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martedì 23 aprile 2013

Dopo le violenze del fine settimana arrivano le dimissioni del Ministro della Giustizia egiziano!

Dopo i gravi scontri del week-end, che soltanto per un miracolo non si sono trasformati in una carneficina, concludendosi con un bilancio di oltre ottanta feriti di cui una dozzina piuttosto gravi, il Ministro della Giustizia Ahmed Mekky ha inviato la propria lettera di dimissioni, non al capo dell'Esecutivo Qandil (come ci si sarebbe aspettati) ma direttamente al Presidente Mohammed Mursi.

Nella missiva Mekky si augura che le proprie dimissioni possano essere utili nella prospettiva di un abbassamento delle tensioni polemiche che sono state alla base dei torbidi dei giorni scorsi; Mursi, nel frattempo aveva annunciato ai media di avere in cantiere una "profonda riforma" degli organi giudiziari egiziani, da più parti considerati un vero e proprio 'bastione' di personalità legate al vecchio regime di Mubarak.

"Riforme e cambiamenti saranno guidati dalla necessità di fare il meglio per i desideri e i bisogni della cittadinanza; l'obiettivo sarà di venire incontro alle richieste della popolazione". Ha chiosato il Capo dello Stato, parlando ai microfoni dei media nazionali.

sabato 20 aprile 2013

Ancora caos e scontri in Egitto, oltre ottanta feriti al Cairo, violenze anche ad Alessandria e Daqahliyah!!

Nella giornata di ieri si é rischiata la vera e propria strage al Cairo quando due manifestazioni "parallele", l'una promossa dall'Ikhwan musulmana e sostenuta dalla sua propaggine politica, l'altra riconducibile ai partiti e ai movimenti di opposizione, sono venute in contatto davanti al palazzo cairota della Corte Suprema. Nel bailamme che ne é seguito si sono sentiti numerosi spari, si sono viste sassaiole da entrambe le parti e sono stati appiccati incendi a veicoli e a strutture, con un complessivo bilancio di oltre ottanta feriti.
Per fortuna non ci sono stati morti e tra gli accettati nei vari pronto soccorso della città ben sessantanove sono stati dimessi entro stamane; inoltre scontri di molto minore entità si sono registrati ad Alessandria e Daqahilyah, con bilanci di due ed un ferito rispettivamente.

Le proteste sono state scatenate dalla decisione di rimuovere dalla Procura Generale Abdel Meguid Mahmud e installare al suo posto Talaat Abdallah. Molti in Egitto vedono la Magistratura, fedele esecutrice delle volontà di Mubarak ai tempi dello Stato di Emergenza come l'ultimo bastione di uomini dell'ex-regime e anche la recente decisione di considerare scaduti i termini massimi di carcerazione preventiva per le accuse di complicità in omicidio é stata vista da molti cittadini egiziani come un 'favore' a Mubarak.

Bisogna notare però che, comunque, l'ex-'Faraone' non tornerà libero in conseguenza di tale verdetto, venendo trattenuto in carcere per le accuse di corruzione e malversazione.


mercoledì 27 marzo 2013

Mursi Presidente-mollaccione, rinuncia ancora: troppa fatica confermare le elezioni politice, si rimandano di sei mesi!

"Questo é Sir Rodney, il mio cavaliere errante", pronunciava con albagìa il Re in una delle vignette di "Wizard of Id" pubblicata oltre quarant'anni fa, "Un tipo molto coraggioso?" replicava sognante la dama che con lui conversava; "No," la correggeva il Sovrano "Un tipo che fa molti ERRORI!". Confessiamo che, più osserviamo la meno che entusiasmante parabola politica di Mohammed Mursi e più sentiamo forte la tentazione di soprannominarlo "Il Presidente Errante", perché sembra masochisticamente felice di inanellare un errore politico dietro l'altro, da vero capocannoniere dell'autogoal.

Gli scenari post-rivoluzionari sono ambienti adatti ai Robespierre, ai Lenin, ai Khomeini...a individui carismatici e spregiudicati che sappiano prendere la giumenta infuriata della Storia e costringerla al morso e al passo che essi giudicano più appropriato, non ai L'vov, ai Kerenski, ai Carlo Alberto che col loro inane lambiccarsi e pencolare tra varie opzioni di comportamento finiscano per consumarsi nell'inazione più deleteria, eppure, Mursi, (per la cui parte politica non proviamo eccessivi trasporti o entusiasmi) si va dimostrando via via sempre più incapace di prendere decisioni coraggiose e definitive, cercando di accordarsi con un'opposizione che lo detesta e cedendo via via su terreni dove, per imporre la propria egemonia, dovrebbe impuntarsi e tenere duro.

