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mercoledì 28 giugno 2017

Ecco la differenza che passa tra un GRANDE LEADER e un insicuro pagliaccio!

Il Presidente Assad viaggia per la Siria.

Lo fa al volante della sua auto e si ferma a ogni posto di blocco (questo anche per dare l'esempio visto che ultimamente aveva suscitato scandalo l'abitudine di certi ufficiali governativi o militari di circondarsi di guardie del corpo e di ignorare i posti di blocco).

Assad é rilassato, tranquillo, é tra la sua gente e ne riceve la solidarietà e l'apprezzamento.

Non é in ansia anche quando sa benissimo che tutti gli uomini al posto di blocco hanno armi da fuoco cariche a portata di mano.

venerdì 24 ottobre 2014

Khamenei ammonisce: la Repubblica Islamica deve contare sullo sviluppo scientifico e tecnico più che sul petrolio!

"Contare più sulle forze interne, sulla conoscenza, sulla tecnica, sulla ricerca, piuttosto che sulle entrate garantite dall'esportazione di greggio e metano"; questo il monito lanciato dalla Guida Suprema della Rivoluzione, Ayatollah Ali Khamenei alla platea di giovani "quadri" che lo ascoltavano avantieri a Teheran.

Consapevole di rivolgersi alla futura classe dirigente del paese l'Ayatollah Khamenei ha portato l'esempio di "quegli stati" (chiaro riferimento a Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi...) che, puntando tutto sui proventi petroliferi, si ritrovano ostaggio dei capricci del mercato e delle potenze imperialiste.

L'Iran, importantissimo esportatore di petrolio e gas, ha sempre cercato di investire la ricchezza derivante da essi per ottenere invece sempre maggiore autonomia e indipendenza dal mondo esterno, diventando anzi esso stesso un esportatore di tecnologie e know-how. "Talento, Pazienza, Perseveranza costituiscono i tre punti cardinali di una leadership forte, che deve puntare sul progresso scientifico e tecnico della nazione".

Nell'ultimo anno l'Iran ha prodotto oltre 17.000 paper scientifici, con un incremento del 20 per cento rispetto ad anni recenti, letteralmente surclassando la produzione di documenti di ricerca dell'entità sionista di occupazione, che ne ha pubblicati solamente 10000.

venerdì 25 luglio 2014

"A Gaza le leadership militari potrebbero essere sul punto di scavalcare i dirigenti politici: specialmente in Hamas!"

Un rovesciamento del tradizionale assunto Clausewitziano che vede la dirigenza politica decidere per la guerra e lasciare l'iniziativa ai comandi militari solo per quanto concerne le questioni 'tecniche' della sua condotta, o piuttosto la nascita di una nuova leadership politica palestinese espressa direttamente dai ranghi dei comandanti militari e destinata a sostituire quella precedente, nel caso di Hamas screditata dall'abortita svolta del 2011-2012?

E' lo scenario che potrebbe presto proporsi a Gaza, dove, a leggere quanto pubblicato ieri dal quotidiano libanese Al-Akhbar, perlomeno in 'Casa Hamas' ormai sarebbe la leadership militare a guidare il gioco informando via via i dirigenti politici di modalità e tempistiche con cui coordinare dichiarazioni, richieste, condizioni.

Giorni addietro, con il regime sionista disperato per una tregua, é stata la dirigenza militare a stabilire le condizioni per il cessate il fuoco, che i dirigenti politici si sono limitati a ripetere facendo quindi saltare l'ipotesi di uno stop delle ostilità a termini graditi a Tel Aviv.

In seguito al grande successo della liberazione di centinaia di prigionieri in cambio dell'ebreo francese Schalit, la popolarità del leader delle Brigate Qassam Ahmed Jabari divenne 'scomoda' e ciò spiega l'aiuto dei servizi del Qatar offerto al regime sionista per martirizzarlo.

Adesso però la situazione é punto e a capo, con i capi delle Brigate Qassam idolatrati e applauditi dalla popolazione di Gaza mentre i dirigenti 'civili' sono screditati e sopportati appena.

martedì 7 giugno 2011

Nasrallah loda la leadership di Khamenei a una conferenza su Modernismo e Islam sciita!"


Nel suo discorso a Beirut per la sessione inaugurale della "Conferenza internazionale sul Modernismo e l'Ijtihad nella visione religiosa dell'Imam Sayyed Ali Khamenei", tenutasi al prestigioso Marriott Hotel della capitale libanese il leader di Hezbollah ha dichiarato che la leadership iraniana incarnata dall'attuale Guida Suprema ha raccolto una copiosa messe di successi nel contrastare e frustrare i disegni sionisti e americani di colonizzazione della regione e di sottomissione del mondo islamico e musulmano.

Nasrallah ha più volte elogiato l'arguzia e l'intelligenza della politica estera iraniana nei confronti delle corrotte e ipocrite potenze occidentali che amano presentarsi come 'paladine dei diritti umani' quando fa loro comodo, salvo poi allearsi e sostenere i peggiori regimi repressivi della Storia: ieri con lo Shah Palhevi, con Saddam Hussein, con i dittatori asiatici -Marcos, Diem, Chang Kai-Shek- e sudamericani -Somoza, Pinochet, Videla-, oggi con i monarchi sauditi e del Barhein, con Abdullah Saleh, con Mubarak.

I successi diplomatici dell'Iran, che vanta trattati e patti di cooperazione e alleanza con la Siria, la Turchia, il Libano, il Venezuela e ne sta per siglare e allacciare ancora di nuovi rivela il patetico fallimento delle manovre sioniste e americane per "isolare" la Repubblica Islamica, così come sta rapidamente sfaldandosi la minaccia costituita ai confini occidentali e orientali della Persia delle basi Usa e Nato in Irak e Afghanistan, sul punto di venire smantellate le prime (anche sotto la minaccia di una insurrezione 'promessa' dal chierico sciita Moqtada al-Sadr se il Governo non farà rispettare gli accordi del 2008), le seconde sempre più da presso assediata dall'eroica resistenza popolare dei combattenti Mujaheedeen.
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