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mercoledì 10 aprile 2013

Israele: vero 'Regno di Giuda' si rimangia la parola ri-arrestando illegalmente un ex-detenuto politico palestinese liberato 11 mesi fa!

Dobbiamo comunicare la notizia che Taher Halalhleh, militante della Jihad Islamica, coraggioso protagonista di uno sciopero della fame durato oltre 70 giorni che l'anno scorso gli é valso la liberazione dalla detenzione illegale nelle carceri del regime ebraico di occupazione, é stato nuovamente catturato dagli sbirri sionazisti dopo un violento "raid" nella sua casa cisgiordana di Ramallah.

Questo atto dà la cifra morale del regime di Tel Aviv: un interlocutore che con una mano libera dei prigionieri politici e con l'altra prepara le manette e le catene per ri-arrestarli, un vero e proprio REGNO DI GIUDA dove, come hanno dimostrato Hezbollah, la Jihad Islamica e Hamas (fino a quando ha scelto di lottare coerentemente) , per ottenerne concessioni o impegni duraturi bisogna giocoforza ricorrere al linguaggio delle armi e della Resistenza armata.

Appena liberato e ripresosi dallo stato di prostrazione in cui il lunghissimo digiuno l'aveva precipitato, Halalhleh si era da subito impegnato per tornare parte attiva del Movimento per la Jihad Islamica, fazione palestinese filoiraniana rimasta fedele all'Asse della Resistenza e alla prospettiva della lotta senza quartiere.

giovedì 9 agosto 2012

Il Prigioniero Politico Bilal Diab, eroe del digiuno ininterrotto per 78 giorni di seguito, é stato liberato oggi!

Il prigioniero politico palestinese Bilal Diab, che in primavera arrivò ad auto-infliggersi 78 giorni di sciopero della fame totale culminati persino in alcuni giorni di sciopero della sete come parte della protesta collettiva dei detenuti contro la disumanità e gli abusi del sistema concentrazionario del regime ebraico, é stato liberato oggi, giovedì 9 agosto.

Nella sua capitolazione di fronte alla determinazione dei prigionieri in lotta il regime di Tel Aviv ha dovuto accettare di non rinnovare i termini di "carcerazione amministrativa" ai detenuti verso i quali non era riuscito a formulare nessuna accusa lontanamente credibile o sostenibile e che pure si ostinava a voler tenere in prigione per pura rappresaglia terroristica contro le loro attività anti-Apartheid e anti-occupazione.

La lotta contro l'Apartheid e l'occupazione sionista é Diritto inalienabile di ogni Palestinese e solo ricorrendo ad aborti giuridici come la "detenzione amministrativa" Tel Aviv si illude di 'combattere' tale Diritto, ma non sa che in tale modo spinge soltanto nuovi adepti sul sentiero della Resistenza. Possa Bilal Diab tornare presto a lottare coi suoi fratelli e le sue sorelle per la Liberazione della Palestina!
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venerdì 18 maggio 2012

Reportage fotografico di Palaestina Felix sulla marcia con cui a Gaza la Jihad Islamica festeggia la vittoria dei prigionieri politici!

Il Movimento per la Jihad Islamica in Palestina ha celebrato con una marcia nella Striscia di Gaza il successo della protesta dei prigionieri politici palestinesi che attraverso la costanza e il sacrificio sono riusciti a far capitolare il regime ebraico di occupazione facendogli annullare tutti i provvedimenti persecutori presi negli ultimi anni contro la popolazione carceraria palestinese.
In particolare sono stati aboliti i provvedimenti che impedivano ai detenuti di migliorare la propria educazione, di ricevere visite dai familiari, sono stati rimossi dall'isolamento tutti i prigionieri che vi languivano e quanti erano sottoposti al procedimento di detenzione amministrativa senza accusa precisa verranno quanto prima liberati.
La Jihad Islamica fa notare come il regime ebraico dell'occupazione abbia ceduto soltanto di fronte alla catastrofica prospettiva di una morte di massa di prigionieri, molti dei quali erano arrivati a rifiutare persino l'acqua. Solo la paura di un backlash mediatico devastante ha convinto gli aguzzini sionisti a cedere.
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giovedì 17 maggio 2012

L'ONG Tadamun rivela i dettagli della capitolazione sionista alle richieste dei prigionieri politici palestinesi!

