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domenica 27 gennaio 2013

Ancora una vittima dei gas tossici usati in Barhein contro i manifestanti disarmati: aveva soltanto otto anni!

Qasim Habib Ja’far viveva a Karbabad, villaggio vicino a Manama e aveva otto anni; li 'aveva' perché é stato assassinato dagli sgherri di Re Al-Khalifa, il tiranno sunnita alleato degli Usa e delle forze della conservazione reazionari (Sauditi, Qatarioti e altri) che da oltre due anni impiega la più feroce e cieca violenza nel tentativo di soffocare le proteste del popolo che vuole la Democrazia e la libertà di scegliersi ed eleggersi i propri governanti.

Anche Qasim, come centinaia di altri Barheini prima di lui, uomini, donne, vecchi, ragazzi e ragazze é rimasto soffocato dai gas urticanti "Made in Usa" venduti al tiranno di Manama dalla Combined Systems con il benestare della Casa Bianca e del suo abbronzato inquilino "Nobel per la Pace".

In Barhein si sta consumando una strage quotidiana, "rateizzata", ma gli ipocriti outlet mediatici asserviti all'imperialismo occidentale e americano fanno finta di non accorgersene, perché nulla deve 'turbare' la 'stabilità' della dinastia che ospita nella sua isola il Quartier Generale della Quinta Flotta della Marina americana.

Quando il burattino Al-Khalifa ruzzolerà giù dal trono le navi dello Zio Sam dovranno trovarsi un altro porto dove calare l'ancora.
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lunedì 19 novembre 2012

Non sazio del sangue di Gaza il Moloch ebraico assassina un infante di 18 mesi anche a Ramallah!

Quello che vedete nella foto, miserando fagotto avvolto nel sudario, é quanto resta di Eyad Abu Khosa, un bambino palestinese di 18 mesi. Quello che lo rende singolare, negli stessi giorni in cui bambini palestinesi vengono massacrati a dozzine nel ghetto assediato di Gaza dal "pogrom" sionazista di Netanyahu e Barak é il fatto che questo bambino é stato assassinato non nella Striscia costiera, ma nei territori occupati della Cisgiordania.

Infatti nella West Bank da quando é iniziata l'offensiva di Tel Aviv contro Gaza si tengono quotidiane manifestazioni di solidarietà dei Palestinesi con i loro fratelli martirizzati a pochi chilometri di distanza. Nella violenta e sanguinosa repressione scatenata dalla sbirraglia sionista contro una di queste dimostrazioni il piccolo Abu Khosa, di appena un anno e mezzo, é stato soffocato dai gas tossici venduti dalla Casa Bianca di Obanana ("Nobel per la Pace!") al regime ebraico di occupazione.
Il Moloch sionista, si sa, é sempre ghiotto del sangue dei bambini.
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venerdì 2 dicembre 2011

Si mobilitano i manifestanti americani contro la fabbrica dei gas tossici venduti a Tantawi!


Riceviamo notizie insieme preoccupanti e confortanti dall'emittente iraniana in lingua inglese PressTV; sul versante delle preoccupazioni dobbiamo registrare l'arrivo sulle banchine egiziane di "un bastimento carico di" gas tossici e agenti incapacitanti 'Made in Usa', spediti come 'regalo di natale' un po' in anticipo al Maresciallo Tantawi dal Nobel per la pace Barack Hussein Obama. Evidentemente l'inquilino nero della Casa Bianca spera che, avvelenati a dovere dalle misture della Combined Systems i cittadini egiziani forse smettano di riempire le piazze del Cairo e delle altre città del paese chiedendo una più rapida transizione dall'interim del Consiglio supremo delle Forze armate a un governo civile veramente democratico.

Dei vari tipi di armi chimiche vendute dagli Usa all'Egitto abbiamo già parlato, basterà ricordare, oltre che indicando il link relativo, che le più aggressive e nocive tra esse se usate sul campo di battaglia contro eserciti nemici costituirebbero, alla luce delle convenzioni in merito "crimine di guerra", ma, quando vengono sparate contro manifestanti civili, per mancanza di giurisprudenza in merito, non fanno scattare alcun reato. Il carico arrivato in questi giorni é di sette tonnellate e mezzo, ma sembra che tra pochi giorni una seconda spedizione doppia della prima debba sbarcare a Suez. Ventun tonnellate di armi chimiche in poco più di una settimana, bestiale!

Contro gli affari poco puliti di Washington, però, si stanno già mobilitando gli attivisti del movimento 'Occupy' che hanno annunciato per questi giorni manifestazioni e picchetti di fronte ai cancelli della CS, la fabbrica della Pennsylvania dove vengono "cucinate" le micidiali misture che 'Unca' Obama sparge in giro per il mondo come caramelle. A Nuova York, già nelle settimane scorse, si erano avuti presidi e sit-in di fronte al consolato egiziano, per dichiarare la totale solidarietà del movimento di protesta americano con i cittadini del Cairo e il popolo di Piazza Tahrir.
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domenica 27 novembre 2011

La Guerra Chimica della Casa Bianca contro la Rivoluzione Egiziana, tutti i dettagli degli sporchi affari di Obama!



