Danny Glover é un attore americano protagonista tra anni '80 e '90 di numerose pellicole ad alto budget come "Silverado", "BAT-21", "Predator 2" e soprattutto della serie di action/buddy movie "Arma Letale" che si é prolungata per ben quattro capitoli. Molti non sanno però che é anche un attivista politico di Sinistra, sostenitore di Cuba e del Venezuela, critico tanto dei 'neocon' repubblicani quanto delle menzogne e delle ipocrisie del falsamente progressista Obama.
Un documentario sulla vita dell'attivista radicale Grace Lee Boggs in cui Glover é stato coinvolto avrebbe dovuto venire proiettato a Tel Aviv, nella Palestina Occupata, durante un Festival sponsorizzato ufficialmente dal regime sionista; prontamente Glover e altri interpreti della pellicola hanno denunciato la cosa, chiesto ufficialmente il ritiro della loro opera dal festival sionista ed emesso un comunicato in cui ribadiscono il loro impegno a favore della Causa Palestinese e per il boicottaggio artistico, culturale e scientifico dell'Apartheid sionista.
Puntualmente si é levata la cagnara cacofonica del sinedrio internazionale che ha dato dell' Antisemita (che palle!) a Glover. Particolarmente divertenti in quanto prive della minima traccia di autoironia le dichiarazioni di Ronald Lauder, Presidente del Consiglio Mondiale Ebraico.
L'importante é che il documentario non venga proiettato e che sempre più persone, anche coloro che magari finora conoscevano Danny Glover solo nei baffuti panni del Detective Roger Martaugh ("Sono troppo vecchio per queste cazzate!") capiscano che si può essere eroi anche nella vita reale, con poche scelte coraggiose.
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mercoledì 14 maggio 2014
Danny Glover fa ritirare un suo documentario da un festival di cinema sionista: belati e strepiti del sinedrio internazionale!!
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sabato 11 gennaio 2014
Colpisce duro il boicottaggio internazionale delle colonie sioniste illegali: quasi 30 milioni di dollari di danni nel 2013!!
L'Orrore architettonico ed estetico qui sopra é una delle famigerate colonie illegali dei miliziani sionisti armati che occupano la Cisgiordania; nel corso del 2013 gli sforzi della campagna internazionale di boicottaggio dei prodotti sionisti ha colpito duro il mercato ortofrutticolo dei settlement che hanno perso il 14 percento delle esportazioni realizzate nel 2012, con danni per oltre 29 milioni di dollari.
La flessione massima si é avuta nel mercato europeo, particolarmente in Inghilterra e Scandinavia. "Sono danni enormi, difficilmente riparabili" ammette David Elhayani, capo di 21 insediamenti illegali dove vivono 7000 invasori sionisti, rivelando che le prospettive per il prossimo anno sono di un mercato europeo ormai off-limits per i loro prodotti.
Ovviamente non si può battere il Moloch sionista solo con il boicottaggio economico: ogni altra opzione, dalla lotta armata all'internazionalizzazione della Questione Palestinese va perseguita con uguale sforzo, anche i prodotti della parte di Palestina occupata nel '48 vanno boicottati non meno di quelli degli insediamenti...così, piano piano, un passo alla volta, il velenoso serpente sionista avrà la testa schiacciata.
La flessione massima si é avuta nel mercato europeo, particolarmente in Inghilterra e Scandinavia. "Sono danni enormi, difficilmente riparabili" ammette David Elhayani, capo di 21 insediamenti illegali dove vivono 7000 invasori sionisti, rivelando che le prospettive per il prossimo anno sono di un mercato europeo ormai off-limits per i loro prodotti.
Ovviamente non si può battere il Moloch sionista solo con il boicottaggio economico: ogni altra opzione, dalla lotta armata all'internazionalizzazione della Questione Palestinese va perseguita con uguale sforzo, anche i prodotti della parte di Palestina occupata nel '48 vanno boicottati non meno di quelli degli insediamenti...così, piano piano, un passo alla volta, il velenoso serpente sionista avrà la testa schiacciata.