L'ONG Tadamun per il Rispetto dei Diritti Umani ha rivelato ulteriori dettagli dell'accordo firmato a inizio di questa settimana grazie alla fondamentale mediazione egiziana tra la leadership del movimento di protesta dei detenuti politici palestinesi e l'amministrazione carceraria del regime ebraico per la fine dello sciopero della fame di massa. Ahmed al-Betawi, ricercatore di 'Tadamun' ha citato le parole di Mohamed Sabha, leader del movimento dei prigionieri che ha assicurato come entro due giorni tutti i prigionieri in isolamento verranno riportati tra i loro compagni di detenzione.
Betawi ha indicato che, in coordinazione con la Croce Rossa, i carcerieri sionisti hanno cominciato a programmare visite familiari per i parenti di primo grado dei prigionieri originari di Gaza e per le famiglie dei detenuti cisgiordani che negli ultimi anni se le erano viste negare: le visite riprenderanno entro un mese; inoltre tutti i 308 prigionieri attualmente in 'detenzione amministrativa' senza accusa precisa non vedranno rinnovato l'odioso provvedimento, un insulto alla moderna concezione del Diritto penale.
I cinque prigionieri che più a lungo si sono negati ogni nutrimento, arrivando alla fine a rifiutare persino l'acqua, sono già stati portati in strutture ospedialiere civili e stanno venendo sottoposti alle delicate e dolorose terapie necessarie per riabituare i loro fisici spossati ad accettare ed elaborare nutrimento, dapprima per fleboclisi, poi in forma liquida e solamente in un futuro prossimo per mezzo di alimenti solidi. Fra essi i coraggiossissimi Bilal Dhiab e Thaer Halhaleh sono arrivati a rifiutare il cibo per quasi 80 giorni, quasi due settimane in più dello Sceicco Khader Adnan.
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martedì 15 maggio 2012

VITTORIA! I detenuti politici palestinesi impongono la loro volontà al regime ebraico: accettate le loro richieste!

I prigionieri politici palestinesi nelle carceri sioniste hanno acconsentito a terminare il loro sciopero della fame di massa dopo che Tel Aviv si é piegata alle loro richieste per termini di trattamento più umano e per il rilascio dei detenuti amministrativi verso i quali non pendono accuse precise (cioé la stragrande maggior parte visto che la 'detenzione amministrativa' serve proprio a tenere in carcere persone verso le quali non si riesce a formulare alcun addebito). Ancora una volta in questo accordo é risultata determinante la mediazione egiziana dimostrando coi fatti quanto più utile per la pace e la stabilità della regione sia l'Egitto senza Mubarak.

Inoltre tutti i detenuti in isolamento verranno riportati a contatto dei loro compagni di prigionia e saranno consentite visite familiari anche a quei prigionieri che originalmente risiedevano nella Striscia di Gaza (quando ancora era occupata dai sionisti, prima del 2004). Il diffondersi della notizia ha causato festeggiamenti pubblici ed entusiasmo tanto in Cisgiordania quanto nell'enclave litoranea assediata. La protesta di massa, ispirata dagli esempi dello Sceicco Khader Adnan e di Hana'a Shalabi, era iniziata a marzo ad opera di alcuni prigionieri come Bilal Dhiab e Thaer Halahleh ed era poi stata abbracciata da centinaia e centinaia di loro compagni di detenzione, in particolare quelli aderenti alla Jihad Islamica, al PFLP e ad Hamas.

Ancora una volta Fatah si é fatta notare per l'ambiguità del suo atteggiamento e il servilismo dei suoi dirigenti, che hanno cercato di rompere il fronte unito della protesta trattando separatamente con Tel Aviv, arrivando a dover minacciare i loro membri imprigionati per fare interrompere loro lo sciopero con la prospettiva di togliere alle loro famiglie l'assegno mensile pagato dall'organizzazione.
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giovedì 10 maggio 2012

Il regime ebraico sul punto di capitolare: trattative in corso con il Comitato dei prigionieri politici in sciopero della fame!

Le autorità carcerarie del regime ebraico di occupazione avrebbero acconsentito, dopo una trattativa durata cinque ore con i componenti del Comitato di rappresentanza dei detenuti politici palestinesi impegnati nello sciopero della fame, a fare uscire dalla detenzione in isolamento tutti i prigionieri attualmente sottoposti a tale misura, eccetto tre.
I tre esclusi sarebbero tutti leader di Hamas, nello specifico: Ibrahim Hamed, Abdullah Al-Barghouthi e Hassan Salaam; questo vorrebbe dire che anche il Segretario del PFLP Ahmad Saadat sarebbe tolto dall'isolamento, concessione che Tel Aviv aveva giurato e spergiurato che non avrebbe "mai e poi mai considerato". Ovviamente con una mezza dozzina di prigionieri politici letteralmente sull'orlo della morte per digiuno la 'brinkmanship' sionista é andata a farsi benedire di fronte alla concreta possibilità di un disastro mediatico di proporzioni tali da eclissare persino la "Mavi Marmara".
Le trattative si sarebbero svolte all'interno della prigione sionista di Nafha e, oltre all'uscita dei detenuti dall'isolamento Israele avrebbe acconsentito anche a concedere visite a coloro a cui erano state negate e a considerare la rimozione di tutte le misure di inasprimento delle condizioni dei prigionieri prese negli ultimi sei anni.
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martedì 8 maggio 2012

Arrivato a 71 giorni di digiuno volontario Thaer Halahleh smette persino di bere acqua! Quanto gli resta da vivere?

