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lunedì 10 febbraio 2014

L'ingegno di un abitante di Gaza porta luce ed energia sicura al suo quartiere durante i frequenti black out!

Nel ghetto di Gaza sottoposto allo shylockiano assedio sionista molte vite sono andate perse a causa degli incendi e delle esplosioni causate dall'uso di candele, lanterne o vecchi generatori a combustibile per fornire luce o energia elettrica alle povere case della Striscia (spesso ricostruite approssimativamente dopo i raid assassini degli aerei di Tel Aviv) durante i lunghi e frequenti blackout.

Sfruttando il suo ingegno e le sue conoscenze di elettricista il palestinese Hassan Saad ha fatto incetta di vecchie batterie d'automobile e, attraverso un paziente e certosino lavoro, é riuscito ad assemblarle in un potente e ramificato dispositivo in grado di fornire per ore luce ed energia a ben sessanta abitazioni del suo quartiere, compresa la Moschea e l'illuminazione stradale.

Visto il successo, la sua inziativa ha suscitato l'interesse del Governo, che gli ha affidato il compito di elaborare simili sistemi di compensazione anche per altre zone dell'enclave costiera in un progetto soprannominato "National Unity Network".

Saad, che per i suoi parenti e vicini, é già una specie di eroe, afferma di essere felice di avere evitato incidenti e lutti ai suoi compatrioti e spera che il suo progetto possa presto venire "superato" da una nuova consapevolezza internazionale per le sofferenze della popolazione di Gaza.

domenica 10 novembre 2013

Il Ministro della Salute palestinese avverte: "500K litri di gasolio al mese per far funzionare i generatori di ospedali e cliniche!"

Il Ministro della Salute Mofid Mukhalalati ha avvertito che, in conseguenza dello 'stop' imposto alla centrale elettrica di Gaza a causa della mancanza di carburante, "gravissimi problemi, potenzialmente letali" potrebbero presentarsi nel settore sanitario del territorio palestinesei strangolato dal regime sionista.

Soltanto per far funzionare i generatori a combustibile minimamente necessari al funzionamento delle apparecchiature d'emergenza il Ministero della Salute dovrebbe avere accesso ad almeno mezzo milione di litri di gasolio al mese (senza contare il problema delle emissioni atmosferiche di detti generatori).

Questo farebbe correre il rischio ai 476 pazienti dializzati di Gaza, ai 45 neonati prematuri ospiti delle incubatrici, agli operandi che necessitano del sangue conservato nelle cinque banche del plasma di trovarsi improvvisamente privati della capacità di sopravvivere, qualora l'output dei generatori d'emergenza non possa venire garantito.

Chissà se la commissione europea in visita si é resa conto di questa realtà?

giovedì 7 giugno 2012

In arrivo due carichi di combustibile e uno di medicinali per il ghetto di Gaza strangolato dall'assedio sionista!


Una carovana motorizzata carica di una tonnellata e mezza di gasolio e benzina ha lasciato la provincia egiziana di Suez negli scorsi giorni diretta verso il varco di Rafah tra il Sinai e la Striscia di Gaza, cercando di calmierare le tragiche conseguenze della costante penuria di carburanti nel ghetto palestinese assediato illegalmente da Israele nel silenzio complice e ipocrita della comunità internazionale e dell'ONU. Scortati da forze della polizia militare i veicoli sono stati forniti e caricati a spese della Cooperativa Petrolifera del porto di Al-Zitiat, secondo quanto relato dai cronisti del quotidiano "Al-Youm Assabi" ('Il Settimo Giorno', in Arabo).

Mano a mano che sempre più precaria e pericolosa si fa la penuria di combustibili a Gaza tanto più insopportabile diventa l'ignavia con cui lo SCAF, la giunta militare di Tantawi, ha deciso di proseguire la sua politica di 'inazione' riguardo all'assedio del territorio palestinese, temendo contraccolpi da parte del regime sionista, con cui il vecchio Maresciallo, relitto dell'Era Mubarak, é restio a tagliare definitivamente le relazioni sconfessando la sottomissione cui prima Sadat e poi il dittatore ora condannato all'ergastolo avevano deciso di ridurre quello che una volta era stato il paese-guida della Resistenza araba antisionista.

