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giovedì 13 febbraio 2014

Sionisti terrorizzati dai successi del movimento BDS: le loro reazioni scomposte ci suscitano gioia e ilarità!

Roger Cohen é un sionista; ciò vuol dire che é anche un bugiardo, un ladro e un assassino, e non accettiamo obiezioni in merito: il Sionismo é un'ideologia decadente nata dal nazionalismo contaminato di putrido pseudoromanticismo piccoloborghese di fine '800, misto a favolistica del 'destino manifesto' e dell'ansia colonizzatrice e sterminatrice dei vari Cecil Rhodes, chi lo sostiene é sostenitore di una menzogna storica (che non esistesse una Palestina araba cristiana e musulmana con piena dignità di nazione prima dell'arrivo degli invasori giudei) ed é corresponsabile del furto di quella terra e degli stermini genocidi che ne sono seguiti, quindi complice e colpevole insieme a coloro che ne furono originariamente responsabili.

 Orbene, il bugiardo, ladro e assassino Roger Cohen pontifica sul 'Jew York Times' sui "pericoli" della campagna BDS di boicottaggio disinvestimento e sanzioni contro il regime ebraico di occupazione, che tanto successo ha riscosso nelle ultime settimane.

Leggere la sua miserabile giaculatoria é musica per noi, che abbiamo sempre sostenuto la campagna BDS come uno dei mezzi (insieme alla Resistenza Armata e altri metodi di pressione politica, diplomatica e militare) come un importante parte della campagna per distruggere Israele come stato razzista discriminatorio esattamente come sono stati distrutti prima di lui l'Iran imperiale dello Shah, il Sudafrica afrikaner, il Cile di Pinochet e l'Argentina di Videla (guarda caso tutti alleatissimi di Tel Aviv, recipienti delle sue armi, delle sue bombe atomiche, dei suoi istruttori di tortura e persecuzione).

" I am a strong supporter of a two-state peace" (Leggasi: "Mi piacciono queste trattative infinite che si protraggono da 20 anni e che hanno permesso al mio regime razzista di riferimento di continuare indisturbato a compiere Crimini contro l'Umanità sul popolo Palestinese).

"the B.D.S. movement...stated aim...(is to)...fight for the right of return of all Palestinian refugees...(this)...equals the end of Israel as a Jewish state" (Al ladro e assassino Cohen non piace l'idea di far tornare tutti i Palestinesi in Palestina dopo BEN 70 anni dalla loro cacciata, però pretende che ogni ebreo di ogni angolo del mondo possa trasferirsi nella Palestina occupata...doppio standard per qualcuno caro Roger???)

"The anti-Apartheid movement in South Africa contained no such ambiguity" (Questa é una menzogna bella e buona, ma da un bugiardo ladro e assassino cosa ci si può aspettare? Il BDS contro l'Apartheid sudafricano voleva portare a UN UNICO STATO DEMOCRATIO dove UN UOMO VALE UN VOTO il che é esattamente quello a cui ha portato e ugualmente succederà in Palestina, ovviamente come i bianchi Afrikaner anche gli Ebrei, una volta ritornati tutti i profughi palestinesi e i loro discendenti, dovranno rassegnarsi a essere minoranza, se non gli andrà bene potranno sempre andarsene dove vorranno...).

"The movement’s anti-Zionism can easily be a cover for anti-Semitism" (Questa é tanto ridicola che non la commentiamo nemmeno).

"A single state cannot mark its Day of Independence and Day of Catastrophe on the same date" (Facciamo che sia DEMOCRATICAMENTE la maggioranza dei cittadini a decidere cosa festeggiare, ok Roger?).

"A Jewish national home is needed" (Chi lo ha mai detto? E perché non vanno a farsela in Khazaria? In Uganda, in Patagonia, in Madagascar??? Chi ha detto che sia necessario rubare la terra dei Palestinesi?).

