lunedì 4 febbraio 2013

Ancora scontri al Cairo fuori dal palazzo di Mursi mentre il Ministro Saber Arab rassegna le dimissioni!

Nella notte tra domenica e lunedì si sono verificati a più riprese violenti scontri fuori dal palazzo presidenziale del Cairo, ove risiede il Capo dello Stato Mohammed Mursi. I tafferugli, istigati da gruppi di oppositori del Governo in carica, tuttavia, non avrebbero lasciato vittime sul terreno, al contrario di quelli verificatisi nei giorni scorsi nei quali avrebbero perso la vita circa una cinquantina di persone.

Intanto é arrivata la notizia che il Ministro della Cultura e dei Beni Storici Mohamed Saber Arab avrebbe rassegnato le proprie dimissioni dall'Esecutivo guidato dal giovane Premier Hisham Qandil, in segno di dissenso con la linea portata avanti dalle istituzioni nei confronti delle proteste e dei movimenti di opposizione.
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Il Viceministro siriano Miqdad é a Pechino per una visita in Cina di quattro giorni, attesa per i numerosi incontri coi vertici della Repubblica Popolare!

Una 'quattro giorni' cinese per Faysal Miqdad, vice di Walid Moallem, capo della diplomazia di Damasco, é il culmine della 'campagna d'asia' intessuta dallo Stato siriano che cerca tra le potenze emergenti del Ventunesimo Secolo gli appoggi necessari a far fronte con saldezza all'aggressione scatenata negli ultimi 24 mesi contro Damasco dalla NATO, dagli Usa, da Israele e dalle potenze arabe reazionarie degli emiri wahabiti.

La Cina ha già molto aiutato il Presidente Assad e il popolo siriano 'vetando' le risoluzioni ONU che miravano a dare 'mano libera' alle potenze imperialiste per un intervento armato nel paese, ma adesso é il momento di ulteriori sforzi per separare definitivamente i rimasugli di 'opposizione politica' dai terroristi puri e duri e far crollare del tutto la loro chimerica coalizione.

Hua Chunying, portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino, parlando a una conferenza stampa ha detto che le intenzioni di Damasco e della Repubblica Popolare coincidono: l'obiettivo dichiarato é quello di portare a una soluzione complessiva della situazione attraverso il dialogo e il confronto". Miqdad nei prossimi giorni incontrerà il Ministro degli Esteri cinese Yang Jiechi e il suo vice Zhai Jun.
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Ventiduenne eroe dei "Tunnel della Vita" si sacrifica per la popolazione di Gaza mentre Haniyeh, Mishaal e Mursi non fanno niente contro l'assedio!

Un giovanissimo lavoratore palestinese impegnato a tenere aperte le linee di sopravvivenza sotterranee dei "Tunnel della Vita" ha perso la vita ieri notte vicino alla zona 'Brazil' di Rafah.

Ahmed Zorob, la vittima, é rimasta seppellit da un'enorme massa di terriccio e sabbia dalla quale ci sono voluti troppi minuti per estrarla; vana la corsa al più vicino ospedale.

 233 sono state finora le perdite di vite in simili incidenti nei tunnel sotterranei, quando crolli, smottamenti, inondazioni e persino cortocircuiti ed esplosioni hanno reclamato le giovani vite di coloro che sono morti affinché, nonostante l'assedio sionazista, Gaza viva comunque.

600 invece sono stati i feriti, non pochi dei quali rimasti mutilati o menomati a vita.
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Il Generale Pourdastan dichiara: "I nuovi carri Zolfaghar in niente inferiori agli ultimi modelli di T-72!!"

Ahmad-Reza Pourdastan, il Comandante supremo delle forze di terra dell'Esercito Iraniano ha dichiarato nel corso delle recenti cerimonie per il 34esimo anniversario della Rivoluzione Islamica che gli ultimi modelli aggiornati del tank di produzione nazionale iraniana "Zolfaghar" sono in tutto assimilabili (per potenza di fuoco, mobilità, protezione, apparati elettronici) ai T-72 di ultima generazione, appena un gradino sotto alle performance del "top" della linea di carri armati russi attualmente incarnata dal T-90 (a sua volta un'evoluzione del T-72, tanto che la sua prima sigla era appunto T-72BV).
Oltre agli ultimi Zolfaghar-3, che come già nelle ultime parate militari mostravano un'avanzata rete di difesa passiva contro i sensori infrarossi e termici, e che sono stati ulteriormente raffinati nelle aree del controllo fuoco e della stabilizzazione giroscopica (permettendo un fuoco altrettanto preciso tanto in moto che in posizione stazionaria), le forze armate iraniane hanno anche rivelato agli osservatori internazionali la nuova versione modernizzata del vecchio M-60 americano comprato dallo Shah Palhevi, che ora é stato ribattezzato "Samsam".