Sempre l'Assabi ha dichiarato che entro pochi giorni un nuovo convoglio questa volta munito di quasi tre tonnellate di combustibili si avvierà verso Gaza. Il Maggior Generale Javer al-Arabi, Governatore del Nord Sinai ha dichiarato che poi anche quattro camion carichi di tredici tonnellate medicinali e attrezzature cliniche, donate dall'Unione Medica Araba, verranno presto indirizzati verso Gaza.
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lunedì 2 aprile 2012

Quattro morti nella Striscia di Gaza in un rogo causato dalla mancanza di luce elettrica: tre di loro erano bambini!


Arriva a sei il triste bilancio delle vittime che nella Striscia di Gaza hanno perso la vita a causa dello shylockiano strangolamento economico imposto dall'entità ebraica di occupazione della Palestina contro il ghetto palestinese assediato: dopo il neonato morto per interruzione del funzionamento del respiratore che lo aiutava a superare le notti, dopo la bambina di quattro anni, adesso altri tre bambini (e un adulto) sono morti orribilmente soffocati e arsi tra le fiamme di un rogo che non sarebbe mai scoppiato se la loro cameretta fosse stata illuminata elettricamente.

Invece, per mantenere un po' di lucore la famiglia delle vittime era costretta a ricorrere alle candele, e, nonostante tutte le cautele prese, una fiammella, una scintilla ne é caduta, scatenando un incendio che ben presto ha avvolto tutto l'ambiente. I tre occupanti della piccola stanza, di due, cinque e sei anni di età sono morti, insieme a un adulto che era accorso per cercare di aiutarli; un quarto infante, di appena sei mesi, é stato tratto in salvo, ma ha ustioni sul corpicino e lotta tra la vita e la morte nel reparto grandi ustionati dell'Ospedale Al-Shifa.

Secondo quanto rivelato dal portavoce dei servizi sanitari di emergenza di Gaza, Adham Abu Salmiya, il rogo assassino é esploso nella cittadina di Deir Balah. La Striscia di Gaza é sottoposta all'ingiusto e illegale assedio economico sionazista fin dal 2007, quando, cacciando gli agenti di Fatah la popolazione dell'enclave costiera ha preferito continuare a essere amministrata dal legittimo Governo palestinese vincitore delle elezioni dell'anno precedente, piuttosto che dai cacicchi golpisti graditi a sionisti e imperialisti.
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domenica 1 aprile 2012

La Croce Rossa fornirà al Ministero della Salute di Gaza 150mila litri di gasolio!


150 mila litri di combustibile diesel, abbastanza per alimentare i gruppi elettrogeni dei tredici ospedali pubblici del ghetto palestinese assediato da Israele per circa dieci giorni verranno forniti dalla Croce Rossa alle autorità del Governo palestinese.

La Croce Rossa ripete così la generosa donazione fatta lo scorso febbraio, che riuscì, grazie alla parsimonia degli amministratori palestinesi, a tenere a bada la grave emergenza umanitaria causata dallo strangolamento economico sionazista anche più a lungo di quanto previsto.

Il Capo della Croce Rossa nei territori palestinesi, Juan Shearer, ha avvisato però che più si ritarda una soluzione definitiva del problema energetico di Gaza e più simili interventi si faranno difficili e meno risolutivi.

Shearer ha altresì fatto i suoi complimenti a clinici e sanitari della Striscia per essere riusciti a mantenere attivi e operativi i reparti di chirurgia, le unità di rianimazione e cura intensiva, le incubatrici per i neonati prematuri o malformati (molto numerosi a causa delle armi chimiche e radiologiche usate da Israele contro la popolazione civile), nonostante la penuria e la crisi causata dall'assedio.

Anche la Croce Rossa riconosce che la più rapida e definitiva soluzione della crisi si avrebbe con l'allacciamento di Gaza alla rete elettrica egiziana, opzione che dovrebbe realizzarsi entro qualche mese.

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mercoledì 28 marzo 2012

Delegazione del Parlamento egiziano parte per Gaza per osservare i devastanti effetti dell'emergenza umanitaria!


Una delegazione del Parlamento del Cairo, eletto alcuni mesi fa nelle prime consultazioni democratiche dalle dimissioni dell'ex-autocrate Mubarak é giunta oggi nella Striscia di Gaza per incontrare le autorità locali e constatare direttamente la disperata situazione umanitaria, portata al collasso dall'illegale e disumano strangolamento economico portato avanti dalle autorità sioniste contro il ghetto palestinese assediato.

