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mercoledì 20 febbraio 2019

Il Generale Hajizadeh smentisce che gli Usa abbiano in qualunque modo 'sabotato' l'industria missilistica iraniana!


Il Comandante Aerospaziale del Corpo della Guardia della Rivoluzione Islamica (IRGC) Il Generale di brigata Amir Ali Hajizadeh ha respinto le recenti dichiarazioni dei funzionari statunitensi secondo cui Washington sarebbe riuscita a sabotare il programma missilistico di Teheran come "una grande bugia".

In un discorso di martedì sera, il Generale di brigata Hajizadeh ha evidenziato i progressi del Paese nella produzione di missili avanzati e ha detto: "Quando si tratta del potere missilistico iraniano, i nemici implorano un negoziato con noi perché siamo diventati potenti in questo settore".

martedì 4 settembre 2018

La guerra per bande all'interno della lobby sionista americana mette in grave imbarazzo gli Emirati Arabi, scoperti a spiare con un software di Tel Aviv!

Il New York Times ha rivelato che negli ultimi anni gli Emirati Arabi Uniti hanno fatto largo uso di un software di intercettazione delle comunicazioni telefoniche per spiare non solo rivali, ma anche alleati e presunti 'amici'.

Lo 'scoop' dimostra la gravità della lotta tra fazioni all'interno della lobby ebraica americana.

Infatti, se i sostenitori di Netanyahu ('sionisti di destra') sono ben felici di allearsi con i regimi arabi reazionari come Arabia Saudita e UAE e usarli come pedine contro l'Iran, i sionisti "liberal-progressisti" preferivano come 'gunga din' arabo il Qatar e la sua politica espansionista attraverso l'Ikhwan, come portata avanti dal precedente Emiro.

Avendo perso questo "atout" con il golpe bianco dell'attuale regnante, i sionisti 'di sinistra' cercano di impedire approcci troppo amichevoli tra il regime ebraico e Sauditi ed Emiratini, svelando, guarda caso, comportamenti scorretti di questi ultimi che hanno avuto come protagonista un software "made in Israhell".

domenica 26 novembre 2017

Il delirio di Thomas Friedman causa reazioni scioccate in tutto il mondo: su Twitter abbondano i commenti sarcastici sulla nuova odalisca del Principe Mohammed!

Che il Ney York Times non sia altro che un lercio straccio di propaganda, é noto ormai anche ai sassi, però la scorsa settimana il 'columnist' Thomas Friedman é riuscito a fargli stabilire un nuovo record di "triplo salto mortale carpiato verso il basso", firmando un articolo in cui si tessono le lodi del Delfino Pazzo di Riyadh, Mohammed Bin Salman, massacratore di civili yemeniti inermi e ultimamente mandante di rapimenti e torture a scopo di ricatto e grassazione.

martedì 13 giugno 2017

Ancora su Corbyn, il New York Times e l'insostenibile cretineria dei sinistrati italiani...

Giusto perché pochi giorni fa parlavamo dei risultati delle elezioni inglesi, torniamo a parlare di Jerry Corbyn.

Nonostante il risultato elettorale laburista abbia avuto il merito di strozzare la ciabatta dell'inventrice di "Errìpòtter", i sinistrati europei, ansiosi di aver trovato un nuovo "guru" da lodare tipo Zapatero e Tsipras non si rendono conto che una parte del consenso elettorale é stato riversato sul partito di "opposizione" dai padroni del vapore mediatico per tentare di mettere i bastoni tra le ruote alla "Brexit", che Theresa May voleva fosse rapida e netta.

giovedì 5 febbraio 2015

Il Jew York Times di nuovo alla carica: cerca di seminare diffidenza tra Mosca e Damasco con false accuse di accordi con Riyadh!

La fabbrica di balle sionista che ha nome "JEW YORK TIMES"...opps...volevamo dire ovviamente 'New York Times' ha provato ad approfittare della depressione globale dei prezzi del barile per lanciare una polpetta avvelenata in direzione della Siria, pubblicando mendaci accuse riguardo un possibile accordo Mosca-Riyadh secondo il quale gli sceicchi wahabiti del petrolio abbasserebbero le loro esportazioni di greggio in 'cambio' dell'abbandono della Siria da parte del Cremlino.

giovedì 13 febbraio 2014

Sionisti terrorizzati dai successi del movimento BDS: le loro reazioni scomposte ci suscitano gioia e ilarità!

