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domenica 30 settembre 2018

Commando russi e siriani stanno prendendo di mira i depositi chimici di Al Nusra nella Provincia di Idlib?


La versione in lingua araba di Sputnik News, citando fonti anonime, riferisce che un certo numero di assalitori sconosciuti ha attaccato un arsenale di Al Nusra in Provincia di Idlib, rubando diverse bombole di gas di cloro e sarin dopo averne ucciso le guardie.

Ha inoltre affermato che Idlib ha assistito a una crescente ondata di tensioni e lotte intestine tra gruppi terroristici rivali negli ultimi mesi.

La scorsa settimana, il sito web in lingua araba di Sputnik News ha riportato che Al Nusra aveva inviato sei carichi di Sarin e gas di cloro ai terroristi che sono stati schierati nel Nord della Provincia di Hama e nel Nordest di quella di Latakia.

martedì 20 marzo 2018

Confermato! Negli ultimi sette giorni per ben tre volte i takfiri del Ghouta hanno cercato di inscenare 'provocazioni chimiche'!

Parlando ai microfoni dell'emittente RT nella mattinata di oggi il Ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, ha confermato che per ben tre volte nel corso della scorsa settimana i militanti takfiri del Ghouta Est hanno cercato di impiegare agenti chimici per 'creare' a bella posta un incidente che Usa e accoliti potessero usare come pretesto per lanciare attacchi contro unità e basi governative siriane.

mercoledì 14 marzo 2018

Ad Al-Shifouniyeh i Siriani trovano grandi quantità di agente corrosivo pronto per una nuova "provocazione chimica"!

Dobbiamo mille ringraziamenti agli eroici militari dell'Esercito Arabo Siriano.

Tra le altre cose, anche per avere, con la rapidità delle loro avanzate e delle loro vittorie, sventato i diabolici piani americani e takfiri per una nuova "provocazione chimica" nel Ghouta Est, che sarebbe dovuta servire a fornire la 'scusa' per attacchi e bombardamenti a stelle e strisce contro Damasco e le sue forze.

Infatti i ripetuti "avvertimenti" lanciati dalla Casa Bianca (e puntualmente "pappagallati" dai suoi maggiordomi inglesi e dalle camerierine francesi) contro Assad "se avesse usato 'di nuovo' armi chimiche" erano in realtà un ammiccamento ai barbouzes ciabattari..."avanti, belli di mamma, lanciate ancora cloro sulla popolazione, noi prontamente sosterremo che 'HA STATO ASSAD' e lo bombarderemo!".

mercoledì 23 agosto 2017

Come prevedibile, l'US Navy si attacca all'ipotesi "fantascientifica" per evitare di ammettere le sue pecche e lacune!

Ammettere i propri sbagli? MACCHE'!

Confessare le proprie mancanze? GIAMMAI!

Rimettere i cadetti di Marina su un veliero a lucidare gli ottoni, scrutare l'orizzonte, prendere in mano sestanti e compassi da carteggio, squadrette e carte nautiche? MA CHE SCHERZIAMO??

LA COLPA SE LE NAVI DELLA SETTIMA FLOTTA SBATTONO CONTRO PETROLIERE, PESCHERECCI E MERCANTILI E' DI CICCIOKIM, DEI CINESI E DI PUTY!!!

HA STATO LUI! COME SEMPRE!

La risposta dei vertici dell'US Navy al disastro di Singapore é degna di una fiera del ritardo mentale.

Il crollo di un impero può essere tragico, sanguinoso, ma anche eroico in un certo senso, ce lo hanno insegnato i Romani, gli Spagnoli, Napoleone, gli Asburgo...ora gli Americani ci mostrano che può anche essere ridicolo.

venerdì 18 agosto 2017

Confusione Mentale! Siti e social jihadisti sauditi pensano di essere vittime di un "complottone" american-turco-iraniano!

Per essere wahabiti, si sa, é necessario mancare di qualche rotella.

