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mercoledì 29 novembre 2017

Rilasciato il Principe Mitab bin Abdullah, ex-Comandante della Guardia Nazionale: ha 'sganciato' un miliardo di $ per salvarsi!

Dopo settimane di prigionia in "incommunicado", il Principe Mitab bin Abdallah, figlio dell'Ex-re saudita, un tempo considerato papabile per la successione, comandante supremo fino a poco tempo fa della potente Guardia Nazionale è stato finalmente rilasciato dalle già lussuose, poi divenute minacciose sale dell'Hotel Carlton di Riyadh.

sabato 28 marzo 2015

AGGIORNAMENTO! Sono OTTO i jet sauditi abbattuti...l'ultimo sopra Al-Hatarish!!

Otto jet da dozzine e dozzine di milioni di dollari l'uno abbattuti in poco più di 50 ore di 'campagna aerea' contro uno Stato che da oltre dieci anni si trova impelagato in una guerra civile e in cui le ultime consegne di materiale bellico moderno risalgono alla fine degli anni '90 non sono una sconfitta, sono una CATASTROFE e dimostrano con quanta criminale leggerezza e incoscienza Re Salman e i suoi sodali si siano imbarcati in un'avventura dalla quale usciranno molto più malconci di quanto non fecero il suo predecessore Abdullah e i suoi soci nel 2009, quando scatenarono una breve guerricciola di confine con gli Houthi.

venerdì 23 gennaio 2015

Ecco il 'baldo' 77enne che succede sul trono dei Saud: il nuovo burattino di Obama e Netanyahu!

Vi presentiamo l'ultrasettuagenario nuovo sovrano di una delle ultime monarchie assolute del mondo, sua 'altezza' Salman bin Abdulaziz Saud, che continuerà a prostituire buona parte della Penisola Arabica e, onta maggiore, i due principali luoghi sacri dell'Islam ai desideri di Washington e Tel Aviv, esattamente come i suoi predecessori di Sudair.

RIEN NE VA PLUS IN RIYADH!!!! E' morto il tiranno novantenne Abdullah bin Abdulaziz!

Nonostante tutti gli sforzi di negare l'avanzatissima età, persino con ridicoli tingimenti di baffi e pizzetto che gli adornavano il volto sempre più flaccido e cadente, il sovrano saudita non ha potuto, di fronte alla chiamata dell'Altissimo, niente, esattamente come il carrettiere e il mendicante, spegnendosi a novant'anni compiuti.

sabato 3 gennaio 2015

Re Saoud ha la polmonite e respira con le macchine, ma il 'baldo' fratello settantasettenne é pronto a succedergli!!

Il grasso e corrotto Re Abdullah, sovrano assoluto dell'Arabia Saudita, fomentatore e finanziatore di ogni gruppo qaedista dalla Siria allo Yemen e oltre, alleatissimo di Washington e Tel Aviv é proprio "spompato", arrivato a novant'anni di età é stato ricoverato coi sintomi di una polmonite fulminante e rimane in vita solo grazie alle macchine che gli consentono di respirare.

Già nell'ottobre 2011 e nel novembre 2012 due operazioni chirurgiche avevano fatto temere per la sua vita; la morte del sovrano farebbe esplodere le contraddizioni visto che ormai molti suoi fratelli sono morti e Salman, prossimo in linea di successione, ha già settantasette anni e quanto a salute non é certo conciato meglio di suo fratello.

Per decenni i cosiddetti 'Sette di Sudair', tutti figli di Abdulaziz al-Saoud si sono passati il trono l'un l'altro evitando di decidere lungo quale linea dinastica dovesse procedere la successione una volta esauriti i fratelli, col risultato che arrivati a quel punto potrebbe benissimo scoppiare una guerra civile.  

lunedì 21 aprile 2014

Il Principe Saoud al-Faisal sul punto di venire 'pensionato' dal suo ruolo di Ministro degli Esteri?