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lunedì 15 aprile 2013
Nordamerica, svegliati!! Campagna pro-palestinese in Canada, mentre il movimento BDS cresce negli Usa!!
Una importante campagna multimediale di sensibilizzazione e informazione sta avendo luogo in Canada a opera della benemerita associazione denominate CJPME - Canadesi per la Giustizia e la Pace in Medio Oriente - che, conscia del tremendo "potenziale di fuoco" (soprattutto finanziario) della Lobby Sionista, come da noi più volte denunciato, ormai in totale controllo di ambedue i partiti del sistema politico locale, ha intenzione di contrastarlo con iniziative 'grassroots' che traggano dalla consapevolezza diffusa e dal finanziamento autonomo la forza che nessuna lobby a sei punte potrà intimidire, minacciare o contrastare.
Insieme all'adesione della principale chiesa protestante del paese alla campagna internazionale di boicottaggio anti-israele anche questa notizia segnala come la società civile canadese si stia mobilitando sempre più contro il razzismo e l'apartheid di Tel Aviv, mentre, dal "sud del confine", arrivano le prime timide avvisaglie che potrebbero annunciare un'estensione della consapevolezza filopalestinese e antisionista persino nel paese che finora più ferreamente é stritolato nella morsa letale della 'Lobby a Sei Punte'.
Sembra infatti che ormai da diversi mesi un grande magazzino 'Target' di Washington DC sia teatro di regolari sit-in di protesta di attivisti BDS 'a stelle e strisce' che sensibilizzano gli acquirenti diretti verso il loro shopping sulla necessità di non finanziare l'occupazione sionista illegale della Palestina, ad esempio evitando di acquistare il carbonizzatore di bevande 'Soda Stream', molto popolare negli Usa ma purtroppo prodotto da una compagnia sionista con interessi nella Cisgiordania occupata.
Insieme all'adesione della principale chiesa protestante del paese alla campagna internazionale di boicottaggio anti-israele anche questa notizia segnala come la società civile canadese si stia mobilitando sempre più contro il razzismo e l'apartheid di Tel Aviv, mentre, dal "sud del confine", arrivano le prime timide avvisaglie che potrebbero annunciare un'estensione della consapevolezza filopalestinese e antisionista persino nel paese che finora più ferreamente é stritolato nella morsa letale della 'Lobby a Sei Punte'.
Sembra infatti che ormai da diversi mesi un grande magazzino 'Target' di Washington DC sia teatro di regolari sit-in di protesta di attivisti BDS 'a stelle e strisce' che sensibilizzano gli acquirenti diretti verso il loro shopping sulla necessità di non finanziare l'occupazione sionista illegale della Palestina, ad esempio evitando di acquistare il carbonizzatore di bevande 'Soda Stream', molto popolare negli Usa ma purtroppo prodotto da una compagnia sionista con interessi nella Cisgiordania occupata.
mercoledì 22 agosto 2012
"Boicotta! Disinvesti!! Saziona!!!" La 'United Church of Canada' approva la mozione di boicottaggio dei prodotti dell'Apartheid sionista!
Come ci eravamo augurati la settimana scorsa la 'United Church of Canada, principale denominazione protestante del grande paese nordamericano ha approvato la mozione di boicottaggio di tutti i prodotti delle colonie ebraiche illegali in Cisgiordania. Ci sono volute sette ore di dibattito, ma alla fine i Ministri protestanti non sono venuti meno alle richieste e alle aspettative dei loro fedeli che già più volte avevano chiesto una presa di posizione chiara contro l'Apartheid sionista.
