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sabato 3 dicembre 2016
Kerry e Lavrov ospiti di Gentiloni: l'uno al capolinea, l'altro sulla cresta dell'onda!
Se si vuole avere un'immagine viva dell'enorme ipocrisia con cui viene condotta la politica estera italiana dall'ex-agitatore antinucleare Paolo Gentiloni, ora riciclatosi come maggiordomo degli interessi imperialisti americani, basta osservare la manifestazione MED 2016, organizzata dalla Farnesina e dall'ISPI su precisa volontà e impulso del titolare del Ministero: un fiume di slogan roboanti, "Oltre il Caos, un'agenda positiva" (motto della prima edizione, quella 2015), "Dialoghi mediterranei" e via dicendo.
Nei fatti, nemmeno una favilla, una scintilla che possa ricordare il polso e la fermezza con cui venivano difesi gli interessi geostrategici dell'Italia, penisola protesa al centro del Mediterraneo e aggettante verso il Nordafrica e il Medio Oriente, neppure un baluginio, un barbaglio della grandezza con cui statisti anche molto diversi tra loro (per citarne alcuni Fanfani, Andreotti, Moro, Craxi...) affermavano il Diritto Naturale del nostro paese ad avere rapporti privilegiati col Mondo Arabo e con l'Africa (in specie con nazioni che un tempo erano state colonie italiane).
Allineati e coperti, elmetto NATO in testa e dito sul grilletto pronto a scattare quando il caporale di giornata americano lo ordina, ovviamente con la debordante retorica della "democrazia" e dei "diritti umani" a fare da disgustosa glassa al tutto, particolare stridente e vieppiù sgradevole quando si consideri che la 'kermesse' si tiene alla vigilia del referendum che in Italia vorrebbe togliere sempre più prerogative democratiche (quelle sì) al popolo elettore.
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venerdì 12 febbraio 2016
La verità dietro gli annunci: gli Usa in profondo imbarazzo 'scaricano' Turchi e Sauditi!
La maniera superficiale, parziale e affrettata con cui i mezzi di comunicazione nazionali sono abituati a trattare le questioni internazionali (senza nemmeno un'ombra dello sforzo di analisi e approfondimento che non era raro trovare anche solo una ventina d'anni fa nel panorama mediatico nazionale) ha diffuso una visione totalmente sfocata e distorta della situazione dopo le recenti dichiarazioni da parte di diverse tirannidi petrolifere (Arabia Saudita in primis) riguardo la loro 'decisione' di schierare truppe in Siria, riguardo gli "Altolà" emessi da Mosca in merito (non dissimili da quelli pronunciati, in anticipo, all'indirizzo di Ankara) e, infine, a proposito dell'annuncio di un prossimo "cessate-il-fuoco" in terra siriana.
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martedì 14 luglio 2015
Iran e 5+1 sono arrivati all'accordo: sanzioni 'congelate' fino a fine anno, poi totalmente rimosse!
La Repubblica Islamica dell’Iran e i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza ONU più la Germania hanno raggiunto dopo estenuanti trattative un accordo definitivo sulla questione del nucleare civile di Teheran.
Termina una querelle annosa e totalmente ingiustificata, motivata unicamente dalla capacità del mondo occidentale di accusare, senza particolari prove, un paese aderente al NNPT, che ha più volte reiterato la propria intenzione di perseguire lo sviluppo dell’atomo unicamente per scopi civili, in primis per diversificare il proprio mercato energetico.
Punto fondamentale dell’accordo, la rimozione di ogni tipo di sanzione economica da parte dei paesi occidentali. A quanto filtrato finora queste saranno dapprima ‘congelate’ fino alla fine dell’anno e poscia completamente annullate. Tuttavia é chiaro a tutti i contraenti che la possibilità che esse vengano re-applicate é praticamente nulla e l’arzigogolo diplomatico serve solo come ‘schermo’ per rendere meno evidente la vittoria negoziale di Teheran, che su questo punto ha tenuto duro contro ripetuti tentativi da parte degli USA di legare la rimozione delle sanzioni a cessioni di sovranità, come ad esempio ispezioni “improvvise” non previamente concordate, o intrusioni straniere nei siti legati alla difesa nazionale.
