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mercoledì 2 dicembre 2015

Ecco il nuovo elicottero d'attacco iraniano, di cui si vanno assemblando i primi prototipi!

A diversi anni di distanza dall'introduzione in servizio del primo modello di elicottero totalmente di progettazione e costruzione iraniana, lo Shahed-285, ormai disponibile in diverse versioni (da ricognizione, da attacco e da pattugliamento marittimo) siamo in grado di presentare ai nostri lettori una rappresentazione grafica del nuovo elicottero iraniano: un velivolo d'attacco stile 'Eurocopter Tiger' con pilota e armiere sistemati in tandem.

Questo mezzo, che sarà armato con un minigun a tre canne e potrà portare assortimenti di razziere e missili sui punti d'appoggio laterali volerà a 270 Km/h, avrà un peso a vuoto di 5 tonnellate e un raggio operativo di circa 550 Km. Il suo rotore largo poco più di 15 metri sarà spinto da due turbine TV3VMA da 2000 hp ciascuna.

mercoledì 15 ottobre 2014

Torturatore ebreo al servizio dello Scià di Persia vive da decenni tranquillo tra Tel Aviv e Orlando!!

Un giornalista americano ha rivelato che un aguzzino iraniano di religione ebraica, addestrato dalla CIA per torturare gli attivisti politici iraniani durante il regime di Scià Reza Pahlavi, vive liberamente nello stato americano della Florida. Questo mostro si chiama Parviz Sabeti, alias Peter Sabeti, ed è stato direttore di un dipartimento della SAVAK (la polizia segreta dello Scià), secondo quanto rivelato dal repoter Wayne Madsen in un articolo intitolato ‘Meet the Beast of SAVAK”.

Nell’articolo si legge che gli agenti della SAVAK, tra cui Sabeti, sono stati addestrati dalla CIA, dall' MI6 (servizi segreti del Regno Unito) e dal Mossad, su tutte le forme di interrogatorio e tortura, tra cui tecniche apprese dalle SS e dalla Gestapo dopo la resa dei nazisti nel 1945. Madsen critica gli Usa e il suo alleato israeliano di rimanere in silenzio su Sabeti, uno dei capi della SAVAK e autore di crimini di massa contro gli attivisti politici iraniani durante la dittatura Pahlavi, mentre prosegue la caccia ad alcune «vecchie guardie dei campi di concentramento», in tutto il mondo.

«Questi sedicenti vendicatori del genocidio degli ebrei rimangono ipocritamente in silenzio quando un comandante o aguzzino israeliano che non si nasconde in Argentina, Brasile o Paragyay, ma vicino a Orlando, in Florida viene scoperto», ha scritto Madsen.

Sabeti, racconta Madsen, fuggito dall’Iran dopo la vittoria della rivoluzione islamica del 1979 «trovò rifugio prima in Israele, dove divenne un ufficiale del Mossad, e poi è andato negli Stati Uniti», dove attualmente vive. Oggi, Sabeti vive a Orlando, dove possiede una società di costruzione e sviluppo immobiliare chiamata Paris Enterprises. Madsen ha criticato gli Usa perché rifiutano di espellere Sabeti in Iran per essere processato per i suoi crimini contro l’umanità.

lunedì 18 agosto 2014

Presentate le diverse versioni dell'elicottero da attacco e ricognizione iraniano Shahed-285!!

Risultato del progetto "Cobra Melli" ('Cobra Nazionale' in Farsi), disegnato e prodotto dall'HESA lo Shahed 285 é entrato in servizio ufficialmente nelle forze armate iraniane nel 2012 dopo tre anni di test in ogni possibile condizione operativa.

Adesso é ufficiale la suddivisione del tipo in tre modelli diversi di cui due dedicati al ruolo di ricognizione e attacco per le forze di terra e uno per il pattugliamento marittimo con le forze di difesa costiera. Esse sono, rispettivamente, le versioni A e B per i primi due ruoli e C per il terzo.

Le versioni A e B montano un cannoncino automatico nel muso e o 4 missili anticarro 'Sadid' o due lanciarazzi da 57mm sui fianchi. La versione C sostituisce un avanzato sistema radar nel muso al posto del cannoncino e sui fianchi può montare due missili antinave pesanti 'Kowsar' oppure otto missili 'Sadid'. Per dirigere precisamente tali carichi bellici sui loro bersagli lo Shahed 285-C utilizza un display visivo multifunzione nella cabina di pilotaggio.

mercoledì 23 maggio 2012

Lo Shahed-285 entra in servizio regolare nella flotta aerea della Repubblica Islamica!

