Visualizzazione post con etichetta Fronte Azione Islamico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fronte Azione Islamico. Mostra tutti i post

sabato 31 dicembre 2011

Manifestazioni ad Amman, Irbid, Salt e Karak: il Fronte d'Azione Islamico si mobilita dopo l'attentato incendiario di Mafraq!


La Fratellanaza Musulmana giordana, dopo che la propria sede di Mafraq é stata distrutta con un attentato incendiario da agenti monarchici, ha mobilitato il Fronte d'Azione Islamico, suo braccio politico, portando in piazza migliaia e migliaia di manifestanti in varie città del paese, nella più grande dimostrazione di massa da molti mesi a questa parte. Come d'uso le manifestazioni si sono tenute dopo le preghiere del venerdì; nella capitale Amman i partecipanti hanno marciato dalla Moschea di Al-Hussein fino al Municipio cantando "Quel che é troppo é troppo" e portando bandiere e striscioni che chiedevano vere riforme economiche e politiche, la fine della corruzione e condannavano Re Abdallah II per i suoi tentativi di "intimidazione violenta".

Rappresentanti del Fronte d'Azione Islamico hanno dichiarato che, negli scontri di Mafraq le forze dell'ordine sono rimaste a guardare mentre gli agenti monarchici davano fuoco alla sede dell'opposizione, interponendosi poi, quando le fiamme erano appena divampate e c'era ancora la speranza di poterle domare salvando la struttura, lasciando invece che la consumassero completamente: "La connivenza tra gli attaccanti e i servizi di sicurezza era evidente e spudorata".

"La Fratellanza Musulmana, tuttavia, non abbandonerà la sua richiesta di riforme, non si arrenderà nella lotta alla corruzione e all'atteggiamento reazionario della Corte e dei suoi manutengoli", ha dichiarato Rheil Gharaibeh, portavoce del movimento. Altre imponenti manifestazioni si sono tenute, oltre che nella capitale, anche nelle cittadine di Irbid e Salt, nel Nord del paese e a Karak, nel Sud. Sembra proprio che, esaurito il credito concessogli con la nomina del nuovo Premier Awn Khasanweh il reuccio ascemita Abdallah II, tornando a prestare orecchio ai fautori della 'linea dura' contro le opposizioni si stia mettendo nella posizione di essere il prossimo governante arabo filo-occidentale a venire travolto dalle proteste.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

sabato 3 dicembre 2011

La Fratellanza Musulmana giordana porta in piazza migliaia di persone per stigmatizzare l'apatia del 'nuovo' governo Khasawneh!


Manifestanti giordani hanno bloccato il centro della capitale ascemita, Amman, protestando contro l'abulia che, dopo alcune dichiarazioni tanto clamorose quanto superficiali, sembra avere avvolto e paralizzato l'azione del nuovo gabinetto di Governo presieduto da Awn Khasawneh, che da alcune settimane ha preso il posto di Marouf Bakhit, costretto alle dimissioni dopo mesi di dimostrazioni e scontri.

"La nostra domanda di riforme continua e si intensifica perché non abbiamo visto ancora niente che soddisfi le nostre richieste, vogliamo modifiche alla Costituzione, la fonte del potere e della legittimità in questo paese deve essere l'opinione pubblica, non il favore del Sovrano", ha dichiaro Jamal Abu Bakr, portavoce della potente branca giordana della Fratellanza Musulmana.

Oltre ad Amman il Fronte d'Azione della Fratellanza ha organizzato marce e dimostrazioni anche a Karak, Tafileh e Ma'an. Ancora oggi, pure dopo le parziali (e insoddisfacenti, a sentire i manifestanti) riforme approvate da Re Abdallah II in Giordania il Premier viene 'nominato' dal monarca anziché venire eletto direttamente dal popolo.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

sabato 5 novembre 2011

La Giordania 'marca stretto' il Neopremier con un nuovo venerdì in piazza: "Khasawneh, vogliamo riforme e non parole!"


Innalzando cartelli e striscioni che dichiaravano: "No alle riforme calate dall'alto", "Niente riforme a Polizia schierata", migliaia di abitanti della capitale giordana si sono riuniti dopo le consuete preghiere del venerdì marciando dalla moschea principale di Amman fino al Municipio e ai palazzi del Governo per mostrare al nuovo Primo Ministro Awn Khasawneh la loro determinazione a giocare un ruolo attivo nel processo di riforma politica di cui si aspetta l'avvio con il suo mandato.

Anche nelle città di Karak, Ma'an e Tafileh si sono avuti raduni simili; in ciascuno dei quali i convenuti hanno ribadito la loro richiesta per l'elezione del Premier (anche Khasawneh, infatti, é stato di nomina regia) che potrà essere diretta, in occasione di elezioni, oppure indiretta, tramite una camera a sua volta elettiva, ma che comunque dovrà riconoscere nel popolo e non nel Sovrano la fonte della legittimazione a governare.