Ma per produrre una mappa come quella che presentiamo qui sopra (circolata negli ultimi giorni su siti jihadisti e su social network wahabiti presenti in Arabia Saudita) bisogna essere preda del marasma mentale più completo.

Credere che Stati Uniti d'America, Turchia e Iran siano 'partner' in un completto per smembrare l'Arabia Saudita vuol dire ignorare completamente l'attualità geopolitica.

La Turchia, una volta fedelissima alleata degli Usa ha raffreddato moltissimo le sue relazioni con Washington all'indomani del fallito golpe dell'estate scorsa.

martedì 24 maggio 2016

Raid della sicurezza siriana nel quartiere damasceno di Al-Midan sventa il progetto di un attentato takfiro!

Nella serata di ieri un 'blitz' delle forze di sicurezza siriane nel quartiere di Al-Midan é risultato nell'arresto di otto uomini accusati di programmare un attentato esplosivo nella capitale Damasco.

Gli otto avevano insospettito la popolazione con il loro comportamento e ben presto i cittadini damasceni avevano avvertito le autorità competenti, portando al raid decisivo.

Non é chiaro a quale organizzazione gli arrestati facessero riferimento, ma é certo che la maggior parte di loro sia di cittadinanza straniera pur se dotati di documenti falsi evidentemente creati con materiale saccheggiato da uffici governativi siriani.

sabato 21 febbraio 2015

Il regime saudita cerca di elevare ridicole accuse contro Hezbollah: la smentita é immediata e sprezzante!

Sul quotidiano saudita Al-Watan (asservito ai voleri del Re e della Corte, come tutti i media dell'ultima monarchia assoluta del pianeta) sono apparse assurde accuse riguardo un presunto 'complotto' di Hezbollah per assassinare l'Ex-Ministro Michel Samaha.

lunedì 17 novembre 2014

Il Generale Al-Furaji eletto "Militare dell'Anno": la sua nomina a Ministro ha segnato la fine per i terroristi!!

Il Generale Generale Al-Furaji divenne Ministro della Difesa a luglio 2012 in circostanze drammatiche. La guerra contro i mercenari terroristi pagati da Obama e da Israele (oltre che da Erdogan, Sauditi e Qatar) aveva alti costi; l'azione di difesa delle parti più popolate e produttive del Paese aveva lasciato "incistare" gruppi di takfiri tagliagole in profondità nelle province più remote e desertiche, Aleppo era assediata, si parlava di movimenti di militanti armati nei pressi di Damasco.

La riunione ai vertici della Difesa programmata per il 18 luglio doveva affrontare questi argomenti e si diceva che potesse intervenire lo stesso Presidente Assad, per questo i terroristi wahabiti pagarono dei dipendenti interni al Ministero per portare dentro una bomba e decapitare i vertici dell'Esercito e forse anche dello Stato prima del loro assalto alla capitale ('Operazione Vulcano').

Ma la morte del Ministro Dawoud Rahjia ebbe l'effetto di spianare la strada al Generale Al-Furaji, visto che in Siria é costume che il Capo di SM diventi sempre Ministro della Difesa quando la sede rimane vacante.

In breve, Furaji e il suo collaboratore Ali ‘Abdullah Ayyoob che gli sucesse come Capo di SM hanno fatto amaramente pentire i takfiri del loro gesto omicida, visto che per stessa ammissione di molti leader terroristi catturati. "I nuovi vertici della Difesa siriana si dimostrarono dieci volte più efficienti di quelli che avevamo eliminato".

venerdì 16 maggio 2014

Comunicato ufficiale del PFLP-GC nel 66esimo anniversario dell'Olocausto della NAKBA!

Riprendiamo in toto dalla pagina Facebook della Comunità Unadikum il comunicato emesso nel sessantaseiesimo anniversario della pulizia etnica del 1948 dalla direzione del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina - Comando Generale.
 
Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina-Comando generale: «La cosiddetta "primavera araba", è un'estensione della Nakba, prendendo di mira i campi profughi palestinesi in Siria»

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina-Commando Generale ha dichiarato che la cosiddetta "primavera araba" è un'estensione della Nakba del 1948, dal momento che si stanno prendendo di mira i campi profughi palestinesi in Siria, in particolare Yarmouk, attraverso le mani e gli strumenti del nemico sionista per cacciare i palestinesi al di fuori della geografia dell’ incubatore politico siriano di resistenza e per cercare di rubare il diritto sacro del popolo palestinese al ritorno.

Il Fronte ha spiegato, in un comunicato per il 66esimo anniversario della Nakba, che è in atto il tentativo di imporre una nuova realtà politica nell'arena palestinese attraverso negoziati futili e per programmare l'imposizione sionista americana del cosiddetto Stato ebraico, ovvero la traduzione reale della cosiddetta "primavera araba", che è apparsa nella sua realizzazione attraverso la cospirazione e la guerra globale contro la Siria.

Il FPLP-CG ha evidenziato come l’anniversario della Nakba sia una tappa per mobilitare la volontà popolare in Palestina e ritornare al programma politico del movimento nazionale palestinese attraverso la Resistenza di base militante e la lotta armata.

La dichiarazione del FPLP-CG sottolinea che la scomparsa dell'entità sionista è la necessità strategica storica per la libertà della nazione realizzata con la forza e la volontà della resistenza, le lotte del popolo palestinese e con i suoi sacrifici.

La rinuncia ad un solo centimetro della terra di Palestina è un tradimento del Diritto del nostro Popolo e la negazione storica dei suoi sacrifici.

giovedì 15 maggio 2014

Brahimi l'amico dei wahabiti si dimette! Kerry e il munchkin della 'peggior Korea' tentano di difenderlo!!

L'algerino Lakhdar Brahimi era stato nominato dalle potenze imperialiste che controllano l'ONU come l'esecutore testamentario del 'Dossier Siria' sarebbe stato lui, nei piani delle cancellerie di Washington, Londra, Tel Aviv, una vota distrutta la Repubblica Araba grazie alle atrocità delle milizie mercenarie straniere pagate da NATO, Arabia Saudita e Qatar a dettare i termini della resa incondizionata, con tanto di esilio, se non di carcere e di capestro per il Presidente legittimo Bashar Assad e di instaurazione di un califfato islamico takfiro da cui procedere poi a nuove aggressioni contro Libano e Irak liberato.

Ma grazie alla titanica Resistenza del Popolo di Siria, ai provvidi interventi di Russia, Cina, Iran, degli Hezbollah del Libano e di volontari generosi ed eroici da tutto il Crescente Sciita, i piani accuratamente stilati sono andati a farsi benedire e alla seconda conferenza di Montreaux la delegazione Siriana ha detto "NO" a qualunque piano occidentale di sovversione e di 'regime change' sul modello serbo, libico o irakeno.

Brahimi ci ha messo quasi sei mesi a rendersi conto del suo fallimento e finalmente, mai troppo presto, ha rassegnato le sue dimissioni; puntuali si sono scatenate le critiche al suo operato parziale e insincero da parte siriana, col rappresentante di Damasco all'ONU Bashar Jafaari che ha denunciato come Brahimi non abbia fatto niente per rimuovere le inique sanzioni imposte dai paesi imperialisti contro la Siria, che colpiscono la popolazione e come non abbia mai denunciato esplicitamente i paesi che sostengono con denaro, armi e altri rifornimenti i mercenari stranieri.

Brahimi ha sempre agito come se in Siria anziché un'aggressione esterna di estremisti "importati" nel paese ci fosse una 'guerra civile' tra Siriani 'pro' o 'contro' Assad, cosa che non si é mai verificata; infatti a difendere il suo scarso e fallimentare operato sono subito saltati su "Lurch" Kerry, zombesco maggiordomo di Casa Obama e il giallolimone della Worst Korea, il nanerottolo Ban ki-Moon, famoso per la miopia selettiva quando bisogna vedere e condannare i crimini di Washington, Londra, Bruxelles e Tel Aviv.

giovedì 20 marzo 2014

Monsignor Atallah Hanna da Gerusalemme: "I nemici della Siria sono gli stessi che opprimono la Palestina!!"