"B.D.S. is a wake-up call. I oppose it because I do not trust it" (Quello di cui si fidano o non si fidano i bugiardi, i ladri e gli assassini non ha alcuna importanza di fronte alle richieste della Giustizia, della Storia, della Verità e dell'Umanità...Roger Cohen non rappresenta altro che il punto di vista di coloro, come Pinochet, Videla, lo Shah Palhevi e tanti altri, che spenderanno il resto dell'Eternità nella Spazzatura della Storia...).

mercoledì 8 dicembre 2010

Ali Abunimah spiega l'impossibilità di qualunque "Soluzione a due Stati"



"Quando ero uno studente, nel 1986, la mia scuola mi portò, con i miei compagni di classe, a visitare Berlino, e ricordo con vividezza l'impressione che mi lasciò la vista del Muro che divideva in due la metropoli: il Checkpoint Charlie, le guardie armate dell'Est e dell'Ovest, la terra di nessuno al di là del muro. Fui molto colpito da quanto mi apparveradicato e inamovibile quel grande meccanismo di divisione e oppressione, eppure, tre anni dopo, quel Muro crollò. Il Muro di Berlino mi insegnò ad 'aspettarmi l'inaspettato', quindi, a chi oggi mi dice che Israele, con la sua lobby, con le sue armi, con i suoi media asserviti, con i suoi muri e le sue barriere di separazione, é 'troppo forte' perché gli sforzi miei e degli altri attivisti per i diritti e la libertà della Palestina possano fare una differenza io dico: 'aspettatevi l'inaspettato!'".

Così Ali Abunimah, scrittore e giornalista Palestino-americano, ha iniziato il suo intervento a una conferenza tenutasi recentemente a Berlino, durante la quale si é discusso della situazione attuale dei palestinesi in Israele, nei Territori occupati della Cisgiordania, nel Ghetto di Gaza e nella Diaspora internazionale. All'evento era presente anche lo storico Ilan Pappe e un vasto pubblico che allineava nei suoi ranghi commentatori e analisti politici, giornalisti, attivisti pro-palestinesi e moltissima gente comune. Durante il suo intervento Abunimah ha esposto la sua disillusione verso ogni ipotesi di ventilata "Soluzione a Due Stati".

Gli sforzi per costruire due Stati sul territorio storico della Palestina, uno per gli Arabi e uno per gli Ebrei, non hanno finora portato a nessun risultato, e ciò é solamente logico perché tali sforzi, per quanto nobilmente ispirati, partono da un assunto che falsifica la realtà: essi pretendono infatti di costruire una fittizia "parità" fra Arabi ed Ebrei, una parità che non esiste perché una parte ha occupato le terre dell'altra, una parte ha aggredito ripetutamnte l'altra, una parte scatena contro l'altra tutta la propria influenza politica e mediatica che é soprattutto forte con le più forti nazioni del mondo: gli Stati Uniti d'America e l'Europa Occidentale, una parte possiede un esercito addestratissimo e superarmato che usa senza ritegno o scrupolo morale, e non permetterà mai, mai, che l'altra parte si avvicini anche solo lontanamente ad avere un'organizzazione statale con pari dignità e potere di difendere la propria popolazione dagli abusi, dalle aggressioni e dalle angherie che ha subito ininterrottamente da oltre sessant'anni.
Caustico come sempre Latuff in questo cartoon dice una grande verità. Anche se esistesse uno Stato Palestinese sarebbe sempre ostaggio della potenza militare israeliana, che lo terrebbe costantemente sotto scacco.
Non si può raccontare la storia dell'Olocausto pretendendo che le SS e le vittime di Auschwitz fossero "parti in conflitto", "ognuna con le proprie ragioni", possiamo forse farlo? Sarebbe un'insulto alla Storia, un insulto alle vittime e una ingiustificabile glorificazione e assoluzione dei carnefici, giusto? E gli Stati Uniti e l'Europa pretendono di spiegare la questione palestinese, una questione di aggressione, occupazione, colonialismo e oppressione come "Conflitto israelo-palestinese"? Perché questo doppio standard?
Anche questo muro sembra inamovibile ed eterno...oggi.
Ma possiamo trovare una via d'uscita da questa palude, da questo labirinto di bugie, se ci volgiamo attorno a guardare a come é stato risolto il "conflitto" fra africani neri e i loro oppressori afrikaans che avevano imposto la segregazione e il razzismo dell'Apartheid, esattamente come oggi Israele impone la segregazione dei muri e delle barriere e dei posti di blocco e delle colonie illegali. Con la creazione cioé di uno Stato unico, dal Giordano al Mare Mediterraneo, che protegga e difenda tutte le etnie, tutte le culture, tutte le religioni, tutte le coscienze e le posizioni politiche sotto la regola della legge e della democrazia rappresentativa.