Termina una querelle annosa e totalmente ingiustificata, motivata unicamente dalla capacità del mondo occidentale di accusare, senza particolari prove, un paese aderente al NNPT, che ha più volte reiterato la propria intenzione di perseguire lo sviluppo dell’atomo unicamente per scopi civili, in primis per diversificare il proprio mercato energetico.
Punto fondamentale dell’accordo, la rimozione di ogni tipo di sanzione economica da parte dei paesi occidentali. A quanto filtrato finora queste saranno dapprima ‘congelate’ fino alla fine dell’anno e poscia completamente annullate. Tuttavia é chiaro a tutti i contraenti che la possibilità che esse vengano re-applicate é praticamente nulla e l’arzigogolo diplomatico serve solo come ‘schermo’ per rendere meno evidente la vittoria negoziale di Teheran, che su questo punto ha tenuto duro contro ripetuti tentativi da parte degli USA di legare la rimozione delle sanzioni a cessioni di sovranità, come ad esempio ispezioni “improvvise” non previamente concordate, o intrusioni straniere nei siti legati alla difesa nazionale.
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venerdì 3 aprile 2015
Perché l'accordo nucleare iraniano è un trionfo per Teheran (e per Mosca)
Come sapere su "PALAESTINA FELIX" non si pappagallano le notizie che si possono facilmente trovare sui media generalisti, ma si cerca di dare un'informazione 'scomoda' su argomenti che altri tralasciano, oppure si aprono punti di vista e di riflessione 'anomali', da prospettive inusuali e similmente trascurate dalla vulgata dei mass-media imperialisti.
Sulla questione dell'accordo nucleare raggiunto in Svizzera dopo estenuanti round di colloqui e trattative i grandi media si trovano in imbarazzo profondo: alcuni cercano di presentare la cosa come una 'vittoria' di Obama (uno che riuscirebbe a strappare sconfitte dalle fauci anche dei più cristallini trionfi), altri tentano di accreditare l'idea che "le sazioni abbiano funzionato", visto che l'Iran accetta ispezioni internazionali e controlli sul suo programma nucleare.
L'accordo nucleare in realtà é un TRIONFO per Teheran, innanzi tutto perché le sanzioni non hanno mai funzionato (erano pensate per 'ridurre alla fame' la Repubblica Islamica, a imitazione di quanto codardamente fatto con l'Irak dal 1991 al 2003, cosa che non é per niente accaduta grazie ai numerosi sbocchi alternativi del petrolio di Teheran in questo mondo ormai multipolare) e vengono rimosse perchè l'Occidente (specie l'Europa) ha DISPERATO bisogno del petrolio iraniano.
Sulla questione dell'accordo nucleare raggiunto in Svizzera dopo estenuanti round di colloqui e trattative i grandi media si trovano in imbarazzo profondo: alcuni cercano di presentare la cosa come una 'vittoria' di Obama (uno che riuscirebbe a strappare sconfitte dalle fauci anche dei più cristallini trionfi), altri tentano di accreditare l'idea che "le sazioni abbiano funzionato", visto che l'Iran accetta ispezioni internazionali e controlli sul suo programma nucleare.
L'accordo nucleare in realtà é un TRIONFO per Teheran, innanzi tutto perché le sanzioni non hanno mai funzionato (erano pensate per 'ridurre alla fame' la Repubblica Islamica, a imitazione di quanto codardamente fatto con l'Irak dal 1991 al 2003, cosa che non é per niente accaduta grazie ai numerosi sbocchi alternativi del petrolio di Teheran in questo mondo ormai multipolare) e vengono rimosse perchè l'Occidente (specie l'Europa) ha DISPERATO bisogno del petrolio iraniano.
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domenica 8 febbraio 2015
Americani e loro lacché arabi 'criticano' la decisiva mossa anti-crisi degli Sciiti Houthi!