Roger Cohen é un sionista; ciò vuol dire che é anche un bugiardo, un ladro e un assassino, e non accettiamo obiezioni in merito: il Sionismo é un'ideologia decadente nata dal nazionalismo contaminato di putrido pseudoromanticismo piccoloborghese di fine '800, misto a favolistica del 'destino manifesto' e dell'ansia colonizzatrice e sterminatrice dei vari Cecil Rhodes, chi lo sostiene é sostenitore di una menzogna storica (che non esistesse una Palestina araba cristiana e musulmana con piena dignità di nazione prima dell'arrivo degli invasori giudei) ed é corresponsabile del furto di quella terra e degli stermini genocidi che ne sono seguiti, quindi complice e colpevole insieme a coloro che ne furono originariamente responsabili.

 Orbene, il bugiardo, ladro e assassino Roger Cohen pontifica sul 'Jew York Times' sui "pericoli" della campagna BDS di boicottaggio disinvestimento e sanzioni contro il regime ebraico di occupazione, che tanto successo ha riscosso nelle ultime settimane.

Leggere la sua miserabile giaculatoria é musica per noi, che abbiamo sempre sostenuto la campagna BDS come uno dei mezzi (insieme alla Resistenza Armata e altri metodi di pressione politica, diplomatica e militare) come un importante parte della campagna per distruggere Israele come stato razzista discriminatorio esattamente come sono stati distrutti prima di lui l'Iran imperiale dello Shah, il Sudafrica afrikaner, il Cile di Pinochet e l'Argentina di Videla (guarda caso tutti alleatissimi di Tel Aviv, recipienti delle sue armi, delle sue bombe atomiche, dei suoi istruttori di tortura e persecuzione).

" I am a strong supporter of a two-state peace" (Leggasi: "Mi piacciono queste trattative infinite che si protraggono da 20 anni e che hanno permesso al mio regime razzista di riferimento di continuare indisturbato a compiere Crimini contro l'Umanità sul popolo Palestinese).

"the B.D.S. movement...stated aim...(is to)...fight for the right of return of all Palestinian refugees...(this)...equals the end of Israel as a Jewish state" (Al ladro e assassino Cohen non piace l'idea di far tornare tutti i Palestinesi in Palestina dopo BEN 70 anni dalla loro cacciata, però pretende che ogni ebreo di ogni angolo del mondo possa trasferirsi nella Palestina occupata...doppio standard per qualcuno caro Roger???)

"The anti-Apartheid movement in South Africa contained no such ambiguity" (Questa é una menzogna bella e buona, ma da un bugiardo ladro e assassino cosa ci si può aspettare? Il BDS contro l'Apartheid sudafricano voleva portare a UN UNICO STATO DEMOCRATIO dove UN UOMO VALE UN VOTO il che é esattamente quello a cui ha portato e ugualmente succederà in Palestina, ovviamente come i bianchi Afrikaner anche gli Ebrei, una volta ritornati tutti i profughi palestinesi e i loro discendenti, dovranno rassegnarsi a essere minoranza, se non gli andrà bene potranno sempre andarsene dove vorranno...).

"The movement’s anti-Zionism can easily be a cover for anti-Semitism" (Questa é tanto ridicola che non la commentiamo nemmeno).

"A single state cannot mark its Day of Independence and Day of Catastrophe on the same date" (Facciamo che sia DEMOCRATICAMENTE la maggioranza dei cittadini a decidere cosa festeggiare, ok Roger?).

"A Jewish national home is needed" (Chi lo ha mai detto? E perché non vanno a farsela in Khazaria? In Uganda, in Patagonia, in Madagascar??? Chi ha detto che sia necessario rubare la terra dei Palestinesi?).