Dopo un frenetico 'gioco delle sedie' che ha portato il sovrano di Casa Hashem a cambiare tre Primi Ministri nel corso di nemmeno dieci mesi, il messaggio sembra finalmente filtrato anche nella reggia, da cui é arrivato l'avviso che dal 2012 verrà 'permesso' (troppa grazia!) al parlamento di 'indicare' il Premier, che però poi dovrà venire 'approvato' dal Re. Ed é proprio questo aspetto a scontentare i manifestanti che vogliono che il Re di Amman non abbia maggior voce in capitolo sulla formazione del Governo nazionale di quanta non ne abbiano oggi Elisabetta II o Juan Carlos di Spagna.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

sabato 22 ottobre 2011

Imponente manifestazione ieri ad Amman, in sostegno di un nuovo corso di riforme col Governo Khasawneh!


Sono stati migliaia e migliaia i cittadini giordani che nella giornata di ieri, dopo le rituali preghiere del venerdì, si sono riversati in strada nella capitale Amman per invitare il Neopremier, l'ex giudice Awn Khasawneh, recentemente nominato dal Re ascemita al posto del contestatissimo Bakhit Marouf, a procedere speditamente sul cammino delle riforme.

Agitando centinaia di bandiere nazionali e cartelli che dicevano "Il nostro obiettivo sono le riforme" e "Basta con la corruzione", i manifestanti hanno marciato verso il centro della città, fino ai palazzi governativi dove, proprio in queste ore, il nuovo Primo Ministro sta valutando e soppesando le opzioni a sua disposizione per la formazione del nuovo esecutivo.

"Stiamo dimostrando oggi per far sentire al nuovo capo del Governo quanto profonda sia la richiesta popolare di riforme e cambiamenti" ha dichiarato ai microfoni dei giornalisti Zaki Bani Ershead, capo della formazione di opposizione del Fronte Islamico di Azione. "Il nuovo Governo dovrebbe essere in grado di venire incontro a queste richieste e di mettere una fine all'intrusione delle forze di sicurezza nelle vite private dei cittadini", ha poi aggiunto.

La folla in marcia ha anche espresso soddisfazione per la morte di Gheddafi e la fine vittoriosa dell'insurrezione in Libia. In merito sempre Zaki Bani ha detto: "La morte del tiranno libico deve essere una lezione per tutti, una lezione che possa evitare nuovi spargimenti di sangue nella regione".
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

sabato 8 ottobre 2011

Cittadini giordani in piazza contro la corruzione guidati dal Fronte Nazionale per la Riforma!


A dimostrazione di come le ubbìe e le paure 'occidentaliste' nei confronti dell'Islam politico siano del tutto infondate e di quanto fallace e sbagliata sia l'idea di poter 'contrastare' l'ascesa delle formazioni politiche musulmane contrapponendo loro partiti di ispirazione liberale o progressista la colossale manifestazione di piazza che ieri ha portato migliaia di abitanti di Amman a marciare dalla Moschea di Hussein fino al Municipio tenendo alta sopra le loro teste una colossale bandiera giordana é stata ispirata e organizzata da un'alleanza politica che unisce proprio islamisti e partiti di Sinistra: il Fronte Nazionale per la Riforma, guidato dall'ex-Premier Ahmed Obeidat, che ieri ha avuto il proprio battesimo pubblico con una dimostrazione di indubbio successo.

Subito dopo le preghiere del venerdì (altra indicazione di come il risveglio religioso sia una componente inscindibile e inestricabile della "Primavere Arabe") migliaia di abitanti della capitale, di tutte le età e di tutte le classi sociali si sono diretti verso il Municipio cantando slogan come "La Riforma comincia con la lotta alla Corruzione" "La Corruzione crea povertà e disoccupazione" e inalberando cartelli e striscioni che chiedono severe misure contro l'inefficienza e lo sperpero nell'ambito politico, amministrativo, finanziario. Obeidat, intervistato dall'Agence France Presse ha dichiarato "insufficienti e tardive" le poche riforme fin qui passate da Re Abdallah e ha reiterato l'insistenza sua e del movimento di cui é capo per una nuova legge elettorale e per una Premiership elettiva e non di nomina regia.