La coraggiosa e tempestiva mossa dell'organizzazione sciita Ansarullah, che ha liquidato le dimissioni di Premier e Presidente insieme al Parlamento che aveva cincischiato indegnamente per settimane sperando di poter in qualche modo restaurare lo status quo ha ovviamente fatto sollevare sopracciglia e agitare dita oziosamente in aria agli imperialisti americani e ai loro burattini arabi del Consiglio di Cooperazione del Golfo Persico.
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martedì 12 agosto 2014
Maliki e i suoi alleati respingono gli arbitrii di Masum: "Haider Abadi rappresenta solo sé stesso!"
"La Corte Federale si esprimerà presto sul gesto arbitrario del Presidente Masum, nel frattempo Nouri al-Maliki é a rigor di legge il Primo Ministro irakeno e rimane l'unico candidato legittimamente accettabile per tentare di formare un nuovo esecutivo, il Signor Abadi, nonostante sia stato nominato dal Presidente Masum per questo incarico, non può svolgerlo e, attualmente rappresenta soltanto sé stesso".
Con queste nette e terse parole la coalizione parlamentare maggioritaria uscita dalle elezioni irakene dello scorso 30 aprile ha chiarito la propria posizione rispetto all'irrituale e illegale "entrata a gamba tesa" del neopresidente curdo Fouad Masum nell'impasse politico che, favorito dagli allarmismi e dalle ingerenze americane nel paese, ha finora bloccato la formazione di un nuovo Governo.
A Bagdad la situazione é calma e unità militari fedeli al Premier legittimo controllano la città e i suoi snodi principal, in un esempio di dichiarazioni contraddittorie e imbarazzanti Il Segretario di Stato Usa John Kerry ha prima salutato l'illegittimo Abadi come 'nuovo premier' irakeno, soltanto per venire smentito poco dopo da un comunicato del suo stesso dicastero dove si dichiarava che, allo stato dei fatti, soltanto Nouri al-Maliki può tentare di comporre un nuovo gabinetto di Governo.
Con queste nette e terse parole la coalizione parlamentare maggioritaria uscita dalle elezioni irakene dello scorso 30 aprile ha chiarito la propria posizione rispetto all'irrituale e illegale "entrata a gamba tesa" del neopresidente curdo Fouad Masum nell'impasse politico che, favorito dagli allarmismi e dalle ingerenze americane nel paese, ha finora bloccato la formazione di un nuovo Governo.
A Bagdad la situazione é calma e unità militari fedeli al Premier legittimo controllano la città e i suoi snodi principal, in un esempio di dichiarazioni contraddittorie e imbarazzanti Il Segretario di Stato Usa John Kerry ha prima salutato l'illegittimo Abadi come 'nuovo premier' irakeno, soltanto per venire smentito poco dopo da un comunicato del suo stesso dicastero dove si dichiarava che, allo stato dei fatti, soltanto Nouri al-Maliki può tentare di comporre un nuovo gabinetto di Governo.
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giovedì 15 maggio 2014
Brahimi l'amico dei wahabiti si dimette! Kerry e il munchkin della 'peggior Korea' tentano di difenderlo!!
L'algerino Lakhdar Brahimi era stato nominato dalle potenze imperialiste che controllano l'ONU come l'esecutore testamentario del 'Dossier Siria' sarebbe stato lui, nei piani delle cancellerie di Washington, Londra, Tel Aviv, una vota distrutta la Repubblica Araba grazie alle atrocità delle milizie mercenarie straniere pagate da NATO, Arabia Saudita e Qatar a dettare i termini della resa incondizionata, con tanto di esilio, se non di carcere e di capestro per il Presidente legittimo Bashar Assad e di instaurazione di un califfato islamico takfiro da cui procedere poi a nuove aggressioni contro Libano e Irak liberato.
