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venerdì 21 gennaio 2022

In Irak il dialogo tra forze sciite sta facendo riavvicinare formazioni un tempo ferocemente avverse le une alle altre!

I negoziati inter sciiti in Irak procedono lentamente e positivamente all'interno del “quadro di coordinamento” che rappresenta tutti i partiti sciiti e Sayed Moqtada al-Sadr, che nel recente passato aveva preso le distanze dagli altri gruppi sciiti nel tentativo, fallito, di aumentare il proprio prestigio e clout a discapito delle altre formazioni politiche della stessa corrente religiosa. Tuttavia, la partecipazione del ex Vicepresidente Nouri al-Maliki è ancora in discussione perché al-Sadr si ostinerebbe a rifiutarsi di includerlo in un futuro Governo. 

Ma al contrario del 'giovane' (per la media dei leader religiosi sciiti) Al-Sadr, Al-Maliki, PROPRIO per essersi allontanato dal proscenio politico (pur continuando a frequentarne le "quinte") ha visto solo salire il proprio prestigio e la propria influenza, mentre il discendente del famoso martire oppositore di Saddam Hussein, si é "logorato" nel tentativo di rafforzare una supremazia che non ha mai realmente avuto.

Tuttavia, è troppo presto per concludere il percorso negoziale perché c'è ancora tempo per scegliere un blocco sciita unificato che eleggerà il Presidente della repubblica e il prossimo Premier.

martedì 21 aprile 2015

Il cellulare di Ibrahim al-Dhouri svela insospettabili collegamenti dell'ISIS con politici irakeni di primo piano!

L'agenda del cellulare di Izzat Ibrahim al-Dhouri, già gerarca del regime di Saddam, quindi riciclatosi nelle file takfire dell'ISIS, recuperato dopo la sua uccisione da parte delle forze di sicurezza irakene a Est di Tikrit sta facendo tremare tutti quei politici irakeni che a qualunque livello hanno intrattenuto relazioni o contatti col 'Daash' o con le sue formazioni progenitrici negli ultimi anni.

Sembra certo che tra i contatti telefonici di Dhouri ci fossero oltre a noti criminali ormai contumaci come Tarek al-Hashemi  anche esponenti sunniti entrati nell'area di Governo come Dhafer al-Aani, Usama al-Nujayfi, Saleh al-Mutlaq e persino rappresentanti curdi come Ayad Allawi.

lunedì 2 giugno 2014

Battaglia nell'Anbar tra takfiri e militari irakeni, mentre Al-Maliki trova sostegno per un nuovo termine come Premier!!

Un "intenso scontro a fuoco" durato almeno tre ore che ha visto l'intervento anche della copertura aerea delle forze regolari, si é registrato nella Provincia di Anbar nella zona di Saqlawiya ove continua con inesausta intensità l'offensiva di Bagdad contro i gruppi estremisti takfiri.

Intanto nella capitale irakena, dopo il successo delle elezioni tenutesi senza eccessivi disturbi e attentati della militanza jihadista, dopo la pubblicazione dei risultati con  la netta affermazione del partito del Premier Nouri al-Maiki che ha staccato i secondi classificati di quasi sessanta seggi, un deciso passo avanti per la formazione di un terzo gabinetto a guida Maliki si é avuta oggi quando l'Unione Patriotica del Kurdistan, coi suoi 19 deputati si é detta disposta ad appoggiare un terzo mandato per lo statista sciita.

Ovviamente i Curdi non faranno nulla per nulla e in ambio del loro appoggio chiederanno a Maliki molte poltrone, forse anche quella di Presidente della Repubblica; vedremo quanto l'attuale Primo Ministro sarà disposto a concedere loro, se preferirà ampiare la base del suo consenso per quanto possibile o se si 'accontenterà del sostegno degli altri partiti sciiti.

martedì 20 maggio 2014

Grande affermazione di Nouri al-Maliki nelle elezioni politiche irakene: il Premier in carica stacca il secondo partito di 58 seggi!

Il Premier irakeno Nouri al-Maliki ha ottenuto 721.000 preferenze personali nelle recenti elezioni politiche del 30 aprile, portando il suo partito a conquistare 92 seggi. Subito dopo di lui si sono classificati, a cinquantotto lunghezze di distanza, i seguaci di Moqtada al-Sadr con 34 seggi, mentre il terzo partito sciita di Sayyed Hakim ha totalizzato 29 deputati.

Le formazioni curde del PUK e del KDP arrivano a 19 e 25 seggi a testa mentre solo le briciole rimangono per i sunniti di Osama Nujaifi con 23 parlamentari e del Blocco Arabiya di Mutlak, con 10 seggi. Visti i risultati a guidare nei prossimi anni il paese mesopotamico sarà una coalizione di partiti sciiti in cui Nouri al-Maliki, anche se non ricoprisse il premierato, avrà comunque un'importanza decisiva.

Si può certamente dire che i tentativi dell'Arabia Saudita di destabilizzare l'Irak con il terrorismo mercenario wahabita sono decisamente falliti, nel globale panorama di sconfitte rimediate da Riyadh nel corso di questi ultimi tre anni.



lunedì 11 febbraio 2013

Il Presidente del Parlamento irakeno sfugge a un attentato esplosivo a Niniveh!

Osama al-Nujaifi, Presidente della Camera Irakena, é sfuggito grazie alla prontezza e alla preparazione delle sue guardie del corpo, a un attentato compiuto contro di lui tramite una bomba che é stata fatta detonare al passaggio della sua auto nella città di Niniveh, nell'Irak settentrionale.

Subito i sospetti sono scattati verso gli ambienti wahabiti/qaedisti sostenuti dalla Turchia e verso i 'saddamiti' sunniti nostalgici del passato regime (in cui, pur essendo l'infima minoranza della popolazione, gestivano tutto il potere militare e politico opprimendo la maggioranza degli irakeni), che ultimamente come hanno mostrato le sporadiche ma violente proteste nell'Anbar si sono uniti in una 'profana alleanza' contro il Governo sostenuto dalla maggioranza assoluta dei cittadini.

Del resto, vista l'impossibilità di spodestare con la violenza il Presidente Assad in Siria, l'asse imperialista filoamericano e filosionista sembra avere iniziato a rivolgersi verso l'Irak nel tentativo di destabilizzarlo secondo linee di frattura etniche e confessionali.
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