Con 39 anni di carriera sotto la cintura il Principe Saoud al-Faisal (é infatti in carica dal 1975) é certamente il Ministro degli Affari Esteri più di lungo corso al mondo, eppure anche per lui si prospetta il pensionamento, secondo quanto vanno preconizzando voci "credibili" provenienti dal palazzo reale d Riyadh.
L'avvicendamento a capo del Ministero (a cui succederebbe uno dei figli di Re Abdullah), seguirebbe il licenziamento da Capo dei Servizi Segreti del Principe Bandar bin Sultan e farebbe parte di un generale rinnovamento delle alte cariche saudite in previsione della morte del vecchio Re, apparentemente malato di cancro a cui non resterebbero più di 4-6 mesi di vita.

Vedremo nei prossimi giorni se le voci si riveleranno veritiere e se il licenziamento del Principe-Ministro avverrà concertatamente tramite dimissioni 'volontarie' o sarà eseguito d'imperio.

lunedì 16 dicembre 2013

Sconfitto in Siria su tutta la linea, ecco l'ultima cospirazione di 'Bandar Bush': rimuovere il Principe Salman dall'asse ereditario!

Come il "Rupert di Henzau" di una Ruritania qualsiasi, sembra proprio che il 'figlio della serva' Bandar bin Sultan, capo dei Servizi segreti sauditi non riesca a passare più di tot tempo senza ritrovarsi immerso in qualche cospirazione: dopo aver assaggiato l'amaro miele della sconfitta in terra siriana, dove nonostante tutti i suoi costosi sforzi i terroristi mercenari wahabiti sono in ritirata su tutti i fronti (Qalamoun, Adra, Aleppo, Deir Ezzour...) sembra ora che l'abituale frequentatore e quasi 'figlioccio adottivo' di Casa Bush sia impegnato a cercare di screditare l'erede designato al trono, il Principe Salman, tentanto di convincere Re Abdullah a rimuoverlo dall'asse ereditario per 'manifesta cattiva salute e senilità'.

Scopo di Bandar sarebbe quesllo di favorire l'ascesa al trono dell'ex-collega 'diarca' Principe Muqrin, suo predecessore ai Servizi segreti con cui (al tempo in cui lui stesso era capo del Consiglio per la Sicurezza Nazionale) aveva spartito la gestione degli affari quotidiani di Governo durante le frequenti assenze del Re, perseguitato dagli acciacchi e bisognoso di operazioni chirurgiche e di lunghi periodi di riposo e convalescenza.

Tuttavia la stessa posizione di Bandar é tutt'altro che solida: il costante avvicinamento tra i suoi uomini e il Mossad sionista (operato in funzione anti-Assad, anti-Hezbollah e anti-Iran) ha scontentato e inorridito parecchi principi sauditi, forse lo 'spymaster' di Riyadh vorrebbe Muqrin sul trono per farsi 'perdonare' questa e altri 'piccole' scappatelle?

lunedì 1 luglio 2013

Rapporto 'segreto' rivela: Il Princpe Muqrin, ex-'Spymaster' di Riyadh sarebbe ancora in corsa per il trono!

Pur con tutta la cautela possibile e immaginabile riportiamo la notizia di come sulla stampa sionista abbia fatto la sua comparsa un articolo secondo il quale in un documento 'segreto' filtrato fuori dagli ambienti dei servizi e del Ministero degli Esteri, si analizzerebbero le 'chances' residue per Muqrin bin Abdulaziz al-Saoud, Principe già capo supremo dei servizi segreti sauditi, poi giubilato in favore del famigerato 'Bandar Bush', starebbe rafforzando i propri legami e stringendo le fila dei propri sostenitori nel tentativo di presentarsi comunque come credibile candidato e ereditare il trono di Re Abdullah, pur non ricoprendo ora come ora alcuna carica governativa.