Nella città palestinese di Al-Quds, sottoposta a illegale occupazione sionista, l’Arcivescovo greco-ortodosso di Sebastia, Atallah Hanna, ha discusso con una delegazione del Golan siriano (similmente occupato) la situazione araba e le violazioni israeliane nella città occupata di Gerusalemme.

Mons. Hanna ha espresso sostegno alla Siria, che da sempre ha sostenuto la causa palestinese e ha pagato un caro prezzo per questo.

Ha detto che la Siria trionferà sui suoi nemici, che sono i nemici della Palestina; coloro che stanno cospirando contro la Siria oggi sono gli stessi cospiratori contro la Causa palestinese.

Ha salutato l’autodeterminazione e la fermezza del popolo del Golan di fronte alle forze di occupazione israeliane.

Da parte sua, la delegazione ha apprezzato la posizione di Monsignor Hanna in sostegno della Siria e la sua difesa nei circoli internazionali.

mercoledì 25 settembre 2013

Emergono nuovi particolari sul complotto takfiro dell'autobomba di Ruwais mentre l'Armee Libanaise si schiera a Dahyieh!

Ad alcuni mesi dalla tragica strage di Ruwais quando un'autobomba colpì il cuore del quartiere sciita di Beirut Sud causando dozzine di morti e centinaia di feriti cominciano a emergere dettagli sulle modalità e le responsabilità dell'attentato grazie ai grandi progressi fatti dagli inquirenti nell'inchiesta relativa.

L'autobomba era una BMW comperata dall'originale proprietario Nada Salman, nativo di Moutsaibeh e residente a Aliyeh. Acquirente era un uomo di Ersal, località nota per la presenza di gruppi takfiri vicini all'Alleanza 14 Marzo.

Il takfiro di Ersal ha ceduto la BMW al concittadino Omar Atrash; questo nome appariva già nei file delle indagini sugli attentati a personale dell'Esercito libanese avvenuti nel corso dell'ultimo anno, segno che la matrice wahabita é comune per questo genere di  delitti.

Atrash insieme a dei complici ha caricato di esplosivo l'auto e ha sostituito la targa con una falsa. A portare la BMW nel quartiere sciita é stato il cittadino siriano Mohamed al-Karouni, ripreso da telecamere di sorveglianza alla guida del mezzo un paio di giorni prima della sua esplosione.

lunedì 16 settembre 2013

Il principe saudita 'Bandar Bush' sconfitto in Siria adesso vorrebbe rovesciare il Governo tunisino!

Differentemente da quanto é successo in Egitto, dove la caduta di Mubarak é stata seguita dal temporaneo predominio politico di una formazione settaria, asservita a interessi stranieri e ansiosa di accaparrarsi tutto il potere in una prospettiva di totale chiusura e scontro verso le altre forze che avevano contribuito alla ribellione contro l'autocrate in Tunisia come ha potuto rendersi conto chi abbia seguito i numerosi nostri articoli in merito, la predominanza del partito religioso Ennahda si é accompagnata con una mentalità aperta alla cooperazione con forze laiche (CPR ed Ettakatol).

Ovviamente questo non sta bene ai torvi principi sauditi finanziatori della branca più ottusa e oscurantista di Islam retrogrado che vorrebbero quindi fomentare l'instabilità e il terrore nel paese partendo dai gruppuscoli takfiri che purtroppo esistono nelle sacche più misere e marginali nella società tunisina.

