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mercoledì 12 ottobre 2011

Ahmadinejad: "Sionisti e imperialisti dietro gli scontri settari del Cairo: si vuole ritardare il processo elettorale egiziano!"


Il sito web ufficiale del Presidente della Repubblica Islamica Mahmoud Ahmadinejad ha riportato ieri la seguente dichiarazione: "I nemici del popolo egiziano sono consci che quando la nazione troverà il modo migliore di tenere libere elezioni e un governo democratico espressione della recente rivoluzione entrerà in carica esso si schiererà dalla parte degli oppressi e contro i corrotti e gli arroganti; per questo motivo sionisti e imperialisti non vogliono permettere in alcun modo che la nazione egiziana si rechi alle urne e a tal fine fomentano discordia e divisioni".

Ahmadinejad ha attribuito le tensioni inter-settarie e inter-confessionali che agitano il paese e che sono esplose drammaticamente nei fatti di domenica scorsa a complotti imperialisti e colonialisti che, fedeli all'adagio latino 'divide et impera' cercano di frammentare l'Egitto post-rivoluzionario per sedare e rallentare la carica di rinnovamento seguita alla deposizione dell'autocrate Mubarak. Il Presidente ha altresì espresso la convinzione che, nonostante queste trame, il popolo egiziano troverà modo di stringere i ranghi e procedere compatto e unito verso un futuro di indipendenza, libertà, democrazia e sviluppo.

Gli scontri di due giorni fa sono scoppiati quando, in occasione di una manifestazione di cristiani d'oriente, alcuni provocatori armati di bastoni hanno attaccato le truppe che stavano controllando la folla, dando il via a una scomposta e violentissima reazione con i militari che hanno sparato munizioni di piombo ad altezza d'uomo e veicoli blindati che sono stati lanciati contro la folla assiepata sui marciapiedi, falciandola.
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venerdì 18 febbraio 2011

Barghouti: "Ricostruire un fronte comune palestinese é necessario per fermare la frenesia degli insediamenti israeliani!"


Mustafa Barghouti, eletto nel 2006 a un seggio del Consiglio Legislativo palestinese ha avvertito che le azioni degli occupanti israeliani a Gerusalemme confermino come per lo Stato ebraico ogni 'distrazione' dell'attenzione del pubblico internazionale sia utile per accelerare e intensificare il processo di pulizia etnica e genocidio culturale che, nelle loro intenzioni, dovrebbe portare alla creazione di una mostruosa entità ebraica e fondamentalista al posto della Gerusalemme storica, contraddistinta dalla ricchezza e dalla varietà del suo make-up storico, etnico, culturale e religioso che alterna elementi palestinesi ed ebraici, cristiani cattolici e musulmani sunniti e armeni ortodossi.
La "metastasi" degli insediamenti ebraici illegali
Barghouti si riferisce ovviamente alla progettata costruzione di sinagoghe nelle colonie illegali, ma anche al meno reclamizzato programma di spostamento delle accademie militari israeliane che verrebbero trasferite dalla Galilea a Gerusalemme Est: "Questa intenzione é una vera e propria dichiarazione di guerra contro i Palestinese"; Israele vorrebbe spostare le accademie in questione su 32.000 metri quadri di terra occupata.
Coloni ebrei fondamentalisti erigono un "avamposto" su terra palestinese
Barghouti, che é anche Segretario Generale dell'Iniziativa nazionale palestinese ha dichiarato essenziale affrontare la vera e propria "frenesia" che caratterizza l'ingrandimento degli insediamenti illegali, dimora dei coloni ebrei fondamentalisti e il continuo nascere di nuovi 'avamposti', da cui questi pericolosi razzisti armati sperano di far proliferare nuove colonie. Ha anche sottolineato che il tempo é ormai maturo per porre fine alla divisione interna del Fronte nazionale palestinese, ricomponendo un'unità di intenti che é necessaria per contrastare "gli imminenti pericoli" che minacciano i Palestinesi e i loro innegabili diritti nazionali.