"B.D.S. is a wake-up call. I oppose it because I do not trust it" (Quello di cui si fidano o non si fidano i bugiardi, i ladri e gli assassini non ha alcuna importanza di fronte alle richieste della Giustizia, della Storia, della Verità e dell'Umanità...Roger Cohen non rappresenta altro che il punto di vista di coloro, come Pinochet, Videla, lo Shah Palhevi e tanti altri, che spenderanno il resto dell'Eternità nella Spazzatura della Storia...).

sabato 13 aprile 2013

Persino il New York Times ormai lo ammette: L'Osservatorio Siriano dei Diritti Umani é una truffa gestita da una sola persona!

L'ambiguo individuo che vedete in foto: liscio e grassoccio come l'Omino di Burro di Collodi, con gli occhietti da rettile nascosti dietro le lenti da ragioniere miope, é "L'Osservatorio Siriano per i Diritti Umani"; infatti costui, di nome Rami Abdelrahman, già tre volte ospite delle patrie galere siriane per piccole truffe e reati contro il patrimonio, dalla sua attuale residenza londinese di Coventry -senza dubbio pagatagli dal Foreign Office e dal Mossad-, lascia andare da oltre due anni fantasiosi comunicati su 'stragi', 'scontri', 'attacchi' e presunte 'vittorie' dei mercenari internazionali wahabiti attivi contro il Popolo e il Governo siriano che non hanno diritto di cittadinanza o di esistenza se non nella sua fervida fantasia, certamente stimolata a dovere dagli emolumenti degli emiri petroliferi del Golfo e degli altri lacché dell'Imperialismo che si sono scatenati contro Damasco.

La cosa tragica é che per mesi e mesi i maggiori media occidentali hanno preso le PANZANE di Rami Abdelrahman come ORO COLATO, investendo i loro lettori con torrenti di disingenua e grossolana propaganda anti-Assad che voleva "Il Popolo siriano in rivolta!", "Stragi di civili da parte del Governo!" e altre PATENTI ASSURDITA' quando basta collegarsi con qualunque outlet mediatico obiettivo e imparziale (Al-Manar, SyriaTube, PressTV, Russia Today...) per vedere con chiarezza che a massacrare i civili in Siria sono solo i boia di Al-Nusra, per vendetta meschina contro l'odio inestinguibile che i cittadini siriani provano verso di loro e la loro ideologia distorta e corrotta, che le uniche manifestazioni che si tengono in Siria sono quelle di lealtà e soldiarietà al Presidente, al Governo e alle sue Forze Armate.

Ma ora finalmente la Verità non può più essere nascosta o negata e persino i corifei della vulgata Anti-Assad devono ammetterlo o rischiare di venire definitivamente SPUTTANATI: l'agenzia sionista Reuters ha dovuto pubblicare una ammissione sull'assurdità di pretendere che da un cottage di Coventry possa venire più che propaganda interessata sulla situazione siriana e adesso persino il "New York Times", fanfara della lobby ebraica americana, é costretto a trarre le stesse conclusioni.

Ancora una volta i fatti ci vendicano e ci danno ragione, noi, di PALAESTINA FELIX siamo orgogliosi di ESSERE SEMPRE STATI DALLA PARTE DELLA VERITA'!

giovedì 26 aprile 2012

Il quotidiano sionista "New York Times" equipara la campagna BDS ai campi di sterminio!