E sarebbe proprio il capo dei servizi segreti 'Bandar Bush' bin Sultan, i cui piani per far intervenire militarmente gli Usa contro la Siria sono stati recentemente vanificati dall'inziativa diplomatica russa  a avere elaborato anche questo complotto che potrebbe portare morte, attentati, settarismo e miseria anche in Nordafrica, colpendo un popolo che fra mille difficoltà è riuscito a liberarsi da un tiranno e a costruire una Democrazia funzionale.

martedì 20 agosto 2013

Gli uomini arrestati in Libano con l'Audi-bomba sono legati al vile attentato di Ruwais!

Riceviamo notizia e immediatamente la ritrasmettiamo, che il "colpo" delle forze di sicurezza libanesi che hanno intercettato avantieri una Audi ripiena d'esplosivo ha spezzato la schiena al complotto anti-hezbollah che aveva collocato l'autobomba di Ruwais, che aveva fatto più di venti morti nel centro del quartiere sciita di Beirut Sud.
(Mohammad Qassem al-Ahmad,
Saeed Mohammad Bahri)

Le autorità hanno anche pubblicato le foto segnaletiche di altri due membri del commando terrorista, tali  Mohammad Qassem al-Ahmad e Saeed Mohammad Bahri che sono tuttora latitanti.

Gli arrestati, tra cui si trovano due uomini di cittadinanza libanese e due fratelli palestinesi (Ahmed Saeed e Khaled Saeed), stanno venendo interrogati dagli inquirenti che sperano di arrivare presto ai loro mandanti e procedere quindi a nuovi arresti. L'operazione, oltre a risparmiare nuove decine di vittime tra i cittadini libanesi, dimostra l'alto livello di professionalità ed efficienza raggiunto dalle agenzie di sicurezza di Beirut.




venerdì 16 agosto 2013

Nasrallah: "Chi pensa di intimidirci con una bomba non conosce la storia della nostra determinazione!"

Una semplice frase, che però, pronunciata da quel mago di carisma oratorio che risponde al nome di Sayyed Hassan Nasrallah é stata capace, anche nel profondo cordoglio per le decine di vittime del vigliacco attentato esplosivo di ieri, di ispirare un vero e proprio tornado di devozione nei cuori degli abitanti di Ruwaiss e di Dahyieh, degli Sciiti, dei Libanesi, degli Arabi che non vogliono chinare la testa di fronte alle minacce sioniste e imperialiste.

"Chi crede di poterci intimidire con una bomba farebbe meglio a studiare la storia di Trentuno anni di lotta portati avanti dalla Resistenza Islamica in Libano!"

Questo il messaggio oggi consegnato dal leader di Hezbollah ai 'padrini' di Tel Aviv della bomba che ieri ha fatto strage in un tranquillo pomeriggio d'agosto nel quartiere sciita di Beirut Sud, ma i destinatari erano anche altri: erano gli eunuchi di Bruxelles, che si sono piegati al ricatto di Sion dichiarando una parte di Hezbollah 'terrorista', sono i grassi e senili emiri conservatori del Golfo, che fomentano il settarismo contro gli Sciiti e contro l'Asse della Resistenza, sono i curatori fallimentari dell'imperialismo Usa nella regione, le cui fortune vanno sempre più in bancarotta grazie al rinnovato vigore della lotta che si stende dall'Asia Centrale alle rive del Mediterraneo.

Hezbollah ha anche ringraziato le attestazioni di stima e cordoglio che sono arrivate al popolo libanese e al suo movimento da tutti i paesi della regione, stigmatizzando fortemente la mancanza di un commento da parte della dinastia di Riyadh.

Ventuno i morti a Beirut nell'attentato di Ruwais, il Presidente Suleiman denuncia: "Bomba a matrice sionista!"

