Il Segretario Generale della Surete libanese Abbas Ibrahim ha comunicato che i nove libanesi restati per mesi in mano ai terroristi takfiri anti-Assad sono al sicuro e stanno venendo trasferiti dalla Siria alla Turchia, da cui poi torneranno in patria.
Il Ministro dell'Interno a interim Marwan Charbel ha confermato la notizia ed espresso il suo sollievo alla tardiva ma felice soluzione della lunga impasse.
I corrispondenti di Al-Manar, emittente di Hezbollah, riportano scene di giubilo pubblico nel sobborgo meridionale di Beirut da parte di parenti, familiari e amici dei pellegrini, che erano stati rapiti nel corso di un pellegrinaggio ai luoghi sacri sciiti.
Degli undici pellegrini rapiti in origine due vennero rilasciati nei mesi scorsi, con i nove liberati oggi non ne rimangono più in mano ai mercenari wahabiti e non si sono avute perdite tra i sequestrati.
Il rapimento dei cittadini libanesi aveva causato, per 'rappresaglia', il recente sequestro di due ufficiali piloti delle aerolinee di Ankara.
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sabato 19 ottobre 2013
FINALMENTE LIBERI! Gli ultimi pellegrini sciiti libanesi rimasti mesi in mano ai terroristi takfiri sono stati rilasciati
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martedì 20 agosto 2013
Gli uomini arrestati in Libano con l'Audi-bomba sono legati al vile attentato di Ruwais!
Riceviamo notizia e immediatamente la ritrasmettiamo, che il "colpo" delle forze di sicurezza libanesi che hanno intercettato avantieri una Audi ripiena d'esplosivo ha spezzato la schiena al complotto anti-hezbollah che aveva collocato l'autobomba di Ruwais, che aveva fatto più di venti morti nel centro del quartiere sciita di Beirut Sud.
Le autorità hanno anche pubblicato le foto segnaletiche di altri due membri del commando terrorista, tali Mohammad Qassem al-Ahmad e Saeed Mohammad Bahri che sono tuttora latitanti.
Gli arrestati, tra cui si trovano due uomini di cittadinanza libanese e due fratelli palestinesi (Ahmed Saeed e Khaled Saeed), stanno venendo interrogati dagli inquirenti che sperano di arrivare presto ai loro mandanti e procedere quindi a nuovi arresti. L'operazione, oltre a risparmiare nuove decine di vittime tra i cittadini libanesi, dimostra l'alto livello di professionalità ed efficienza raggiunto dalle agenzie di sicurezza di Beirut.
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| (Mohammad Qassem al-Ahmad, Saeed Mohammad Bahri) |
Le autorità hanno anche pubblicato le foto segnaletiche di altri due membri del commando terrorista, tali Mohammad Qassem al-Ahmad e Saeed Mohammad Bahri che sono tuttora latitanti.
Gli arrestati, tra cui si trovano due uomini di cittadinanza libanese e due fratelli palestinesi (Ahmed Saeed e Khaled Saeed), stanno venendo interrogati dagli inquirenti che sperano di arrivare presto ai loro mandanti e procedere quindi a nuovi arresti. L'operazione, oltre a risparmiare nuove decine di vittime tra i cittadini libanesi, dimostra l'alto livello di professionalità ed efficienza raggiunto dalle agenzie di sicurezza di Beirut.
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venerdì 16 agosto 2013
Nasrallah: "Chi pensa di intimidirci con una bomba non conosce la storia della nostra determinazione!"
Una semplice frase, che però, pronunciata da quel mago di carisma oratorio che risponde al nome di Sayyed Hassan Nasrallah é stata capace, anche nel profondo cordoglio per le decine di vittime del vigliacco attentato esplosivo di ieri, di ispirare un vero e proprio tornado di devozione nei cuori degli abitanti di Ruwaiss e di Dahyieh, degli Sciiti, dei Libanesi, degli Arabi che non vogliono chinare la testa di fronte alle minacce sioniste e imperialiste.
