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sabato 21 giugno 2014

Putin esprime solidarietà e promette "sostegno" alla lotta irakena contro il terrorismo wahabita!

Il Presidente russo Vladimir Putin non si lascia distrarre o intimorire e mantiene ben fissa la propria attenzione sui "punti focali" degli interessi di Mosca in Medio Oriente; dopo aver sostenuto in ogni maniera il Governo di Damasco contro l'aggressione mercenaria fomentata da Washington, Tel Aviv e Riyadh é ora pronto a fare lo stesso nei confronti di Bagdad, verso cui la Rosobonexport ha già importantissimi contratti militari in fase di completamento e molti altri, vista la situazione, potrebbero venire aperti.

Putin, parlando al telefono col Presidente Irakeno Nouri al-Maliki, ha ascoltato i piani di quest'ultimo per recuperare completamente il controllo delle aree ancora infestate dai mercenari dell'ISIL e ha "Confermato il completo sostegno russo verso tali sforzi, augurandosi che presto le autorità di Bagdad possano reclamare la totale sovranità sulle zone attaccate dai terroristi".

Il Presidente russo si é detto conscio come le attività dell'ISIL abbiano ormai carattere regionale e debbano venire affrontate come un problema internazionale con la massima cooperazione di paesi come appunto la Russia, la Siria, l'Irak ma anche l'Iran.

venerdì 13 dicembre 2013

Di ritorno da Teheran Sergei Lavrov parla al telefono con Ismail Haniyeh: Hamas cerca di uscire dall'angolo?

Poco dopo la sua visita diplomatica in Iran il capo della diplomazia di Putin, Sergei Lavrov, ha chiamato al telefono il Premier palestinese Ismail Haniyeh, trattenendosi con lui in una conversazione durata oltre mezz'ora.

Il Portavoce del Gabinetto di Haniyeh, Taher al-Nunu ha dichiarato che la chiamata di Lavrov costituisce la prima comunicazione diretta col Primo Ministro palestinese da diversi mesi (da quando cioé Hamas aveva voltato le spalle ad Assad sostenendo per qualche tempo le posizioni dei terroristi wahabiti attivi in Siria).

Lavrov avrebbe ascoltato con interesse la descrizione fattagli da Haniyeh delle misure intraprese per assorbire i peggiori effetti dello strangolante assedio sionista contro Gaza e si sarebbe impegnato a spendere l'accresciuta influenza russa in ambito mediorientale (magari col Generale Al-Sisi?) perché il blocco al ghetto palestinese venga per quanto possibile ammorbidito.

venerdì 15 novembre 2013

Putin chiama Assad al telefono e gli fa le sue congratulazioni! L'intesa Mosca-Damasco più salda che mai!

Il Presidente russo Vladimir Putin nella giornata di giovedì scorso ha colloquiato direttamente con l'alleato siriano Bashir el-Assad, per la prima volta dall'inizio della campagna di provocazione terrorista internazionale scatenata contro la Siria dalle potenze imperialiste.

Putin avrebbe espresso la propria soddisfazione per i successi delle forze armate siriane contro le milizie takfire e per l'encomiabile comportamento del Governo di Assad nella questione dello smaltimento delle armi chimiche, Assad inoltre avrebbe reiterato la prontezza del suo esecutivo a inviare una delegazione il prossimo dicembre a Ginevra per la programmata e più volte rinviata conferenza diplomatica sulla situazione siriana.

Con la situazione militare drammaticamente volta a favore dei difensori del popolo e dello Stato siriano é ovvio che qualunque accordo per la soluzione dei nodi restanti in campo non potrà prescindere dalla permanenza al potere del legittimo Presidente e dalla sua ricandidatura alle prossime elezioni del 2014.

giovedì 19 maggio 2011

I carcerieri sionisti si rifiutano di obbedire a ingiunzione della Corte Suprema a favore di prigioniera palestinese!!


Continuano ad arrivare notizie che dimostrano come il sistema repressivo e carcerario del Regime sionista si dimostri sempre più senza controllo, comportandosi via via come una sorta di potere autonomo e assoluto da controlli e ordinanze che dovrebbero gestirne e guidarne le iniziative, su input del potere giudiziario.

Questa volta i carcerieri dell'Apartheid si sono bellamente infischiati di un'ingiunzione addirittura della Corte Suprema dello Stato ebraico, che gli ordinava di permettere alla prigioniera politica palestinese Ahlam al-Tamimi di contattare telefonicamente i suoi genitori, profughi palestinesi residenti in Giordania.

La Tamimi aveva inoltrato una petizione alla Corte Suprema per vedere riconosciuto il suo diritto ad avere rapporti coi suoi parenti prossimi, tutti residenti in Giordania e impossibilitati a viaggiare fino in Palestina per visitarla fisicamente. Incredibilmente, anziché adeguarsi all'ingiunzione del Supremo Tribunale dello Stato, il sistema carcerario sionista pretende di "farsi da sé" le regole. Il progressivo scollamento di controlli e bilanciamenti tra poteri é uno dei segni sicuri di sfaldamento e disgregazione degli stati illiberali.

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