Mohamed Adris, Capo del Comitato Parlamentare per gli Affari Arabi, capo della missione egiziana, ha dichiarato all'agenzia stampa Palestine Information Center che la visita ha lo scopo di "infrangere una volta per tutte" l'assedio israeliano contro la Striscia costiera e di porre rimedio alle sofferenze dei suoi cittadini, durate ormai cinque anni e particolarmente esacerbate dalla crisi del combustibile.

Adris ha detto che i suoi colleghi deputati incontreranno esponenti del Governo Haniyeh e capi delle fazioni della Resistenza, per discutere con loro i punti più critici dell'emergenza e come l'Egitto possa intervenire a favore degli abitanti e venire incontro ai loro bisogni. La delegazione non lascerà Gaza prima della prossima settimana.

Recentemente il Parlamento egiziano ha votato una mozione per chiedere l'espulsione immediata dell'ambasciatore sionista e la rottura a tempo indefinito di tutti i contatti bilaterali con il regime ebraico dell'Apartheid.
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lunedì 26 marzo 2012

Congratulazioni agli Shylock di Sion! Il loro assedio a Gaza uccide una bambina di quattro anni, complimenti!


La seconda morte causata dalla penuria di carburante e quindi di corrente elettrica nella Striscia di Gaza é una bambina di quattro anni, ricoverata all'ospedale Al-Shifa, deceduta ieri quando il respiratore cui era collegata ha smesso di funzionare a causa di un guasto al generatore elettrico cui esso era collegato.

Il Ministero della Salute del Governo Haniyeh ha dato la notizia stamane con un comunicato che é stato ripreso e verificato dalla maggior parte delle agenzie di stampa presenti e attive nel ghetto palestinese sottoposto ormai da cinque anni allo strangolamento economico sionazista.

La prima morte, venerdì scorso, aveva riguardato un bambino di appena sette mesi sofferente di una deformazione congenita all'apparato respiratorio. La segreta speranza del regime ebraico dell'Apartheid sarebbe quella di riuscire a rendere impopolare il Governo di Hamas che amministra dal 2007 la Striscia di Gaza, con la piena legittimazione democratica avuta con le elezioni politiche del 2006.
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domenica 25 marzo 2012

Gli Shylock sionisti devono essere contenti! Il loro assedio assassino ha ucciso un neonato di sette mesi!


Come avevamo previsto e annunciato, la crisi energetica che attanaglia la Striscia di Gaza, da cinque anni sottoposta all'illegale assedio sionista, comincia a mietere le prime vittime e, ovviamente, lo fa a partire da coloro che per motivi medici e sanitari sono dipendenti dal funzionamento di macchine ed apparati elettrici per la loro stessa sopravvivenza.

Secondo quanto annunciato dal portavoce dei Servizi Sanitari d'Emergenza a Gaza, Adam Abu Salmiya, un neonato di appena sette mesi di nome Mohamed al-Hilou (foto in apertura) é morto ieri notte quando, improvvisamente, il generatore a combustibile che nelle ore di blackout manteneva in funzione il suo apparato di aiuto alla respirazione ha smesso di funzionare. Se a Gaza la normale rete elettrica funzionasse regolarmente la famiglia Al-Hilou non avrebbe mai dovuto affidare la sopravvivenza del suo ultimogenito a un gruppo elettrogeno a gasolio.

Il piccolo Al-Hilou era nato con un difetto congenito all'apparato respiratorio e nelle ore di sonno aveva bisogno di un apparato di ausilio che mantenesse libere ed efficienti le sue vie aeree; avrebbe dovuto continuare a usarlo fino a quando non sarebbe stato cresciuto abbastanza da sostenere un'operazione chirurgica correttiva. Visti i continui e lunghissimi black-out che a causa dell'assedio sionazista colpiscono il ghetto palestinese assediato la sua famiglia aveva comprato un generatore a combustibile dedicato solo al suo apparato medico ma ieri notte, quando tutti dormivano, questo ha smesso di funzionare. L'indomani mattina i familiari hanno trovata il piccolo Mohamed cadavere nella sua culla.
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domenica 5 febbraio 2012

A Gaza é di nuovo emergenza sanitaria! La penuria di gasolio per i gruppi elettrogeni potrebbe uccidere centinaia di pazienti


