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venerdì 15 giugno 2012

La Jihad Islamica difende il diritto dei Palestinesi a educare i loro figli alla lotta e alla Resistenza!


Come previsto, i lerci, laidi, ipocriti corifei del Potere, i servi dell'arroganza imperialista e sionista, sono emersi dai loro covili per belare e latrare a ritmo con la ferula dei loro Padroni ripetendo le solite, trite, vecchie menzogne che ormai non ingannano più nessuno tranne gli ingenui e gli sciocchi; alle loro giaculatorie insincere e prezzolate ha risposto in un recente comunicato stampa il dirigente del Movimento per la Jihad Islamica in Palestina, Khader Habib, che ha reiterato come sia "Diritto inalienabile del Popolo di Palestina educare i propri figli alla nozione di Lotta e di Resistenza, indicando chiaramente il ruolo del nemico sionista nell'usurpazione della sua Terra e nel tentativo di sterminio, deportazione e pulizia etnica; minacce che soltanto con le armi possono venire combattute e constrastate".

Habib ha denunciato l'ipocrisia occidentale che non alza un fiato o leva un dito di fronte alle numerosissime ed evidenti prove di come il regime ebraico in Palestina allevi all'odio e alla violenza i propri bambini e adolescenti, ma é invece prontissimo a scagliarsi contro i Palestinesi quando, come rimedio a tale odio e a tale violenza essi si vedono obbligati a trasmettere ai propri figli i valori della Jihad e della Resistenza. I media sionisti sono maestri nel rovesciamento della realtà eppure, piano piano, poco a poco sempre maggiori fette di opinione pubblica mondiale cominciano a vedere oltre la loro impostura.

Dopo le immagini della cerimonia con cui i bambini di Gaza hanno celebrato il loro avvicinamento alla missione della Resistenza e la loro futura dedizione alla Causa di una Palestina libera e indipendente, il Movimento per la Jihad Islamica ha rilasciato sul suo sito ufficiale due poster celebrativi, attraverso cui si riafferma il sodalizio tra esso, le Brigate Al-Quds e il Popolo palestinese.
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mercoledì 30 maggio 2012

I fantocci di Washington Allawi e Barzani si incontrano a Irbil, per tentare di salvare le declinanti fortune di Al-Irakyia!

Una delegazione dello sfarinantesi 'blocco' Al-irakyia, coalizione elettorale asservita agli interessi di Washington messa in piedi nel 2009 in fretta e furia per tentare maldestramente di bloccare l'ascesa di Nouri Al-Maliki e della sua ben più formidabile alleanza sciita, colpita poi a morte dallo scandalo degli omicidi ordinati e progettati dal suo esponente Tarik Hashemi, contumace e latitante in Turchia dopo aver cercato asilo tra Curdi, Qatarioti e Sauditi, ha fatto recentemente visita proprio ai Curdi, come sempre servi degli interessi di potenze imperialiste interessate a sfruttarli, eterni traditori all'asta di chiunque voglia assoldarli.
Accompagnato da due dignitari minori il servo di Washington Iyad Allawi si sarebbe incontrato a Irbil con il capotribù curdo Massoud Barzani in un raro "incontro al vertice" di due personalità dalla moralità politica e privata incredibilmente bassa, tale che l'una rivaleggi con l'altra per la discutibile palma di meschinità ed abiezione. Tutti gli analisti politici locali e regionali sono concordi nell'affermare che la scoperta della rete di omicidi tramati dall'Ex vicepresidente Hashemi abbia enormemente danneggiato Allawi e tutta Al-Irakiya che prima poteva pur sempre contare su un po' di genuino sostegno popolare, subito evaporatosi quando da dicembre in avanti sono emerse le responsabilità nella preparazione ed esecuzione di dozzine di attentati terroristici che dovevano offrire 'giustificazioni' a uno scongiurato prolungamento dell'occupazione militare americana.
Anche il fatto che il mandato di cattura per Hashemi sia stato emesso il 19-12-2011, esattamente un giorno dopo la partenza dell'ultimo soldato Usa dal paese, aveva una forte valenza simbolica che non é sfuggita ai "pundit" e ai commentatori. Nell'ambito degli accordi per il Governo di coalizione Al-Irakiya controlla nove ministeri con appena 82 deputati eletti in Parlamento, ma é ormai chiaro che alla prossima chiamata alle urne Ail raggruppamento sciita farà rapidamente giustizia di questa screditata formazione politica.
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martedì 8 maggio 2012

