sabato 24 settembre 2011

Vittoria! La protesta del Movimento BDS caccia i 'cosmetici dell'Apartheid' da Covent Garden


Un grande successo per il movimento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni contro il regime dell'Apartheid israeliano; a Londra le continue manifestazioni e mobilitazioni della popolazione hanno costretto alla chiusura il punto vendita della Ahava, la compagnia israeliana che vende cosmetici "a base di fanghi del Mar Morto" rubati alla Palestina.

Le proteste, bisettimanali, sono andate avanti per poco più di due anni, con picchettaggi, volantinaggi e altre iniziative volte a informare la potenziale clientela del negozio che Ahava, compagnia basata nell'insediamento ebraico illegale di Mitzpe Shalem, trae le materie prime per i suoi prodotti da terreni rubati ai Palestinesi in totale contravvenzione dei cosiddetti 'Accordi del Mar Morto' (ennesimo esempio di 'accordi' firmati e poi quotidianamente violati dal regime ebraico).

Grazie all'attivismo di volontari e manifestanti sempre più londinesi hanno deciso di disertare la 'boutique dell'Apartheid' causandole danni economici per centinaia di migliaia di sterline e convincendo la proprietà dell'immobile a non rinnovare l'accordo di leasing dei locali. Il brillante successo dei militanti antisionisti di Londra dimostra che il Moloch israeliano si può affrontare e vincere colpendolo dove é più sensibile e vulnerabile, nel portafoglio.
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Teppisti ebrei aggrediscono Palestinesi a Qasra, l'esercito sionista accorre a dar loro manforte ed ammazza un uomo!


Si chiama Issam Badran il 35enne palestinese ultima vittima della profana alleanza tra l'esercito di occupazione sionista e i gangster ebrei degli insediamenti illegali, miliziani fanatici 'paracadutati' in Cisgiordania per portare avanti i folli piani di 'giudeizzazione forzata' pensati dai teorici della colonizzazione armata, gente al cui confronto Heinrich Himmler, Rosemberg, Frank, Koch e Terboven, propugnatori della 'germanizzazione dell'Est Europa' fanno la figura di dilettanti pasticcioni.

Circa 200 teppisti dell'insediamento di Esh Kodesh si sono mossi come un'orda barbarica contro gli uliveti e i terreni agricoli di proprietà degli abitanti di Qasra, lo stesso villaggio cisgiordano che pochi giorni fa aveva organizzato un'efficace ronda civica anti-coloni, dandosi alla devastazione e all'incendio nel tentativo di rovinare economicamente i legittimi abitanti della zona; ancora una volta i giovani di Qasra si sono mobilitati, facendo segno gli aggressori di un fitto lancio di pietre, ma questa volta i gangster ebrei avevano alle loro spalle un contingente dell'esercito sionista, che, avvicinatosi, ha iniziato a lanciare canister di gas uritcante e a sparare prima proiettili di plastica, poi munizioni regolari in piombo, per cercare di respingere i legittimi residenti e permettere ai miliziani fanatici di terminare la loro opera di distruzione.

Infine, Badran é caduto riverso al suolo, colpito al collo da un proiettile; trasportato d'urgenza verso l'ospedale più vicino vi é giunto cadavere, mentre un altro Palestinese di cui ancora non si conosce il nome, pur gravemente ferito, é stato ricoverato in rianimazione e sembra destinato a salvarsi. Sempre nella giornata di ieri un ragazzino palestinese é stato travolto e ferito gravemente da un automobilista ebreo degli insediamenti illegali; la polizia sionista, anziché attivarsi per individuare e arrestare il pirata della strada, ha fermato e trattenuto i genitori della giovane vittima.
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venerdì 23 settembre 2011

Un nuovo Cacciatorpediniere e nuovi missili antinave per la Marina della Repubblica Islamica!


Il Comandante supremo delle Forze navali iraniane, Contrammiraglio Habibollah Sayyari ha dichiarato, durante le manifestazione della "Settimana Sacra della Difesa" (la ricorrenza che ogni settembre celebra gli eroici sforzi compiuti dalle Forze armate della Repubblica iraniana per bloccare e respingere l'invasione irachena che scatenò la Guerra del Golfo dal 1980 al 1988) che il Cacciatorpediniere 'Velayat', unità gemella della 'Jamaran' varata nel 2007 e in servizio attivo dal 2010, si unirà presto alla flotta della Repubblica islamica.

