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venerdì 12 dicembre 2014

L'Ex-premier tunisino Hamadi Jebali lascia il partito Ennahda e si ritira a vita privata

Hamadi Jebali, già Primo Ministro della Tunisia dopo le prime elezioni democratiche tenute a ridosso della caduta del Presidente-generale Ben Ali, ha annunciato le proprie dimissioni dal Movimento islamico Ennahda (di cui dopo aver lasciato la carica di Capo del Governo era rimasto comunque Segretario Generale) e il suo ritiro a vita privata.

Jebali ha maturato questa decisione dopo essere entrato in conflitto con gli altri dirigenti di Ennahda che hanno deciso di non presentare un candidato proprio alle elezioni presidenziali il cui primo turno si é già tenuto e il ballottaggio avrà luogo il 21 dicembre prossimo.

"Resterò comunque impegnato nella difesa delle conquiste della Rivoluzione che ci ha liberato dall'autocrazia di Ben Ali; perché oggi la Tunisia rischia un ritorno all'oppressione", ha dichiarato Jebali, riferendosi polemicamente alla presenza di personalità legate al partito di Ben Ali nella formazione 'Nidaa Tounes', il cui candidato probabilmente diventerà il prossimo Presidente del paese.

domenica 2 settembre 2012

Il popolo tunisino chiede l'epurazione di tutte le figure legate all'ex-dittatore Ben Ali!

Migliaia di persone sono scese in piazza a Tunisi per chiedere una "profonda e radicale" esclusione di tutte le figure legate all'ex-regime di Zine el Abidine Ben Ali (l'ex-Generale e dittatore del paese attualmente latitante in Arabia Saudita) dai ranghi delle autorità, delle forze armate, dell'amministrazione dello Stato e altre posizioni di preminenza.

Il corteo si é snodato fino all'ufficio del Premier Hamadi Jebali, rappresentante del Partito del Rinascimento Musulmano (Ennahda) risultato vincitore alle elezioni per l'Assemblea Costituente tenutesi dopo la Rivoluzione. "Il Popolo vuole una Tunisia ripulita" e "Tunisia libera dall'RCD -il partito politico di Ben Ali-" erano gli slogan più scanditi e più presenti su cartelli e striscioni.

Per significare la vicinanza delle nuove autorità democratiche alla richiesta dei manifestanti il Consigliere presidenziale responsabile degli Affari Politici, Lotfi Zeytoun, é intervenuto recitando un messaggio alla folla, assicurando che l'epurazione richiesta verrà portata a termine e che il sostegno popolare sarà fondamentale per renderla accurata e definitiva.
Nel corso della settimana passata il magnate televisivo Sami Fehri, nota 'creatura' del cognato di Ben Ali, Belhassan Trabelsi, é stato arrestato dopo aver mandato in onda dalla sua emittente un programma pesantemente offensivo delle figure istituzionali tunisine: il Presidente Marzouki, il Premier Jebali e il leader storico di Ennahda Rachid Ghannouchi.
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sabato 14 luglio 2012

Mishaal e la delegazione di Hamas lasciano Tunisi e raggiungono il Marocco per incontrare il Premier Keiran!

Dopo avere presenziato allo storico Nono Congresso del Movimento del Rinascimento Musulmano (Ennahda) a Tunisi, il primo da trent'anni a questa parte a tenersi effettivamente nel paese nordafricano, la delegazione di alto livello del Movimento di Resistenza palestinese Hamas, guidata dal Segretario del Politburo Khaled Mishaal in persona si é mossa ulteriormente verso Ovest, sbarcando a Rabat, capitale del Marocco.
Mishaal e colleghi hanno così risposto all'invito ricevuto dal premier islamista marocchino Abdulilah ben Keiran, salito al potere dopo le ultime elezioni dove le forze musulmane riformatrici hanno inflitto una durissima sconfitta ai partiti monarchici. Il Segretario di Hamas incontrerà tanto il Premier Keiran quanto gli altri vertici dell'amministrazione statale e del partito islamista "Giustizia e Sviluppo", non sono invece previsti incontri con i rappresentanti della dinastia reale.
In Tunisia Mishaal ha discusso a lungo con il Primo Ministro di Ennahda Hamadi Jebali, a capo del Governo di transizione e con il Presidente dell'Assemblea Costituente Mansour Ben Jafaar, intrattenendosi a lungo sugli sviluppi della situazione politica palestinese, sugli ostacoli incontrati dal processo di riconciliazione con Fatah e sui recenti avvenimenti politici nel Mondo Arabo e musulmano. Con ogni probabilità questi saranno gli stessi argomenti affrontati anche con i suoi interlocutori marocchini.
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giovedì 12 luglio 2012