"Chi crede di poterci intimidire con una bomba farebbe meglio a studiare la storia di Trentuno anni di lotta portati avanti dalla Resistenza Islamica in Libano!"
Questo il messaggio oggi consegnato dal leader di Hezbollah ai 'padrini' di Tel Aviv della bomba che ieri ha fatto strage in un tranquillo pomeriggio d'agosto nel quartiere sciita di Beirut Sud, ma i destinatari erano anche altri: erano gli eunuchi di Bruxelles, che si sono piegati al ricatto di Sion dichiarando una parte di Hezbollah 'terrorista', sono i grassi e senili emiri conservatori del Golfo, che fomentano il settarismo contro gli Sciiti e contro l'Asse della Resistenza, sono i curatori fallimentari dell'imperialismo Usa nella regione, le cui fortune vanno sempre più in bancarotta grazie al rinnovato vigore della lotta che si stende dall'Asia Centrale alle rive del Mediterraneo.
Hezbollah ha anche ringraziato le attestazioni di stima e cordoglio che sono arrivate al popolo libanese e al suo movimento da tutti i paesi della regione, stigmatizzando fortemente la mancanza di un commento da parte della dinastia di Riyadh.
"Chi crede di poterci intimidire con una bomba farebbe meglio a studiare la storia di Trentuno anni di lotta portati avanti dalla Resistenza Islamica in Libano!"
Questo il messaggio oggi consegnato dal leader di Hezbollah ai 'padrini' di Tel Aviv della bomba che ieri ha fatto strage in un tranquillo pomeriggio d'agosto nel quartiere sciita di Beirut Sud, ma i destinatari erano anche altri: erano gli eunuchi di Bruxelles, che si sono piegati al ricatto di Sion dichiarando una parte di Hezbollah 'terrorista', sono i grassi e senili emiri conservatori del Golfo, che fomentano il settarismo contro gli Sciiti e contro l'Asse della Resistenza, sono i curatori fallimentari dell'imperialismo Usa nella regione, le cui fortune vanno sempre più in bancarotta grazie al rinnovato vigore della lotta che si stende dall'Asia Centrale alle rive del Mediterraneo.
Hezbollah ha anche ringraziato le attestazioni di stima e cordoglio che sono arrivate al popolo libanese e al suo movimento da tutti i paesi della regione, stigmatizzando fortemente la mancanza di un commento da parte della dinastia di Riyadh.
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Ventuno i morti a Beirut nell'attentato di Ruwais, il Presidente Suleiman denuncia: "Bomba a matrice sionista!"
Siamo purtroppo costretti ad aggiornare al rialzo il bilancio del vigliacco attentato esplosivo che nel pomeriggio di ieri ha colpito il quartiere sciita di Beirut, roccaforte del Movimento Hezbollah. Secondo le ultime stime sono ben ventuno le vittime e non meno di 330 i feriti. La recente, vigliacca decisione dell'UE di indicare una parte di Hezbollah come 'gruppo terrorista' ha giocato sicuramente un ruolo nella genesi di questo attacco, i mandanti sionisti di questa bomba codarda avranno inteso la decisione dei politicanti di Bruzelles mosci e senza palle come una 'luce verde' per questo loro attacco, che si sia manifestato per opera di una branca del Mossad o attraverso uno dei tanti gruppetti wahabiti al soldo di Tel Aviv (come quelli che operano in Siria).
Del resto, la matrice sionista dell'attentato é stata messa in rilievo persino dal Presidente libanese Michel Suleiman che in un suo messaggio alla nazione ha giustamente indicato che solo Israele può essere interessato, con questi mezzi vigliacchi a colpire la Resistenza libanese e a incitare diffidenza e settarismo nel tessuto sociale del Paese dei Cedri. Il Primo Ministro uscente Najib Mikati e il suo successore, l'incombente Tammam Salam, si sono uniti nel cordoglio alle famiglie delle vittime, dichiarando la giornata di oggi un venerdì di lutto nazionale.