Non sono servite le accuse dei sicofanti di israhell, le minacce della 'Lobby a Sei Punte', la mancanza di spina dorsale del Partito di Governo, azzerbinato sulle più viete e vergognose posizioni filosioniste. La 'United Church of Canada' inviterà presto tutti i suoi fedeli a fare attenzione nei loro acquisti: niente fanghi e creme 'rigeneranti' rubate al Mar Morto, niente frutta coltivata con l'acqua sottratta ai pozzi e alle falde palestinesi, il danno economico per il regime ebraico di occupazione sarà ingente visto che oltre un milione di canadesi si aderiscono alla Chiesa e molti di più pur non ufficialmente affiliati pure si riconoscono nelle sue posizioni,
La Chiesa Unita Canadese si distingue fin dagli anni '30 per le sue avanzate posizioni sociali: riconoscendo che lo sforzo evangelico non vada mirato sugli individui ma sulla società essa si é impegnata in battaglie di Verità e Dignità per i Diritti del Lavoratori, contro la Guerra del Vietnam, contro la Corsa agli Armamenti e contro l'Apartheid razzista sudafricano. Logico che oggi combatta anche quello sionista.
Non sono servite le accuse dei sicofanti di israhell, le minacce della 'Lobby a Sei Punte', la mancanza di spina dorsale del Partito di Governo, azzerbinato sulle più viete e vergognose posizioni filosioniste. La 'United Church of Canada' inviterà presto tutti i suoi fedeli a fare attenzione nei loro acquisti: niente fanghi e creme 'rigeneranti' rubate al Mar Morto, niente frutta coltivata con l'acqua sottratta ai pozzi e alle falde palestinesi, il danno economico per il regime ebraico di occupazione sarà ingente visto che oltre un milione di canadesi si aderiscono alla Chiesa e molti di più pur non ufficialmente affiliati pure si riconoscono nelle sue posizioni,
La Chiesa Unita Canadese si distingue fin dagli anni '30 per le sue avanzate posizioni sociali: riconoscendo che lo sforzo evangelico non vada mirato sugli individui ma sulla società essa si é impegnata in battaglie di Verità e Dignità per i Diritti del Lavoratori, contro la Guerra del Vietnam, contro la Corsa agli Armamenti e contro l'Apartheid razzista sudafricano. Logico che oggi combatta anche quello sionista.
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sabato 18 agosto 2012
La principale chiesa protestante canadese si prepara a boicottare i prodotti israeliani delle colonie illegali!
Un passo molto importante per l'isolamento internazionale e il danneggiamento economico del regime ebraico di occupazione della Palestina sta per venire compiuto in Canada dove la più grande Chiesa protestante del paese la "United Church of Canada" (che ha oltre un milione di aderenti) ha già votato preliminarmente l'adozione di un protocollo per il boicottaggio dei prodotti sionisti provenienti dalla Cisgiordania Occupata. Quando questo sarà definitivamente ratificato (si spera nel corso della settimana ventura) la Chiesa chiederà ufficialmente a tutti i suoi aderenti di "Evitare accuratamente ogni genere di prodotto proveniente dalla Cisgiordania Occupata".
Ovviamente questo é solo un primo passo: speriamo che i Ministri, i Pastori e i fedeli della United Church si rendano ben conto la Palestina é stata invasa e occupata nel suo complesso e che non basta un segno per terra (di qua Cisgiordania, di là il "presunto israele") a fare alcuna differenza, i coloni assassini e violenti si trovano in Cisgiordania, ma i politicanti che li proteggono e li foraggiano sono a Tel Aviv...chi vuole colpire i primi deve prima colpire i secondi, in maniera da fare 'terra bruciata' attorno ai "settlers" e ai loro orribili tumori di cemento con praticello all'inglese e piscina piena d'acqua rubata ai pozzi palestinesi.
Ovviamente i sodali e i complici degli assassini sionisti della Lobby a Sei Punte canadese si sono messi a geremiadare e a strapparsi le vesti e battersi il petto come i sepolcri imbiancati che sono, dal sinedrio sionista canadese si sono levati i soliti piagnistei a base di 'antisemitismo' e 'olocau$to' con gran fragore e clangore come se la Chiesa protestante canadese stesse progettando forni crematori o camere a gas.
Un tale lobbista di nome Avi Benlolo (foto sopra a sinistra) é arrivato a formulare contro la United Church le più fantastiche accuse, cui il portavoce della stessa Bruce Gregersen (foto a destra) ha tersamente risposto: "Chiunque voglia vedere antisemitismo o ostilità contro gli Ebrei in questa nostra scelta é in malafede; noi siamo contro i coloni estremisti e la politica di occupazione israeliana e chiunque abbia speso solo pochi minuti a informarsi sulla situazione in Cisgiordania può facilmente capire il perché".