Nero, letale, veloce, silenzioso, lo Shahed-285, elicottero da combattimento della Repubblica Islamica dell'Iran é un sistema d'arma di qualità totale che non teme alcun confronto con i più avanzati prodotti dell'ingegneria aeronautica europea e americana, dai cui empori, arricchito dagli emolumenti grassati alle casse della Casa Bianca grazie agli sforzi dell'AIPAC e ai contribuenti tedeschi grazie alla florida "Indu$tria dell'Olocau$to" il regime ebraico dell'Apartheid, incapace di forgiare le proprie armi, si rifornisce per riempire il suo arsenale di ordigni con cui bombardare scuole, ospedali, moschee, chiese, folle di civili.
Tutt'altri propositi hanno mosso le mani e le menti degli ingegneri e dei tecnici di Teheran che, dando il via molti anni orsono al progetto "Cobra Melli" ('Cobra Nazionale' in Farsi) hanno obbedito all'imperativo fatto parola d'ordine dalla Guida Suprema di fornire il paese dei mezzi per difendere il suo popolo e la sua Rivoluzione Islamica senza dovere in niente dipendere dall'Estero; antifona affatto simile a quella degli ormai lontani tempi dello Scià, quando il denaro di gas e petrolio veniva scialacquato in stravaganti spese militari che rendevano il paese sempre più debole (paradossalmente) e dipendente dalle potenze imperialiste vista la totale mancanza di know-how iraniano per far funzionare le armi straniere.
Ma l'arte di arrangiarsi diventò prima necessità e poi virtù durante la Guerra Imposta del 1980-88, sfociando poi nell'ambizioso programma della "Jihad per l'autosufficienza militare" che ha portato Teheran a sviluppare una matura industria della Difesa che é in grado ormai di produrre armi individuali e di squadra, missili anticarro, antiaerei e antinave, razzi da battaglia e vettori balistici, artiglierie convenzionali e mobili, elicotteri e aeroplani, motoscafi lanciamissili, carri armati, fregate, blindati, sottomarini e di rinnovare e aggiornare i vecchi modelli lascito degli anni '70 e '80. Lo Shahed-285, inaugurato tre anni fa, si integra oggi pienamente nel sistema di difesa iraniano, aggiornando la flotta elicotteristica con un mezzo che non ha nulla da temere nel confronto con l'Apache americano e che anzi, in diversi ambiti, gli é perfino superiore.
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mercoledì 16 maggio 2012

Nuovi cacciabombardieri "Saeqeh" si aggiungono alle forze aeree della Repubblica Islamica dell'Iran!

Il Ministro della Difesa della Repubblica Islamica Brigadier Generale Ahmad Vahidi ha annunciato che una nuova squadriglia di cacciabombardieri "Saeqeh", gli aeroplani ottenuti dagli ingegneri di Teheran dall'ammodernamento e dall'evoluzione dei vecchi F-5 Northrop acquistati dallo Scià Reza Palhevi si é unita alla linea di volo dell'IRIAF, l'aviazione iraniana.
"La costruzione e la consegna di sempre nuovi caccia 'Saeqeh' procede senza alcun problema e testimonia dei passi avanti compiuti dall'industria aeronautica nazionale, ormai matura per realizzazioni più complesse ed ardite", ha affermato Vahidi in un comunicato esteso al principio della settimana, sottolineando come i 'Saeqeh' si integrino perfettamente nei nuovi piani per la difesa dello spazio aereo nazionale e per la coordinazione aria-terra, l'appoggio tattico alle formazioni dell'Esercito e della Guardia Rivoluzionaria e gli attacchi al suolo.
Il Vicecomandante dell'IRIAF, Aziz Nasrizadeh ha dichiarato recentemente che i prossimi Saeqeh includeranno notevoli migliorie ai sistemi radar e potranno montare munizioni teleguidate e 'intelligenti' di nuova generazione. I primi esemplari dell'aereo, che può considerarsi pariclasse dell'F-18 americano, sono entrati in servizio venti mesi fa, nel settembre 2010.
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lunedì 30 aprile 2012

L'Iran si prepara a produrre nuove versioni del 'Saeqeh', aereo derivato dai vecchi caccia Northrop dello Scià!