Dializzati, politrasfusi, feriti in coma attaccati a macchine e respiratori, pazienti in terapia intensiva per carenze cardiache, potrebbero essere queste le prossime vittime dello strangolamento sionazista contro il ghetto assediato di Gaza. Con l'unica centrale elettrica ripetutamente bombardata che non riesce a fornire corrente alla regione per più di dieci-quattordici ore al giorno nei numerosi ospedali e nelle cliniche di Gaza, Khan Younis e Beit Hanoun dozzine e dozzine di persone dipendono per la loro stessa vita dal funzionamento dei gruppi elettrogeni a combustibile di cui ormai ogni struttura sanitaria é necessariamente dotata.
Gruppi elettrogeni a gasolio all'ospedale Al-Shifa, Gaza City.
Ma tali gruppi per funzionare hanno appunto bisogno di gasolio e anche questo genere é sottoposto alle disumane ristrettezze dell'assedio shylockiano, mano mano che esso prosegue e si irrigidisce persino le magre riserve di carburante sono andate del tutto prosciugandosi e le quantità che arrivano coraggiosamente contrabbandate attraverso i "tunnel della vita" al confine con l'Egitto sono ormai insufficienti a far fronte a una domanda in continua crescita.

Il Ministero della Salute del Governo palestinese ha lanciato l'allarme per una prossima "crisi sanitaria" con questo comunicato relato dal portavoce Ashraf al-Qedra: "Tutti i reparti ospedalieri della Striscia che dipendono dalla costante fornitura di elettricità potrebbero improvvisamente cessare di funzionare, anche le scorte di plasma, sangue, tessuti per trapianti e medicinali che necessitano di refrigerazione potrebbero andare perse per sempre, con conseguenze inimmaginabili". Una possibile soluzione del problema starebbe nell'allacciamento di Gaza alla rete elettrica egiziana, che potrebbe fornire all'enclave tutta l'energia necessaria a colmare gli ammanchi dovuti al parziale funzionamento della sua centrale.
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sabato 8 ottobre 2011

L'Egitto donerà a Gaza una parte dell'elettricità necessaria a combattere e vincere l'assedio sionista!


Una buona notizia per gli abitanti del ghetto assediato di Gaza, costantemente perseguitati da frequenti e prolungati blackout a causa degli attacchi aerei sionisti contro l'infrastruttura elettrica della Striscia, a partire dall'unica centrale dell'enclave; il Ministero dell'Energia egiziano ha approvato una richiesta del Governo Haniyeh e si é impegnato ad aumentare la quantità di energia trasmessa oltreconfine per andare incontro alle esigenze di villaggi e cittadine della fascia meridionale della Striscia.

Il Ministro Hassan Younis ha dichiarato che il dispacciamento energetico da parte egiziana salirà da 17 a 22 MW, suscitando la soddisfazione e l'entusiasmo da parte gazese, i cui cittadini, é proprio il caso di dirlo, cominciano a vedere, grazie ai cambiamenti portati in Egitto dalla recente cacciata di Mubarak, "la luce alla fine del tunnel", un tunnel rappresentato dall'illegale assedio sionista, che veniva spalleggiato e appoggiato dal 'faraone' coi capelli tinti, quando invece (come dimostra questa notizia) l'Egitto ha tutte le potenzialità per vanificarlo e nullificarlo.

Naturalmente, sia pur migliorandola notevolmente, 5 MW in più non risolvono una situazione disastrosa, dove si registrano, in momenti e stagioni di picco di consumi, ammanchi che arrivano fino a 70 Megawatt, ma costituiscono comunque un incoraggiante passo avanti. La situazione energetica a Gaza é così disperata che praticamente tutte le famiglie posseggono uno o più gruppi elettrogeni a combustibile per supplire ad ammanchi e blackout ma la manutenzione e il corretto utilizzo di questi macchinari é spesso difficoltoso e frequentemente si registrano incidenti, anche mortali. Il massiccio utilizzo di questi gruppi, inoltre, contribuisce all'inquinamento atmosferico e acustico, peggiorando condizioni di vita che sono già molto, molto difficili.
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venerdì 29 luglio 2011

Si aggrava la crisi umanitaria a Gaza! Penuria di combustibile mette a rischio le vite di centinaia di malati!


Con un annuncio che farà certo luccicare gli occhi e sfregare le mani dalla felicità agli Shylock di Tel Aviv, che sorvegliano notte e giorno l'assedio assassino contro il ghetto di Gaza il rappresentante del Ministero della Salute palestinese Bassam Barhoum ha dichiarato che, in conseguenza dello strangolamento economico imposto contro l'enclave costiera palestinese, le strutture sanitarie rischiano improvvisi e drammatici blackout dei loro servizi più essenziali.