Facendo tesoro di un patrimonio di conoscenze tecniche di prim'ordine e dell'esempio degli ingegneri russi che a metà anni '80 riuscirono a rimodernare i vetusti T-55 del Patto di Varsavia rendendoli quasi più efficienti dei Leopard 1 occidentali gli esperti iraniani si sono cimentati anche con la sfida di ammodernare e incrementare l'efficienza degli M-47, carri di fine anni '40 ancora in servizio con le unità dell'Esercito schierate all'Est, presso i confini Afghani e Pachistani. Il risultato, dal nome convenzionale di "Sabalan", verrà messo in linea nei reparti interessati entro il prossimo anno iraniano, che prenderà il via questo marzo.
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domenica 3 febbraio 2013

Riprendono in grande stile in Siria le offensive dell'Esercito contro i terroristi mercenari! Coinvolte tutte le Province!

Dopo un periodo di assestamento, riordino delle fila e dei reparti, ripianamento delle perdite e ricostituzione delle scorte di materiali, l'Esercito siriano ha ripreso in grande stile le proprie operazioni contro i terroristi ancora presenti sul territorio nazionale, scatenando le proprie unità contemporaneamente in tutti i teatri operativi, in maniera di non dare ai mercenari wahabiti la maniera di ritirarsi verso una zona 'tranquilla' dove tentare di nascondersi e sottrarsi alla caccia.

Douma, Harasta, Erbeen e Beit Sahem nell'hinterland Damasceno sono state 'passate al pettine', con la cattura di pochi miliziani superstiti di precedenti battaglie ma soprattutto con il ritrovamento e il sequestro di numerose 'cache' di armi, esplosivi e munizioni, abbandonate dai loro proprietari terroristi durante la loro fuga dai dintorni della capitale, settimane fa, in occasione della grande controffensiva di Daraya.
Nell'Ovest del paese un grande scontro nei dintorni di Homs, nei pressi della cittadina di Houla, si é concluso con la vittoria dei militari regolari e l'abbattimento di dozzine di terroristi mercenari; operazioni ad ampio spettro sono tuttora in corso attorno a Daraa, vicino al confine con la Giordania, mentre operazioni di complemento continuano intorno a Deir Ez-Zour, vicino al confine con la provincia irakena di Anbar (dove si concentrano nostalgici 'saddamiti' ed estremisti qaedisti al servizio di CIA e Mossad) e anche attorno ad Aleppo.
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I due militari libanesi uccisi ad Ersla pesano sulla coscienza di Hariri e di quanti pensano di potersi "accordare" coi terroristi anti-Assad!

 Esiste in Libano una vigliacca e vergognosa "corrente di pensiero" portata avanti dai politicanti venduti del "14 Marzo" (da Saad Hariri in giù) e da qualche fanatico integralista sunnita (come quelli che hanno più volte tentato di istigare scontri settari a Tripoli Siriaca) che pretenderebbe di fare 'accettare' alle forze militari e di polizia del Paese dei Cedri la presenza sul territorio nazionale di basi e strutture logistiche dei mercenari wahabiti impegnati in azioni terroristiche contro la Siria, il suo Governo e i suoi cittadini, in base a una malintesa "par condicio".

Una "par condicio" che dovrebbe esercitarsi nei confronti di Hezbollah, Amal, il PFLP-GC, l'SSNP e le altre forze politico/militari libanesi che hanno basi o forze armate nel paese. Ma mentre Hezbollah, Amal, e gli altri partiti e fazioni sopra menzionati fanno parte di una RESISTENZA NAZIONALE pronta a combattere e sacrificarsi per la Libertà e l'Indipendenza e Autonomia della nazione libanese (come hanno fatto nel 2006 e prima ancora), mercenari ed estremisti wahabiti sono un fattore di disgregazione e pericolo, latori di influenze che sono l'antitesi dell'esistenza di un Libano forte e unito.

Il prezzo di questa perniciosa, fallace "par condicio" gli uomini dell'Armee Libanaise lo hanno pagato pochi giorni fa ad Erslan, quando, durante il fermo e l'arresto di un combattente straniero con collegamenti all'insorgenza terrorista in Siria, un ufficiale e un uomo di truppa sono periti sotto il fuoco dei suoi complici (che peraltro non sono nemmeno riusciti a liberare il prigioniero, arrivando anzi a ucciderlo).