Ma grazie alla titanica Resistenza del Popolo di Siria, ai provvidi interventi di Russia, Cina, Iran, degli Hezbollah del Libano e di volontari generosi ed eroici da tutto il Crescente Sciita, i piani accuratamente stilati sono andati a farsi benedire e alla seconda conferenza di Montreaux la delegazione Siriana ha detto "NO" a qualunque piano occidentale di sovversione e di 'regime change' sul modello serbo, libico o irakeno.
Brahimi ci ha messo quasi sei mesi a rendersi conto del suo fallimento e finalmente, mai troppo presto, ha rassegnato le sue dimissioni; puntuali si sono scatenate le critiche al suo operato parziale e insincero da parte siriana, col rappresentante di Damasco all'ONU Bashar Jafaari che ha denunciato come Brahimi non abbia fatto niente per rimuovere le inique sanzioni imposte dai paesi imperialisti contro la Siria, che colpiscono la popolazione e come non abbia mai denunciato esplicitamente i paesi che sostengono con denaro, armi e altri rifornimenti i mercenari stranieri.
Brahimi ha sempre agito come se in Siria anziché un'aggressione esterna di estremisti "importati" nel paese ci fosse una 'guerra civile' tra Siriani 'pro' o 'contro' Assad, cosa che non si é mai verificata; infatti a difendere il suo scarso e fallimentare operato sono subito saltati su "Lurch" Kerry, zombesco maggiordomo di Casa Obama e il giallolimone della Worst Korea, il nanerottolo Ban ki-Moon, famoso per la miopia selettiva quando bisogna vedere e condannare i crimini di Washington, Londra, Bruxelles e Tel Aviv.
Ma grazie alla titanica Resistenza del Popolo di Siria, ai provvidi interventi di Russia, Cina, Iran, degli Hezbollah del Libano e di volontari generosi ed eroici da tutto il Crescente Sciita, i piani accuratamente stilati sono andati a farsi benedire e alla seconda conferenza di Montreaux la delegazione Siriana ha detto "NO" a qualunque piano occidentale di sovversione e di 'regime change' sul modello serbo, libico o irakeno.
Brahimi ci ha messo quasi sei mesi a rendersi conto del suo fallimento e finalmente, mai troppo presto, ha rassegnato le sue dimissioni; puntuali si sono scatenate le critiche al suo operato parziale e insincero da parte siriana, col rappresentante di Damasco all'ONU Bashar Jafaari che ha denunciato come Brahimi non abbia fatto niente per rimuovere le inique sanzioni imposte dai paesi imperialisti contro la Siria, che colpiscono la popolazione e come non abbia mai denunciato esplicitamente i paesi che sostengono con denaro, armi e altri rifornimenti i mercenari stranieri.
Brahimi ha sempre agito come se in Siria anziché un'aggressione esterna di estremisti "importati" nel paese ci fosse una 'guerra civile' tra Siriani 'pro' o 'contro' Assad, cosa che non si é mai verificata; infatti a difendere il suo scarso e fallimentare operato sono subito saltati su "Lurch" Kerry, zombesco maggiordomo di Casa Obama e il giallolimone della Worst Korea, il nanerottolo Ban ki-Moon, famoso per la miopia selettiva quando bisogna vedere e condannare i crimini di Washington, Londra, Bruxelles e Tel Aviv.
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venerdì 15 novembre 2013
"Coalizione per l'Intifada" chiede ai giovani della West Bank di scendere a scontrarsi con le forze sioniste!
A rafforzare la nostra convinzione (sostenuta anche da studi e statistiche) che una Terza massiccia insurrezione dei Palestinesi sia ormai nell'aria e possa scoppiare da un momento all'altro, arriva adesso anche l'appello della "Intifada Youth Coalition".
La Coalizione ha invitato tutti i giovani palestinesi della West Bank a unirsi alle massicce manifestazioni di protesta programmate per oggi dopo le preghiere e a scontrarsi con la polizia e l'esercito di occupazione sionista, ivi inclusa la Città di Al-Quds (Gerusalemme).
L'appello ha particolare importanza perché cade nell'anniversario dell'ultimo round di scontri militari tra Gaza e il regime ebraico e anche nella ricorrenza della Giornata per l'Indipendenza della Palestina.