Mishaal con la delegazione di Hamas sbarca in Tunisia per presenziare al Nono Congresso di Ennahda!

Come in precedenza annunciato su queste pagine la delegazione del Movimento musulmano Hamas, guidata dal Segretario del Politburo Khaled Mishaal é arrivata oggi in Tunisia per prendere parte al Nono Congresso del Movimento del Rinascimento Musulmano "Ennahda", forza politica trionfatrice delle prime elezioni democratiche della storia del paese, un cui esponente (Hamadi Jebali) si trova attualmente alla guida del Governo ad Interim mentre l'Assemblea costituente eletta lo scorso autunno lavora a una Carta fondamentale su cui costruire la Tunisia post-Ben Ali: islamica, pluralista, democratica.

Ezzat Resheq, del Politburo di Hamas ha ringraziato, attraverso l'Agenzia stampa "Quds Press" il leader storico di Ennahda Rashid Ghannouchi per avere invitato la delegazione palestinese al Congresso, forgiando così una potente anche se silenziosa dichiarazione di solidarietà con la Causa antisionista che é il vero fulcro e il nucleo di tutti i problemi del Mondo Arabo, del Nordafrica e del Medio Oriente. Senza un 'israele' da sostenere non vi sarebbe bisogno per l'imperialismo occidentale di dovere insediare i propri pupazzi a capo di autocrazie arabe che neghino il diritto dei popoli a esprimersi democraticamente: senza israele non vi sarebbero stati Bourghiba, Ben Ali, Sadat, Mubarak, non vi sarebbe stato bisogno di annullare le elezioni algerine vinte dal FIS...

Resheq ha esteso le sue congratulazioni e la sua personale profonda stima e ammirazione per il popolo tunisino che, con la sua Rivoluzione, ha "spianato la strada per la Primavera Araba, gettando un ponte dal Mondo Arabo verso la Libertà, la Democrazia islamica, l'autodeterminazione e la dignità umana". Il portavoce di Hamas ha quindi augurato che la vicinanza e la cooperazione tra Tunisia e Palestina possano durare a lungo e portare copiosi e preziosi frutti".
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mercoledì 11 luglio 2012

Khaled Mishaal in partenza per Tunisi: ospite d'onore al Congresso del Movimento Ennahda!

Il Segretario del Politburo di Hamas Khaled Mishaal si sta preparando in queste ore a raggiungere la Tunisia per prendere parte come ospite di riguardo alla nona conferenza ufficiale del Movimento Ennahda, partito politico fondato da Rachid Ghannouchi uscito trionfatore dalle prime elezioni democratiche della Storia del paese, liberato dalla tirannia filo-imperialista e filo-sionista dell'Ex-generale Ben Ali dalla prima rivoluzione popolare della "Primavera Araba".
La conferenza di Ennahda si aprirà domani e durerà quattro giorni, fino al 15 luglio, nella capitale del paese, come comunicato dal Capo del Comitato di Preparazione, Riyadh Chaiba; sarà la prima occasione per Mishaal di visitare la Tunisia dalla caduta di Ben Ali, che per compiacere i propri burattinai occidentali e sionisti aveva dichiarato il leader di Hamas 'Persona Non Grata' a inizio anni 2000; finora l'unico esponente di Hamas che aveva visitato la nuova tunisia islamica e democratica era stato Ismail Haniyeh, Premier del legittimo Governo palestinese, a inizio 2012.
Nel novero dei lavori della Conferenza vi saranno simposi ed analisi della situazione politica, economica e strategica della Tunisia post-rivoluzionaria, cui parteciperanno oltre 200 ospiti internazionali, arabi, musulmani e anche europei; sono inoltre previste le elezioni di una nuova generazione di dirigenti che prenderanno il posto del leader storico Rachid Ghannouchi e di coloro che hanno intrapreso incarichi istituzionali e di Governo.
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martedì 26 giugno 2012

L'estradizione dell'Ex-premier libico scatena la polemica a Tunisi tra Governo e Presidenza!