Ovviamente questo é solo un primo passo: speriamo che i Ministri, i Pastori e i fedeli della United Church si rendano ben conto la Palestina é stata invasa e occupata nel suo complesso e che non basta un segno per terra (di qua Cisgiordania, di là il "presunto israele") a fare alcuna differenza, i coloni assassini e violenti si trovano in Cisgiordania, ma i politicanti che li proteggono e li foraggiano sono a Tel Aviv...chi vuole colpire i primi deve prima colpire i secondi, in maniera da fare 'terra bruciata' attorno ai "settlers" e ai loro orribili tumori di cemento con praticello all'inglese e piscina piena d'acqua rubata ai pozzi palestinesi.
Ovviamente i sodali e i complici degli assassini sionisti della Lobby a Sei Punte canadese si sono messi a geremiadare e a strapparsi le vesti e battersi il petto come i sepolcri imbiancati che sono, dal sinedrio sionista canadese si sono levati i soliti piagnistei a base di 'antisemitismo' e 'olocau$to' con gran fragore e clangore come se la Chiesa protestante canadese stesse progettando forni crematori o camere a gas.
Un tale lobbista di nome Avi Benlolo (foto sopra a sinistra) é arrivato a formulare contro la United Church le più fantastiche accuse, cui il portavoce della stessa Bruce Gregersen (foto a destra) ha tersamente risposto: "Chiunque voglia vedere antisemitismo o ostilità contro gli Ebrei in questa nostra scelta é in malafede; noi siamo contro i coloni estremisti e la politica di occupazione israeliana e chiunque abbia speso solo pochi minuti a informarsi sulla situazione in Cisgiordania può facilmente capire il perché".
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mercoledì 6 giugno 2012
College Usa dichiara il boicottaggio ai prodotti israeliani contro la costruzione di colonie e la giudeizzazione forzata della Palestina!
Il caffé universitario dell'Olympia Evergreen State College di Washington, che si fregia dell'originale e suggestivo nome di "Melanzana Fiammeggiante" ha chiuso del tutto gli accessi alla sua dispensa e al suo frigo a qualunque prodotto 'Made in Israel', come protesta contro le politiche sioniste di annessione e colonizzazione di terra palestinese. La notizia é stata riportata dal sito-web Olympiabds.org.
Il corpo discente del College si é detto convinto che l'acquisto di prodotti sionisti sia "gravemente e fermamente" contrario alla missione dell'istituzione educativa che si prefigge di: "Sostenere la partecipazione politica e l'azione diretta per la creazione di una società giusta ed egualitaria".
In tutto il mondo come abbiamo riportato anche recentemente, si stanno diffondendo e moltiplicando le iniziative di boicottaggio, disinvestimento e sanzione contro l'ingiusto regime razzista dell'Apartheid di Tel Aviv e le sue politiche di discriminazione, maltrattamento, espansione delle colonie illegali abitate da fanatici giudei armati e i continui attacchi militari contro il ghetto assediato di Gaza.
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lunedì 10 ottobre 2011
Anche l'Iniziativa Europea contro il Muro chiede ai Sauditi di escludere Alstom dall'appalto Mecca-Medina!
Nel recente passato avevamo dato spazio all'appello dell'ex-Mufti di Gerusalemme che aveva invitato il sovrano saudita a escludere la compagnia francese Alstom dalla gara d'appalto per una linea ferroviara ad alta velocità che dovrà collegare i primi due luoghi sacri dell'Islam, le città sante di La Mecca e Medina; ragione dell'appello il coinvolgimento profondo della compagnia transalpina nei progetti di giudaizzazione forzata di Gerusalemme (terza città santa dei Musulmani) anche attraverso la costruzione della 'ferrovia leggera' che collega la città con gli insediamenti ebraici illegali (e solo con quelli).
