Riyadh al-Ahmad era solo un normale capitano nell'Esercito di Assad, il fatto che, dopo il Brigadiere Sheikh, egli fosse rimasto come "uno dei più alti in grado tra i disertori delle forze armate" fa ben capire quanto misero e totalmente trascurabile sia stato l'esodo dalle file lealiste in questi due anni di campagna terrorista contro la Siria e la sua gente (si calcolano in meno di 5000 i militari, poliziotti e altri uomini dello Stato che abbiano disertato i loro posti; inoltre, molti di loro non sono finiti nelle fila degli insorgenti, ma si sono dati all'esilio o alla latitanza).
Al contrario del Brigadiere Sheikh, catturato attorno a Daraya nello squagliamento totale delle sue 'milizie' schiacciate e distrutte nelle battaglie di fine 2012, il Capitano Al-Ahmad é stato catturato in pieno territorio turco, con una operazione 'dietro le linee' che fa rivivere in chi scrive lo spirito di avventurosa esaltazione che sperimentava, ragazzino, nel leggere o nel guardare le gesta fictionalizzate di Gregory Peck, Lee Marvin, Clint Eastwood e altri 'regolari' delle pellicole belliche avventurose ispirate alle pagine di MacLean o di Nathanson.
Ancora più indicativo é il fatto che l'ardita missione in territorio turco non sarebbe potuta andare così bene senza l'aiuto prezioso di un gruppo denominatosi "Basaharians", turchi di etnia araba avversi alla politica anti-Assad di Erdogan e ansiosi di aiutare in ogni maniera il regime di Damasco a vincere la sua partita contro la destabilizzazione terrorista.
Nel passato recente i Basaharians avrebbero avvertito i servizi segreti siriani di concentramenti di truppe, armi, convogli al confine Nord, aiutando quindi le forze lealiste a prendere le più opportune contromisure.
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