Del resto, la matrice sionista dell'attentato é stata messa in rilievo persino dal Presidente libanese Michel Suleiman che in un suo messaggio alla nazione ha giustamente indicato che solo Israele può essere interessato, con questi mezzi vigliacchi a colpire la Resistenza libanese e a incitare diffidenza e settarismo nel tessuto sociale del Paese dei Cedri. Il Primo Ministro uscente Najib Mikati e il suo successore, l'incombente Tammam Salam, si sono uniti nel cordoglio alle famiglie delle vittime, dichiarando la giornata di oggi un venerdì di lutto nazionale.
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giovedì 15 agosto 2013
Il quartiere sciita di Beirut colpito da una bomba sionista nell'anniversario della sconfitta di Israele: nove i morti!
Riceviamo in questo preciso momento la notizia che il sobborgo sciita di Beirut, roccaforte del movimento Hezbollah sarebbe stato colpito da un'esplosione. L'evento richiama il recente attentato di giugno, che grazie alla prontezza dei militanti di Nasrallah si concluse soltanto con alcuni feriti e cade in una data topica visto che oggi ricorre il settimo anniversario della sconfitta dell'invasione sionista del 2006.
Secondo i primi aggiornamenti l'esplosione ha colpito l'arteria di Rouwais bir-al-Abed causando nove vittime e numerosi feriti.
La bomba é chiaramente di matrice sionista, anche se fosse stata collocata da fanatici wahabiti come i pochi dispersi seguaci di Ahmad Assir o di qualche altro barbouze takfiro, visto che é ormai chiaro a tutti che l'estremismo sunnita é al servizio e al soldo di Tel Aviv essendo sempre intento a colpire l'Asse della Resistenza e stranamente disinteressato al Regime ebraico di occupazione della Palestina.
Attendiamo ulteriori aggiornamenti che saremo prontissimi ad uploadare in questo articolo o in ulteriori post, a seconda del loro numero e della loro profondità.
Secondo i primi aggiornamenti l'esplosione ha colpito l'arteria di Rouwais bir-al-Abed causando nove vittime e numerosi feriti.
La bomba é chiaramente di matrice sionista, anche se fosse stata collocata da fanatici wahabiti come i pochi dispersi seguaci di Ahmad Assir o di qualche altro barbouze takfiro, visto che é ormai chiaro a tutti che l'estremismo sunnita é al servizio e al soldo di Tel Aviv essendo sempre intento a colpire l'Asse della Resistenza e stranamente disinteressato al Regime ebraico di occupazione della Palestina.
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martedì 9 luglio 2013
Bomba takfira contro gli Sciiti di Beirut fa quaranta feriti; Hezbollah: "Il regime ebraico dietro questo atto vigliacco!"
Come al solito i pupazzi estremisti che nel loro odioso e meschino settarismo riescono a mettersi nelle mani imperialiste e sioniste come docili burattini e si fanno sacrificare inutilmente contro le forze della Resistenza (come successo a Sidone giorni fa con la totale debacle del ridicolo Ahmad Assir e dei suoi seguaci) sono riconoscibili per la bassezza dei loro stratagemmi: non essendo riuscite a intaccare nemmeno superficialmente la dedizione del popolo libanese agli ideali di lotta e contrasto a ogni livello dei piani imperialisti essi hanno pensato bene di tentare di colpire i cittadini indifesi di Dahiyeh, il grande sobborgo sciita a Sud di Beirut, vera e propria culla e roccaforte di Hezbollah.
Una macchina riempita di esplosivo é stata fatta detonare poche ore fa, causando parecchi danni materiali e ferendo superficialmente una cinquantina di persone, ma i risultati di questo gesto vigliacco, sono stati, ovviamente, del tutto opposti a quelli sperati dai takfiri venduti. "Sperano che questi sciocchi attacchi ci separino, ci allontanino da Hezbollah e dal Sayyed Nasrallah? Ameremo entrambe ancora più fortemente e consacreremo i nostri bambini, a partire dai miei stessi figli, a Lui e alla Resistenza!" sono state le parole rilasciate subito dopo l'attentato da una donna che si trovava poco distante dall'esplosione.
