Meno di sessanta persone, a questo si é ridotta ormai la presenza terrorista a Tikrit, cittadina natale di Saddam Hussein, i cui quartieri sulle rive del Tigri sono rimasti per diversi mesi sottoposti all'umiliante giogo dei 'barbouze' dell'autoproclamato 'califfato' dell'ISIS. Ormai, con tre quarti della città liberata ed ermeticamente isolata da qualunque possibilità di controffensiva o rinforzo ai terroristi in essa intrappolati, le forze irakene hanno deciso, anche per evitare perdite dovute a mine e trappole esplosive certamente seminate dai takfiri, di attendere l'intervento di unità specializzate per ripulire i pochi quartieri ancora infestati dal 'Daash'.
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domenica 15 marzo 2015
Tre quarti di Tikrit in mano alle truppe irakene: "Ci sono meno di sessanta terroristi rimasti nei quartieri interni!"
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sabato 8 novembre 2014
Vigliacco attentato dell'ISIS uccide un Generale della polizia irakena a Biji!!
Avevamo già segnalato la settimana scorsa come, in risposta alla continua avanzata delle forze governative irakene che dai dintorni di Biji stavano avanzando sempre più in direzione di Mosul i disperati takfiri dell'ISIS avessero cercato di far filtrare delle autobombe in direzione del centro abitato, dove si erano insediati i comandi militari avanzati e altre strutture di controllo delle forze irakene.
Ben tre attentati erano stati sventati dall'efficienza e dalla vigilanza delle forze di Bagdad ma, purtroppo, nelle ultime ore un vigliacco terrorista a bordo di un furgone-bomba é riuscito in parte nella sua missione.
Facendosi detonare a un posto di blocco un wahabita al soldo del Qatar e della Turchia (e, in ultimo, utile alla strategia mediorientale della Casa Bianca) é riuscito a uccidere tre membri della polizia e un alto ufficiale della stessa, il Maggior Generale Faisal Ahmed.
Speriamo che il suo martirio venga presto vendicato con la distruzione di ulteriori rifugi e avamposti del Daash nella provincia di Ninive, sempre più vicino a Mosul.
Ben tre attentati erano stati sventati dall'efficienza e dalla vigilanza delle forze di Bagdad ma, purtroppo, nelle ultime ore un vigliacco terrorista a bordo di un furgone-bomba é riuscito in parte nella sua missione.
Facendosi detonare a un posto di blocco un wahabita al soldo del Qatar e della Turchia (e, in ultimo, utile alla strategia mediorientale della Casa Bianca) é riuscito a uccidere tre membri della polizia e un alto ufficiale della stessa, il Maggior Generale Faisal Ahmed.
Speriamo che il suo martirio venga presto vendicato con la distruzione di ulteriori rifugi e avamposti del Daash nella provincia di Ninive, sempre più vicino a Mosul.
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giovedì 6 novembre 2014
La strada principale per Mosul riconquistata dalle forze governative Irakene!
Un altro importantissimo passo per la liberazione definitiva del Nord dell'Irak dalla presenza di elementi terroristi takfiri sostenuti da Turchia e Qatar é stato compiuto nella giornata di ieri quando un ulteriore segmento della principale arteria stradale per Mosul, città della Provincia di Ninive ancora infestata dai wahabiti, é caduto in mano alle truppe regolari.
Scontri a fuoco sono ancora in corso nei dintorni della strada ma essa é già aperta e transitabile per le truppe dell'Esercito e i loro corpi ausiliari, che nelle ultime settimane si sono distinti per una impressionante serie di avanzate e vittorie.
Il Governo di Haider Abadi, che quando é successo a quello di Nouri al-Maliki alcuni ipocriti e disinformati commentatori hanno salutato come un esecutivo 'anti-iraniano' che avrebbe dovuto procedere alla frammentazione del territorio nazionale secondo i desideri americani e israeliani, si é dimostrato durissimo nel combattere e perseguitare i terroristi, appoggiandosi ancora più saldamente al sostegno iraniano e russo.
Scontri a fuoco sono ancora in corso nei dintorni della strada ma essa é già aperta e transitabile per le truppe dell'Esercito e i loro corpi ausiliari, che nelle ultime settimane si sono distinti per una impressionante serie di avanzate e vittorie.
Il Governo di Haider Abadi, che quando é successo a quello di Nouri al-Maliki alcuni ipocriti e disinformati commentatori hanno salutato come un esecutivo 'anti-iraniano' che avrebbe dovuto procedere alla frammentazione del territorio nazionale secondo i desideri americani e israeliani, si é dimostrato durissimo nel combattere e perseguitare i terroristi, appoggiandosi ancora più saldamente al sostegno iraniano e russo.
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lunedì 3 novembre 2014
Si intensificano le operazioni nella Provincia di Anbar, liberata l'arteria Samarra-Fallujah, rastrellamenti intorno a Hit!
L'Esercito irakeno ha continuato, intensificandole, le operazioni recentemente iniziate nella Provincia di Anbar, dove si era registrata una recrudescenza di atti violenti commessi dall'ISIS contro le tribù e i clan sunniti che rifiutavano di aiutare i terroristi.
Ovviamente, per chiarezza e imparzialità, bisogna dire che quelle stesse tribù e clan fino a pochi mesi fa ospitavano e rifornivano i gruppi di mercenari takfiri, sperando di poter influenzare tramite loro le autorità centrali di Bagdad e imporre una specie di 'autonomia etnico/settaria' sulle loro zone. Quindi i sunniti pagano (anche sanguinosamente) per i propri passati errori di giudizio.