Sia chiaro fin d'ora a tutti gli osservatori di cose libanesi e mediorientali che i due caduti (di cui si sono tenute oggi le esequie) pesano sulla coscienza degli Hariri, dei Geagea e di tutti i coadiuvatori e facilitatori delle attività di sostegno al terrorismo in Siria!
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Eccezionale! Profugo della redazione di "Topolino" mette in bocca al minorato Ali Agca sciocca propaganda anti-iraniana!

A Milano esiste una piccola e povera 'casa editrice' chiamata "Chiarelettere" che da poco meno di otto anni si arrabatta a rimanere a galla nel morto e penoso panorama editoriale italiano offrendo a tutta una serie di sbalestrati "Demi-Kulturnji" (come li chiamerebbero i Russi) la possibilità di diventare 'autori'.

Immaginiamo lo squallore di questa 'realtà editoriale': un ufficetto in qualche casermone milanese, tra targhe ossidate di studi legali e tributari, un androne che sa di polvere e muffa, una 'redazione' dove attorno a vecchie scrivanie scheggiate ingombre di computer e stampanti semi-recenti si arrabattano povere 'segretarie di redazione' con le competenze appena di una dattilografa, magari arrivate a Milano da qualche paesone della Padania ma più probabilmente dal Centro o dal Sud Italia con in mano la laurea-breve in "Scienza delle Merendine"...ops...cioé, della 'comunicazione', che si dannano a farsi rinnovare il contrattino-pistola a sei mesi che sperano (invano) diventi 'intederminato', quando di determinato esiste solo il loro futuro di cassiere alla Standa.
  Ebbene, in questo ambiente di degrado intellettuale e morale, trova la sua tana ideale un tale Gianluigi Nuzzi, "giornalista" che con l'editore ha già pubblicato alcuni volumi di propaganda anticattolica spacciati per 'scottanti inchieste', si vede che deve essere anche massone, e per tali sforzi é persino ospite semi regolare degli show di Gad Lerner e ha persino trovato lui stesso una trasmissioncina da condurre su quell'emittente morta e inutile che é LA7.

Ora questo buffone che non ha nemmeno il senso del ridicolo da impedire che sulla sua biografia wikipediana si evidenzi come abbia iniziato la sua "carriera" scrivendo su TOPOLINO (pubblicazione certo adatta alle sue capacità redazionali, passate, presenti e future) ha messo insieme un tragicomico pamphlet in cui riesce a mettere in bocca al minorato psichico Ali Agca nientemente che la "rivelazione" (senza dubbio graditissima al suo 'amico' e compagno di sinedrio e loggia Gad Lerner) che "L'ATTENTATO AL PAPA LO HA ORDINATO KHOMEINI!!!".

Tutti coloro che sanno un minimo di politica anni '80 hanno ben presente che l'attentato al Papa é maturato nell'ambiente dell'ultranazionalismo turco infiltrato dalla GLADIO e dalla NATO e con cui Ali Agca aveva pesanti contatti. Pensare che subito dopo la Rivoluzione Islamica e nel corso dell'aggressione imperialista irakena contro Teheran Khomeini (uomo di fede rispettosissimo del Cristianesimo e dei suoi rappresentati) abbia POTUTO PENSARE di colpire Papa Woytila é una pura e semplice idiozia.

Per fortuna a tale vera e propria immondizia editoriale sta dando un preciso e necessario contrappeso la stessa ambasciata della Repubblica Islamica in Italia, che già da questi giorni sta conducendo una benvenuta campagna di evidenziazione e ristabilimento della Verità.
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Il Ministero degli Affari dei Prigionieri rivela: 4750 detenuti politici nelle galere sioniste, quasi 200 sono bambini!

Secondo le cifre rilasciate ieri dal Ministero degli Affari dei Prigionieri, sarebbero saliti a 4750 i detenuti palestinesi nelle carceri sioniste.

Fra essi l'82.6 per cento proviene dalla Cisgiordania, il 9.5 per cento dalla Striscia di Gaza, il resto viene dalla città occupata di Al-Quds o dalla Palestina invasa nel 1948. I quasi cinquemila detenuti politici si trovano dispersi tra 17 prigioni e centri di detenzione.

Tra i detenuti 186 sono imprigionati senza accusa in base alla barbara prassi della "detenzione amministrativa", aborto giuridico che permette ai sionisti ogni abuso nei confronti di liberi cittadini palestinesi che vogliano imprigionare pur senza avere alcuna prova d'accusa nei loro confronti.

12 priognieri politici sono donne, fra esse Leena Jerboni é rimasta in carcere per ben 11 anni. 1400 prigionieri politici palestinesi soffrono di gravi malattie e non possono ricevere cure adeguate in prigionia mentre ben 198 sono appena bambini.
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