La candidatura di Muqrin porrebbe una 'vera' e forte alternativa a quella del figlio di Abdallah, Mutaib, che, con i suoi 'appena' 61 anni garantirebbe però una permanenza al trono più lunga e una capacità di fare politica attiva certamente più incisiva e coerente di quella di un ultraottantenne. Nel corso del testè conclusosi mese di giugno 2013 la stessa rivista Foreign Policy aveva analizzato le lotte di potere interne alla corte dei Saoud vista la nota fragilità della salute dell'attuale Re, concludendo che uno stato di prolungata instabilità o addirittura la caduta della dinastia a causa dei conflitti interni non erano alternativ da scartare totalmente.

mercoledì 26 giugno 2013

Comincia a chiarirsi la lotta per la successione a Riyadh? Re Abdullah sponsorizzerebbe la candidatura del 'figliolo' Mutaib...

Mentre in Qatar si sarebbe già consumato senza colpo ferire il trasferimento dei poteri da parte dell'ormai ex-Emiro Al-Thank verso il primogenito della sua seconda moglie, il Principe (ora Emiro) Tamim, fino a poco fa lasciato a baloccarsi col Paris Saint-Germain e con la presidenza del Comitato Olimpico Qatariota la situazione della possibile successione a Re Abdallah a Riyadh é molto più complicata, tra stoccate e ripicche che scuotono fin nelle fondamenta una costruzione dinastica ormai rosa e pericolante.

Gli sforzi dell'anziano e malato Re Abdallah, che ancora recentemente si é impegnato ad accusare formalmente e a infliggere gli arresti domiciliari al potente ex-Viceministro della Difesa, sarebbero volti a spinanare la strada per il trono al suo pupillo, il figlio Principe Mutaib, Ministro della Guardia Nazionale, formazione armata affidatagli direttamente dal padre.

"Appena" sessantunenne, Mutaib potrebbe essere ben visto dalla Casa Bianca e dalla Lobby sionista che mal sopporterebbero un altro regnante ultraottantenne che giocoforza dovrebbe abbandonare il trono entro pochi anni per morte o senilità.

venerdì 4 gennaio 2013

Peschereccio iraniano sequestrato dagli sgherri di Re Saoud presso l'isola di Harqous!

Ben ventuno cittadini iraniani, tutti pescatori a bordo di due vascelli che avevano calato le reti nelle acque del Golfo Persico vicino all'isola di Harqous, si sono ritrovati circondati e sequestrati da forze saudite che li hanno accusati di avere invaso le acque territoriali del dispotico regime di Riyadh.

In realtà il loro rapimento altro non é che una manovra diversiva dei disperati sicofanti di Re Abdullah (ormai in coma e sparito letteralmente dall'attenzione pubblica), tesa ad agitare il 'babau' della "Minaccia Iraniana" per distrarre la cittadinanza saudita di fede sunnita dall'unirsi al movimento di protesta ormai serpeggiante in tutto il paese e originatosi proprio dalla minoranza sciita.

Non é la prima volta che i tiranni arabi del petrolio, venduti ai desideri e ai diktat americani, imperialisti e sionisti, cercano di suscitare un irragionevole nazionalismo "di pancia" contro paesi, partiti e minoranze sciite secondo la famosa regola 'divide et impera'.
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martedì 27 novembre 2012

Esclusivo! Il Tiranno di Riyadh, Re Abdullah al-Saoud sarebbe in coma irreversibile dopo un'operazione andata male!

Sarebbero ormai 48 ore che il sovrano assoluto dell'Arabia Saudita, uno dei pochissimi autocrati rimasti al mondo, Re Abdullah al-Saoud, sarebbe tenuto in vita unicamente dalla ventilazione forzata, dopo essere scivolato in coma irreversibile dopo un fallito intervento chirurgico tentato a Riyadh, vista l'impossibilità di trasportare il senescente sovrano in Svizzera o negli Usa dove di solito vanno a sottoporsi a operazioni e trattamenti clinici i membri della Real Casa saudita.

Più volte preconizzato e paventato su queste stesse pagine l'evento, una volta confermato, aprirà una fase delicatissima di transizione nel reame, che potrebbe risultare nientemeno che nella caduta della dinastia regnante, nella guerra civile o persino della disintegrazione del regno in due o più entità; un ventaglio di eventi che sconvolgerebbero gli equilibri politici mediorientali specialmente per quanto riguarda piani, progetti e assunti dello schieramento imperialista e sionista.

