Immaginate di vivere in un paese che da 38 mesi viene quotidianamente bombardato da una coalizione di gangster internazionale a cui tutto viene concesso, perché sono affiliati coi più grandi criminali mondiali: Sion e gli Usa.
Immaginate di aver visto già decine di volte le strade della vostra città scosse dalle esplosioni e arrossate dal sangue di vittime innocenti, non soldati, non combattenti, ma donne, vecchi, bambini che facevano la spesa, che andavano a scuola.
Adesso, cosa sarebbe necessario, in dette condizioni, per convincervi a scendere in strada insieme a migliaia di vostri concittadini, offendo un bersaglio enorme a qualunque aeroplano nemico, che potrebbe fare così un vero e proprio massacro anche lanciando una sola bomba?
Eppure, gli abitanti di Sanaa, capitale dello Yemen, lo hanno fatto.
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mercoledì 16 maggio 2018
A Sanaa bombardata dai jet sauditi la popolazione sfida il pericolo per manifestare solidarietà a Gaza e ai Palestinesi!
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sabato 24 maggio 2014
Migliaia di persone manifestano a Tripoli a favore dell'operazione antimilizie del Generale Haftar!
Migliaia e migliaia di tripolini hanno tenuto un lungo corteo nelle strade della capitale libica scandendo slogan e innalzando cartelli con l'effige del Generale Haftar, i cui seguaci sono impegnati dal 16 maggio in una vasta operazione contro lo strapotere delle milizie islamiste finanziate da Turchia e Qatar.
Manifestazioni simili si sono avute ad Ajedabia e Gharghour. "Ordine e Dignità, no ai miliziani", "No al terrorismo" erano gli slogan più ripetuti. Nessuno dei gruppi armati che pure erano affluiti verso la capitale dopo l'attacco condotto dall'alleato di Haftar Colonnello Fernana, ha provato a bloccare la dimostrazione.
Le forze sotto il controllo di Haftar hanno bisogno soprattutto di armi pesanti, che potrebbero venire fornite più o meno velatamente dalle nazioni circostanti ostili a una Libia preda dell'arbitrio dei miliziani estremisti che potrebbero cercare di destabilizzare anche Egitto, Algeria e Tunisia.
Manifestazioni simili si sono avute ad Ajedabia e Gharghour. "Ordine e Dignità, no ai miliziani", "No al terrorismo" erano gli slogan più ripetuti. Nessuno dei gruppi armati che pure erano affluiti verso la capitale dopo l'attacco condotto dall'alleato di Haftar Colonnello Fernana, ha provato a bloccare la dimostrazione.
Le forze sotto il controllo di Haftar hanno bisogno soprattutto di armi pesanti, che potrebbero venire fornite più o meno velatamente dalle nazioni circostanti ostili a una Libia preda dell'arbitrio dei miliziani estremisti che potrebbero cercare di destabilizzare anche Egitto, Algeria e Tunisia.
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martedì 29 gennaio 2013
Reportage esclusivo di PALAESTINA FELIX: Corteo armato della Jihad Islamica attraversa Khan Younis con un messaggio di solidarietà ai prigionieri politici palestinesi!!!
Un colossale corteo di furgoni, pick-up e SUV stipati all'inverosimile di militanti delle 'Saraya al-Quds', braccio armato del Movimento per la Jihad Islamica in Palestina ha attraversato tutta Khan Younish, nella Striscia di Gaza, infiammando di orgoglio gli animi degli abitanti e dichiarando forte e chiaro che la Resistenza armata contro l'aggressione sionista non verrà mai abbandonata da coloro che portano alto lo stendardo nero e oro della Jihad: festonati di cartucciere d'ottone, più fieri e terribili degli Hell's Angels in sella ai loro destrieri cromati, i partecipanti al rally hanno espresso la loro solidarietà ai prigionieri politici che languono nelle galere sionaziste, minacciando di riprendere gli attacchi contro Israele se contro di essi si perpetuerà ulteriormente il crimine di negligenza medica.
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martedì 15 gennaio 2013
Dopo l'ennesimo martirio di un innocente le proteste scuotono di nuovo Manama! Scontri e cariche nel Bazaar!
Dopo la morte dell'ennesimo martire barheini per la Democrazia e il cambiamento, Haj Habib Ibrahim Abdullah, il cui stesso corteo funebre é stato attaccato dagli sgherri del tiranno sunnita Re Al-Khalifa, come da noi puntualmente riportato, la capitale dell' "Isola delle Perle" Manama é stata nuovamente teatro di proteste e scontri.
Questa volta la dimostrazione si é tenuta nella zona del mercato, dove tra vicoli, piazzette e traverse i dimostranti hanno avuto migliore gioco a incanalare le cariche dei poliziotti in tenuta antisommossa, respingendole più volte. Da Malkiya, intanto, arriva la notizia che il nipote di Haj Habib Ibrahim, rimasto a sua volta intossicato dalla stessa cortina soffocante che ha causato la morte del suo parente, si trova attualmente in "condizioni stazionarie".