Siamo purtroppo costretti ad aggiornare al rialzo il bilancio del vigliacco attentato esplosivo che nel pomeriggio di ieri ha colpito il quartiere sciita di Beirut, roccaforte del Movimento Hezbollah. Secondo le ultime stime sono ben ventuno le vittime e non meno di 330 i feriti. La recente, vigliacca decisione dell'UE di indicare una parte di Hezbollah come 'gruppo terrorista' ha giocato sicuramente un ruolo nella genesi di questo attacco, i mandanti sionisti di questa bomba codarda avranno inteso la decisione dei politicanti di Bruzelles mosci e senza palle come una 'luce verde' per questo loro attacco, che si sia manifestato per opera di una branca del Mossad o attraverso uno dei tanti gruppetti wahabiti al soldo di Tel Aviv (come quelli che operano in Siria).
Del resto, la matrice sionista dell'attentato é stata messa in rilievo persino dal Presidente libanese Michel Suleiman che in un suo messaggio alla nazione ha giustamente indicato che solo Israele può essere interessato, con questi mezzi vigliacchi a colpire la Resistenza libanese e a incitare diffidenza e settarismo nel tessuto sociale del Paese dei Cedri. Il Primo Ministro uscente Najib Mikati e il suo successore, l'incombente Tammam Salam, si sono uniti nel cordoglio alle famiglie delle vittime, dichiarando la giornata di oggi un venerdì di lutto nazionale.

giovedì 15 agosto 2013

Il quartiere sciita di Beirut colpito da una bomba sionista nell'anniversario della sconfitta di Israele: nove i morti!

Riceviamo in questo preciso momento la notizia che il sobborgo sciita di Beirut, roccaforte del movimento Hezbollah sarebbe stato colpito da un'esplosione. L'evento richiama il recente attentato di giugno, che grazie alla prontezza dei militanti di Nasrallah si concluse soltanto con alcuni feriti e cade in una data topica visto che oggi ricorre il settimo anniversario della sconfitta dell'invasione sionista del 2006.

Secondo i primi aggiornamenti l'esplosione ha colpito l'arteria di Rouwais bir-al-Abed causando  nove vittime e numerosi feriti.

La bomba é chiaramente di matrice sionista, anche se fosse stata collocata da fanatici wahabiti come i pochi dispersi seguaci di Ahmad Assir o di qualche altro barbouze takfiro, visto che é ormai chiaro a tutti che l'estremismo sunnita é al servizio e al soldo di Tel Aviv essendo sempre intento a colpire l'Asse della Resistenza e stranamente disinteressato al Regime ebraico di occupazione della Palestina.

Attendiamo ulteriori aggiornamenti che saremo prontissimi ad uploadare in questo articolo o in ulteriori post, a seconda del loro numero e della loro profondità.

domenica 28 luglio 2013

L'Arcivescovo cristiano ortodosso di Palestina, Atallah Hannah, chiama 'Servi di Israele' i terroristi anti-Assad!

Nessuno meglio dei Palestinesi sa chi siano, nel variegato palcoscenico politico-militare mediorientale gli alleati di cui ci si può veramente fidare e gli 'alleati' per modo di dire, quelli che al primo refolo di vento contrario sono in grado di lasciarti in braghe di tela con le più varie e articolate scuse e giustificazioni. Nel primo campo rientrano sicuramente i leader e i movimenti dell'Asse della Resistenza, per cui il problema degli innegabili e non-negoziabili Diritti del Popolo di Palestina sta alla base dell'intera 'Questione Mediorientale' e che non smetteranno di sostenere la lotta contro l'imperialismo sionista e americano fino a che un centimetro di Palestina Storica sarà soggetto a occupazione.

Nella seconda rientrano certamente gli islamisti di varie fatte (wahabiti, takfiri, fratelli musulmani e simili) che dal primo minuto in cui si sono trovati al potere (vedi quanto avvenuto in Egitto) non hanno trovato di meglio che rotolarsi sulla schiena facendo moine a Israele, tenendo ben chiuso Rafah e scatenandosi ad attaccare i "Tunnel della Vita" verso Gaza.