E' ormai da un anno che il Regno Ascemita é in fermento: un'economia in forte depressione e un panorama politico stagnante ed egemonizzato da una corte inefficiente e corrotta hanno ormai esasperato gli animi della popolazione che sente sempre più forte il fascino delle grandi sollevazioni che hanno scosso paesi vicini (come Egitto e Yemen) e lontani (come Tunisia, Libia e Barhein). Forse spaventato dalla frequenza e dall'imponenza delle manifestazioni il piccolo re ascemita Abdallah II ha in serata rilasciato una dichiarazione assicurando che la premiership elettiva é effettivamente nel ruolino delle prossime riforme, cercando subito dopo di guadagnare tempo dicendo che "ci vorranno due o tre anni" prima di poterla implementare.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

venerdì 16 settembre 2011

Colossale manifestazione ad Amman contro le ambasciate di Usa e Israele: "fuori dal nostro paese!"


Come annunciato già da diversi giorni, centinaia e centinaia di migliaia di cittadini giordani (alcune fonti dicono oltre un milione e 200mila) si sono riversati in strada ieri sera domandando la chiusura definitiva delle ambasciate americana e israeliana e l'espulsione immediata dei loro rappresentanti nel paese. "America e Israele: nidi di vipere", "No alle ambasciate imperialiste in Giordania", "Giordania libera da imperialismo e sionismo", erano solo alcuni degli slogan inalberati e scanditi dalla folla in marcia.

La marcia dei manifestanti si é dovuta arrestare davanti allo sbarramento difensivo approntato dal debole reuccio ascemita Abdallah, sempre tentennante quando si tratta di dare ascolto alle richieste del suo popolo ma solerte fino allo zelo quando si tratta di difendere gli interessi dei suoi manovratori e padroni d'Oltregiordano e d'Oltreoceano. Persino mezzi corazzati dell'Esercito erano schierati davanti alle due sedi diplomatiche, evidentemente nel timore che la folla prendesse lo slancio e assalisse le rappresentanze come hanno fatto i cairoti la scorsa settimana.

"Revocate il trattato!" era un altro slogan molto ripetuto, con riferimento all'umiliazione del cosiddetto 'accordo di pace' con cui il nanerottolo Hussein, predecessore di Abdallah, nel 1994 si abbassò a baciare gli stivali israeliani "riconoscendo" il regime dell'occupazione sionista e forfettando tutti i territori rubati dallo Stato ebraico alla Giordania attraverso anni di guerre di aggressione e attacchi a tradimento. I manifestanti si sono anche felicitati della fuga precipitosa dell'ambasciatore sionista Danny Navon, tornato Oltregiordano ancora prima dell'inizio della marcia, e si sono augurati che possa non ritornare mai più nella capitale giordana.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

lunedì 12 settembre 2011

Anche in Giordania si moltiplicano le richieste di 'stop' alle relazioni diplomatiche con Israele!


Il Fronte d'Azione islamico, il maggiore raggruppamento di opposizione del Regno di Giordania ha reiterato la propria richiesta, sostenuta dalla maggioranza della popolazione, di una pronta e radicale inversione di rotta nella politica estera del reame verso il regime ebraico di occupazione, col quale nel 1994 il predecessore dell'attuale reuccio ascemita addivenne a un umiliante 'accordo di pace', nell'allora predominante politica di appeasement e di resa ai desiderata americani e sionisti.

"Il Governo dovrebbe prendere rapidi provvedimenti per licenziare il personale diplomatico sionista ad Amman e chiudere la sua ambasciata, come rappresaglia per le continue violazioni della sovranità e degli interessi del paese", si legge sul sito web del Fronte d'Azione, che inoltre enfatizza il rifiuto di ogni relazione e rapporto ufficiale con Israele, invitando anche gli altri leader mediorientali e arabi a prendere provvedimenti in tal senso, come riportato dall'agenzia stampa Xinhua.

L'organizzazione giordana, espressione politica della locale branca della Fratellanza musulmana, ha inoltre espresso apprezzamento e ammirazione per le azioni della popolazione cairota che, dopo aver inutilmente chiesto al Governo e alla Giunta militare di Transizione di interrompere i rapporti diplomatici col regime dell'occupazione e di espellerne il personale diplomatico ha assaltato l'ambasciata israeliana nonostante tutte le misure protettive adottate attorno ad essa, costringendo il residente a una precipitosa fuga verso l'aeroporto.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

sabato 4 giugno 2011

Migliaia di persone ad Amman marciano e chiedono l'annullamento di tutti i trattati e gli accordi con Israele!


Circa tremila persone hanno partecipato, ad Amman, in Giordania a una marcia di solidarietà con la Palestina che ha preso il via dalla Moschea di Hanbal subito dopo le preghiere del venerdì e ha attraversato tutto il distretto di Ras al-Ain, segnalando l'inizio delle manifestazioni per il 44esimo anniversario del Yawm al Naksa, con cui i popoli arabi ricordano il vigliacco attacco a tradimento compiuto da Israele contro Egitto, Siria e Giordania nel 1967.

