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lunedì 29 dicembre 2014

Meschine e bestiali angherie del codardo regime ebraico contro lo stoico Ahmad Saadat, leader del PFLP!!

La famiglia del Segretario Generale del PFLP, Ahmad Saadat, ha confermato che le autorità di occupazione ebraica hanno impedito di rendere visita al proprio congiunto per la terza volta consecutiva, vietando anche semplici scambi di messaggi.

Abla Sa'adat, moglie di Ahmad, ha affermato che la figlia aveva ottenuto il permesso per fargli visita, ma quando ha chiesto un appuntamento è stata informata che nessun membro della sua famiglia potrà fargli visita fino al 10 marzo del prossimo anno.

Il regime sionista ha impedito una visita dal febbraio di quest'anno, per tre mesi, quindi di nuovo nel mese di giugno, ancora per un periodo di tre mesi, senza informare Saadat, ed esteso lo stesso periodo, oggi, per la terza volta.

Saadat ha riferito che l'amministrazione penitenziaria israeliana ha impedito l'arrivo di messaggi dei parenti, citando ( presunti ) motivi di sicurezza, nonostante il fatto che i messaggi contenessero solo informazioni sulla famiglia e foto dei nipoti.

Pur nel suo stato di prigioniero politico Saadat continua a lottare e rappresenta un simbolo per tutti i Palestinesi.

Sullo stato di salute Saadat, la moglie ha riferito che il prigioniero ha avuto, qualche tempo fa, problemi di vista ed al colon, soffre di mal di schiena e di tutti i problemi che derivano dall'umidità, a causa della sua prolungata detenzione nel carcere di "Gilboa", noto per l'alto tasso di umidità.

Le autorità di occupazione hanno prelevato, nel 2006, il Segretario Generale Saadat dalla prigione dei collaborazionisti dell'ANP a Gerico, dove era rinchiuso, accusato di aver partecipato all''assassinio del criminale sionista Rehavam Zeevi (legittima operazione di Resistenza) ad Al-Quds, e lo hanno condannato al carcere per 30 anni."

giovedì 10 maggio 2012

Il regime ebraico sul punto di capitolare: trattative in corso con il Comitato dei prigionieri politici in sciopero della fame!

Le autorità carcerarie del regime ebraico di occupazione avrebbero acconsentito, dopo una trattativa durata cinque ore con i componenti del Comitato di rappresentanza dei detenuti politici palestinesi impegnati nello sciopero della fame, a fare uscire dalla detenzione in isolamento tutti i prigionieri attualmente sottoposti a tale misura, eccetto tre.
I tre esclusi sarebbero tutti leader di Hamas, nello specifico: Ibrahim Hamed, Abdullah Al-Barghouthi e Hassan Salaam; questo vorrebbe dire che anche il Segretario del PFLP Ahmad Saadat sarebbe tolto dall'isolamento, concessione che Tel Aviv aveva giurato e spergiurato che non avrebbe "mai e poi mai considerato". Ovviamente con una mezza dozzina di prigionieri politici letteralmente sull'orlo della morte per digiuno la 'brinkmanship' sionista é andata a farsi benedire di fronte alla concreta possibilità di un disastro mediatico di proporzioni tali da eclissare persino la "Mavi Marmara".
Le trattative si sarebbero svolte all'interno della prigione sionista di Nafha e, oltre all'uscita dei detenuti dall'isolamento Israele avrebbe acconsentito anche a concedere visite a coloro a cui erano state negate e a considerare la rimozione di tutte le misure di inasprimento delle condizioni dei prigionieri prese negli ultimi sei anni.
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martedì 8 maggio 2012

Ahmad Sadaat si rifiuta di rompere il fronte dello sciopero della fame, mentre i servi di Fatah minacciano i prigionieri che vi prendono parte!