L'operazione chirurgica risultata fatale al sovrano mirava a correggere un rilassamento dei legamenti nell'alta colonna vertebrale; in passato Re Saoud si era sottoposto con successo a due procedure simili nella parte bassa della schiena.
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martedì 21 agosto 2012

Partito politico giordano chiede a Re Abdallah di rispettare il trattato di Wadi Araba: "Bisogna difendere i luoghi sacri palestinesi!"

 Il partito politico de "Fronte Unito Giordano" ha ufficialmente chiamato il Governo di Amman di prendere in esame il trattato siglato nel 1994 con il regime ebraico di occupazione della Palestina se le violazioni della santità dei luoghi di culto musulmani della Moschea di Al-Aqsa e della Cupola della Roccia continueranno a verificarsi. La dichiarazione in merito chiede ai politici di Amman di rispettare l'impegno preso di 'garantire i luoghi sacri di Al-Quds', chiaramente espresso nel trattato.

 "L'esercito dell'Occupazione sionista non ha niente a che fare con quei luoghi sacri, la sua ripetuta presenza nella Spianata delle Moschee é una continua provocazione e un'offesa allo spirito e alla lettera degli accordi". Il Fronte Unito dichiara che é inutile avere sottoscritto un trattato se le sue clausole non vengono sentite come vincolanti dalle parti contraenti. Il messaggio raccomanda ad Amman di inviare una protesta formale e severa al Governo dell'Occupazione che riguardi le violazioni dei luoghi santi musulmani ma anche cristiani, a Gerusalemme e nella Cisgiordania occupata.
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venerdì 17 agosto 2012

Senza limiti l'arroganza sionista: Tel Aviv vorrebbe impedire ad attivisti filopalestinesi di volare ad Amman!

Il regime ebraico di occupazione della Palestina pensa di essere il padrone del mondo: sostenuto dalla grassa e ricca lobby degli speculatori dei media e della finanza che gli permettono atti di arroganza e di inciviltà estrema crede di poter imporre le sue ubbìe e i suoi diktat su tutta la terra, come quando ricattò la Grecia sconvolta dalla crisi economica per farle bloccare le navi della Freedom Flotilla o quando chiese ai vigliacchi e codardi paesi dell'Unione Europea di bloccare gli attivisti della 'Flytilla' dal raggiungere in aereo la Palestina Occupata.

Adesso un nuovo vertice di spocchia e di arroganza sionista é stato toccato quando i gerarchi di Tel Aviv hanno chiesto di impedire che attivisti internazionali filopalestinesi prendano voli diretti ad Amman, capitale della Giordania, per evitare che si presentino in comitiva al Ponte Allenby, per entrare nella Cisgiordania. Ma la Giordania non é un paese indipendente? E il pagliaccesco monarca ascemita, noto soprattutto per la moglie-trofeo e per il vezzo di cambiare Primo Ministro ogni pochi mesi, non ha uno straccio di orgoglio e autostima per respingere al mittente queste pretese?
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lunedì 7 maggio 2012

Il regime ebraico di occupazione si aggrappa all'Arabia Saudita come l'ubriaco si attacca al lampione!

Un recente documento accademico rilasciato dalla facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Tel Aviv definisce senza mezzi termini la corrotta, gerontocratica e sclerotica monarchia assoluta di Riyadh "L'Ultima Speranza e l'Ultima Linea di Difesa di Israele", descrivendo l'agonizzante reame della Casa di Saoud come l'ultima chance di proteggere un equilibrio egemonico nel Mondo Arabo e nel Medio Oriente che ha subito "severissimi colpi" nel corso degli ultimi 15 mesi, con gli eventi delle Primavere Arabe, il ritiro degli Usa dall'Irak e l'emersione definitiva dell'Iran come potenza regionale nell'area del Golfo Persico.