Giovani, parlamentari del Fronte Islamico d'Azione, sindacalisti ed esponenti della società civile portavano cartelli e striscioni che condannavano il regime di appeasement vigente tra Amman e Tel Aviv, suggellato dagli 'accordi di pace' di Wadi Araba, con cui la debole e corrotta monarchia hascemita si limitava a riconoscere e accettare i furti di terra subiti da Israele durante le sue campagne di aggressione (Israele é l'unico paese del Medio Oriente a non avere confini stabilmente fissati e dichiarati).

"Annulliamo Wadi Araba" e "Liberiamo Rabia"(= il quartiere in cui si trova l'ambasciata sionista), "Nessuna ambasciata sionista in Giordania" erano tra gli slogan più scanditi e ripetuti. Infine, il membero dell'Ufficio Esecutivo della Fratellanza musulmana in Giordania Ahmad al-Kafaween ha tenuto un discorso in cui ha invitato i paesi arabi e musulmani a unirsi per affrontare la minaccia sionista, che oggi prende di mira soprattutto la Palestina e il suo popolo perseguitato e martirizzato, ma i cui tentacoli si spingono anche in Libano, in Irak, in Afghanistan e, ultimamente, anche in Libia e in Siria.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

sabato 28 maggio 2011

Le proteste scuotono Amman, il popolo giordano si ribella alla monarchia da rotocalco: "Dobbiamo interrompere tutti i rapporti con Israele!"


Proprio mentre l'Egitto va rapidamente ribaltando e annullando tutte le misure di "appeasement" filoisraeliano imposte da Sadat e dal suo successore Mubarak nel corso degli ultimi 32 anni il popolo giordano scende in piazza dopo le preghiere del venerdì e fa capire chiaramente alla corte Hascemita che non ci sta a rimanere l'unico paese arabo a mantenere rapporti con Israele, Stato del quale la maggior parte dei cittadini giordani non ha certo intenzione di riconoscere come entità legittima e tantomeno col quale vorrebbe intessere relazioni o legami di alcun tipo.

Ieri in tutto il paese, dalla capitale Amman fino alla provincia di Tafileh, la popolazione ha rimarcato la necessità di cancellare il trattato di pace con lo Stato ebraico voluto dal piccolo Re Hussein e ha altresì domandato le dimissioni del Primo Ministro Marouf Bakhit, succeduto al suo predecessore Al-Rifai meno di quattro mesi orsono proprio a causa di massicce proteste popolari che minacciavano di replicare nell'ex-Transgiordania la Rivoluzione egiziana anti-Mubarak.

Il tentativo di riforma dall'alto però, sembra essersi impantanato tra le attività di un Premier ex-generale che non riscuote molta popolarità tra gli abitanti e i balbettii di una commissione costituzionale (di nomina regia) che non riesce a cavare un ragno dal buco, anche perché la struttura costituzionale della Giordania é studiata per lasciare grande discrezionalità al monarca sotto gli orpelli e i paramenti esteriori della "democrazia" occidentale e una seria riforma sarebbe dunque inaccettabile per la corte, visto che marginalizzerebbe la figura del re e lascerebbe campo libero al partito di ispirazione religiosa Fronte Islamico d'Azione, filiato dalla branca locale della Fratellanza Musulmana, che riscuote il favore della maggior parte degli elettori.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

sabato 7 maggio 2011

La Fratellanza musulmana giordana al piccolo re hascemita: "Hamas deve riaprire subito la sua sede di Amman!"


Il più grande partito di opposizione giordano "Fronte d'Azione Islamica" ha ufficialmente invitato il reuccio Hascemita Abdallah a permettere che il leader di Hamas Khaled Mishaal visiti ufficialmente Amman e riapra l'ufficio del Movimento musulmano di Resistenza nella capitale del reame.

Murad al-Adayla, dirigente del Fronte incaricato degli "Affari palestinesi", ha dichiarato in un comunicato stampa rilasciato il quattro maggio 2011 che il Governo dovrebbe "immediatamente riconsiderare" le sue relazioni con Hamas, alla luce dello storico 'reapprochement' siglato in settimana al Cairo, col quale si é ricostituita l'unità nazionale di tutte le fazioni e i partiti politici palestinesi.

Al-Adayla ha commentato come sia "preciso dovere" del sovrano sostenere in ogni modo l'accordo e aiutare a garantirne il futuro successo, ciò che sarebbe non soltanto umanamente ed eticamente giusto, ma anche utile alla sicurezza interna giordana, direttamente legata agli sviluppi della Questione palestinese, come testimoniata da tanti eventi della storia recente e remota dello Stato transgiordano.

Il Fronte d'Azione Islamica ritiene che la riconciliazione palestinese sia un frutto importante e prezioso del moto di rinnovamento in senso democratico del Mondo Arabo, e che esso continuerà a modificare scenari ed equilibri ancora per molto tempo.



Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.