Al di fuori di questa cornice, di questa prospettiva, non c'é speranza di pace, né di giustizia.

lunedì 15 novembre 2010

Per uno Stato unico, laico e democratico nella Palestina storica (13-20 novembre 2010)

Abbiamo già segnalato, più di una volta nei nostri articoli, quanto ormai screditata, assurda e impossibile appaia ogni giorno di più ogni vagheggiata "Soluzione a due Stati", a causa dell'ipocrizia e della malafede israeliana che ha portato il cosiddetto "Processo di pace" (o "Road map", o chiamatelo un po' come vi pare) a impantanarsi in uno stillicidio di meeting inconcludenti, angherie sempre più marcate, continue occupazioni e furti di terra, acqua e risorse naturali, economiche e storico-culturali della Palestina.

Man mano che la favola della "Soluzione a due Stati" mostrava sempre più apertamente la sua vera natura, fra tutti i veri amici e sostenitori del popolo ebraico e di quello palestinese e fra tutti coloro che credono veramente alla democrazia ha iniziato a farsi strada la consapevolezza che l'unica via di uscita dal conflitto israelo-palestinese stia nella creazione di UNO STATO, sul suolo della Palestina storica; uno stato che dovrà essere multietnico, laico e tollerante, per garantire la libertà e la rappresentatività di tutte le proprie comunità.
La nobile, dolce illusione...
Per diffondere la consapevolezza e la coscienza che solo all'interno di una tale cornice politico-organizzativa può trovarsi la soluzione all'attuale tragica e costosissima degenerazione del "percorso" iniziato nel 1993 con i fallaci "Accordi di Oslo", la branca italiana di ISM (International Solidarity Movement) e l'associazione Viva Palestina hanno organizzato un "tour" di incontri conferenza dal titolo: "Per uno Stato unico, laico e democratico, nella Palestina storica".
...e la meschina, amara realtà.
Iniziato sabato a Torino il periplo di seminari presentati e condotti da Ghada Karmi e Kevin Ovenden è proseguito poi con tappe a Ivrea (domenica) e a Milano e Varese (lunedì pomeriggio e lunedì sera) e continuerà nei prossimi giorni a Trieste (martedì 16), a Cagliari (mercoledì 17), a Napoli (giovedì 18) e Roma (venerdì 19) per concludersi poi a Pisa nel pomeriggio di sabato 20 novembre.

Durante gli incontri la Karmi, autrice del saggio "Sposata a un altro uomo – Per uno Stato laico e democratico nella Palestina storica", (tradotto a cura di ISM-Italia e pubblicato per "DeriveApprodi") e Ovenden, recentemente tornato dall'esperienza di "Viva Palestina 5", il convoglio di aiuti umanitari che ha raggiunto Gaza per infrangere l'assedio sionista, guideranno il pubblico attraverso tematiche variegate come la necessità di colpire gli interessi economici israeliani tramite il boicottaggio, il "debunking" della disinformazione sulla presunta "atomica iraniana", il ruolo dell'arte nella lotta per la democrazia in Palestina, il Rapporto Goldstone sui crimini di guerra israeliani a Gaza.

Nel corso dei vari incontri, inoltre, interverranno in qualità di ospiti giornalisti e intellettuali come Gianni Vattimo, Iain Chambers, Flavia Donati.

Il volantino esplicativo di orari, luoghi e programmi dei seminari è consultabile e scaricabile a questo indirizzo.