Ma l'Esercito irakeno non considera queste cose e lotta ogni giorno per difendere dagli sgozzatori del Daash tutti gli irakeni: sunniti, sciiti, cristiani, yazidi, curdi e altri ancora. In queste ore é stata liberata la via di collegamento tra Samarra e Fallujah.
Il commentatore Adnan al-Sarraj ha confermato che forze ingenti stanno rastrellando i dintorni di Hit alla ricerca di terroristi o di rifugi e arsenali da essi lasciati in località nascoste.
Ovviamente, per chiarezza e imparzialità, bisogna dire che quelle stesse tribù e clan fino a pochi mesi fa ospitavano e rifornivano i gruppi di mercenari takfiri, sperando di poter influenzare tramite loro le autorità centrali di Bagdad e imporre una specie di 'autonomia etnico/settaria' sulle loro zone. Quindi i sunniti pagano (anche sanguinosamente) per i propri passati errori di giudizio.
Ma l'Esercito irakeno non considera queste cose e lotta ogni giorno per difendere dagli sgozzatori del Daash tutti gli irakeni: sunniti, sciiti, cristiani, yazidi, curdi e altri ancora. In queste ore é stata liberata la via di collegamento tra Samarra e Fallujah.
Il commentatore Adnan al-Sarraj ha confermato che forze ingenti stanno rastrellando i dintorni di Hit alla ricerca di terroristi o di rifugi e arsenali da essi lasciati in località nascoste.
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giovedì 19 giugno 2014
Hezbollah e Surete Libanaise sventano attentato multiplo contro gli ospedali del quartiere sciita di Beirut!
Il quotidiano libanese Al-Akhbar ha svelato come Hezbollah, agendo in concerto con le forze di sicurezza libanesi sia riuscito a sventare un diabolico piano delle Brigate Abdullah Azzam che volevano colpire contemporaneamente con tre bombe altrettanti ospedali del quartiere sciita di Beirut Sud, Dahyieh, già obiettivo di attacchi esplosivi nei mesi scorsi.
L'operazione antiterrorismo, che segue di pochi giorni il rastrellamento dell'Arsal col quale erano stati catturati numerosi membri dell'organizzazione wahabita é stata probabilmente resa possibile proprio dalle dichiarazioni di questi ultimi. L'Esercito ha sequestrato un SUV Bmw-X5 e due motociclette che venivano usate per monitorare l'ospedale di Al-Rasoul Al-A'zam e gli altri due obiettivi del piano.
Nonostante il Paese dei Cedri sia ora senza Presidente e senza un Governo funzionale i suoi apparati di sicurezza continuano a funzionare a piena efficienza, aiutati in questi momenti critici dalla Resistenza di Hezbollah.
L'operazione antiterrorismo, che segue di pochi giorni il rastrellamento dell'Arsal col quale erano stati catturati numerosi membri dell'organizzazione wahabita é stata probabilmente resa possibile proprio dalle dichiarazioni di questi ultimi. L'Esercito ha sequestrato un SUV Bmw-X5 e due motociclette che venivano usate per monitorare l'ospedale di Al-Rasoul Al-A'zam e gli altri due obiettivi del piano.
Nonostante il Paese dei Cedri sia ora senza Presidente e senza un Governo funzionale i suoi apparati di sicurezza continuano a funzionare a piena efficienza, aiutati in questi momenti critici dalla Resistenza di Hezbollah.
lunedì 16 giugno 2014
Paracadutisti dell'Armee Libanaise in azione intorno ad Arsal a caccia di terroristi wahabiti!!
Se qualcuno sta osservando gli sviluppi della situazione in Irak con interesse e forse un po' più d'un pizzico di preoccupazione é proprio il Libano che, bloccato in una crisi istituzionale da cui per ora non si intravede via d'uscita, potrebbe non essere rapido quanto Al-Maliki a proclamare l'emergenza nazionale e fare fronte a un possibile attacco da parte di elementi estremisti wahabiti.
Per evitare che questo timore possa diventare realtà negli ultimi giorni uomini del Reggimento Parà dell'Armee hanno iniziato una serie di pattugliamenti dei dintorni di Arsal, alla ricerca di estremisti takfiri cacciati dalla Siria in occasione dell'offensiva finale contro la Valle di Qalamoun.
I servizi di sicurezza del Paese dei Cedri infatti avrebbero ricevuto informazioni in merito al tentativo di alcuni gruppi fuggiaschi da Yabroud, Rankous e altre località recentemente liberate dall'Esercito Siriano e da Hezbollah di costruire basi e arsenali nelle aspre colline del versante libanese del confine, come preludio a un loro tentativo di attaccare nuovamente la Siria.
Nei rastrellamenti finora sarebbero stati arrestati diversi operativi del gruppo estremista "Abdallah Azzam", rispondenti ai nomi di: Zaher A. Nour C, Adel C. Mohammed G e Haytham G.
Per evitare che questo timore possa diventare realtà negli ultimi giorni uomini del Reggimento Parà dell'Armee hanno iniziato una serie di pattugliamenti dei dintorni di Arsal, alla ricerca di estremisti takfiri cacciati dalla Siria in occasione dell'offensiva finale contro la Valle di Qalamoun.
I servizi di sicurezza del Paese dei Cedri infatti avrebbero ricevuto informazioni in merito al tentativo di alcuni gruppi fuggiaschi da Yabroud, Rankous e altre località recentemente liberate dall'Esercito Siriano e da Hezbollah di costruire basi e arsenali nelle aspre colline del versante libanese del confine, come preludio a un loro tentativo di attaccare nuovamente la Siria.
Nei rastrellamenti finora sarebbero stati arrestati diversi operativi del gruppo estremista "Abdallah Azzam", rispondenti ai nomi di: Zaher A. Nour C, Adel C. Mohammed G e Haytham G.
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