Il Ministro Marwan Charbel avrebbe già visitato il sito dell'attacco promettendo che le forze dell'ordine e di sicurezza non lasceranno nulla di intentato per identifcare, catturare e punire a dovere i responsabili di tale atto deprecabile.
AGGIORNAMENTO: Dall'ospedale più vicino alla zona dell'esplosione é venuto il comunicato ufficiale che trentotto persone si sono rivolte ai sanitari per cure e di esse già trenta sono state dimesse con prognosi variabili dagli uno ai tre giorni.
Una macchina riempita di esplosivo é stata fatta detonare poche ore fa, causando parecchi danni materiali e ferendo superficialmente una cinquantina di persone, ma i risultati di questo gesto vigliacco, sono stati, ovviamente, del tutto opposti a quelli sperati dai takfiri venduti. "Sperano che questi sciocchi attacchi ci separino, ci allontanino da Hezbollah e dal Sayyed Nasrallah? Ameremo entrambe ancora più fortemente e consacreremo i nostri bambini, a partire dai miei stessi figli, a Lui e alla Resistenza!" sono state le parole rilasciate subito dopo l'attentato da una donna che si trovava poco distante dall'esplosione.
Il Ministro Marwan Charbel avrebbe già visitato il sito dell'attacco promettendo che le forze dell'ordine e di sicurezza non lasceranno nulla di intentato per identifcare, catturare e punire a dovere i responsabili di tale atto deprecabile.
AGGIORNAMENTO: Dall'ospedale più vicino alla zona dell'esplosione é venuto il comunicato ufficiale che trentotto persone si sono rivolte ai sanitari per cure e di esse già trenta sono state dimesse con prognosi variabili dagli uno ai tre giorni.
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martedì 26 marzo 2013
Ristabilita la pace a Tripoli Siriaca, ma "Per controllare del tutto la città servirebbero diecimila soldati!"
Parlando ai rappresentanti dei media locali il Ministro degli Interni libanese Marwan Charbel, diventato "ad interim" vista la ricezione delle dimissioni del Premier Mikati da parte del Presidente Sleiman, ha dichiarato che a Tripoli Siriaca la situazione é "sotto controllo" grazie agli sforzi dell'Armee Libanaise che ha saputo ancora una volta dividere gli schieramenti con un efficace 'cuscinetto' di sicurezza.
Parlando con l'emittente Voice of Lebanon Charbel ha dichiarato che i militari non hanno esitato ad aprire il fuoco contro bande che circolavano armate, arrestando un certo numero di individui che ne facevano parte e confiscando le loro armi e munizioni. Charbel ha dichiarato che l'Esercito nazionale sta svolgendo la sua funzione al meglio nella città settentrionale anche se, per garantire la pace al 100 per 100 sarebbe necessario poter schierare sul campo qualcosa come 10mila uomini, cosa che per adesso é impossibile.
Nel corso degli scontri dei giorni scorsi sono morte sette persone tra cui anche un militare delle forze regolari.
Parlando con l'emittente Voice of Lebanon Charbel ha dichiarato che i militari non hanno esitato ad aprire il fuoco contro bande che circolavano armate, arrestando un certo numero di individui che ne facevano parte e confiscando le loro armi e munizioni. Charbel ha dichiarato che l'Esercito nazionale sta svolgendo la sua funzione al meglio nella città settentrionale anche se, per garantire la pace al 100 per 100 sarebbe necessario poter schierare sul campo qualcosa come 10mila uomini, cosa che per adesso é impossibile.
Nel corso degli scontri dei giorni scorsi sono morte sette persone tra cui anche un militare delle forze regolari.
domenica 22 aprile 2012
Ferve il dibattito in Libano sulla necessità di una radicale riforma del sistema elettorale!