Sembra strano che gli ospedali e le cliniche abbiano bisogno di gasolio e carburante ma, visto che Israele continua a bombardare l'unica centrale elettrica della Striscia per manteneral sempre inutilizzabile la maggior parte dell'energia usata a Gaza proviene da gruppi autonomi a combustibile, con grave spreco economico (una centrale funzionante sarebbe molto più efficiente) e inquinamento ambientale.

Gaza necessita per le minime attività di un milione e ottocentomila litri di carburante l'anno ma, nei primi sette mesi del 2011 ne ha ricevuti solo 400 mila di cui, per di più, il dieci per cento si é rivelato contaminato e inutilizzabile. 360 mila litri contro in fabbisoglio (nei primi sette mesi) di un milione e cinquantamila litri!

Se queste non sono cifre da "Ghetto di Varsavia" non sappiamo come si possa descrivere la situazione della Striscia in altra maniera se non "catastrofica". Dal carburante dipendono servizi sanitari essenziali come dialisi, incubatrici, apparati di aiuto alla respirazione, rianimazione e altro ancora. Se il mondo non si mobiliterà quanto prima per Gaza centinaia di malati, di feriti, di neonati, di cardio- e nefropatici potrebbero morire, sterminati dall'assedio del regime ebraico.
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venerdì 11 febbraio 2011

A Gaza tornano benzina e gasolio attraverso i tunnel del contrabbando, ma la situazione resta critica!


Un piccolo, brevissimo, sospiro di sollievo per Gaza, tartassata dalla crudeltà dell'ottuso e insensato odio dei politici e dei generali sionisti, che le impongono la carestia come disumana "punizione collettiva" per la sua indomita volontà di Resistenza; dopo giorni e giorni di blocco, grazie agli sforzi degli escavatori e dei trasportatori dei tunnel del contrabbando, combustibili e carburanti egiziani hanno ripreso ad affluire nell'enclave costiera assediata.

Circa 2100 ettolitri di benzina e 10000 di gasolio sono stati importati attraverso i cunicoli sotterranei e, guardando al futuro per la prima volta da giorni con ottimismo, gli abitanti della Striscia attendono ulteriori consegne nel corso del week-end. Senza l'importazione clandestina attraverso i tunnel Israele avrebbe gli artigli puntati alla gola di ogni attività economica e produttiva di Gaza, potendo decretare il tipo e la quantità di ogni combustibile fossile da lasciar transitare attraverso il suo blocco economico.

Il recente attentato beduino a un gasdotto egiziano inizialmente aveva causato panico e preoccupazione fra la popolazione di Gaza visto che, qualora l'approvvigionamento israeliano di metano ne fosse stato anche minimamente intaccato lo Stato ebraico avrebbe certo preso a pretesto la cosa per infliggere nuove privazioni ai Palestinesi che tiene in ostaggio, come già ha fatto in passato. Ogni scusa é buona, infatti, per Israele, per incrudelire contro le sue vittime, in una vera e propria sarabanda di azioni vili e meschine, a volte al confine col puro sadismo.

Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari a Gaza ha comunicato ai suoi referenti internazionali che la situazione tuttavia rimane sull'orlo della catastrofe per molti altri aspetti, come la situazione sanitaria e medica, il blocco del varco di confine di Rafah, attraverso cui, secondo l'Oms ogni giorno transitano almeno venti malati palestinesi bisognosi di esami e terapie da effettuarsi in Egitto.

giovedì 10 febbraio 2011

Gaza strangolata dall'assedio sionista! Da un giorno all'altro la Striscia precipiterà in piena emergenza umanitaria!!


Dopo oltre due settimane di dimostrazioni e scontri in tutte le maggiori città egiziane, la situazione nella Striscia di Gaza é diventata, da critica che era, praticamente disperata, visto che, con l'inizio delle proteste in Egitto, le autorità cairote hanno sigillato il varco di confine di Rafah schierando a sua protezione un piccolo contingente di truppe, abbandonate a loro volta senza ordini né cibo.

La chiusura del varco di Rafah ha interrotto anche l'afflusso di quelle poche merci e articoli "permessi" dalle shylockiane 'tabelle della carestia' imposte dal regime sionista a decretare cosa possa e cosa non possa affluire nella Striscia, trasformata dall'assedio israeliano in un immane "bunker della fame".