Adesso un appello di identica natura arriva anche dal gruppo europeo per i Diritti umani EIRWS, European Initiative for the Removal of the Wall and Settlements, il cui Segretario Amin Abu Rashid (foto sopra) ha a sua volta accusato la Alstom "di aver direttamente contribuito con i suoi lavori a facilitare il disegno sionista di cambiare la realtà demografica di Gerusalemme, in diretto contrasto con le raccomandazioni del Diritto internazionale). Il regime ebraico infatti occupa Gerusalemme Est militarmente e le leggi internazionali proibiscono alle potenze occupanti di colonizzare o comunque alterare il makeup etnico delle zone occupate.
Abu Rashid ha messo in guardia la Corte di Saoud dal proseguire rapporti commerciali con la Alstom anche perché se lo facesse le compagnie concorrenti si vedrebbero a loro volta incoraggiate ad allacciare rapporti commerciali con l'occupazione sionista, in un momento in cui é anzi vitale intensificare la campagna di boicottaggio e disinvestimento in maniera da colpire l'Apartheid israeliano con particolare forza, visto il momento di stagnazione economica che sta costringendo diverse compagnie israeliane alla liquidazione o alla riduzione delle attività.
Adesso un appello di identica natura arriva anche dal gruppo europeo per i Diritti umani EIRWS, European Initiative for the Removal of the Wall and Settlements, il cui Segretario Amin Abu Rashid (foto sopra) ha a sua volta accusato la Alstom "di aver direttamente contribuito con i suoi lavori a facilitare il disegno sionista di cambiare la realtà demografica di Gerusalemme, in diretto contrasto con le raccomandazioni del Diritto internazionale). Il regime ebraico infatti occupa Gerusalemme Est militarmente e le leggi internazionali proibiscono alle potenze occupanti di colonizzare o comunque alterare il makeup etnico delle zone occupate.
Abu Rashid ha messo in guardia la Corte di Saoud dal proseguire rapporti commerciali con la Alstom anche perché se lo facesse le compagnie concorrenti si vedrebbero a loro volta incoraggiate ad allacciare rapporti commerciali con l'occupazione sionista, in un momento in cui é anzi vitale intensificare la campagna di boicottaggio e disinvestimento in maniera da colpire l'Apartheid israeliano con particolare forza, visto il momento di stagnazione economica che sta costringendo diverse compagnie israeliane alla liquidazione o alla riduzione delle attività.
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domenica 2 ottobre 2011
Ex-Mufti di Gerusalemme chiede alla Casa reale saudita: "Non faccia affari con chi collabora con l'occupante sionista!"
L'ex Gran Mufti di Gerusalemme Ekrima Sabri ha lanciato un appello alla Casa regnante saudita invitandola a usare "strumenti di pressione economica" per difendere Gerusalemme, terzo luogo sacro dell'Islam, minacciata dalla pulizia etnica della 'giudeizzazione forzata', argomentando che, in quanto custode delle prime due città sante musulmane (La Mecca e Medina) la Casa di Saoud dovrebbe sentire un 'imperativo morale' a difendere anche Al-Quds.
Il religioso ha invitato il sovrano saudita e i suoi parenti a bocciare le offerte per appalti multimiliardari di linee ferroviarie ad alta velocità proposte dalla francese Alstom, partner di Israele in numerosi progetti anche nelle colonie illegali e nei territori occupati.
Il fondo-pensione svedese AP7 ha recentemente inserito la compagnia sulla sua 'lista di proscrizione' per la mancanza di "garanzie etiche"; l'iniziativa ribadisce l'importanza del boicottaggio delle compagnie che si abbassano a cooperare con regimi disumani e razzisti, specialmente in questo periodo di recessione economica, dove anche un modesto disinvestimento può causare contraccolpi enormi (vedi il fallimento dell'Agrexco).
Il Movimento BDS si é dato appuntamento a Beirut lo scorso mercoledì per lanciare una campagna coordinata contro la Alstom.
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giovedì 31 marzo 2011
Adalah New York manifesta per il boicottaggio di Israele...nel bel mezzo della Grand Central Station!