Partiti, fazioni e comunità etniche e religiose libanesi sono impegnate in questi giorni in un serratissimo dibattito riguardo la necessità di sostituire completamente l'attuale ordinamento elettorale con uno nuovo prima delle elezioni politiche del 2013. Il vecchio sistema prevede collegi maggioritari uninominali con premio di maggioranza e risale addirittura al 1920 (venne parzialmente correto nel 1960 con l'introduzione di qualche quota proporzionale) ed era stato studiato dagli occupanti coloniali francesi insieme con i rappresentanti della comunità cristiano-maronita per permettere a quest'ultima (che all'epoca aveva la maggioranza della popolazione) di occupare indefinitamente il potere. Del resto lo stesso Libano é una nazione artificiale ottenuta "ritagliando" dalla Siria le province a maggioranza maronita (denominazione cristiana cattolica sui iuri) in maniera da ottenere uno Stato dove i Francesi avrebbero sempre potuto contare su interlocutori cristiani e cattolici.
Ma ormai la demografia é cambiata e il 41% della popolazione é sciita, inoltre i maroniti non sono più uniti sotto un'unica bandiera ma si differenziano tra i neofascisti di Geagea e Gemayel, venduti a Israele e agli Usa, alleati coi sunniti del mezzo-saudita Saad Hariri (il Renzo Bossi libanese) e i progressisti dell'LMP dell'Ex-generale Aoun e il Marada della famiglia Franjeh, separato dai falangisti dall'odio incolmabile per la strage della famiglia Franjeh compiuta dai loro miliziani nel 1978 (quando i falangisti cercarono di distruggere militarmente ogni altro gruppo cristiano maronita -Guardiani dei Cedri, Tigri Ahrar, Marada e altri- in maniera da instaurare una loro egemonia).
Il Ministro dell'Interno Marwan Charbel ha proposto un sistema proporzionale secco che garantisca a ogni gruppo etnico e religioso una rappresentanza in base alla sua consistenza numerica; resterebbe da decidere come riorganizzare i collegi elettoriali che dovrebbero dividere il Libano in un numero di circoscrizioni variabile dalle 10 alle 14. Ovviamente decidere dove far passare i confini tra l'una e le altre potrebbe avere drammatica influenza sul peso numerico della rappresentanza elettorale di questo o quell'altro gruppo o setta. In Libano esistono circa 17 diverse comunità che vanno dai 'player maggiori' (Maroniti, Sunniti, Sciiti) a gruppi di media entità (Drusi, Greco-Ortodossi, Alawiti) a piccolissimi gruppi (Armeni, Yazidi, Curdi) che però magari costituiscono la maggioranza assoluta di una cittadina o di una provincia.
Ma ormai la demografia é cambiata e il 41% della popolazione é sciita, inoltre i maroniti non sono più uniti sotto un'unica bandiera ma si differenziano tra i neofascisti di Geagea e Gemayel, venduti a Israele e agli Usa, alleati coi sunniti del mezzo-saudita Saad Hariri (il Renzo Bossi libanese) e i progressisti dell'LMP dell'Ex-generale Aoun e il Marada della famiglia Franjeh, separato dai falangisti dall'odio incolmabile per la strage della famiglia Franjeh compiuta dai loro miliziani nel 1978 (quando i falangisti cercarono di distruggere militarmente ogni altro gruppo cristiano maronita -Guardiani dei Cedri, Tigri Ahrar, Marada e altri- in maniera da instaurare una loro egemonia).
Il Ministro dell'Interno Marwan Charbel ha proposto un sistema proporzionale secco che garantisca a ogni gruppo etnico e religioso una rappresentanza in base alla sua consistenza numerica; resterebbe da decidere come riorganizzare i collegi elettoriali che dovrebbero dividere il Libano in un numero di circoscrizioni variabile dalle 10 alle 14. Ovviamente decidere dove far passare i confini tra l'una e le altre potrebbe avere drammatica influenza sul peso numerico della rappresentanza elettorale di questo o quell'altro gruppo o setta. In Libano esistono circa 17 diverse comunità che vanno dai 'player maggiori' (Maroniti, Sunniti, Sciiti) a gruppi di media entità (Drusi, Greco-Ortodossi, Alawiti) a piccolissimi gruppi (Armeni, Yazidi, Curdi) che però magari costituiscono la maggioranza assoluta di una cittadina o di una provincia.
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