La Coalizione ha invitato tutti i giovani palestinesi della West Bank a unirsi alle massicce manifestazioni di protesta programmate per oggi dopo le preghiere e a scontrarsi con la polizia e l'esercito di occupazione sionista, ivi inclusa la Città di Al-Quds (Gerusalemme).
L'appello ha particolare importanza perché cade nell'anniversario dell'ultimo round di scontri militari tra Gaza e il regime ebraico e anche nella ricorrenza della Giornata per l'Indipendenza della Palestina.
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giovedì 14 novembre 2013
Sondaggio rivela: "I Palestinesi ritengono prossima l'esplosione della Terza Intifada!"
Una statistica condotta dall'istituto AWARD (Arab World for Research & Development) a fine ottobre, intervistando oltre mille cittadini palestinesi della West Bank occupata ha rilevato che il 60 percento di essi considera "inevitabile" e "molto prossima" l'esplosione di una nuova serie di atti di rivolta contro la continua aggressione da parte dei coloni illegali e dei reparti militari dell'occupazione.
Già di recente si sono moltiplicati eventi di resistenza individuale da parte di cittadini non legati a organizzazioni della militanza tradizionale: una eventuale Terza Intifada potrebbe diventare un massiccio movimento spontaneo che faccia di ogni coltello e pietra una potenziale arma, di ogni colono e militare sionista un potenziale bersaglio e di ogni Palestinese un martire o un eroe.
Persino il Segretario di Stato Usa John Kerry, durante uno dei suoi ultimi passaggi nel regime ebraico di occupazione ha 'avvretito' Benji Netanyahu del pericolo di una possibile nuova insurrezione generalizzata del popolo palestinese.
Già di recente si sono moltiplicati eventi di resistenza individuale da parte di cittadini non legati a organizzazioni della militanza tradizionale: una eventuale Terza Intifada potrebbe diventare un massiccio movimento spontaneo che faccia di ogni coltello e pietra una potenziale arma, di ogni colono e militare sionista un potenziale bersaglio e di ogni Palestinese un martire o un eroe.
Persino il Segretario di Stato Usa John Kerry, durante uno dei suoi ultimi passaggi nel regime ebraico di occupazione ha 'avvretito' Benji Netanyahu del pericolo di una possibile nuova insurrezione generalizzata del popolo palestinese.
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giovedì 8 agosto 2013
Il PFLP denuncia ancora le fasulle 'trattative' a cui si piega Fatah: "Resistenza e Diritto al Ritorno, altro che 'negoziati'!"
A dimostrazione di come la stragrande maggior parte degli abitanti legittimi della Palestina, sia nei territori occupati che nella Diaspora, siano completamente contrari a qualunque 'ripresa dei negoziati' (Un'impostura voluta da John Kerry per permettere a Israele di ampliare le proprie colonie e procedere quietamente con il genocidio della popolazione beduina mentre a Ramallah si perde tempo nella Sala della Pallacorda) il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ancora una volta ha denunciato la completa inutilità di questi fittizi 'dialoghi', tramite il suo rappresentante in esilio Maher Taher.
Membro del Politburo del PFLP e leader della sua sezione in esilio, Taher ha recisamente rifiutato la decisione della ripresa dei negoziati e la considera inaccettabile in qualsiasi forma e incompatibile con la posizione presa da istituzioni palestinesi. Sottolineando che si possa raggiungere l'indipendenza e il Diritto al Ritorno, tutto il resto non sono che parole che hanno lo scopo di ingannare e fuorviare il Popolo palestinese.
Taher ha anche affermato che il Fronte continuerà la sua attività in segno di protesta contro i negoziati, invitando il popolo palestinese in tutti i campi profughi a manifestare, per dimostrare a tutto il mondo la condanno contro questo passo inaccettabile.
