Dire che Ankara é coinvolta direttamente con gli straccioni islamisti del 'califfato', di questi tempi, é banale e scontato come dire che il fuoco brucia e che l'acqua é bagnata eppure ha fatto benissimo Nouri al-Maliki, Ex-premier irakeno e attuale Vicepresidente del paese mesopotamico, a ripeterlo pubblicamente, dopo che, per dovere di diplomazia, il suo successore a capo dell'Esecutivo di Bagdad, Haider Abadi, ha dovuto ricevere ufficialmente il collega neo-ottomano (nonché 'timoniere' della totale inversione di marcia della politica estera turca) Ahmet Davutooglu.
Maliki con la sua dichiarazione ha riaffermato che in Irak nessuno é disposto a dimenticare o a perdonare il ruolo turco nel sostegno al terrorismo wahabita e quanto esso abbia causato difficoltà, perdite, lutti e dolori alla terra dei Due Fiumi e al suo popolo.
Maliki ha anche affermato che l'Irak deve guardare all'Iran e solamente all'Iran per ricevere aiuti decisivi nella sua lotta contro gli estremisti, come dimostrano le recenti vicende dell'Operazione Ashoura con cui é stato stroncato un piano diabolico di attacco alle province sciite del paese e la sua recente visita ufficiale all'Ayatollah Khamenei.
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sabato 22 novembre 2014
Nouri al-Maliki non é incantato dalle sciarade diplomatiche di Erdogan e Davutoglu: "Ankara coinvolta direttamente con l'ISIS!"
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domenica 2 giugno 2013
"Per un parco Recep perse la cappa!" Il neo-ottomanesimo di Erdogan e Davutoglu naufraga tra le proteste di Piazza Taksim!
Da ormai diversi giorni si susseguono gli scontri a Istanbul, dapprima nella storica piazza Taksim, poi anche in altre zone della grande metropoli sul Bosforo, a causa della perdita di controllo di una serie di manifestazioni che, iniziate per protestare contro la demolizione di un parco pubblico per la creazione di uno shop center con parcheggio, si sono rapidamente trasformate in una violenta contestazione 'tout court' della premiership di Erdogan. Come un Primo Ministro come Erdogan sia potuto passare da una trionfale rielezione a maggioranza assoluta a questa grave impasse lo si può capire solamente seguendo la disastrosa sequela di iniziative servili e filo-imperialiste che ha preso negli ultimi due anni, accettando lo schieramento sul suo territorio di radar NATO 'anti-Iran', immischiandosi nella vicenda siriana sostenendo tagliagole e terroristi wahabiti, accettando una frettolosa 'conciliazione' con Israele per la questione della 'Mavi Marmara' dopo che la precedente intransigenza lo aveva reso il beniamino del Medio Oriente.Queste iniziative fallimentari hanno sgretolato il sostegno amplissimo di cui godeva il partito 'AK' all'interno della società turca, facendo rifluire una parte del consenso popolare verso quei partiti che non avevano smesso di opporsi a Erdogan anche durante l'alta marea dei suoi successi elettorali. Un'altra volta si ha la prova provata che non si possa trattenere a lungo il favore dell'opinione pubblica quando ci si renda burattini e agenti prossimi degli interessi imperialisti e sionisti.
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sabato 9 marzo 2013
Scoop dell'emittente libanese Al-Manar! Ecco come la Turchia cerca di reclutare estremisti per la milizia qaedista 'al-nusra'!!
Come abbiamo già dichiarato in numerosissimi articoli precedenti uno dei peggiori punti deboli dell'insorgenxa wahabita presente in Siria é proprio quello di non comprendere nelle sue fila quasi nessun siriano, essendo un movimento (o meglio, una collezione di movimenti, milizie, bande) disomogenee, multinazionali, poco coordinate e capacissime, piuttosto che di unire i loro sforzi, di rivolgere le armi le une contro lel altre per banali motivi di supremazia territoriale o spartizione del bottino di saccheggi e ruberie.Per porre rimedio a questo fatto i servizi segreti militari turchi, pesantemente coinvolti nel sostegno a bande e milizie estremiste operanti in Siria, hanno iniziato a far circolare oltre confine dei 'reclutatori' incaricati di individuare potenziali 'reclute' siriane per il movimento estremista legato ad Al-Qaeda 'Fronte di Al-Nusra'; ne é venuta a conoscenza l'emittente libanese Al-Manar (canale radiotelevisivo del partito Hezbollah), che ha potuto intervistare un siriano (ferito e catturato dalle forze regolari governative) che é stato avvicinato proprio da uno di questi individui.
Il prigioniero ha confermato che gli ufficiali turchi che lo hanno accostato gli hanno sottoposto un questionario da riempire e gli hanno poi fornito altre copie dello stesso che lui avrebbe dovuto diffondere tra amici, conoscenti e altre persone passibili (a suo giudizio) di poter volersi unire ai terroristi. All'uomo era stata prospettata, nel caso fosse riuscito a portare alle file degli estremisti la fantastica cifra di 60 persone "una enorme somma di denaro in premio".
Il questionario dato ai 'candidati', organizzato in 28 punti, dal primo al tredicesimo cerca di raccogliere informazioni in merito alla presenza e alla struttura delle forze armate di Assad nella zona d'origine del compilatore, dal 14 al 23 comprende domande sulla società civile della zona, dal 24 al 27 interroga il candidato sui possibili 'obiettivi' per eventuali azioni armate e al punto 28 gli domanda informazioni sulla presenza di minoranze etniche e religiose di sua conoscenza.
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sabato 2 marzo 2013
Il Partito Repubblicano del Popolo si mobilita in Turchia e dice: "No!" alle lusinghe di 'Lurch'-Kerry a Erdogan e Davutoglu!
Nonostante il fatto che da poco più di un secolo il loro paese sia stato "dirottato" da militari laicisti fascistoidi e genocidi venduti agli interessi geopolitici delle potenze atlantiche la maggior parte dei cittadini turchi sa benissimo di appartenere a un popolo centroasiatico, di cultura e civiltà musulmana (con alcune comprensibili e logiche peculiarità) i cui interessi risiedono in comune con quelli dei loro vicini asiatici e arabi, musulmani e/o cristiani orientali e in una prospettiva strettamente 'eurasiatica' che non ha niente a che fare con i tentativi "dal vertice" (che sia occupato dai suddetti militari servi della NATO o da fittizi esponenti di un "Islam Americanizzato") di sradicare la Turchia dalle sue vere radici e trasformarla in una potenza europea, filoamericana e filosionista.Ulteriore segnale di questa consapevolezza si é avuto in occasione dell'arrivo in Turchia di "Lurch" Kerry, neo-segretario di Stato in luogo della 'malvagia strega' Dama Clinton, dove il Partito Repubblicano del Popolo Turco (CHP) non ha perso l'occasione per lanciare massicce manifestazioni di dissenso, tanto nella capitale Ankara, che a Istanbul e anche ad Alessandretta, città strappata alla Siria con un colpo di mano militare negli anni '20 e oggi 'retrofronte' del sostegno di Erdogan e Davutoglu alle formazioni mercenarie terroriste.
Nella capitale turca le forze di polizia si sono scatenate con ferocia contro i manifestanti inermi e disarmati facendo copioso uso di gas urticanti usati al di fuori di qualunque paramentro di sicurezza e ferendo e intossicando dozzine e dozzine di persone.
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