La pubblicazione descrive minuziosamente e impietosamente, con tutta la franchezza che latita nelle dichiarazioni ufficiali del Ministero degli Esteri del regime ebraico, come l'intero sistema di satrapie, dittature, e stati illiberali e antidemocratici sui cui contava Israele per garantire i propri interessi e la propria sicurezza sia finito nel giro di pochi mesi a gambe all'aria, proprio mentre gli Usa, svenati da otto anni di inutile occupazione dell'Irak erano costretti a dare un taglio alle perdite e ritirarsi definitivamente, troncando quel sogno di "perenne egemonia" sul cuore del Medio Oriente e sulle immense riserve di greggio irakeno che aveva mosso i 'neocon' Perle, Wolfowitz, Feith, Rumsfeld e Cheney (tutti Ebrei sionisti o legati a doppio filo alla Lobby a Sei Punte che controlla la poltica estera Usa) a dare il via alla più disastrosa avventura militare americana dopo il Vietnam.
Inoltre, il documento aggiunge che ormai solo l'Arabia Saudita é rimasta, quale Stato di una certa consistenza politico-militare, a sostenere posizioni anti-iraniane nella regione e che, se non fosse per l'Arabia Saudita, impegnata direttamente con le sue truppe e i suoi torturatori nell'isola, il Barhein sarebbe già da tempo passato a una guida democratica che non potrebbe non premiare la larghissima maggioranza sciita della popolazione consentendo ad essa di creare una Repubblica se non proprio "Islamica" certamente molto ben disposta verso Teheran. Solo lo scorso marzo lo Sceicco Mohammed Alaedin Madhi aveva condannato l'Arabia Saudita (e anche il Qatar) per il loro ruolo nel complotto Americano-Sionista-Francese-Turco contro la Siria, il suo popolo e il suo Governo.
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giovedì 3 maggio 2012

Nuovo articolo di Ali Reza Jalali: "La Connection tra Israele e fittizia 'opposizione' siriana!"

“Qualsiasi regime che rimpiazzi il presidente siriano Assad non potrà essere peggiore di quello attualmente in carica”. Questa non è la frase pronunciata da un qualche membro del cosiddetto Consiglio di Istanbul, ovvero del cartello che riunisce gli oppositori siriani all’estero, ma un proclama del signor Gabi Ashkenazi, colui che è stato il 19° Capo di Stato Maggiore generale dell’esercito di Tel Aviv, da noi 'affetuosamente' definito Troglodita in Uniforme. Questa affermazione, riportata anche dal sito internet del movimento Hezbollah, dimostra ancora una volte, se ce ne fosse ancora bisogno, l’auspicio delle autorità israeliane riguardo alle sorti di uno dei pochi regimi arabi, se non l’unico, che abbia effettivamente contribuito alla Resistenza contro il sionismo. Dispiace dover notare come altri movimenti politici del mondo arabo, anche con ideali rivoluzionari, siano ultimamente caduti nella trappola propagandistica occidentale, tesa a mettere sullo stesso piano personaggi come Ben Ali, Mubarak, Gheddafi, Saleh, tutti più o meno traditori della causa palestinese, e il presidente Assad.
Speriamo che queste persone si correggano, anche perché rifiutiamo di pensare che questi gruppi non riescano a distinguere la reazione dalla rivoluzione. Chi ha accolto i resistenti palestinesi quando furono cacciati dalla Giordania? Chi ha dato l’autorizzazione a Hamas, alla Jihad islamica e alla sinistra progressista palestinese di installare le proprie basi sul proprio territorio? Solo la Siria. In quei duri giorni, dov'erano il Qatar, l’Arabia Saudita e la Turchia (Paese quest’ultimo che ospita sul suo territorio perfino una ambasciata israeliana e che fino a poco tempo fa faceva affari coi sionisti)? Le autorità sioniste dopo un periodo di silenzio sono ormai chiaramente scese in campo e dichiarano il loro supporto alla cosiddetta opposizione siriana. Alon Liel, un ex dirigente del ministero degli esteri israeliano ha affermato, sempre in base a notizie in possesso a Hezbollah, di aver incontrato in Turchia dei membri dell’opposizione ad Assad e di aver riscontrato molti punti in comune con loro.
Egli inoltre ha ribadito che l’opposizione siriana è “diversa” da quella egiziana, con evidente riferimento al fatto che tra i nemici di Assad non si riscontrano particolari posizioni antisioniste. Isaac Herzog, membro del parlamento sionista, ha poi ammesso di aver incontrato membri dell’opposizione siriana in Europa e negli USA, riscontrando in essi “posizioni concilianti” con Israele. Concludo questo articolo augurando che certi rivoluzionari rivedano le loro posizioni sulla vicenda siriana. Una parola anche per coloro che hanno riconosciuto il complotto contro la Siria: può darsi che alcuni sbaglino ad interpretare gli eventi siriani, ma da qui a bollare tutti come traditori, c’è un “gap” di non poco conto. Errare è umano, una cosa è un traditore che complotta attivamente contro la Resistenza, un’altra cosa è chi, solo per un senso morale “manipolato”, prende posizioni che tra qualche tempo potrebbe rivedere. Non mandiamo i nostri fratelli nelle braccia della reazione, con le nostre stesse mani.
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venerdì 13 aprile 2012

