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giovedì 20 dicembre 2018

Secondo l'agenzia Reuters anche i bombardamenti Usa sulla Siria verranno interrotti!

Sempre più rapidi gli sviluppi riguardo l'annunciato ritiro Usa dalla Siria; "ufficiali americani" avrebbero confidato (anonimamente) all'agenzia sionista Reuters che anche la campagna americana di attacchi aerei (illegali, non richiesti né vistati dal Governo di Assad) contro obiettivi nel NE del Paese verrà interrotta con il ritiro delle forze Usa dall'area.


giovedì 9 febbraio 2017

Leader dell'ISIS in Libano ucciso da 'misteriosa esplosione' sulla sua auto, vicino ad Arsal!

Quando un'auto che trasporta un caporione dell'ISIS esplode uccidendolo in una zona che "a rigore" non é teatro di continui combattimenti come può esserlo la Siria o la parte Nordoccidentale dell'Irak, si pongono vari interrogativi ipotetici:

a) Lo scarafaggio si é "auto-disinfestato" trasportando incautamente una bomba o un ordigno per attentati, che é brillato prematuramente.

b) Ci troviamo di fronte a un caso di cannibalismo tra blatte, con un sottoposto o un altro capo del 'Daash' che si é liberato di uno scomodo rivale.

c) Un'altra sigla takfira sta combattendo la sua guerra contro l'ISIS per sottrargli prestigio, basi, reclute o finanziamenti.

d) Gli Hezbollah libanesi, in cooperazione più o meno attiva con le autorità di Beirut, hanno eliminato il criminale terrorista.

e) Forze speciali o agenti siriani (anche qui forse con l'aiuto o di Hezbollah o dei servizi libanesi) hanno fatto lo stesso.

Quale sarà la verità?

martedì 20 ottobre 2015

Diciannove terroristi takfiri colpiti dall'Armee Libanaise vicino ad Arsal!

Il quotidiano libanese 'Daily Star' riporta che un'esplosione nei pressi di Arsal ha coinvolto 19 persone, uccidendone otto e ferendone undici. Quello che il Daily Star, pubblicazione notorinamente filotakfira, anti-Assad e anti-Hezbollah ha trascurato di menzionare é che lungi dall'essere vittime civili i morti e i feriti erano tagliagole terroristi.

Essi facevano parte delle cellule wahabite rifugiatesi intorno ad Arsal dopo la completa liberazione del Qalamoun da parte di Hezbollah e dell'Esercito Siriano, in particolare nella zona di Wadi Hmeid.
L'esplosione li ha colti vicino ad Al-Malahi, a Est di Arsal.

giovedì 10 settembre 2015

Oltre quattrocento i takfiri uccisi a Zabadani! Circa 200 fatti prigionieri; rapporto perdite più di 7:1 in favore di Siriani ed Hezbollah!

Il quotidiano libanese 'Daily Star' ha pubblicato un bilancio parziale dell'operazione vittoriosa delle Forze Armate siriane e dei combattenti sciiti libanesi di Hezbollah nella cittadina di Zabadani, posizione chiave del confine siro-libanese ormai completamente in mano alle forze alleate dopo poco più di due mesi di intensissimi combattimenti urbani.

domenica 5 aprile 2015

Hezbollah in Siria distrugge una base dell'ISIS con tre missili da battaglia!

Tre missili da battaglia di grande calibro, probalibmente della serie "Fajr", sono stati lanciati da militanti di Hezbollah schierati in Siria contro una base dell'ISIS che si trovava a 60 Km a Nordest di Damasco, nella regione di Khachaat, distruggendola completamente.

La notizia é stata riportata dal quotidiano libanese "Daily Star" e sembrerebbe confermata, almeno a livello non ufficiale, da fonti interne a Hezbollah; evidentemente questa ammissione é volta a confermare alle parti interessate che il lungo impegno in Siria dell'organizzazione di Resistenza sciita non ha per nulla degradato le sue capacità di utilizzare armamenti complessi e precisi come i 'battlefield rockets' di produzione iraniana.

sabato 17 gennaio 2015

Tre pericolosi terroristi takfiri arrestati dall'Armee Libanaise, preparavano nuovi attentati esplosivi!