Un tipico gruppo di sostenitori del Boicottaggio contro Israele e il suo Apartheid...
In un totale esercizio di "sprezzo del ridicolo", volto a creare un'atmosfera di terrore irrazionale nella quale sia possibile lanciare le più enormi e grottesche accuse ai milioni di attivisti che in tutto il mondo operano affinché il "Mondo Libero Occidentale" sottoponga il regime razzista di Tel Aviv a quelle forme di pressione economica che furono strumentali nella caduta del regime razzista di Pretoria il quotidiano sionista New York Times ha ospitato sulle sue pagine una requisitoria a firma David Horowitz, con tanto di 'lista di proscrizione' annessa nella quale si equiparano i sostenitori della Campagna BDS contro Israele ai nazisti che costruirono e fecero funzionare i campi di sterminio.
...e un tipico gruppo di SS...secondo Dave Horowitz la somiglianza é lampante...non la vedete? E' PERCHE' SIETE ANTISEMITI!!! ANTISEMITI!!! NAZISTI!!!!
Vi é molto da dire sui campi di sterminio e sull'Olocausto, soprattutto sull'uso distorto che i lobbisti filoisraeliani fanno dell'Olocausto, per convincere il mondo occidentale a sostenere con donazioni, forniture di armi e altri incentivi un regime etnocratico e segregatorio che non ha uguali nell'aggressività e nel razzismo delle sue politiche se non proprio nel Terzo Reich hitleriano e questa occasione é buona come ogni altra per dimostrare che 'nazismo' e 'Olocausto' per i sionisti sono parole in codice per avocare a Israele la "libertà" di fare ciò che in ogni altro stato del pianeta sarebbe considerato inammissibile e criminale: perseguitare popolazioni 'indesiderabili' per convincerle all'esodo sotto minaccia di sterminio e annientamento, usare le forze militari per annettere e colonizzare territorio, costruire un sistema politico, economico e sociale basato sull'idea di discriminazione tra Ebrei e Non-Ebrei con diritti e privilegi che valgono solo per i primi e imposizioni e restrizioni solo per i secondi (le famose 'dichiarazioni di lealtà alla natura ebraica di Israele', il divieto di risiedere, comprare terra o casa, sposarsi con un'araba e farla venire a vivere in Israele...).
Il delirio di Horowitz, con annessa lista di proscrizione sionazista!
In calce all'intemerata di Horowitz si trova un listino di professori universitari che l'autore invita a "perseguitare" per il loro sostegno alla campagna di boicottaggio di Israele. Ricordiamo il bailamme che si scatenò in Italia quando un blogger italiano convertito all'Islam "osò" pubblicare una lista di personalità ebraiche giusto per diritto di cronaca e dovere di conoscenza, allora egli fu letteralmente 'crocefisso' al grido di 'nazista' e 'antisemita' mentre ai sionisti viene concesso di applicare le proprie liste di proscrizione su medium di comunicazione ben più pervasivi di un anonima pagina web senza che nessuno dica nulla.
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martedì 27 marzo 2012

Rabbino razzista spara a zero sul sionista Peter Beinart per il suo articolo anti-settler sul NY Times: ancora una volta le nostre previsioni si realizzano!



L'individio che vedete nel video qui sopra è Amiel Hirsh, un rabbino razzista membro della cerchia che controlla i media, la politica e la finanza americana e la manipola e la devia a danno del 99 per cento dei cittadini di quel paese e a favore del ristrettissimo gruppo di fanatici sostenitori di Israele e della Lobby a Sei Punte.

Nel video il rabbino razzista Hirsh si lancia in una intemerata contro Peter Beinart che, in una recente edizione del quotidiano sionista 'New York Times' aveva opinato, in un suo editoriale che la causa del Sionismo non era altro che danneggiata dall'acritico e imbarazzante livello di sostegno garantito ai fanatici ebrei armati delle colonie illegali garantito dal Governo Netanyahu, e sostenuto da molte organizzazioni ebraiche e sioniste in tutto il mondo, cosa che rendeva l'uno e le altre direttamente complici delle aggressioni, delle devastazioni, dei ferimenti e degli omicidi compiuti da questi teppisti armati.

In un nostro commento vedevamo con favore l'articolo di Beinart come segno di una fessura e di uno scollamento all'interno del fronte sionista, che si sarebbe dovuto capitalizzare per creare attrito e frizione nel campo dei nostri nemici, in maniera da scinderli in fazioni pro- e anti- coloni armati, per averne più facilmente ragione. Ancora una volta, aspettando un po' di tempo una nostra previsione dà segno di volersi realizzare, cosa per cui, senza volerci da soli assegnare le bende e la verga degli indovini aruspici, rivendichiamo quantomeno un po' di riconoscimento delle nostre capacità di analisi e proiezione dei dati politici e invitiamo i nostri lettori e sostenitori a impegnarsi per approfondire e radicalizzare lo "split" nel campo sionista, da cui molti effetti positivi potrebbero sortire per la Causa palestinese.
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martedì 20 marzo 2012

Il New York Times pubblica un editoriale contro la continua espansione delle colonie illegali!


Chiunque abbia una pur vaga idea della potenza e della pervasività della 'Lobby a Sei Punte' nel panorama dei media mainstream americani sa certamente quanto filosionista sia la testata del New York Times; orbene, sulle sue pagine recentemente si é potuto leggere un editoriale a firma P. Beinart riguardo la necessità "per salvare Israele" di boicottare e disincentivare la continua espansione e metastasi delle colonie ebraiche illegali in Cisgiordania.