Il Brigadier Generale Aziz Nasirzadeh, autorevole e rispettato comandante dell'Aviazione della Repubblica Islamica ha recentemente dichiarato che le industrie aeronautiche iraniane sono ormai pronte a produrre una nuova generazione di 'Saeqeh' ('Folgore', in Farsi), il jet militare ottenuto dai vecchi F-5 Tiger dello Scià di Persia, trampolino utilizzato da Teheran verso nuove e più ardite realizzazioni aeree.

Nasirzadeh ha dichiarato che le migliorie maggiori dei 'nuovi' Saeqeh riguarderanno i sistemi radar e il controllo di nuove gamme di munizioni e armi avanzate, come missili e bombe a guida laser e televisiva, dettaglio che testimonia come l'attenzione dei tecnici e degli ingegneri iraniani sia rimasta ben salda sull'obiettivo di rendere il 'Saeqeh' sempre più efficace come interdittore e sostegno alle forze di terra visto che per l'intercezione aria-aria vi sono altri modelli più portati nell'arsenale aereo della Repubblica Islamica (F-14, Mig-29, Mirage F1...).

Il Brigadier Generale ha anche aggiunto che mentre proseguono i programmi di adeguamento e rinnovo delle linee di volo (si attendono i risultati di un progetto per aggiornare e modificare gli F-4 Phantom II anch'essi ereditati dall'aviazione di Palhevi) contemporaneamente si portano avanti altri progetti per incrementare il raggio dei missili iraniani, migliorarne la precisione contro bersagli aerei e infittire ancora di più le maglie della barriera radar di sorveglianza dello spazio aereo domestico, già molto fitta, come ha dimostrato la recente cattura del drone-spia americano.
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mercoledì 11 aprile 2012

Vergognoso! Il figlio del tiranno Reza Pahlevi chiede aiuto al regime ebraico per abbattere la Repubblica Islamica


In una dimostrazione di vigliaccheria, meschinità e mancanza di autostima e orgoglio personale che bene danno la misura della bassezza morale dell'individuo in questione il figlio dell'ex tiranno filo-occidentale di Teheran, quello Shah Reza Palhevi cacciato dalle masse infiammate dal messaggio di riscossa lanciato da Khomeini e dagli altri predicatori della Rivoluzione Islamica e vissuto da esule nei palazzi degli altri servi di Washington fino a morire di cancro al Cairo (allora governato dal traditore del nasserismo Anwar Sadat) si é abbassato a baciare gli stivali sionisti ancora umidi del sangue delle ultime vittime palestinesi e arabe della repressione sionazista. delle trame del Mossad in Siria e, se vogliamo, anche del sangue degli scienziati iraniani uccisi dai terroristi MKO al servizio del Mossad, morti per non essersi fatti intimidire dalle minacce di Tel Aviv.

Riempiendosi la bocca in inani e inconsistenti riferimenti al passato pre-islamico della Persia (chissà se questo leccapiedi dell'Occidente ha gradito la visione razzista, offensiva, superficiale e stupida della civiltà persiana offerta in certi mediocri 'kolossal' della cinematografia recente, vorremmo proprio saperlo!) e balbettando incoerenti appelli a inesistenti 'rivoluzioni verdi' il bamboccio in questione si é presentato su un canale televisivo sionista a impetrare l'aiuto degli invasori e degli stupratori della Palestina per 'rovesciare' la Repubblica Islamica, come se covasse in qualche maniera irrazionale la speranza di poter posare le sue poco auguste natiche sul trono che suo padre occupava al tempo in cui le donne iraniane morivano di parto come nei paesi africani e l'analfabetismo raggiungeva in certe province la percentuale del 70 per cento.

Prima di terminare la sua irritante e vergognosa giaculatoria il figlio del tiranno esiliato ha trovato modo di scondinzolare di fronte ai suoi padroni sionisti esprimendo il 'desiderio' di incontrare personalmente il criminale di guerra Shimon Peres e l'attuale Primo Ministro Benji Netanyahu per poterli meglio supplicare di 'intervenire' contro la Repubblica Islamica. Forse pensa di riuscire a convincerli ad assassinare altri iraniani che negli ultimi trentatrè anni dal 1979 a oggi sono riusciti a costruire un Iran più ricco, prospero, avanzato socialmente, culturalmente e tecnologicamente di quanto il suo illamentato padre e la sua schiatta di satrapi corrotti non siano mai riusciti nemmeno a sognare.
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