alle milizie o se, al contrario, la Libia dovrà restare ancora in mano a gruppi islamisti a libro paga di Ankara e Doha.

giovedì 29 maggio 2014

Le forze del generale Haftar continuano a colpire le milizie islamiste attorno a Bengasi!!

Cacciabombardieri MiG-21 fedeli all'Ex-capo di SM Generale Khalifa Haftar hanno ripreso i "raid" contro le infrastrutture della milizia islamista "17 Febbraio" attorno al capoluogo di Cirenaica, Bengasi. Secondo i rapporti rilasciati "Gli attacchi sono stati portati con missili aria superficie che hanno distrutto i loro bersagli scatenando incendi i cui fumi si sono stagliati a lungo contro il cielo".

L'attacco é stato confermato da un portavoce islamista di noe Ahmed Jazaoui. Non è tuttavia chiaro quanti morti e feriti siano stati inflitti alle truppe della milizia. Intanto anche in Tripolitania continuano le operazioni di gruppi che se non direttamente quantomeno si ispirano alla figura del Generale e al suo messaggio anti-milizie. Squadre armate hanno attaccato truppe del Ministero dell'Interno che dovevano proteggere le riunioni del Governo.

Il 'Governo' libico, che svolge una funzione puramente rappresentativa, ha recentemente nominato un nuovo premieri, Ahmed Mitlig, che ha preso posizione contro Haftar e il suo tentativo di ristabilire un controllo effettivo del paese neutralizzando le milizie estremiste.

sabato 24 maggio 2014

Migliaia di persone manifestano a Tripoli a favore dell'operazione antimilizie del Generale Haftar!

Migliaia e migliaia di tripolini hanno tenuto un lungo corteo nelle strade della capitale libica scandendo slogan e innalzando cartelli con l'effige del Generale Haftar, i cui seguaci sono impegnati dal 16 maggio in una vasta operazione contro lo strapotere delle milizie islamiste finanziate da Turchia e Qatar.

Manifestazioni simili si sono avute ad Ajedabia e Gharghour. "Ordine e Dignità, no ai miliziani", "No al terrorismo" erano gli slogan più ripetuti. Nessuno dei gruppi armati che pure erano affluiti verso la capitale dopo l'attacco condotto dall'alleato di Haftar Colonnello Fernana, ha provato a bloccare la dimostrazione.

Le forze sotto il controllo di Haftar hanno bisogno soprattutto di armi pesanti, che potrebbero venire fornite più o meno velatamente dalle nazioni circostanti ostili a una Libia preda dell'arbitrio dei miliziani estremisti che potrebbero cercare di destabilizzare anche Egitto, Algeria e Tunisia.


giovedì 22 maggio 2014

Il Generale Haftar trova sostenitori e chiede la nomina di un Alto Consiglio Presidenziale che assuma i poteri politici!

Continua la campagna anti-milizie islamiche lanciata giorni addietro dall'Ex-capo di SM di Gheddafi Khalifa Belqasim Haftar a cui lunedì abbiamo dedicato una breve biografia; confermata la notizia che le truppe che a Tripoli hanno dato l'assalto al Parlamento sciogliendolo e catturando diversi deputati agiscono di concerto con lui, anche il Capo della Marina Hassan Abu-Shannaq e il Ministro della Cultura Habib Amin si sono detti solidali con la sua azione e hanno invitato la popolazione e tutti i pubblici ufficiali e le truppe delle Forze Armate regolari a unirsi al suo movimento.

Diverse tribù e clan, come i Bani Walid, i Magarha, gli al-Ujailat e gli al-Qadhadhfa si sarebbero già schierati col Generale, mentre anche la potente milizia degli Zintani sembrerebbe inclinata perlomeno a non ostacolare la sua azione nel tentativo di vedere se coi suoi seguaci egli riuscirà ad avere la meglio sulle bande islamista finanziate da Turchia e soprattutto dal Qatar, in attesa magari poi di negoziare.

I Governi di Algeria ed Egitto, sia pure in maniera traversa e non ufficiale, si sarebbero detti ben disposti verso Haftar e il suo 'Pronunciamiento' e avrebbero iniziato operazioni di rifornimento di armi e munizioni per le forze del Generale che dovrà affrontare milizie islamiste rifornite di tutto punto negli ultimi mesi dagli emissari di Ankara e di Doha.

lunedì 19 maggio 2014

Chi é il Generale Haftar, l'ex-capo di Stato Maggiore di Gheddafi che ha dichiarato guerra alle milizie islamiste?

Accogliamo la richiesta di alcuni nostri lettori che, udendo dei nuovi torbidi a Tripoli e dintorni, si sono domandati che personaggio sia dietro l'apparente "alzamiento" di alcune unità militari che hanno dichiarato 'sospeso' il Governo provvisorio, denunciato lo strapotere delle milizie islamiste e chiesto che i poteri vengano assunti dall'Assemblea Costituente. Questa fazione é guidata da Khalifa Belqasim Haftar, ex-Capo di SM dell'Esercito di Gheddafi, con un passato molto colorito.

Nel 1969, quand'era ancora ufficiale di truppa, aveva sostenuto il "coup de main" del Colonnello contro Re Idris, e poi aveva quietamente scalato la gerarchia delle forze armate di Tripoli fino ad arrivare a Capo di Stato Maggiore a metà anni '80. Purtroppo, per sue mancanze o per la natura troppo ambiziosa e mal definita della missione ricevuta, subì un catastrofico rovescio nella fase finale della Guerra Libico-Chadiana, dove venne duramente sconfitto a Maaten al-Sarra e finì persino prigioniero e incarcerato dai suoi nemici.

Visto che Gheddafi aveva imprudentemente negato la presenza di forze libiche in territorio chadiano nessun passo venne fatto per la sua liberazione e dopo anni di prigionia nell'Africa Nera nel 1990 venne liberato e portato negli USA, dove si stabilì in Virginia e apparentemente visito il QG della CIA più di una volta.

Nel caos dell'aggressione alla Libia del 2011 egli tornò in patria e nonostante i tentativi di accreditarsi come il nuovo leader militare del Governo provvisorio si ritrovò scavalcato da Abdul Fatah Younis e Omar el-Hariri (Younis è stato poi assassinato nell'estate del 2011).

Adesso, con l'aiuto del Colonnello Mukhtar Fernana,  Haftar sta tentando una 'reprise' del suo fallito golpe annunciato a Febbraio 2014, ma questa volta sembra avere un certo seguito, visto che  gli armati ai suoi comandi godono del sostegno di equipaggiamenti pesanti e di unità aeree, con queste ultime che avrebbero colpito installazioni delle milizie vicino a Bengasi mentre blindati e corazzati avrebbero aperto il fuoco a Tripoli contro il Parlamento.

Bisogna vedere se le forti milizie di Zintan e di Misurata (ferocemente rivali tra loro), si uniranno contro di lui o procederanno in ordine sparso col rischio di farsi sconfiggere separatamente.