Il Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina Ahmad Saadat, impegnato nello sciopero della fame a oltranza iniziato il 17 aprile da migliaia di prigionieri politici palestinesi ha rifiutato la richiesta delle autorità carcerarie sioniste (lo Shabas) di 'negoziare', riferendo che egli non riveste alcuna posizione di preminenza nella protesta in questione, che un Comitato di prigionieri già esiste e che solo esso é autorizzato ad avere trattative coi carcerieri.
E' evidente il tentativo di Sion di spezzare il fronte della protesta separando un'organizzazione minoritaria ma importante come il PFLP dal resto del movimento, ma Saadat, pur provato dallo sciopero e ancor più dagli anni di detenzione in isolamento non si é mostrato disposto a facilitare questo piano israeliano. Sadaat ha rivelato l'approccio sionista nel suo incontro di garanzia con un avvocato dell'associazione umanitaria Addameer, nella giornata scorsa.
ovviamente tutt'altra musica si suona dalle parti dell'Anp e di Fatah, movimento dirottato da cacicchi servili e indegni, i quali, panciuti e satolli come sono, subito hanno "aperto un canale di dialogo" con lo Shabas, cercando di scavalcare il Comitato dei prigionieri: come se un consiglio di burocrati in doppio petto, tra una "colazione di lavoro" e una "cena di gala" potesse prendere decisione a nome di migliaia di persone che, private della libertà personale da mesi, anni, in qualche caso decenni, non hanno esitato un secondo a privarsi anche del cibo, trasformando i loro corpi in campi di battaglia per dire "basta!" alle disumane pratiche detentive sioniste.
I burocrati di Fatah, vigliacchi come sempre, hanno minacciato di interrompere i pagamenti degli assegni versati dall'organizzazione alle famiglie dei detenuti (spesso necessari per la loro stessa sopravvivenza), se gli aderenti al partito in carcere non interromperanno il loro sciopero della fame; sembra che 65 detenuti lo abbiano già fatto.
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martedì 7 giugno 2011

Il Governo di Gaza rivela: "A maggio Israele ha rapito 370 Palestinesi, sempre critica la situazione dei detenuti!"


Un rapporto preparato dal Ministero degli Affari dei Prigionieri del Governo Hanyieh rivela che, nel corso del solo mese di maggio 2011 ben 370 cittadini palestinesi sono stati arrestati e/o rapiti dalle forze sioniste di occupazione; fra di loro si contano 40 minori, cinque donne, due parlamentari palestinesi e, inoltre, anche 20 attivisti e volontari stranieri.

In particolare le attività repressive israeliane si sono concentrate attorno ad Al-Khalil, che ha visto arrestati 75 tra i suoi residenti. Sempre nel corso di maggio i Palestinesi detenuti in sei diverse carceri israeliane sono entrati in sciopero della fame tentando di protestare contro la disumana politica di isolamento, come riporta il Direttore dei Media Riyadh al-Ashkar.

L'isolamento del leader del PFLP Ahmed Saadat è stato rinnovato per altri sei mesi dopo che ha speso gli ultimi due anni in solitudine quasi completa.

Il rapporto aggiunge che i dossier medici di diversi prigionieri gravemente malati della prigione di Ramlah sono stati chiusi nel corso di maggio e le loro terapie bruscamente interrotte dai carcerieri sionisti che, inoltre, si sono segnalati per la loro riottosità a eseguire prontamente e puntualmente gli ordini dei Tribunali riguardanti i detenuti, comportandosi come una specie di 'Stato nello Stato'.
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giovedì 5 maggio 2011

Israele continua a torturare Ahmed Saadat: esteso per altri sei mesi l'isolamento che dura da oltre due anni!


Le autorità carcerarie sioniste della galera di Beer Sheba hanno deciso di estendere l'inumana misura del confino solitario di Ahmed Saadat, Segretario generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina per altri sei mesi, fino al tre novembre 2011, quando decideranno di rinnovarla per altri sei mesi e così via, in modo da lasciare languire uno dei più determinati e coraggiosi combattenti per la libertà della Palestina in condizioni di detenzione che definire 'medioevali' é poco.

Saadat, durante la sua ultima udienza di fronte alla corte sionista che presiede la sua inumana detenzione in condizioni di vera e propria tortura ha reiterato il suo rifiuto di riconoscere in essa qualunque autorità al di là del mero potere di coercizione e violenza che quotidianamente viene esercitato contro di lui, Sadaat ha coraggiosamente definito la corte sionista come: "Un mero strumento oppressivo nelle mani del regime dell'Occupazione, incaricata di tradurre in atti la volontà persecutoria e vessatoria dei politici e generali israeliani".
L'ex-generale Zeevi (sinistra), abbattuto dai commando del PFLP, insieme allo scimmiesco Avigdor Lieberman, a cui, prima o poi, potrebbe anche toccare una sorte simile...
Ahmed Saadat, accusato di coinvolgimento nell'omicidio di un ex-generale israeliano di estrema destra, diventato Ministro sotto il Governo del criminale di guerra Ariel Sharon (una operazione che, al contrario della nauseante narrativa israeliana sul 'terrorismo dei palestinesi' si é svolta 'a colpo sicuro' senza coinvolgere nessun passante o civile, ben diversamente dagli assassinii perpetrati dallo Shin Bet o dall'aviazione sionista) é stato tenuto in confino solitario per oltre settecento giorni, ben più di due anni.

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