Da ormai diversi giorni si susseguono gli scontri a Istanbul, dapprima nella storica piazza Taksim, poi anche in altre zone della grande metropoli sul Bosforo, a causa della perdita di controllo di una serie di manifestazioni che, iniziate per protestare contro la demolizione di un parco pubblico per la creazione di uno shop center con parcheggio, si sono rapidamente trasformate in una violenta contestazione 'tout court' della premiership di Erdogan. Come un Primo Ministro come Erdogan sia potuto passare da una trionfale rielezione a maggioranza assoluta a questa grave impasse lo si può capire solamente seguendo la disastrosa sequela di iniziative servili e filo-imperialiste che ha preso negli ultimi due anni, accettando lo schieramento sul suo territorio di radar NATO 'anti-Iran', immischiandosi nella vicenda siriana sostenendo tagliagole e terroristi wahabiti, accettando una frettolosa 'conciliazione' con Israele per la questione della 'Mavi Marmara' dopo che la precedente intransigenza lo aveva reso il beniamino del Medio Oriente.Queste iniziative fallimentari hanno sgretolato il sostegno amplissimo di cui godeva il partito 'AK' all'interno della società turca, facendo rifluire una parte del consenso popolare verso quei partiti che non avevano smesso di opporsi a Erdogan anche durante l'alta marea dei suoi successi elettorali. Un'altra volta si ha la prova provata che non si possa trattenere a lungo il favore dell'opinione pubblica quando ci si renda burattini e agenti prossimi degli interessi imperialisti e sionisti.