Originale, coraggiosa, ben studiata e preparata...un grandissimo successo, come altro definire l'iniziativa pubblica di "Adalah-NY", frazione newyorchese del network internazionale per il rispetto dei Diritti umani in Palestina, che ha animato pochi giorni fa la vasta e affollata hall della celebre stazione ferroviaria Grand Central, che molti di noi conoscono per aver visto in numerosi film ambientati nella "Grande Mela"?
Accompagnati dalla musica e dal ritmo (forniti "live" da una piccola orchestra) di "Don't Stop Believing" dei 'Journey' gli attivisti di Adalah si sono esibiti in una routine di danza e canto adattando il testo originale in 'Don't Stop Boycotting', ricordando ai passanti che si fermavano a osservarli e ammirarli quanto sia vitale colpire gli interessi economici del regime dell'Apartheid ebraico evitando sia di comprare beni provenienti da Israele, ma soprattutto evitando prodotti e servizi di compagnie che facciano affari, investano o realizzino progetti in quel paese.
Le strofe della canzone 'riadattata' menzionavano anche artisti come Roger Waters ed Elvis Costello, che da diversi anni rifiutano di esibirsi in Israele per compensi molto alti, ma sono ben felici di suonare nei territori palestinesi per cachet simbolici, contribuendo a generare entrate e ricavi per l'economia locale palestinese. Ben ricevuta dagli astanti, che hanno applaudito l'esibizione, l'iniziativa é stata anche un modo per contrastare 'dal basso' con la forza delle convinzioni e dell'ingegno, la macchina della propaganda filosionista che, grazie ai tentacoli della "lobby a sei punte", negli Stati Uniti controlla praticamente tutta la stampa, la televisione e l'industria del cinema.
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domenica 9 gennaio 2011
Pacifisti israeliani invitano a boicottare chi fa affari coi gas tossici usati contro i manifestanti anti-Apartheid
Il movimento pacifista israeliano comincia a dare segni di vita, con un'iniziativa che potremmo definire di "raccolta differenziata"; infatti, ogni volta che gli attivisti israeliani per la pace trovano stampigliata la scritta "Made in USA" sui candelotti lacrimogeni e urticanti che i loro compatrioti in uniforme sparano loro addosso quando prendono parte alle manifestazioni palestinesi contro il vergognoso Muro dell'Apartheid, loro li mettono da parte, e quando ne hanno un bel sacchetto lo prendono e lo portano a un consolato o all'ambasciata americana.
Infatti, il gas CS che l'esercito più im-morale del mondo usa con liberalità e senza avarizia alcuna contro civili disarmati e pacifici (bella forza, lo pagano i cittadini americani stessi con le loro tasse, inviate a Israele come 'aiuto umanitario') infatti viene prodotto dalla Combined Tactical Systems, sussidiaria della quasi omonima Combined Systems di Jamestown, Pennsylvania. Non vi é dubbio alcuno che il gas CS, il più forte e urticante fra tutte le miscele (Mace, CW, etc...) usate dalle forze di repressione dello Stato ebraico, sia stata la causa diretta della morte della dimostrante 36enne Jawaher Abu Rahma, così come non vi é dubbio che sia stato l'impatto di un candelotto sparatogli direttamente contro a causare la morte di suo fratello Bassem Abu Rahma, l'anno precedente.
I militari dell'esercito più im-morale del mondo hanno l'abitudine di usare i candelotti di gas lacrimogeno come veri e propri proiettili, lo conferma l'accecamento di Emily Henochowicz, attivista internazionale per i diritti palestinesi, colpita al viso al posto di blocco di Qalandiya, o il caso del californiano Tristan Anderson, che ebbe una frattura del cranio e una emorragia cerebrale a causa di un candelotto sparatogli in testa durante una manifestazione anti-Apartheid in Cisgiordania.
La Combined System, così come le compagnie finanziare che vi investono, come il Gruppo Carlyle e Point Lookout Capital, devono quindi diventare bersagli primari per la campagna di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni, perché i parassiti e gli sfruttatori del capitalismo internazionale devono imparare che non si fanno soldi con la repressione e con la persecuzione.
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