Dopo il tragico attentato al Caffé Omran (in parte sventato dall'eroismo di un astante) e dopo la brillante operazione di disinnesco e rimozione di un'enorme carica esplosiva da una Mercedes ritrovata ad Arsal, l'Armee Libanaise ha catturato tre pericolosi terroristi impegnati nella preparazione di ulteriori attacchi.

lunedì 12 gennaio 2015

Ecco il volto dell'eroe martire Abu Ali Issa Khadour, sacrificatosi per bloccare il secondo attentatore al Caffé Omran!

Pubblichiamo con immenso orgoglio e riconoscenza la foto di Abu Ali Issa Khadour, l'uomo che fuori dal Caffé Omran di Jabal Mohsen (Tripoli Siriaca) si é lanciato sul secondo attentatore che si apprestava a far detonare la propria bomba dopo che il suo complice aveva fatto scoppiare la prima dentro il locale.

domenica 11 gennaio 2015

Esplosioni a Jabal Mohsen! I takfiri a libro paga saudita attaccano ancora gli Alawiti di Tripoli Siriaca!!

Un' esplosione per creare il panico, per richiamare folla e soccorritori in una determinata locazione e poi, a quel punto, l'esplosione della 'vera' bomba e il massacro di dozzine di abitanti del quartiere Alawita di Jabal Mohsen, a Tripoli Siriaca; questo doveva essere il piano assassino dei takfiri che hanno attaccato il Caffé Omran, ma per fortuna il secondo attentatore é stato intercettato e l'esplosione del suo ordigno in gran parte deviata da un coraggioso cittadino.

In tutto vi sono stati sette morti e trentasei feriti; quasi tutti per gli effetti della prima bomba 'civetta'.

sabato 15 novembre 2014

Hezbollah starebbe ricostituendo le sue unità di non-sciiti! Verità o solita propaganda saudita??

Il movimento sciita di Resistenza Hezbollah starebbe reclutando militanti cristiani ortodossi, drusi e di altre religioni per combattere in Siria i terroristi takfiri e wahabiti dell'ISIS e di altre organizzazioni come il Fronte Al-Nusra e gruppi similari.
La notizia é apparsa finora solamente sul quotidiano sunnita filosaudita 'Daily Star' e sulla rete satellitare di Riyadh Al-Arabiya, megafono ufficiale della propaganda di Casa Saoud.
Può esserci qualcosa di vero? Nel momento più intenso della lotta contro l'occupazione sionista del Sud del Libano e la milizia collaborazionista dell'SLA Hezbollah formò effettivamente dei quadri di volontari cristiani e di altre minoranze detti 'Brigate di Resistenza Nazionale', queste foto lo testimoniano.
Quindi diamo a questa notizia il beneficio del dubbio. Hezbollah fa benissimo ad aumentare il più possibile le sue forze specie nel caso che netanyahoo perda le staffe e decida di attaccare il Libano per cercare di indebolire il sostegno di Nasrallah alla Siria di Assad. D'altra parte questa potrebbe essere una voce falsa (e il fatto che nessun altro outlet se non quelli smaccatamente filosauditi lo fa pensare) messa in giro per suscitare l'odio dei sunniti estremisti verso tutte le altre minoranze del Medio Oriente.

lunedì 8 aprile 2013

L'Armee Libanaise intercetta un grande carico di armi nel distretto dello Chouf e arresta i trafficanti dopo una intensa sparatoria!

Un morto e due feriti, tra cui, fortunatamente non grave, un membro delle forze armate nazionali; questo secondo i comunicati ufficiali il bilancio dell'operazione anti-contrabbando con cui una task force dell'Armee Libanaise ha bloccato "un considerevole carico di armi e munizioni" presso il villaggio di Ain Zhalta, sulle pendici dello Chouf nella zona prevalentemente drusa del paese.