Siamo ormai all'ultimo atto; dopo 70 giorni di ininterrotto digiuno il prigioniero politico palestinese Thaer Halahleh ha smesso persino di bere liquidi e assumere medicinali, come confermato oggi dalla sua stessa famiglia. Con l'immensa dignità che già fu di Bobby Sands, questo Eroe della Resistenza ha vestito il sudario del martire e senza rimpianti né tentennamenti si appresta a darsi la morte piuttosto che cedere ai ricatti e alle lusinghe sioniste. Da lunedì il prigioniero é stato trasferito in ospedale e pare ormai certo che non lo lascerà da vivo.
Il Movimento per la Jihad Islamica in Palestina ha dichiarato che il respingimento della mozione di appello per Halahleh e Dhiab si trasformerà in un pericolosissimo 'boomerang' per Israele, visto che nessuno dei due detenuti sembra disposto a interrompere il proprio digiuno e che nessuno sforzo sarà tralasciato dai sostenitori della Resistenza e della Causa palestinese per fare sì che il regime ebraico ne subisca in pieno tutte le conseguenze.
Bisogna sempre e comunque ricordare che lo sciopero della fame di Dhiab e Talhalheh non mira solo alla loro liberazione individuale e anche qualora questa venisse garantita essi non lo interromperebbero: tra le loro richieste vi sono lo "stop" indefinito alle procedure di detenzione amministrativa, la fine dell'isolamento per tutti i prigionieri politici sottoposti all'inumana misura e il ripristino del diritto di visita dei familiari a tutti i detenuti palestinesi.
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sabato 5 maggio 2012

Anche Hamas avverte il regime ebraico: "Un solo morto tra i detenuti e vi troverete a fronteggiare un'insurrezione senza precedenti!"

Nella giornata di ieri la leadership del Movimento musulmano di Resistenza Hamas ha avvertito i dirigenti dell'occupazione sionista di 'gravi conseguenze' nel caso che 'anche uno solo' dei prigionieri politici attualmente in sciopero della fame muoia nelle galere di Israele. "Siamo pienamente consci" si legge nella dichiarazione di Hamas "dei rischi e dei pericoli di una protesta così estrema e che uno o più partecipanti, a partire da coloro che hanno iniziato prima a digiunare, potrebbero morire".
"Se questo accade" prosegue il comunicato "I sionisti dovranno aspettarsi di tutto da noi, il previsto e l'imprevisto, compresa una mobilitazione armata e attacchi ad ampio raggio, come non se ne ricordano da anni a questa parte". L'attuale sciopero della fame dei detenuti palestinesi ha preso il via quando Bilal Diab e Thaer Halhalah hanno iniziato, ormai 66 giorni orsono, a rifiutare il cibo. La grande massa dei detenuti politici però non ha iniziato a imitarli fino al 17 aprile scorso. Avendo ormai superato in durata anche il digiuno di Khader Adnan si teme molto per la vita dei due pionieri della protesta.
La dichiarazione di Hamas ne segue una simile del Movimento per la Jihad Islamica in Palestina, che ha annunciato pesanti attacchi e ritorsioni armate nel caso di morti tra i protagonisti dello sciopero della fame. Nella giornata di ieri, venerdì di preghiera, in tutta la Palestina, territori del 1948, Cisgiordania e Gaza si sono tenute imponenti manifestazioni di solidarietà con i detenuti politici che stanno protestando trasformando i loro stessi corpi in campi di battaglia.
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martedì 1 maggio 2012

La Jihad Islamica dichiara: "Se anche un solo prigioniero politico muore Israele ne pagherà il prezzo!"

In un recente comunicato il Movimento per la Jihad Islamica in Palestina ha dichiarato di ritenere le autorità sioniste di occupazione "Uniche e sole responsabili delle vite dei prigionieri politici attualmente in sciopero della fame", avvertendo che ogni morte nelle loro fila verrà considerata come un attacco diretto contro tutti i Palestinesi e scatenerà una adeguata risposta militare dell'organizzazione.
Il Movimento ha chiamato la Comunità Internazionale ad agire per il rilascio di Bilal Dhiab e Thaer Halhleh, attraverso un appello letto dallo Sceicco Khader Habib durante una conferenza stampa, indicando come attraverso questo rilascio si preserverà altresì la continuità della tregua attualmente osservata dai movimenti palestinesi di Resistenza. "Qualunque tregua che non garantisca le vite dei nostri affiliati non ha valore né significato", ha detto lo Sceicco Habib.

Secondo gli ultimi resoconti medici Bilal Dhiab é stato ricoverato in ospedale con sintomi di atrofia generalizzata e disidratazione e si troverebbe "in condizioni estremamente gravi". La Jihad Islamica ha a più riprese denunciato che quello in atto nelle prigioni sioniste é un "generalizzato tentativo di omicidio politico su vasta scala" chiedendo un sostegno alla lotta e alle rivendicazioni dei detenuti a ogni livello, locale, regionale, arabo e internazionale.
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