Le forze del Maresciallo Tantawi che in questi giorni hanno ucciso oltre quaranta cittadini nei disordini di Piazza Tahrir al Cairo e anche a suez, Alessandria e Ismailia hanno sparato centinaia, anzi, migliaia di candelotti di gas urticante e lacrimogeno. Tutti questi gas sono prodotti dalla stessa azienda che rifornisce gli sbirri sionisti che ogni settimana intossicano e quando possono ammazzano dimostranti palestinesi e internazionali o coi fumi concentrati delle loro granate oppure con le granate stesse, sparate a bruciapelo e mirate contro la testa e il torso delle vittime come veri e propri proiettili.

L'azienda produttrice é la CS, Combined Systems, di Jamestown, Pennsylvania, motivo per cui una delle formulazioni del gas é nota proprio come "CS gas". Solo nel 2009 la Casa Bianca del 'nobel per la pace' Obama ha venduto 33mila unità di 'gas lacrimogeni e antisommossa' al Cairo, nel 2006 (ancora sotto l'amministrazione Bush) altre 17mila unità. E sembra proprio che adesso i militari egiziani stiano dando fondo alle scorte. Solo lo scorso lunedì, il posto di medicazione da campo della Chiesa di El-Dobara, proprio dietro piazza Tahrir ha trattato 290 pazienti con sintomi di 'ustioni polmonari' e 'estrema intossicazione da gas'.

Un ex-ufficiale di polizia egiziano che nel 2008 era finito esposto al gas lacrimogeno durante il tentativo di contenere una manifestazione di Palestinesi presso il varco di confine di Rafah, tra la Striscia di Gaza e l'Egitto, ha detto che rispetto al gas che adesso, da manifestante, ha respirato al Cairo, il lacrimogeno CS che inalò a Gaza era 'una passeggiata di salute', suggerendo quindi che altri agenti e altri irritanti stiano venendo usati dalle truppe del CSF. Il CSF, Forze Centrali di Sicurezza, é una divisione di uomini dell'Esercito 'prestati' al Ministero dell'Interno e usati come polizia antisommossa.

Nel 2010 l'amministrazione Obama ha venduto "agenti lacrimogeni e tossicologici" all'Egitto per 94mila unità. Oltre al Gas CS, disponibile nelle versioni 4630 (da lanciare in ambienti chiusi per saturarli e stanare gli occupanti), 6230 (solo per uso all'aperto) e 3321 (versione a lungo raggio, sparabile da grande distanza con copertura assicurata per 137 metri), ma anche i più potenti agenti CN e CR, il primo un urticante più forte e più persistente che intride abiti e pelle degli esposti e può causare svenimenti e amnesie se assorbito in grande quantità, il secondo praticamente un'arma chimica, respirando il quale si hanno altissime probabilità di infarto e collasso cardiocircolatorio.

Il Gas CR é così potente che l'uso in guerra é proibito dalla convenzione di Parigi del 1993; ma i governi di Usa, Israele, Egitto e altri paesi lo hanno usato, non in battaglia, ma contro le folle di civili, verso cui evidentemente le garanzie prese per le truppe combattenti non valgono. Inoltre, la Combined Systems raccomanda di usare i candelotti entro cinque anni dalla data di fabbricazione indicata su di essi; ma i dimostranti in questi giorni stanno raccogliendo dalle strade e dalle piazze egiziane canister di alluminio con indicate date del 2000 e del 2001.
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giovedì 7 aprile 2011

Human Rights Watch: "Tagliamo i fondi a Fatah fino a che non smette di arrestare e torturare i Palestinesi!"


Human Rights Watch, l'organizzazione internazionale per il rispetto e il sostegno degli standard internazionali dei Diritti umani ha rivolto un nuovo appello ai 'paesi donatori' di Nordamerica ed Europa affinché vengano inseriti stretti e rigidi standard di controllo per la ricezione degli 'aiuti umanitari' che attualmente vengono riversati sui cacicchi della fazione Fatah che amministrano la Cisgiordania (dal tempo del loro fallito Colpo di Stato contro il legittimo Governo di Hamas) senza alcun principio di accontabilità o responsabilità.

Il risultato assurdo che si é creato é che il Governo legittimato dal democratico e regolare responso delle urne, nella Striscia di Gaza assediata, é sottoposto a ogni genere di limitazione e freno nella sua pur robusta attività riformatrice e di incentivazione della ricerca, del lavoro, della produttività e della cultura nel territorio soggetto alla sua autorità; dall'altra parte una piccolissima casta di burocrati non eletti e non scelti da nessuno occupa abusivamente le ormai cascanti strutture di 'autogoverno' dell'Autorità nazionale palestinese (istituite nel 1994 e che dovevano durare 5 anni, al massimo 10), venendo peraltro letteralmente investita da valanghe di denaro che può spendere e investire come meglio crede senza renderne conto ad anima viva.