Secondo quanto riportato dal quotidiano 'Daily Star' l'operazione dovrebbe segnalare un deciso "cambio di passo" nell'atteggiamento delle forze di sicurezza interna del Paese dei Cedri che avrebbero recepito le conseguenze del giubilamento del Generale Ashraf Rifi, noto (e molto contestato) per il suo atteggiamento morbido e lassista nei confronti delle parti politiche coinvolte più o meno direttamente nel sostegno ai mercenari terroristi attivi in Siria.

All'apice dell'operazione le forze dell'Esercito hanno ingaggiato i trafficanti in una intensa sparatoria durante la quale appunto un militare é stato ferito e due dei criminali sono stati colpiti, uno mortalmente. Una volta intimata la resa altri sette individui sono stati presi in custodia dai militari e condotti in carcere dove verranno giudicati per direttissima.

lunedì 7 gennaio 2013

Frizioni nel Sud del Libano tra gli abitanti di Aita Shaab e gli Italiani dell'UNIFIL!

In un incidente che non ha precedenti dal momento del loro schieramento rinforzo al presidio di interposizione tra Libano e regime ebraico al termine della Guerra d'Estate del luglio/agosto 2006 dobbiamo registrare come appartenenti al contingente italiano dell'UNIFIL siano stati al centro di un grave alterco con abitanti del villaggio di Aita Shaab, che avrebbe potuto portare a gravi conseguenze se non fossero intervenute le forze di intelligence libanesi a calmare gli animi.

Da quanto riportato dal quotidiano libanese in lingua inglese "Daily Star" a scatenare l'ira dei residenti sarebbe stata una troppo insistente ed evidente 'ricognizione fotografica' effettuata dai militari italiani che a un certo punto hanno mostrato di volere entrare nel villaggio; gli abitanti, temendo che il loro interesse fosse indirizzato a identificare eventuali strutture della Resistenza, hanno bloccato i caschi blu ONU e hanno confiscato loro l'apparecchiatura fotografica.

Grazie all'intervento dei servizi libanesi la tensione é stata allentata e gli Italiani sono stati lasciati liberi di tornare alle loro posizioni ma le macchine fotografiche non sono state restituite e, con ogni probabilità, sono state passate a uomini della Resistenza che dovranno valutare cosa interessasse così tanto ai militari dell'UNIFIL.
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sabato 29 dicembre 2012

Hamdy a Beirut dichiara: "Il Governo egiziano interessato a stretti e intensi contatti con Hezbollah!"

L'ambasciatore del Cairo in Libano, Ashraf Hamdy, parlando ai reporter del quotidiano 'Daily Star' ha dichiarato che, in totale controtendenza con l'atteggiamento del regime di Hosni Mubarak, il Nuovo Egitto guidato dal Presidente Morsi ha intenzione di perseguire stretti e chiari rapporti con tutti i principali attori della scena politica libanese.

"In Libano, la composizione del Governo attualmente in carica lo prova evidentemente, non si può parlare di politica se non si parla anche con Hezbollah", ha dichiarato Hamdy, descrivendo il movimento politico militare sciita come "una vera potenza sul terreno, che armonizza perfettamente le opzioni politiche, diplomatiche e militari".
L'ambasciatore egiziano non ha avuto problemi ad ammettere di avere già incontrato esponenti e dirigenti di Hezbollah nel tentativo di saldare contatti col vertice stesso dell'organizzazione; ha inoltre dichiarato che la Resistenza ai tentativi israeliani e americani di piegare ai loro voleri la politica libanese é un obiettivo del tutto legittimo, così come l'obiettivo di liberare le ultime porzioni di territorio libanese ancora occupate.
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sabato 1 settembre 2012

Scandalo in Libano per la violazione al boicottaggio del regime ebraico: una boutique ha venduto borse 'made in israhell'!