Casa Saoud ormai é un gerontocomio e gli eredi apparenti al trono soffrono l'uno di leucemia, l'altro di ischemie, che accadrà a Riyadh?


Il limite della saggezza dei "Sette di Sudayr", principi sauditi che convennero molti decenni orsono di passarsi il trono l'un l'altro 'orizzontalmente' in maniera da sentirsi ciascuno "re a turno" é del tutto evidente mano a mano che l'Arabia Saudita si trova di fronte a uno scenario strategico e politico in rapidissima evoluzione (peraltro in direzioni opposte ai loro interessi) con al timone un sovrano vecchio e stanco, di mentalità antiquata, sprovvisto degli 'strumenti intellettuali' per poter capire e affrontare le varie crisi, minato nel fisico ormai fragile e nella popolarità ormai inesistente visto che solo un apparato repressivo da fare impallidire quello romeno o tedesco-orientale riesce ormai a tenere sottomessa una popolazione dove l'insoddisfazione verso la forma monarchica assoluta e la famiglia reale ha raggiunto da tempo i livelli di guardia.

Questa settimana il quasi novantenne Re Abdullah al-Saoud ha invitato i Ministri al suo palazzo reale anziché percorrere i pochi chilometri che lo avrebbero portato nella sede del Governo, a causa dell'impossibilità di muoversi; questo fatto ha dato molto da pensare a ciambellani e camerlenghi visto che con tutto l'ottimismo di questo mondo non si può ritenere che un Re quasi nonagenario rimanga sul trono a lungo e i due diretti eredi al trono, i Principi a cui toccherebbe di diritto il 'giro di giostra', sono l'uno un 79enne assillato dalla leucemia (tornata dopo un periodo di remissione) e l'altro, l'attuale Ministro della Difesa, un 76enne reduce almeno da un ictus che gli ha semiparalizzato il braccio destro.

Ma anche ammettendo che entrambe divengano re l'uno dopo l'altro, quello che succederà poi pare un vero e proprio salto nel buio visto che non esiste nessun accordo formale o meno tra i figli dell'attuale Re e quelli degli eredi presunti. Con la sconfitta della provocazione in Siria, il proseguire delle proteste in Barhein e Yemen e la crescita esponenziale dell'influenza e della popolarità dell'Iran e dei movimenti sciiti (anche nella stessa Arabia Saudita) sembra proprio che il prossimo futuro sarà ricco di imprevisti e sorprese dalle parti di Riyadh.
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mercoledì 29 febbraio 2012

Il regime di Riyadh fa arrestare 25 sciiti che hanno manifestato contro la brutalità di Casa Saoud!