L'Ex-premier libico Baghdadi al-Mahmoudi é stato estradato a Tripoli nel corso del passato week-end, ma la sua consegna alle autorità del Consiglio Nazionale di Transizione (che guida il paese nordafricano dopo la caduta del dittatore Gheddafi) ha scatenato una tensione che covava probabilmente da tempo tra il Capo del Governo Hamadi Jebali (del partito di maggioranza Ennahda) e Morcef Marzouki, Presidente tunisino, rappresentante del Congresso per la Repubblica. Infatti dopo avere in un primo momento accordato il proprio assenso all'estradizione Marzouki aveva recentemente cambiato idea ma Jebali, considerando la questione sua prerogativa esclusiva, non se ne é dato per inteso e ha finalizzato la procedura, che si é conclusa con l'invio a triboli di Al-Mahmoudi, dove é stato preso in consegna dalla locale Polizia Giudiziaria e messo in detenzione in attesa del processo per il suo ruolo nelle politiche repressive del regime tra il 2006 e il 2011. Il Premier a interim libico (Abdelrahim al-Kib) ha assicurato che il detenuto sarà trattato "in maniera umana e secondo tutte le raccomandazioni del Diritto internazionale", tuttavia non é chiaro quante e quali conseguenze possa avere la querelle istituzionale in Tunisia, se rimanere limitata ai soli Jebali e Marzouki o se invece debba segnalare un progressivo allontanamento tra le posizioni dell'islamico Partito Ennahda (detentore della maggioranza quasi assoluta dei seggi nell'Assemblea Costituente) e il più laico CPR.
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mercoledì 23 maggio 2012

"Tra poche settimane" l'estradizione verso la Libia dell'ex Premier di Gheddafi, Al Mahmoudi al Bagdadi!

Il portavoce del ministero della Giustizia tunisino Mondher ben Dhiyaf ha annunciato martedì che le decisione di estradare l'ex Premier libico Al Mahmoudi al Bagdadi, arrestato a settembre 2011 per ingresso illegale nel paese he stata presa dopo che il Primo Ministro libico ha assicurato al suo collega tunisino Hamadi Jebali che all'ex capo del Governo di Tripoli verrà riservato un equo e giusto processo.
Mondher Ben Dhiyaf ha dichiarato che il Premier libico attuale ha fornito "ampie rassicurazioni" in merito nel corso della sua recente visita a Tunisi, avvenuta la scorsa settimana. Al Mahmoudi al Bagdadi é stato Capo del Governo libico dal 2006 al 2011, ultimo in ordine di tempo a ricoprire tale carica prima dell'insurrezione che, attraverso alterne vicende e con il contributo ipocrita della NATO, é riuscita in autunno ad avere la meglio sul dominio del mercuriale e ridicolo 'generalissimo' di Tripolitania.
Alcuni gruppi per il rispetto dei Diritti Umani si sono espressi contro la decisione di Tunisi manifestando il timore che l'ex Primo Ministro possa venire torturato o giustiziato dal nuovo regime libico. Il Governo di Tripoli ha replicato di voler solamente fare chiarezza sul possibile ruolo del Premier in alcuni episodi della Guerra Civile.
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mercoledì 25 aprile 2012

Salehi in Tunisia annuncia: "La Repubblica Islamica pronta a cooperare a ogni livello con voi!"

Il Ministro degli Esteri iraniano Ali Akbar Salehi ha visitato la Tunisia, incontrando il Presidente dell'Assemblea Costituente Mustafa Bin Jafar, il Premier del Governo ad Interim Hamadi Jebali, il Presidente Moncef Marzouki e il Leader del Partito del Rinascimento musulmano (Ennahda), prima formazione politica del paese, Rachid Ghannouchi. Salehi si é congratulato con gli ospiti tunisini per la loro Rivoluzione e per la rapida transizione da un regime autoritario venduto agli interessi dell'imperialismo e dell'arroganza globale a una Democrazia illuminata dai valori dell'Islam.