In Libano il boicottaggio al regime ebraico di occupazione della Palestina non é un optional, é una legge, una legge civile e illuminata che dovrebbe essere imitata in tutta Europa e in tutto il mondo. Suona quindi ancora più strano leggere che nelle scorse settimane una boutique di moda e accessori di Hamra, abbia venduto delle borse da donna 'made in israel' fino a quando le acquirenti, notando la provenienza dell'articolo, non si sono precipitate a restituirlo chiedendo indietro i loro soldi e denunciando l'accaduto ai media locali e nazionali.

La catena responsabile della violazione del boicottaggio ufficiale è "American Eagle" e anche qui si vede quanto succubi e schiavi siano gli Stati Uniti rispetto ai voleri e alle imposizioni della lobby a sei punte, tanto da venire obbligati a distribuire nelle loro catene merci di compagnie sioniste. Ma ciò facendo la compagnia ha apertamente violato una legge libanese e speriamo che verrà pesantemente multata per questo.
Samah Idriss, attivista della campagna BDS in Libano, ha denunciato l'accaduto alle autorità competenti e sta organizzando un meeting ufficiale con rappresentanti del Governo per notificare loro ampiezza e profondità del fenomeno. La compagnia incriminata ha cercato di addurre giustificazioni per l'accaduto e ha assicurato che tutti gli articoli di quella partita di borse sono stati già ritirati da tutti i negozi della catena.
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giovedì 10 novembre 2011

Anche in Libano cominciano a cadere i droni...questa volta tocca a quelli "a sei punte"!


Sembra che, verificata la totale incapacità dell'UNIFIL, dell'ONU e della comunità internazionale di proteggere e difendere la sovranità del territorio e dei cieli libanesi dalle continue violazioni e penetrazioni da parte delle forze militari del regime sionista (sovranità e inviolabilità che, lo ricordiamo 'dovrebbero' essere garantite da quella cosa chiamata 'Risoluzione del Consiglio di Sicurezza numero 1701', uno dei tanti parti del documentificio del Palazzo di Vetro che a Tel Aviv considerano come altrettanti rotoli di carta igienica), tocchi di nuovo alle forze della Resistenza libanese capeggiate da Hezbollah prendere la faccenda in mano e insegnare coi fatti, non con le parole, ai generali a sei punte, che ogni violazione dei confini, con velivoli, droni o truppe, avverrà a rischio e pericolo di uomini e mezzi coinvolti.

Il libanese "Daily Star", quotidniano di lingua inglese edito a Beirut, avrebbe infatti rivelato che una unità del contingente francese dell'UNIFIL in Libano avrebbe osservato un drone senza pilota israeliano entrare nei cieli libanesi, lo avrebbe inquadrato sul radar per seguirne la rotta (in modo da compilare il solito dettagliato rapporto da trasmettere a New York in base al quale l'ONU avrebbe spedito la solita, inconsequenziale nota di biasimo a Israele), ma, con grande sorpresa degli osservatori radar, lo avrebbe quindi visto sparire immediatamente dagli schermi, in maniera tanto repentina da suggerire un abbattimento.
"Continuano le speculazioni sulla capacità di Hezbollah di abbattere i droni di Israele"
L'articolista del quotidiano indica nella incrementata perizia degli uomini di Nasrallah riguardo alle tecniche di interferenza, disturbo e guerra elettronica lo schianto del drone sionista, che, pare, sarebbe immediatamente stato isolato e recuperato dai miliziani sciiti, che ne avrebbero portato i resti al sicuro in attesa di studiarlo o di passarlo a tecnici iraniani del Corpo della Guardia Rivoluzionaria. Fin dal conflitto del 2006 (che si concluse col ritiro israeliano e il fallimento della sua campagna militare, sanciti proprio dalla risoluzione ONU 1701) il regime ebraico ha usato droni senza pilota contro il Libano; in missioni di intelligence e ricognizione ma anche come arma d'attacco: molti civili in fuga verso il nord vennero assassinati dai robot volanti di Tel Aviv e durante i bombardamenti su Qanaa almeno due ambulanze impegnate nel recupero di feriti dalle macerie degli edifici distrutti vennero bersagliate da velivoli israeliani senza pilota.
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