Membro del Politburo del PFLP e leader della sua sezione in esilio, Taher ha recisamente rifiutato la decisione della ripresa dei negoziati e la considera inaccettabile in qualsiasi forma e incompatibile con la posizione presa da istituzioni palestinesi. Sottolineando che si possa raggiungere l'indipendenza e il Diritto al Ritorno, tutto il resto non sono che parole che hanno lo scopo di ingannare e fuorviare il Popolo palestinese.
Taher ha anche affermato che il Fronte continuerà la sua attività in segno di protesta contro i negoziati, invitando il popolo palestinese in tutti i campi profughi a manifestare, per dimostrare a tutto il mondo la condanno contro questo passo inaccettabile.
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mercoledì 17 aprile 2013
Marzouk al Cairo si scaglia contro John Kerry e contro ogni prospettiva di 'trattativa' col Regime Ebraico!
Il dr. Moussa Abu Marzouk, vicsegeretario del Politburo di Hamas e noto 'ingegnere' del tradimento con cui il già 'Movimento di Resistenza' si é venduto ai desiderata sauditi e qatarioti allontanandosi da Siria, Iran ed Hezbollah, é intervenuto a una kermesse organizzata in suo onore dall'Università di Al-Azhar che ha coinvolto i rappresentanti del Corpo Discente dell'Ateneo, la Coalizione per il Sostegno ad Al-Quds Occupata e l'Accademia di Palestina e Bayt al-Maqdis.
Nel corso della "soirée" il leader di Hamas si é scagliato a più riprese contro i recenti tentativi del Segretario di Stato John Kerry di far "ripartire" i negoziati tra Autorità Nazionale Palestinese (o meglio quel che ne rimane, il moncone cisgiordano egemonizzato da Fatah) e il regime ebraico di occupazione della Palestina. "Kerry" ha denunciato Marzouk "vuole vendere sogni e illusioni a quei Palestinesi ancora abbastanza ingenui da credere che si possa ottenere qualcosa sedendosi a un tavolo con gli occupanti sionisti".
Marzouk ha correttamente indicato che, iniziati per durare 5 anni, i 'colloqui di pace' con Israele sono arrivati a durarne 17 senza che alcuna delle questioni che avrebbero dovuto venire risolte da essi (confini, acqua, status dei rifugiati e status di Al-Quds occupata) sia stata anche solo sfiorata da un barlume di soluzione; in compenso in questi 17 anni Israele ne ha approfittato per annettersi sempre più terra con insediamenti illegali, rubare sempre più acqua e risorse naturali e fare di tutto per evitare di discutere un serio ritiro oltre i confini del 1967.
Se Marzouk ha un'idea così chiara della futilità di trattative con Israele allora ci domandiamo, come mai ha voluto asservire il proprio movimento a quegli Stati che DA SEMPRE sono i migliori alleati e servitori dei desideri israeliani (basta vedere la situazione in Siria)??
Aspettiamo una spiegazione.
Nel corso della "soirée" il leader di Hamas si é scagliato a più riprese contro i recenti tentativi del Segretario di Stato John Kerry di far "ripartire" i negoziati tra Autorità Nazionale Palestinese (o meglio quel che ne rimane, il moncone cisgiordano egemonizzato da Fatah) e il regime ebraico di occupazione della Palestina. "Kerry" ha denunciato Marzouk "vuole vendere sogni e illusioni a quei Palestinesi ancora abbastanza ingenui da credere che si possa ottenere qualcosa sedendosi a un tavolo con gli occupanti sionisti".
Marzouk ha correttamente indicato che, iniziati per durare 5 anni, i 'colloqui di pace' con Israele sono arrivati a durarne 17 senza che alcuna delle questioni che avrebbero dovuto venire risolte da essi (confini, acqua, status dei rifugiati e status di Al-Quds occupata) sia stata anche solo sfiorata da un barlume di soluzione; in compenso in questi 17 anni Israele ne ha approfittato per annettersi sempre più terra con insediamenti illegali, rubare sempre più acqua e risorse naturali e fare di tutto per evitare di discutere un serio ritiro oltre i confini del 1967.