Naturalmente Beinart non é altro che un illuso se crede che bloccare o persino ridurre l'afflusso di occupanti illegali in Cisgiordania possa essere sufficiente a 'salvare Israele'; il regime ebraico di occupazione della Palestina é condannato dalla sua stessa natura illegale e criminale; anche qualora tutti i coloni ebrei armati venissero ritirati dalla West Bank rimarrebbe sempre la questione dell'occupazione illegale della Palestina del '48. "Israele" (per usare l'impreciso termine usato da Beinart, che la redazione di 'Palaestina Felix' normalmente rifiuta su basi sintattiche e politiche) non potrebbe venire 'salvato' neppure dal ritorno in terra di Gesù Cristo, esso é un'entità illegale e come tale deve scomparire e scomparirà.

Tuttavia l'articolo é significativo in quanto segnala la presenza di una fessura all'interno del fronte sionista: il fatto che esistano sionisti convinti dell'indifendibilità delle colonie ebraiche deve essere di sprone a tutti i difensori dei Diritti della Palestina e dei Palestinesi a moltiplicare i loro sforzi e il loro impegno: se sapremo massimizzare le divisioni tra i sionisti potremo segnare importanti punti a favore della nostra causa, del resto, i sionisti stessi non riuscirono a ingannare i Palestinesi proprio dividendoli al loro interno ai tempi dei fallaci e inutili 'Accordi di Oslo'? Bene, adesso bisogna fare la stessa cosa, ma con ancora maggiore determinazione ed efficacia, assestando ai nostri nemici un colpo dal quale, sperabilmente, non si possano riprendere mai più.
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sabato 25 febbraio 2012

La società tunisina si ribella alla cagnara imperialista allestita dal fronte antisiriano: "Vergognosa una simile riunione nella nostra capitale"


Fonti politiche e civili tunisine riportano la rabbia e l'ostilità che nel paese nordafricano ha suscitato l'organizzazione nella capitale del meeting antisiriano di ieri, definito "Una cospirazione contro le forze della Resistenza anti-imperialista che proprio da questo paese hanno iniziato lo scorso anno a subire cocenti e umilianti sconfitte"; diverse organizzazioni e partiti hanno chiesto a lungo al Governo di impedire la riunione che "Costituisce un chiaro esempio di attacco concertato alla libertà e all'autonomia della nazione siriana".

Razak al-Hamamy del Partito Laburista Democratico ha dichiarato: "Sappiamo che gli Usa, le potenze arroganti, israele e i suoi lacché delle monarchie arabe cercano di limitare l'impatto e il successo delle Rivoluzioni Arabe, la caduta della Siria di Assad, nei loro piani, dovrebbe compensarli delle sconfitte patite in Tunisia, Egitto e Libia, dove i loro fantocci sono stati spodestati!". Ahmad al-Kehlawy della Conferenza Nazionale per il Sostegno alla Resistenza e contro la Normalizzazione col Sionismo ha dichiarato: "Vergognoso che questa riunione si sia tenuta in Tunisa, da dove ha avuto inizio il movimento della Primavera Araba! La Tunisia non sarà mai una base antisiriana; Damasco ha sempre sostenuto la Causa Araba, Palestinese, della Resistenza, lungo tutta la sua Storia indipendente".

Che poi la conferenza si sia rivelata un fallimento fin dalle sue prime battute lo riconosce anche un quotidiano 'sionistissimo' come il New York Times, che nell'articolo intitolato: "Dopo un anno: divisioni profonde frazionano l'opposizione siriana", firmato da Neill McFarquahr, ritrae un fronte anti-Assad che brancola nel buio, arcipelago di gruppuscoli, esiliati che non rappresentano altri che sé stessi, terroristi e provocatori di professione a cui manca la benché minima parvenza di organizzazione, solidarietà, coerenza per poter perseguire obiettivi comuni e a cui i denari e le armi fornite da CIA, Mossad, Sauditi e altri ambigui benefattori non sono bastate per fare altro che abbandonarsi ad atti di terrore estemporaneo e controproducente, come gli attacchi ai civili e gli attentati contro le infrastrutture siriane.
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martedì 20 settembre 2011