"Siamo felici di essere a fianco della Tunisia in questo momento critico della loro storia" ha dichiarato Salehi, "Parlando a nome dell'intero Governo iraniano, io metto in guardia i tunisini dai pericoli che minacciano le loro conquiste; i loro nemici useranno ogni mezzo politico ed economico per deragliare il movimento verso la Giustizia, la costante vigilanza sarà necessaria per determinare il vostro destino e mantenerne salde le redini, affidandovi alla vostra ricca eredità culturale e religiosa".
Il Ministro iraniano ha anche annunciato che la Repubblica Islamica é pronta a condividere con la Tunisa il suo know how tecnico e scientifico, specialmente nel campo delle infrastrutture e dell'industria del gas, ma anche in quello medico e sanitario, per esempio offrendosi di ospitare e curare i reduci della Rivoluzione del 2011 che hanno sofferto ferite invalidanti. Da parte sua il capo di Ennahda Rachid Ghannouchi ha lodato Teheran per aver fornito in anticipo su tutti gli altri paesi musulmani l'esempio di una Rivoluzione che ha liberato un popolo e ispirato movimenti anti-imperialisti e anti-tirannici in tutto il mondo islamico.
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lunedì 5 marzo 2012

L'ambasciatore tunisino in Iran sostiene il diritto della Repubblica Islamica a dotarsi dell'energia nucleare!


L'ambasciatore tunisino nella Repubblica Islamica dell'Iran, Mohammad al-Hasayeri, ha significato il sostegno del suo paese per il pacifico programma nucleare di Teheran, schierandosi apertamente contro le minacce occidentali, americane e israeliane di attacchi aerei o altri interventi militari mirati a rallentare o impedire il progresso iraniano verso la completa padronanza della tecnologia atomica civile.

"La posizione del mio paese é chiara: insieme a molti altri paesi africani e asiatici, musulmani e non, la Tunisia sostiene il pieno diritto di Teheran, firmataria e ratificatrice del NNPT a dotarsi di impianti nucleari per usi pacifici e civili". Al-Hasayeri ha anche espresso la convinzione che la questione nucleare iraniana verrà risolta diplomaticamente e in una maniera che salvaguardi i diritti della Repubblica Islamica e segni una sconfitta dell'arroganza imperialista.

L'ambasciatore tunisino ha anche dichiarato che, mentre il suo paese si sta preparando a ricevere il Ministro iraniano degli Esteri Ali Akbar Salehi nel corso del mese di aprile anche il Presidente Morcef Marzouki sta preparando una sua visita ufficiale a Teheran. Guidata da un Governo ad Interim presieduto da Hamadi Jebali del partito islamico Ennahda (prima forza politicia alle elezioni del 23 ottobre) la Tunisia si differenzia da altri paesi arabi e nordafricani nel fatto che la sua principale forza politica musulmana, l'Ennahda appunto, non ha come riferimento una delle tante branche nazionali dell'Ikhwan (la Fratellanza Musulmana) ma venne fondata da Racheed Ghannouchi nei primi anni '80 proprio in imitazione del movimento khomeinista che aveva portato alla rivoluzione islamica del 1979 (anche se la Tunisia é paese sunnita e non sciita come l'Iran).
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venerdì 6 gennaio 2012

Prosegue la visita del Premier palestinese Haniyeh in Tunisia: esclusive immagini dei suoi incontri coi vertici dello Stato!

Ismail Haniyeh durante la conferenza stampa congiunta col Primo Ministro tunisino Jebali, rappresentante del Partito del Rinascimento Musulmano - Ennahda.

Haniyeh e Jebali all'aeroporto internazionale di Tunisi.


Haniyeh con il Presidente tunisino ad interim Moncef Marzouki, rappresentante dell'Ettakatol, partito di Sinistra alleato con l'Ennahda.