Se Marzouk ha un'idea così chiara della futilità di trattative con Israele allora ci domandiamo, come mai ha voluto asservire il proprio movimento a quegli Stati che DA SEMPRE sono i migliori alleati e servitori dei desideri israeliani (basta vedere la situazione in Siria)??
Aspettiamo una spiegazione.
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domenica 3 marzo 2013
Importantissimo incontro a Teheran tra i Ministri degli Esteri di Siria e Repubblica Islamica!
Si é tenuto nella giornata di ieri a Teheran un incontro che definire "strategico" é poco tra il Ministro degli Esteri della Repubblica Araba di Siria Walid Moallem e il suo collega iraniano Ali Akbar Salehi. Obiettivo non dichiarato ma facilmente intuibile del vertice quello di coordinare le posizioni in attesa dei prossimi "round" di colloqui diplomatici e trattative tra il Fronte della Resistenza e del sostegno anti-imperialista a Damasco e la claudicante 'armata brancaleone' dei sostenitori del terrorismo wahabita, ormai in rotta e in ritirata in tutti i settori dove rimaneva ancora operativo.Iran e Siria già concordano sull'esclusione a priori di ogni opzione che veda l'allontanamento dal seggio presidenziale di Bashir Assad, vero e proprio 'avatar' della Resistenza nazionale siriana e incarnazione della voglia caparbia di conservare libertà e indipendenza espressa a più riprese da tutti i settori della società siriana. Quello che é anche più importante é che l'atteggiamento di Teheran e Damasco é condiviso fino al più alto livello da Mosca e Putin e Lavrov non scomoderanno nemmeno le loro segretarie ad annotare qualsivoglia proposta del campo Usa/Nato/salafita che pretenda di fare a meno di Assad come Capo di Stato.
"Per quanto fermamente convinti che la crisi siriana troverà la sua completa risoluzione attraverso un'intesa politica capiamo benissimo che fino a che esistono paesi, gruppi di paesi e loro rappresentanti che pubblicamente annunciano di volere devolvere milioni di dollari a gruppi terroristi coinvolti in disumani e sanguinosi attentati contro la popolazione siriana innocente il Governo di Damasco non abbia altra scelta se non continuare la propria campagna militare contro queste frange e queste cellule", ha dichiarato Salehi, cui il collega siriano ha presto fatto eco con un appello a chiudere "i rubinetti dei finanziamenti" ai gruppi estremisti per permettere il difficile "parto" di una soluzione negoziata.
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sabato 2 marzo 2013
Il Partito Repubblicano del Popolo si mobilita in Turchia e dice: "No!" alle lusinghe di 'Lurch'-Kerry a Erdogan e Davutoglu!
Nonostante il fatto che da poco più di un secolo il loro paese sia stato "dirottato" da militari laicisti fascistoidi e genocidi venduti agli interessi geopolitici delle potenze atlantiche la maggior parte dei cittadini turchi sa benissimo di appartenere a un popolo centroasiatico, di cultura e civiltà musulmana (con alcune comprensibili e logiche peculiarità) i cui interessi risiedono in comune con quelli dei loro vicini asiatici e arabi, musulmani e/o cristiani orientali e in una prospettiva strettamente 'eurasiatica' che non ha niente a che fare con i tentativi "dal vertice" (che sia occupato dai suddetti militari servi della NATO o da fittizi esponenti di un "Islam Americanizzato") di sradicare la Turchia dalle sue vere radici e trasformarla in una potenza europea, filoamericana e filosionista.Ulteriore segnale di questa consapevolezza si é avuto in occasione dell'arrivo in Turchia di "Lurch" Kerry, neo-segretario di Stato in luogo della 'malvagia strega' Dama Clinton, dove il Partito Repubblicano del Popolo Turco (CHP) non ha perso l'occasione per lanciare massicce manifestazioni di dissenso, tanto nella capitale Ankara, che a Istanbul e anche ad Alessandretta, città strappata alla Siria con un colpo di mano militare negli anni '20 e oggi 'retrofronte' del sostegno di Erdogan e Davutoglu alle formazioni mercenarie terroriste.