Ahmad Sadaat si rifiuta di rompere il fronte dello sciopero della fame, mentre i servi di Fatah minacciano i prigionieri che vi prendono parte!

Il Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina Ahmad Saadat, impegnato nello sciopero della fame a oltranza iniziato il 17 aprile da migliaia di prigionieri politici palestinesi ha rifiutato la richiesta delle autorità carcerarie sioniste (lo Shabas) di 'negoziare', riferendo che egli non riveste alcuna posizione di preminenza nella protesta in questione, che un Comitato di prigionieri già esiste e che solo esso é autorizzato ad avere trattative coi carcerieri.
E' evidente il tentativo di Sion di spezzare il fronte della protesta separando un'organizzazione minoritaria ma importante come il PFLP dal resto del movimento, ma Saadat, pur provato dallo sciopero e ancor più dagli anni di detenzione in isolamento non si é mostrato disposto a facilitare questo piano israeliano. Sadaat ha rivelato l'approccio sionista nel suo incontro di garanzia con un avvocato dell'associazione umanitaria Addameer, nella giornata scorsa.
ovviamente tutt'altra musica si suona dalle parti dell'Anp e di Fatah, movimento dirottato da cacicchi servili e indegni, i quali, panciuti e satolli come sono, subito hanno "aperto un canale di dialogo" con lo Shabas, cercando di scavalcare il Comitato dei prigionieri: come se un consiglio di burocrati in doppio petto, tra una "colazione di lavoro" e una "cena di gala" potesse prendere decisione a nome di migliaia di persone che, private della libertà personale da mesi, anni, in qualche caso decenni, non hanno esitato un secondo a privarsi anche del cibo, trasformando i loro corpi in campi di battaglia per dire "basta!" alle disumane pratiche detentive sioniste.
I burocrati di Fatah, vigliacchi come sempre, hanno minacciato di interrompere i pagamenti degli assegni versati dall'organizzazione alle famiglie dei detenuti (spesso necessari per la loro stessa sopravvivenza), se gli aderenti al partito in carcere non interromperanno il loro sciopero della fame; sembra che 65 detenuti lo abbiano già fatto.
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venerdì 16 marzo 2012

Lo Sceicco Mohammad Alaedin Madhi dichiara: "Sauditi e Qatariani? Traditori e servi di Israele e Usa!"


Un noto e autorevole chierico egiziano, lo Sceicco Mohammad Aledin Mahdi ha dichiarato in una intervista rilasciata ai microfoni dell'emittente iraniana PRESSTV che i governanti di Arabia Saudita e Qatar, costantemente impegnati a tentare di soffocare le ribellioni contro i leader venduti all'Occidente imperialista e contemporaneamente schierati contro quei regimi che cercano di portare avanti politiche di Resistenza come la Siria di Assad o l'Iran della Repubblica Islamica, non rappresentano altro che i limitati interessi delle loro case regnanti, legate a doppio filo alle potenze arroganti e succubi di esse.