L'Arcivescovo cristiano-ortodosso di Palestina, Atallah Hannah, nel corso di un recente discorso ai media locali e regionali ha ribadito che quanti si siano recati in Siria per combattere contro il legittimo Governo del Presidente Assad, storico sostenitore dei Diritti dei Palestinesi, erede di una delle più immacolate e coerenti storie di Resistenza alle prevaricazioni, alle aggressioni e agli abusi sionisti, non sono altro che "pupazzi e marionette del Regime ebraico", riconoscendo il nesso di causa-effetto tra il desiderio di Tel Aviv di colpire lo snodo tra Iran ed Hezbollah (la Siria assadista, appunto) e la pronta organizzazione del complotto USA-NATO-wahabita contro Damasco.

martedì 9 luglio 2013

Bomba takfira contro gli Sciiti di Beirut fa quaranta feriti; Hezbollah: "Il regime ebraico dietro questo atto vigliacco!"

Come al solito i pupazzi estremisti che nel loro odioso e meschino settarismo riescono a mettersi nelle mani imperialiste e sioniste come docili burattini e si fanno sacrificare inutilmente contro le forze della Resistenza (come successo a Sidone giorni fa con la totale debacle del ridicolo Ahmad Assir e dei suoi seguaci) sono riconoscibili per la bassezza dei loro stratagemmi: non essendo riuscite a intaccare nemmeno superficialmente la dedizione del popolo libanese agli ideali di lotta e contrasto a ogni livello dei piani imperialisti essi hanno pensato bene di tentare di colpire i cittadini indifesi di Dahiyeh, il grande sobborgo sciita a Sud di Beirut, vera e propria culla e roccaforte di Hezbollah.

Una macchina riempita di esplosivo é stata fatta detonare poche ore fa, causando parecchi danni materiali e ferendo superficialmente una cinquantina di persone, ma i risultati di questo gesto vigliacco, sono stati, ovviamente, del tutto opposti a quelli sperati dai takfiri venduti. "Sperano che questi sciocchi attacchi ci separino, ci allontanino da Hezbollah e dal Sayyed Nasrallah? Ameremo entrambe ancora più fortemente e consacreremo i nostri bambini, a partire dai miei stessi figli, a Lui e alla Resistenza!" sono state le parole rilasciate subito dopo l'attentato da una donna che si trovava poco distante dall'esplosione.

Il Ministro Marwan Charbel avrebbe già visitato il sito dell'attacco promettendo che le forze dell'ordine e di sicurezza non lasceranno nulla di intentato per identifcare, catturare e punire a dovere i responsabili di tale atto deprecabile. 
AGGIORNAMENTO: Dall'ospedale più vicino alla zona dell'esplosione é venuto il comunicato ufficiale che trentotto persone si sono rivolte ai sanitari per cure e di esse già trenta sono state dimesse con prognosi variabili dagli uno ai tre giorni.

venerdì 3 maggio 2013

Il Premier irakeno Nouri al-Maliki vince il braccio di ferro coi ministri curdi che ritornano alle sedute del Governo centrale!

Già notevolmente rafforzato dalla vittoria netta della sua coalizione nelle recenti elezioni provinciali, il Premier irakeno Nouri al-Maliki ha incamerato una nuova vittoria politica quando, dopo settimane di Aventino, i Ministri curdi del Governo sono tornati con la coda e le orecchie basse (metaforicamente parlando) a sedersi a Bagdad, interrompendo un autoesilio che durava da due mesi.
La rottura si era consumata quando il Parlamento aveva passato a maggioranza il bilancio statale del 2013 senza allocare i fondi richiesti dai Curdi per permettere alle compagnie petrolifere americane di lavorare nel Nord del paese, secondo accordi presi unicamente con le autorità locali, accordi illegali secondo la legge irakena che prevede uno stretto controllo centralizzato del Governo su tutte le attività petrolifere.

Ma dopo due mesi di boicottaggio delle riunioni governative, di fronte alla indisponibilità di Maliki ad alcun cedimento e di fronte alla sua larga vittoria elettorale, i Curdi hanno dovuto passare la mano e dichiararsi sconfitti: nella giornata di ieri Nechirvan Barzani aveva annunciato la resa, oggi i Ministri curdi sono tornati al tavolo di Bagdad.