Il sionista Thomas Friedman dichiara che il Governo Netanyahu é "Il più inetto della storia di Israele"


Sulle nostre pagine si potrebbe pensare di poter leggere dell'ebreo sionista americano Thomas Friedman soltanto nei termini critici e stigmatizzatori che meriti un individuo capace di dichiararsi "innamorato di Israele" (gli amanti del Razzismo, dell'Apartheid e della pulizia etnica programmata non ci sono mai stati simpatici) o di raccontare i suoi anni di "college" come "una pluriennale celebrazione della 'vittoria' -virgolette nostre- israeliana della Guerra dei Sei Giorni" (chi celebra la più vigliacca aggressione alle spalle dai tempi dell'invasione della Polonia ci piace ancor meno), eppure, a dimostrare che perfino nei ranghi di coloro che sostengono e ammirano il regime ebraico vi sono individui con almeno mezzo cervello funzionante (se gli funzionasse tutto non ammirerebbero Israhell), scopriamo oggi che il Premio Pulitzer sionista si é lanciato dalla sua colonna bisettimanale del New York Times (praticamente la tribuna stampa dell'AIPAC e della Lobby a Sei Punte) in una intemerata niente meno che contro Benji Netanyahu e il suo Governo di razzisti, militaristi e fascisti con la kippah.

Ovviamente, Friedman non li stigmatizza per il fatto di essere tali (giacché, gratta, gratta, anche lui ha esattamente le stesse tendenze), ma anzi per essere troppo sciocchi e pasticcioni nell'esserlo; dandoci la stessa impressione straniante che prova il lettore quando, tanto per fare un esempio, si trova a scorrere le pagine in cui, poniamo, uno Julius Evola fa le sue "critiche al Fascismo, da Destra". E, come il barone col monocolo nei confronti di Mussolini e gerarchi il nostro Friedman non le manda certo a dire a Bibi e compagni, anzi, si incarica egli stesso di definirli "La compagine più diplomaticamente inetta e strategicamente incompetente mai arrivata al Governo di Israele".
Il più grande pericolo per Israele secondo Friedman: Benji Netanyahu e Avigdor Lieberman!
Tanto furor polemicus si giustifica nell'orrore che Friedman prova di fronte all'inanità e all'incoscienza con cui l'esecutivo Netanyahu lascia deteriorare e precipitare tutti i 'cardini' della 'sicurezza di Israele': cioé la stabilità dell'Egitto sotto un dittatore manipolabile, i buoni rapporti con la Turchia in funzione antiaraba e anti-iraniana, il sostegno alla dinastia Ascemita di Amman; persino il coinvolgimento dell'intelligence israeliana nei recenti torbidi siriani é indicato come segno di "imbecillità" da parte del Governo di Estrema Destra israeliano giacché nulla garantisce che, se mai Assad dovesse cadere, la Siria diventerebbe più amica di Israele, anzi, probabilmente diventerebbe instabile e sicuro rifugio per guerriglieri e militanti ancora più radicali di Hamas o della Jihad islamica.

Friedman ne ha anche per la Lobby a Sei Punte di Washington, colpevole, a suo dire, di non aver capito che spingere per il sostegno acritico e garantito al 100% di qualunque iniziativa e presa di posizione del Governo Netanyahu può risolversi in un boomerang mortale, come teme di vedersi verificare se gli Stati Uniti (spinti ovviamente da AIPAC e affini) dovessero optare per una mossa totalmente unilaterale e impopolare all'ONU contro la richiesta di riconoscimento dello Stato palestinese, giustificando quindi la visione di un Israele prepotente e manipolatore sostenuto solo dai veti e dai diktat a stelle e strisce contro la volontà della maggior parte del mondo.

Pur venendo da un personaggio che ci fa specie apprezziamo nel merito la critica, senza nascondere affatto la nostra personale 'soddisfazione': l'atteggiamento e le iniziative del Governo Netanyahu sono per noi amici e sostenitori della Palestina e dei Palestinesi la migliore assicurazione che Friedman e simili nel prossimo futuro non abbiano più molto di cui essere "innamorati".
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