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giovedì 5 gennaio 2012

Ismail Haniyeh arriva a Tunisi per una visita di due giorni, subito incontra il Premier del partito musulmano Ennahda!


Come annunciato in precedenza, il Premier palestinese Ismail Haniyeh é sbarcato stamane all'aeroporto di Tunisi, nuova tappa del suo tour diplomatico che finora lo ha portato a visitare Egitto, Sudan e Turchia. Accolto allo scalo dal collega tunisino Hamad Jebali, recentemente nominato Primo Ministro dopo la fortissima affermazione alle urne del Partito del Rinascimento musulmano (Ennahda), ha colloquiato con lui prima di recarsi a incontrare il Presidente Moncef Marzouki, rappresentante di uno dei due partiti minori della coalizione al Governo, il Congresso per la Repubblica.

Più avanti nella sua tappa tunisina Haniyeh renderà visita al Presidente dell'Assemblea Costituente, impegnata nei lavori preliminari per la stesura di una nuova Carta, Moustafa ben Jafaar dell'Ettakatol (partito di Sinistra e terza forza della maggioranza), leggendo poi un messaggio di saluto e congratulazioni per l'Assemblea stessa, dove renderà omaggio all'esempio che la Tunisia sta dando, di ordinato e pacifico passaggio dalla dittatura autoritaria e laicista di Ben Ali alla democrazia illuminata dai valori islamici.

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venerdì 16 dicembre 2011

Importanti dichiarazioni dell'Ennahda e del Neopresidente Marzouki: islamista o laica la Tunisia sta con la Palestina e con le rivoluzioni arabe!


Due importanti, incoraggianti notizie dalla Tunisia che, a poche settimane dal primo anniversario della sua Gloriosa Rivoluzione, é riuscita a 'ripulirsi' dagli ultimi residui del regime di Ben Ali, a tenere regolari elezioni democratiche, a nominare un Governo e una Presidenza ad interim ed attende in pace che la Assemblea Costituente la doti di una nuova Carta ispirata ai principi di Diritto e Democrazia troppo a lungo repressi sotto la cappa autoritaria imposta dai reggenti post-coloniali.

Le buone nuove da Tunisi, infatti, oltre ad affermare chiaramente i sentimenti e la prospettiva politica e strategica in cui vuole collocarsi la nuova Tunisia democratica, smentiscono quanto propalato dai soliti mestatori islamofobi e filo-imperialisti che, nei mesi passati insinuavano il dubbio che esistesse una 'frattura' o una contrapposizione tra la parte 'islamista' dell'arco costituzionale e quella 'laica'; certo, le teorie di costoro avevano già ricevuto un duro colpo al momento in cui l'Ennahda, Partito del Rinascimento musulmano, aveva deciso, dopo aver vinto il 40 per cento delle preferenze alle elezioni, di formare una coalizione con i partiti laici di Centrosinistra CPR e Ettakatol, ma quanto trapelato nelle scorse ore fa ancora più nettamente strame delle loro teorie campate sul niente e sparse ad arte solo per suscitare nel loro pubblico una diffidenza tinta di razzismo.

Aly al-Areed, rappresentante di Ennahda nominato Ministro dell'Interno dal Premier Jebali (foto sopra), ha dichiarato che sarà cura dell'Esecutivo preoccuparsi "prima e innanzitutto" delle necessità e delle problematiche interne del paese "senza tuttavia perdere di vista la più vasta arena nordafricana ed araba, dove, coerentemente con il nostro recente percorso di liberazione, sosterremo decisamente a sostenere la Causa palestinese e in particolare Hamas, a cui porgo le mie congratulazioni per il 24esimo anniversario di fondazione; così come la lotta dei Tunisini per la Democrazia è stata coronata da vittoria, spero che anche quella dei Palestinesi, condoccat con pazienza e dedizione anche maggiore, veda finalmente il meritato trionfo e il recupero di tutti i loro Diritti".