Nella capitale turca le forze di polizia si sono scatenate con ferocia contro i manifestanti inermi e disarmati facendo copioso uso di gas urticanti usati al di fuori di qualunque paramentro di sicurezza e ferendo e intossicando dozzine e dozzine di persone.
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giovedì 28 febbraio 2013
Si riuniscono a Roma i nemici della Siria: donna coraggiosa ricorda loro chi sono e cosa fanno!
Nel 2011 alla prima riunione degli avversari di Assad e della Siria libera e indipendente parteciparono 150 paesi.Adesso, dopo due anni di lotte e vittorie del popolo siriano, del suo Esercito e del suo Governo, i rappresentanti di appena 11 paesi sono convenuti a Roma al "capezzale" di quella che la propaganda NATO continua enfaticamente a definire "l'opposizione siriana".
Ospite "d'onore" a tale congrega di ratti e tagliagole nientemeno che "Lurch" Kerry, candidato-trombato dagli elettori Usa nel 2004.
Una coraggiosa donna si é premurata di ricordare al messo di Obama chi sia e che cosa stia facendo: nient'altro che una marionetta dell'imperialismo che coccola e sostiene terroristi assassini!
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domenica 30 dicembre 2012
Nei primi giorni del 2013 anche la 'Novocherkassk' farà scalo ai moli siriani di Tartous!
Secondo quanto annunciato dalle autorità russe l'unità da sbarco "Novocherkassk" della Flotta del Mar Nero ha lasciato questa mattina il suo porto per dirigere verso il Mediterraneo Orientale. Con questa sono tre, da venerdì scorso, le grandi unità di superficie della flotta russa inviate verso la Siria.
Domani mattina la 'Novocherkassk' attraverserà lo stretto dei Dardanelli; da quanto rilevato da osservatori prima della sua partenza la nave da sbarco ha caricato un buon numero di veicoli militari e un contingente di truppe da sbarco.
Una volta unitasi alle altre navi già presenti nel teatro la flottiglia russa prenderà parte alle esercitazioni navali attualmente in corso al largo della Siria. Entro il 10 gennario 2013 la Novocherkassk calerà l'ancora nella base navale di Tartous. Da quando Mosca ha iniziato a rafforzare la propria presenza navale nell'area ben due portaerei americane e una nave da sbarco del Corpo dei Marines hanno abbandonato la zona.
Secondo diversi analisti il costante e continuo sostegno di Vladimir Putin verso Damasco ha fatto cancellare tutti i piani di intervento militare americano e NATO contro la Siria e sarebbe stato essenziale nella scelta di sostituire Hilary Clinton con John Kerry come Segretario di Stato. John Kerry, cui Obama deve il suo 'lancio' alla ribalta nel corso della Convention Democratica del 2004, aveva preso parte a dialoghi diplomatici con la Siria verso la fine degli anni '90.
Domani mattina la 'Novocherkassk' attraverserà lo stretto dei Dardanelli; da quanto rilevato da osservatori prima della sua partenza la nave da sbarco ha caricato un buon numero di veicoli militari e un contingente di truppe da sbarco.
Una volta unitasi alle altre navi già presenti nel teatro la flottiglia russa prenderà parte alle esercitazioni navali attualmente in corso al largo della Siria. Entro il 10 gennario 2013 la Novocherkassk calerà l'ancora nella base navale di Tartous. Da quando Mosca ha iniziato a rafforzare la propria presenza navale nell'area ben due portaerei americane e una nave da sbarco del Corpo dei Marines hanno abbandonato la zona.
Secondo diversi analisti il costante e continuo sostegno di Vladimir Putin verso Damasco ha fatto cancellare tutti i piani di intervento militare americano e NATO contro la Siria e sarebbe stato essenziale nella scelta di sostituire Hilary Clinton con John Kerry come Segretario di Stato. John Kerry, cui Obama deve il suo 'lancio' alla ribalta nel corso della Convention Democratica del 2004, aveva preso parte a dialoghi diplomatici con la Siria verso la fine degli anni '90.
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