Questa volta la dimostrazione si é tenuta nella zona del mercato, dove tra vicoli, piazzette e traverse i dimostranti hanno avuto migliore gioco a incanalare le cariche dei poliziotti in tenuta antisommossa, respingendole più volte. Da Malkiya, intanto, arriva la notizia che il nipote di Haj Habib Ibrahim, rimasto a sua volta intossicato dalla stessa cortina soffocante che ha causato la morte del suo parente, si trova attualmente in "condizioni stazionarie".
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lunedì 14 gennaio 2013
Il tiranno di Manama uccide un altro cittadino innocente con i gas asfissianti "Made in Usa!" Attaccato anche il corteo funebre!!
Sappiamo benissimo che nel mondo distorto della propaganda imperialista occidentali leader illuminati e amati dal loro popolo come il Presidente Bashir Assad vengono attaccati quotidianamente dai media venduti alla menzogne arroganti di Washington e Tel Aviv perché difendono l'Autonomia e l'Indipendenza dei loro paesi e dei loro cittadini, venendo accusati delle più incredibili enormità, mentre tiranni sanguinari come i sovrani sunniti Al-Saoud, Al-Thani e Al-Khalifa vengono 'coccolati' per la loro sottomissione e viene loro permesso di infierire col massimo dell'impunità contro i loro sudditi.
Nell'ennesimo caso denunciato da "Palaestina Felix" un dimostrante pacifico e disarmato che chiedeva la cacciata del sovrano corrotto e l'instaurazione della Democrazia a Manama, un giovane del villaggio di Malkiya di nome Haj Habib Ibrahim Abdullah é rimasto ucciso soffocato dai gas urticanti venduti a Re Al-Khalifa dal 'Nobel per la Pace' Barack Obama.
In una ulteriore dimostrazione di mostruosità le forze repressive del tiranno filo-occidentale si sono persino permesse di attaccare il corteo funebre della vittima, che naturalmente si é trasformato in una prova di abnegazione e disobbedienza civile da parte della popolazione, non intenzionata a lasciare che Haj Habib Ibrahim abbia sacrificato invano la sua vita, così come hanno fatto dozzine (ma più probabilmente centinaia) di attivisti per la democrazia uccisi con gas, pallottole, rapiti, torturati, scomparsi nelle galere della tirannide.
Nell'ennesimo caso denunciato da "Palaestina Felix" un dimostrante pacifico e disarmato che chiedeva la cacciata del sovrano corrotto e l'instaurazione della Democrazia a Manama, un giovane del villaggio di Malkiya di nome Haj Habib Ibrahim Abdullah é rimasto ucciso soffocato dai gas urticanti venduti a Re Al-Khalifa dal 'Nobel per la Pace' Barack Obama.
In una ulteriore dimostrazione di mostruosità le forze repressive del tiranno filo-occidentale si sono persino permesse di attaccare il corteo funebre della vittima, che naturalmente si é trasformato in una prova di abnegazione e disobbedienza civile da parte della popolazione, non intenzionata a lasciare che Haj Habib Ibrahim abbia sacrificato invano la sua vita, così come hanno fatto dozzine (ma più probabilmente centinaia) di attivisti per la democrazia uccisi con gas, pallottole, rapiti, torturati, scomparsi nelle galere della tirannide.
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domenica 15 maggio 2011
Vergogna!! I Sionisti non lasciano in pace Milad Samir Ayyash nemmeno da morto, attaccano il suo corteo funebre!!
Scontri di estrema violenza sono scoppiati nel pomeriggio di ieri a Silwan durante la processione funebre di Milad Samir Ayyash, il ragazzino di sedici anni ucciso dagli israeliani con un proiettile allo stomaco nel corso delle manifestazioni del venerdì contro il tentativo sionista di imporre la "pulizia etnica" al popoloso sobborgo di Gerusalemme, per creare "spazio vitale" dove paracadutare i violenti e fanatici coloni ebrei illegali, le milizie del Regime dell'Apartheid.
Il corteo funebre del giovanissimo "Shaheed", già onorato da molti come il primo martire della "Terza Intifada", si stava dirigendo verso il cimitero di Bab al-Rahma quando si é trovato la strada sbarrata da polizia e militari dell'Occupazione sionista, che hanno cercato di deviarne il percorso, subito si sono accesi tafferugli che sono degenerati in scontri sempre più accesi; due palestinesi sono stati feriti da proiettili di plastica con l'anima in metallo sparati dalle truppe sioniste come sempre contro tutti i criteri che dovrebbero garantirne la "non letalità".
Il proiettile di plastica dovrebbe essere sparato da una distanza non inferiore a venti metri e venire mirato a un arto, con lo scopo di immobilizzare e incapacitare il dimostrante senza ucciderlo: gli israeliani regolarmente li sparano a bruciapelo mirando alla testa o al torso, condizioni di utilizzo che spesso e volentieri rendono mortali anche questi proiettili "antisommossa".
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