Dopo avere stabilito di tenere nuove elezioni politiche "a rate" tra aprile e fine giugno é bastato il 'nyet' del Potere Giudiziario, unito a un po' di scontri di piazza, per fare recedere dal proposito "Mursi-Tentennatore", che prontamente ha spostato di sei mesi, il prossimo ottobre, la data delle consultazioni...se i giudici gliele lasceranno organizzare!

Un vero rivoluzionario avrebbe contestato la legittimità del verdetto, avrebbe denunciato la Magistratura come un bastione del vecchio regime, fatta di giudici istruiti e nominati 'ad hoc' dal dittatore Mubarak, avrebbe sciolto le corti d'imperio sostitutendole con Tribunali della Rivoluzione...ma Mursi l'Errante, lo abbiamo capito, non é di questa pasta...

domenica 2 dicembre 2012

Il Presidente egiziano Mursi sottoporrà la nuova Costituzione a un referendum tra 13 giorni!

Sarà un Referendum popolare a dire l'ultima parola sullo scontro costituzionale tra il Presidente egiziano Mohamed Mursi e gli oppositori (cascami dell'ex-regime, intellettuali laicisti, liberali e scontenti vari) che ultimamente hanno contestato anche con la violenza i provvedimenti presi dal primo capo di Stato democraticamente eletto dopo la cacciata di Mubarak.

Saranno i risultati delle urne, dove i cittadini egiziani verranno chiamati a giudicare la nuova Costituzione uscita dai lavori della Commissione appositamente convocata (e prontamente abbandonata da laicisti, liberali e 'progressisti' perché rispecchiava fedelmente gli indirizzi delle elezioni, dove i partiti religiosi avevano la maggioranza), che ha recentemente concluso i suoi lavori.

La nuova Costituzione riconosce nel Corano e nell'Islam la principale fonte di Diritto del Paese, coerentemente con la Storia e la Cultura dell'Egitto, musulmano fin dal tempo del Califfo Omar, ma, al contrario di quanto detto da alcuni outlet mendaci e fonte di propaganda occidentalista e islamofoba non "istituisce la sharia".
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domenica 25 novembre 2012

In Egitto i Giudici si mobilitano contro Mursi mentre le piazze si riempono di sostenitori e di oppositori al Presidente!

Si scalda e si complica sempre più la situazione in Egitto con il "pronunciamento" del Potere Giudiziario che, per bocca dell'Ex-procuratore Generale Abdel Maguid Mahmoud, ha sfidato apertamente il 'blitz' costituzionale del Presidente dichiarando l'illiceità del suo licenziamento.

Tuttavia bisogna sempre tenere a mente che Mursi ha dietro di sé la legittimità di una elezione democratica a stragrande maggioranza mentre i giudici sono tutti vecchi arnesi nominati dal regime di Mubarak quindi é quantomeno singolare la loro pretesa di ergersi adesso, dopo aver servito per trent'anni un regime illiberale, a "paladini di Democrazia".

Inoltre non é stato certo volere di Mursi o del suo Partito o dell'Ikhwan di cacciare i rappresentanti 'laici', 'liberali', 'progressisti' etc dall'assemblea di esperti che stanno scrivendo la nuova Costituzione; sono stati questi stessi ad andarsene quando si sono resi conto di essere in minoranza rispetto agli esponenti religiosi, che piaccia o non piaccia esprimono il volere della maggioranza della popolazione (il 70 per cento del voto democraticamente espresso é andato a partiti religiosi nelle prime elezioni libere dell'Egitto).
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giovedì 19 maggio 2011

I carcerieri sionisti si rifiutano di obbedire a ingiunzione della Corte Suprema a favore di prigioniera palestinese!!


Continuano ad arrivare notizie che dimostrano come il sistema repressivo e carcerario del Regime sionista si dimostri sempre più senza controllo, comportandosi via via come una sorta di potere autonomo e assoluto da controlli e ordinanze che dovrebbero gestirne e guidarne le iniziative, su input del potere giudiziario.

Questa volta i carcerieri dell'Apartheid si sono bellamente infischiati di un'ingiunzione addirittura della Corte Suprema dello Stato ebraico, che gli ordinava di permettere alla prigioniera politica palestinese Ahlam al-Tamimi di contattare telefonicamente i suoi genitori, profughi palestinesi residenti in Giordania.

La Tamimi aveva inoltrato una petizione alla Corte Suprema per vedere riconosciuto il suo diritto ad avere rapporti coi suoi parenti prossimi, tutti residenti in Giordania e impossibilitati a viaggiare fino in Palestina per visitarla fisicamente. Incredibilmente, anziché adeguarsi all'ingiunzione del Supremo Tribunale dello Stato, il sistema carcerario sionista pretende di "farsi da sé" le regole. Il progressivo scollamento di controlli e bilanciamenti tra poteri é uno dei segni sicuri di sfaldamento e disgregazione degli stati illiberali.

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