Come segnalato dal nostro precedente articolo, particolarmente critica é la situazione di combustibili e carburanti, che a Gaza, stante i costanti e ripetuti attacchi aerei israeliani all'infrastruttura elettrica, sono necessari non solo per veicoli e riscaldamento, ma anche per alimentare i gruppi elettrogeni che consentono alle famiglie di fare fronte ai frequenti e prolungati black-out della corrente.

Crudeli abbastanza per ridurre Gaza alla fame, ma avidi il giusto per non disdegnare un guadagno da sciacalli, certi ufficiali e militari sionisti hanno iniziato un loro privato regime di contrabbando, facendo affluire nella Striscia quantità irrisorie di benzina e gas domestico a prezzi che vanno dal triplo al quadruplo del normale.

L'ospedale di Shifa, il più grande e moderno della Striscia, ha circa una settimana di autonomia grazie a una grande scorta di carburante ammassata per la bisogna ma, se il varco di Rafah rimanesse chiuso più a lungo, incubatrici, apparati di rianimazione, macchine per la dialisi e altri equipaggiamenti salvavita potrebbero smettere di funzionare, con conseguenze tragiche per dozzine e dozzine di malati.

Un capitolo della tragedia di Gaza particolarmente legato alla situazione sanitaria é quello dei Palestinesi ancora bloccati all'Aeroporto del Cairo; molti di loro sono pazienti che si erano recati al Cairo per effettuare esami o sottoporsi a terapie, adesso, bloccati nella piccola 'stanza detentiva' di cui abbiamo già pubblicato foto e filmati, stanno esaurendo le loro medicine e vedendo aggravarsi le loro condizioni.

Anche il prezzo di articoli non di immediata sopravvivenza sta stabilendo record dopo record: prima della chiusura di Rafah una tonnellata di cemento si vendeva a 102 Euro, adesso é difficile trovarne a meno di 220.

sabato 1 gennaio 2011

La carovana di solidarietà asiatica per Gaza arriverà in Egitto con 300 tonnellate di beni!


Il Governo egiziano ha finalmente concesso il permesso alla Carovana di solidarietà asiatica per Gaza (detta anche "Asia to Gaza" o "Asia1") di attraversare il suo territorio ed entrare a Gaza tramite il varco di confine di Al-Arish; così ha comunicato Khaled Abdel Mejid, membro del Congresso nazionale palestinese. Secondo Mejid il nullaosta sarebber stato veicolato al Governo siriano tramite l'ambasciata egiziana a Damasco; la Carovana solidale si trova attualmente nel porto di Latakia, in Siria, in attesa di imbarcarsi per raggiungere l'Egitto e quindi Gaza.

Il Governo egiziano, tuttavia, non ha rinunciato a esercitare un arbitrio vessatorio nei confronti dei volontari e degli attivisti che da tutto il continente asiatico si sono mobilitati per alleviare le sofferenze della popolazione civile di Gaza, strangolata da quattro anni consecutivi di assedio sionista: infatti gli ufficiali egiziani hanno intimato al personale della Carovana di non fare imbarcare gli attivisti iraniani e giordani, nonché di lasciare a terra i generatori solari offerti dalla Repubblica iraniana.

In questo modo l'Egitto vuole mostrarsi fedele servitore indigeno del 'bwana' israeliano, che ha in timor panico l'idea che i legami di solidarietà e fratellanza fra il legittimo Governo palestinese espresso da Hamas e la Repubblica iraniana abbiano a rinsaldarsi e approfondirsi ulteriormente. I generatori solari iraniani, frutto dell'avanzata ricerca tecnologica di Teheran, potrebbero costituire un primo passo per rendere la Striscia di Gaza indipendente dal punto di vista energetico. Israele invece preferisce continuare a tenere le famiglie palestinesi al buio, o esposte al pericolo e all'inquinamento prodotto dai generatori a combustibile.

La Carovana di solidarietà asiatica per Gaza consegnerà comunque trecento tonnellate di materiali, fra cui viveri, farmaci di prima necessità e anche giocattoli e materiali scolastici per i bambini e i ragazzi della Striscia, la cui infanzia é resa difficile e dolorosa dalla durezza dell'assedio sionista, che ha trasformato la loro patria in un immenso ghetto.