"Servitori di Usa e Israele"; questo il poco lusinghero giudizio espresso dallo Sceicco, "Esiste forse democrazia o rappresentatività popolare in Qatar? In Arabia Saudita? Non penso proprio...eppure queste monarchie hanno sostenuto i bombardamenti occidentali sulla Libia, bombardamenti che hanno causato migliaia di morti più di qualunque azione dei seguaci di Gheddafi. Sauditi e Qatariani non rappresentano nulla per l'Islam o anche solo per la Sunnah, nessun ruolo, nessuna rappresentatività. Acquistano ogni anno armi per miliardi dagli Usa; contro chi le usano? Contro i nemici dell'Islam? No, le usano contro gli sciiti in Yemen e in Bahrein, contro i loro stessi cittadini sciiti nell'Est, finanziano terroristi che uccidono civili in Siria, perché?".

"Perché glielo ordina Israele...Israele non ha digerito la sconfitta del 2006 patita da Hezbollah; ha provato ad attaccare Hezbollah col tribunale internazionale, ma la caduta del Governo Hariri ha bloccato quel piano; allora hanno deciso di colpire Hezbollah cercando di rovesciare Assad, alleato del gruppo libanese e hanno usato ogni astuzia: terroristi, provocatori, menzogne sui loro canali tv, sanzioni illegali, ma stanno fallendo. Perché non iniziano a combattere Israele? Perché non colpiscono chi opprime e occupa la Palestina anziché i loro fratelli arabi e musulmani?".
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martedì 26 aprile 2011

Abbas, per difendere poltrona e conto in banca, disarma le sue milizie: "Non rispondete al fuoco di soldati israeliani e coloni ebrei, nemmeno per salvarvi la vita!"


Sconcertante la decisione assunta dalla Fazione Fatah, la piccola e corrotta cricca di burocrati che in seguito a un abortito Colpo di Stato ha assunto il controllo della Cisgiordania, su cui regna in virtù dell'ignavia dell'Occidente e della abietta sottomissione ai desideri dell'Occupante israeliano; in seguito alla sparatoria scatenata dal tentativo di un gruppo di ebrei ultrafondamentalisti, occupanti di insediamenti illegali, di forzare un posto di blocco della cosiddetta 'Autorità palestinese' Abbas e i suoi sicofanti hanno proibito alle loro milizie di rispondere al fuoco di soldati israeliani e coloni razzisti, anche a rischio della loro vita.

Questa ennesima autoumiliazione, che ha dell'indegno e dello schifoso, ben esemplifica agli occhi dell'ignaro e disinformato pubblico occidentale gli abissi di vergogna in cui Abu Mazen e soci non temono di immergersi e rotolarsi, come verri nel brago, pur di mantenere soddisfatto il loro 'Massah' sionista e far fluire il rivo incontrollato di denari occidentali che egli consente vengano periodicamente versati ai cacicchi collaborazionisti.

Il 'diktat' anti-legittima difesa specifica che 'gravi provvedimenti' verranno presi verso quei militi e poliziotti che verranno 'sorpresi' a rispondere al fuoco dell'esercito sionista di occupazione e delle milizie ebraiche di fanatici religiosi (che ricevono armi e addestramento paramilitare direttamente dall'IDF); ci si chiede se, nella fretta di mostrarsi obbedienti e fedeli di fronte al 'bwana' israeliano Abu mazen e compari abbiano per un attimo considerato il contraccolpo devastante che tale 'editto' avrà sulle loro forze di 'ascari' le cui fila, certamente, saranno falcidiate da assenze, diserzioni e congedi per malattia: che senso ha far parte di una forza armata di sicurezza se non si può nemmeno rispondere al fuoco quando qualcuno ti spara addosso?

Nel frattempo, mentre sempre ulteriori dettagli raggiungono gli esponenti della Resistenza in Cisgiordania e le loro reti clandestine (che nemmeno le retate e le torture di Fatah hanno saputo sradicare, sia pure a quattro anni dal tentato Golpe) risulta sempre più evidente come, ad aprire il fuoco con fucili d'assalto M-16 contro il posto di blocco, siano stati gli stessi coloni ebrei che poi hanno ricevuto, in risposta, le raffiche di Kalashnikov che hanno ucciso uno di loro e ferito gli altri tre.

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