Attivisti sciiti che da mesi stanno rischiando la vita e la libertà per denunciare gli abusi e le persecuzioni a cui la loro comunità é sottoposta dal corrotto regime di Riyadh, una monarchia assoluta che finanzia il terrorismo e la destabilizzazione fuori dai suoi confini mentre pratica la repressione, la tortura e la strage al suo interno, per difendere il potere del sovrano e della sua corte di sicofanti, hanno comunicato che 25 loro compagni di lotta sarebbero stati arrestati a Qatif, città dell'Est, epicentro delle manifestazioni e degli scontri delle ultime settimane.

Fra gli arrestati vi sarebbero comuni cittadini ma anche membri di rilievo della comunità sciita: insegnanti, giornalisti, leader religiosi, intellettuali e un poeta. Gli arrestati sarebbero stati fatti 'scomparire' da "pattuglie dell'alba" che li avrebbero accusati di "aver preso parte ad attività anti-governativa". Nella monarchia assoluta saudita il solo fatto di partecipare a una manifestazione politica in pubblico costituisce reato. Questa é la realtà dello Stato che é il migliore alleato di Usa, Europa e Israele nel Mondo Arabo e verso il quale mai si levano le ipocrite e strumentali critiche che spesso l'arrogante occidente imperialista rivolge a stati ben più liberi e democratici come la Repubblica Islamica.

Le richieste dei dimostranti sciiti inizialmente prevedevano solo la fine delle discriminazioni sociali, una più equa redistribuzione dei proventi del petrolio (estratto per la maggior parte proprio dalle loro province) e la liberazione di tutti i prigionieri politici; adesso però, di fronte alla violenta e brutale reazione di Casa Saoud le richieste sempre più spesso includono l'abolizione della monarchia oppure la secessione e la creazione di uno stato sciita indipendente affacciato sul Golfo Persico.
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venerdì 3 febbraio 2012

Gli sciiti di Qatif di nuovo in piazza contro la brutalità del regime saudita: "Le vostre pallottole non fermeranno la nostra rabbia!"


Dopo avere santificato il venerdì con le loro preghiere gli sciiti di Qatif, come quelli di tutta la costa orientale dell'Arabia Saudita sono nuovamente scesi in piazza a fronteggiare le milizie del sovrano Al-Saoud, intenzionate a schiacciare nel sangue le loro rivendicazioni per il rilascio dei prigionieri politici, il riconoscimento dei diritti della minoranza sciita (due milioni e mezzo su venti milioni di 'regnicoli' dell'ultima monarchia assoluta della Terra) e pretendere un più giusto reinvestimento degli enormi utili petroliferi che, pompati letteralmente fuori dalla terra dell'Est vanno poi a ingrassare i forzieri di Riyadh e a finanziare lo stravagante stile di vita dei principi e cortigiani sunniti.

Il ritmo e la vastità delle dimostrazioni di piazza, notevoli soprattutto per un paese in cui ogni forma di attività politica in luogo pubblico sarebbe considerata fuorilegge,  sono costantemente cresciute dal novembre 2011 in poi, nonostante il fatto che sempre più spesso la reazione degli sbirri reali contro di esse si manifesti nella violenza armata, come appunto tre mesi fa quando cinque manifestanti vennero falciati dai mitra dei militari o lo scorso 24 gennario, quando solo per un miracolo il bilancio non fu ancora più grave.

Amnesty International e Human Rights Watch hanno a più riprese denunciato le atrocità compiute contro i civili sciiti indifesi dal regime di Riyadh ma l'ipocrita e distratta opinione pubblica occidentale preferisce seguire le fanfaluche di 'Al Jazeera' e 'Al Arabiya' su inesistenti 'repressioni' in Siria anziché vedere le vere stragi perpetrate da Casa Saoud.

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lunedì 21 novembre 2011

Ha diciannove anni l'ultimo martire sciita assassinato dagli sbirri di Casa Saoud!