Fino qua, che un dirigente di un Partito democratico musulmano si congratuli con la prima forza politica palestinese, premiata alle urne delle regolari e democratiche elezioni del 2006, può suscitare punto o poco stupore, ma la notizia assume altra rilevanza se appaiata e confrontata con le recenti dichiarazioni del Neopresidente Morcef Marzouki, rappresentante del laico Congresso per la Repubblica, eletto nell'ambito dell'accordo di coalizione tra il suo partito, Ennahda ed Ettakatol. Durante un incontro con la stampa locale e regionale tenutosi a Tunisi nella giornata di ieri il Presidente ha espresso la sua completa solidarietà col popolo del Barhein e la sua speranza che il Re Al-Khalifa, contestato ormai da mesi di continua mobilitazione popolare "sia presto costretto a fare le valige".

Marzouki ha detto alla stampa che si rifiuta di considerare la questione Bahreini sotto la lente deformante di una "lotta settaria e/o religiosa", specificando che questa lettura fa parte di una strategia di Casa Al-Khalifa che vuole presentare i dimostranti e le opposizioni come agenti iraniani, sperando quindi di ottenere 'carta bianca' per reprimere nella violenza e nel sangue le loro giuste rivendicazioni (con l'aiuto delle truppe saudite, degli Emirati arabi e dei mercenari assoldati in Pachistan tra i fondamentalisti sunniti più violenti). Insomma, islamista o 'laica' la Tunisia si schiera decisamente a favore delle lotte e delle rivoluzioni arabe, senza 'se' e senza 'ma'.

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martedì 13 dicembre 2011

L'Assemblea costituente tunisina elegge come da accordi Moncef Marzouki Presidente ad Interim!


Come annunciato dagli accordi post-elettorali, il leader del Congresso per la Repubblica, formazione alleata del Partito Ennahda nell'attuale schiacciante maggioranza che domina l'Assemblea Costituzionale uscita dalle urne del 23 ottobre é stato nominato Presidente ad Interim della Tunisia, perlomeno fin quando, con la promulgazione della nuova Costituzione, non si andrà a elezioni oltre che per il Parlamento anche per quest'altra importante carica.

Moncef Marzouki, 66enne, storico oppositore della dittature di Ben Ali ha ricevuto 153 voti su 217 rappresentanti dell'Assemblea, dei 202 presenti solo 3 hanno votato contro la sua nomina, 2 si sono astenuti e si sono contate 44 schede bianche. Non vi sono state candidature concorrenti visto che le minoranze non sono riuscite a produrre un solo candidato in grado di allineare tutti i requisiti richiesti: cioé quelli di essere tunisino, nato in Tunisia, di almeno 35 anni e di religione musulmana.

Il Presidente Marzouki sarà Comandante-in-Capo delle Forze Armate, detterà le linee-guida della politica estera del Paese e nominerà o licenzierà i dirigenti statali in accordo col Primo Ministo Hamadi Jebali, rappresentante dell'Ennahda.
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martedì 29 novembre 2011

Ismail Haniyeh invita il nuovo Premier tunisino dell'Ennahda a visitare presto la Striscia di Gaza!


Il Premier palestinese Ismail Haniyeh ha contattato il suo neonominato collega tunisino dell'Ennahda Hamadi Jabali per via telefonica, invitandolo 'quanto prima' a visitare la Striscia di Gaza.

Haniyeh si é congratulato con Jabali per la brillante vittoria elettorale riportata dal Partito musulmano in Tunisia, che ha reso possibile la sua nomina al premierato, augurandosi di poterlo incontrare il prima possibile.

Jabali, per parte sua, ha ringraziato il Premier palestinese per la telefonata e l'invito, lodando il 'brillante esempio' di disciplina, determinazione e Resistenza offerto in questi anni dal popolo di Gaza di fronte alla crudeltà dell'ingiusto e illegale assedio sionista, citando Gaza come 'fonte di ispirazione' per le vittoriose rivoluzioni arabe del 2011.

Il Neopremier si é anche congratulato con Hamas per la grande vittoria che ha portato alla liberazione di oltre mille prigionieri politici, promettendo poi che, compatibilmente coi molti impegni di inizio mandato, tenterà di onorare l'invito ricevuto, ricambiandolo poi con uno per una visita di Haniyeh a Tunisi.
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