Il richiamo al rigore e all'accontabilità é stato lanciato da Joe Stork, responsabile di Human Rights Watch per il Nordafrica e Medio Oriente durante una conferenza stampa convocata a Ramallah per esprimere le 'doleances' dell'organizzazione riguardo il trattamento riservato ai giornalisti dalle 'forze di sicurezza' di Mahmud Abbas e degli altri satrapi e satrapetti. "Fatah dovrebbe inquisire e perseguire tutti i suoi ufficiali coinvolti in episodi di angherie e torture ai prigionieri, fino a quando evitasse di farlo non dovrebbe ricevere un altro centesimo".


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venerdì 14 gennaio 2011

Hillary Clinton: "Non c'é nulla che possiamo fare per fermare le colonie israeliane"


Madama Clinton, novella bella addormentata, si é temporaneamente riscossa dal suo sopore ritrovandosi, per qualche misteriosa ragione, a Doha, in Qatar, nel bel mezzo di una conferenza stampa durante la quale la comunità dei media del Golfo Persico e del Medio Oriente in generale voleva avere qualche delucidazione sulle opzioni americane di dissuasione della politica israeliana di esproprio di terre palestinesi in Cisgiordania e di espulsione dei residenti arabi e conseguente giudaizzazione forzata di Gerusalemme Est.

Stropicciandosi gli occhioni sonnolenti la nostra bella addormentata ha fatto spallucce e, con agghiacciante e disarmante candore ha ammesso: "Israele prende le sue decisioni e non c'é nulla che possiamo fare per impedirlo. Mi piacerebbe che ci fosse una maniera per poter dire a tutte le nazioni che fanno cose con cui non siamo d'accordo di fare altrimenti, perché quel che fanno non é nell'interesse del loro popolo, dei loro vicini o del mondo".

Notare come Dama Clinton, "sentendo" nonostante il sonno che l'argomento era 'pericoloso', abbia iniziato a parlare di Israele, per poi svicolare immediatamente parlando di "tutte le nazioni"...il problema, la Dama Clinton dovrebbe ben saperlo, essendo, a quanto ci risulta, titolare del Dipartimento di Stato Usa, che gli Stati Uniti non regalano a 'tutte le nazioni' che fanno cose che non piacciono agli USA tre miliardi di dollari di aiuti ogni anno. Anzi, a ben vedere, gli Usa di solito impongono sanzioni a quelle nazioni che non si comportano secondo i loro diktat...chi lo sa, forse Dama Clinton potrebbe iniziare a fare qualcosa di simile anche con Israele...i risultati potrebbero essere sorprendenti!

domenica 9 gennaio 2011

Pacifisti israeliani invitano a boicottare chi fa affari coi gas tossici usati contro i manifestanti anti-Apartheid


Il movimento pacifista israeliano comincia a dare segni di vita, con un'iniziativa che potremmo definire di "raccolta differenziata"; infatti, ogni volta che gli attivisti israeliani per la pace trovano stampigliata la scritta "Made in USA" sui candelotti lacrimogeni e urticanti che i loro compatrioti in uniforme sparano loro addosso quando prendono parte alle manifestazioni palestinesi contro il vergognoso Muro dell'Apartheid, loro li mettono da parte, e quando ne hanno un bel sacchetto lo prendono e lo portano a un consolato o all'ambasciata americana.

Infatti, il gas CS che l'esercito più im-morale del mondo usa con liberalità e senza avarizia alcuna contro civili disarmati e pacifici (bella forza, lo pagano i cittadini americani stessi con le loro tasse, inviate a Israele come 'aiuto umanitario') infatti viene prodotto dalla Combined Tactical Systems, sussidiaria della quasi omonima Combined Systems di Jamestown, Pennsylvania. Non vi é dubbio alcuno che il gas CS, il più forte e urticante fra tutte le miscele (Mace, CW, etc...) usate dalle forze di repressione dello Stato ebraico, sia stata la causa diretta della morte della dimostrante 36enne Jawaher Abu Rahma, così come non vi é dubbio che sia stato l'impatto di un candelotto sparatogli direttamente contro a causare la morte di suo fratello Bassem Abu Rahma, l'anno precedente.

I militari dell'esercito più im-morale del mondo hanno l'abitudine di usare i candelotti di gas lacrimogeno come veri e propri proiettili, lo conferma l'accecamento di Emily Henochowicz, attivista internazionale per i diritti palestinesi, colpita al viso al posto di blocco di Qalandiya, o il caso del californiano Tristan Anderson, che ebbe una frattura del cranio e una emorragia cerebrale a causa di un candelotto sparatogli in testa durante una manifestazione anti-Apartheid in Cisgiordania.

La Combined System, così come le compagnie finanziare che vi investono, come il Gruppo Carlyle e Point Lookout Capital, devono quindi diventare bersagli primari per la campagna di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni, perché i parassiti e gli sfruttatori del capitalismo internazionale devono imparare che non si fanno soldi con la repressione e con la persecuzione.