Nasr al-Mahishi, un ragazzo di appena 19 anni, é l'ultima vittima della crudele repressione portata avanti dalla sbirraglia di Casa Saoud nelle province saudite orientali, affacciate sul Golfo Persico, popolate a maggioranza da sciiti e ricche della maggior parte dei giacimenti petroliferi che alimentano lo sfarzo sardanapalesco della corte di Riyadh, dove circondato dalla sua corte di manutengoli sunniti siede l'ultimo sovrano assoluto della Storia contemporanea.

Nasr stava semplicemente camminando sul marciapiede insieme ad alcuni coetanei quando é stato raggiunto al cranio da un proiettile vagante sparato dalla polizia militare, immediatamente entrato in coma non se ne é più ripreso ed é morto nella giornata di oggi, dopo ore di agonia. La sua scomparsa é stata occasione per nuovi raduni e manifestazioni, tenuti contro la minaccia delle forze dell'ordine che avrebbero, senza successo, tentato di vietare le manifestazioni pubbliche di lutto.

HRW, l'Ong internazionale che difende i diritti umani ha pubblicato lo scorso mese un rapporto caustico sulla condotta delle forze governative saudite in questi mesi di scontri e dimostrazioni da parte della popolazione sciita dell'Est, denunciando tra le altre cose "arresti arbitrari di dimostranti pacifici o, in loro mancanza, di parenti e amici degli stessi, pestaggi, torture, detenzioni illegali". L'Arabia Saudita con queste misure ha praticamente rinnegato il Cartello arabo dei Diritti Umani, che aveva sottoscritto soltanto pochi anni fa.
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venerdì 18 novembre 2011

In Casa Saoud i soliti 'parenti serpenti' affilano i coltelli, la scelta del nuovo successore designato al trono non é piaciuta a molti!


Mentre le province sciite dell'Est, le più ricche di petrolio, continuano a venire agitate dal malcontento della popolazione, sempre più insofferente verso l'assolutismo e la rapacità del monarca di Riyadh e della sua corte di manutengoli, filtrano minacciosi rapporti riguardo l'approfondirsi e l'aggravarsi delle frizioni interne alla stessa famiglia reale, dove molti, forse troppi, non hanno 'mandato giù' di buon grado la scelta presa qualche settimana fa dal Consiglio della Lealtà di nominare il Principe Nayef ben Abdulaziz (foto sotto) nuovo erede designato al trono dei Saoud in luogo dell'ottantaduenne Principe Sultan ben Abdulaziz (foto qui sopra), trapassato in un ospedale newyorchese dopo essere entrato in coma lo scorso luglio.

Il Principe Talal ben Abdulaziz avrebbe rassegnato le dimissioni dal Consiglio, apparentemente "sbattendo la porta", secondo quanto riportato dal britannico Telegraph e in effetti, sul sito-web personale del Prence, si può vedere un anodino e compito annuncio su come "Dopo aver segnalato al Re Abdullah le proprie intenzioni il Princpe Talal (foto sotto) ha scelto di abbandonare il suo seggio nel Consiglio della Lealtà". I soliti bene informati assicurano che la 'segnalazione' é stata molto meno pacata e formale del comunicato a essa relativo.

Il Consiglio della Lealtà, creato nel 2006, é un organismo di 37 membri nel quale i cugini e i fratelli di Nayef ben Abdulaziz hanno una solida maggioranza, ovvio che le chance di 'nomina' dei suoi concorrenti fossero da subito molto molto esigue. Fin dal 1953 i figli di Re Abdulaziz al-Saoud, fondatore dell'attuale Arabia Saudita si 'rimpallano' tra fratelli il trono a ogni successivo decesso, per evitare che una parte della numerosa prole del vecchio re (che ebbe 37 eredi) insorga sentendosi 'esclusa' dal gran gioco del governo. Ma ormai la senilità incombe: l'attuale monarca Abdullah ha 87 anni e il suo successore designato 79. I petrodollari possono comprare le migliori cure mediche del mondo ma non possono donare l'immortalità e, in uno scenario mediorientale in rapidissima evoluzione affidarsi a regnanti ottuagenari potrebbe non essere la migliore ricetta per affrontare il futuro.
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