La notizia, ripresa e diffusa dall'Agenzia di stampa ufficiale IRNA, segnala un nuovo importante traguardo dell'industria navale iraniana, che sembra ormai in grado di impostare e completare moderne unità navali che hanno poco o punto da invidiare a quelle prodotte da nazioni con una ben più lunga storia cantieristica alle spalle; dopo i sistemi terrestri, aerei e missilistici, quindi, anche il know-how marittimo di Teheran ha fatto imponenti passi avanti, nell'ottica di quella "Jihad per l'Autosufficienza militare" che deve garantirne la totale indipendenza della politica difensiva, al contrario di quanto accadde nei primi anni '80, quando l'arsenale militare iraniano, pieno zeppo di articoli 'Made in Usa' acquistati con eccessiva prodigalità dal corrotto sovrano Reza Palhevi, venne quasi reso inutilizzabile dal rifiuto americano di provvedere parti di ricambio e munizioni alla Repubblica islamica impegnata nella difesa contro le armate di Saddam Hussein.

Pesante 1420 tonnellate ed equipaggiata con strumenti all'avanguardia per la guerra elettronica e la rilevazione radar precoce la 'Velayat' sarà come la 'Jamaran' dotata di piattaforma elicotteristica, cannoni a tiro rapido derivati dal leggendario 76mm navale della OTO-Melara, siluri, armi antisom e missili antiaerei e antinave. Proprio nel campo dei missili antinave un nuovo modello di vettore, battezzato "Khalij Fars" (cioé 'Golfo Persico'), capace di un raggio di circa 300 chilometri e di complesse evoluzioni contro ogni tentativo di abbattimento o evasione, testato per la prima volta nel 2008, verrà presto prodotto in serie e aggiunto al già ragguardevole arsenale missilistico di Teheran.

Il Khalij Fars sarà capace di portare sul bersaglio un'ogiva bellica di 650 chili di esplosivo ad alto potenziale alla ragguardevole velocità di Mach 3. Oltre a questi annunci Sayyari ha anche previsto il prossimo avvicendamento nelle acque del Golfo di Aden delle unità navali attualmente presenti in operazioni di pattugliamento e contrasto della pirateria con quelle della Sedicesima Flottiglia dell'IRIN; nell'ambito degli sforzi della Repubblica Iraniana per garantire la libertà di transito e commercio in un tratto di mare strategico per gli interessi del paese e della regione.
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Cronaca dello schifo: come "La7", dei 'riccioluti' Lerner e Mentana propala menzogne sul presidente Ahmadinejahd!


Nella giornata di ieri il Presidente della Repubblica islamica dell'Iran Mahmoud Ahmadinejad é salito sul podio degli oratori all'Assemblea generale ONU per tenere il proprio discorso, parte della cerimonia inaugurale della seduta durante la quale si dibatterà, tra le altre cose, della richiesta di riconoscimento per uno Stato palestinese sui confini del 1967 avanzata dalla fazione di Mahmud Abbas.


Puntuale alla consegna della 'lobby a sei punte' l'emittente filosionista "La7", dove trovano spazio 'giornalisti' (del 'giornalismo-letame' tanto diffuso in Italia) del 'calibro' di Enrico Mentana e Gad Lerner (asserviti a Israele dalla punta dei riccioli in giù) ha lanciato il servizio in merito parlando di 'aula che si svuota' all'incipit del discorso del Presidente iraniano, che, per buon peso, avrebbe 'approfittato' anche per 'negare l'Olocausto' (massima offesa per due tipi così, che plaudono alle leggi sullo psicoreato che nella 'libera' Europa cercano di perseguire chiunque non condivida la narrativa sionista della shoah e non accetti e giustifichi, in base a questa, l'invasione e l'occupazione illegale della Palestina).

Grazie al video presentato qui sopra, con tanto di traduzione simultanea dal Parsi all'Inglese, tutti i nostri lettori possono rendersi conto di quanto niente di tutto quanto sia stato preteso o implicato da "La7" corrisponda assolutamente a verità e di come, se in Italia esistesse un serio e vero Ordine dei Giornalisti personaggi come i "riccioluti" sopracitati dovrebbero essere messi sotto inchiesta e radiati o perlomeno sospesi a lungo dall'Albo professionale.

In particolare si noti come tutti i dignitari asiatici, africani e sudamericani siano presenti al loro posto per tutta la durata del discorso del Presidente iraniano: ad abbandonare l'aula sono solo i sionisti, i loro burattini americani ed europei, più qualche nazione di secondo piano come l'Australia: la maggior parte del mondo ascolta il discorso di Ahmadinejahd e lo applaude.

Nel discorso, inoltre, Ahmadinejad fa una severa ma giusta critica dell'ordinamento internazionale e della stessa struttura dell'ONU, che avverte contro il rischio di venire meno ai suoi alti ideali per trasformarsi del tutto nell'agenzia degli interessi imperialisti e colonialisti dei paesi occidentali "gli stessi che col colonialismo, con lo schiavismo, con lo sfruttamento hanno impoverito i tre quarti del mondo e hanno poi scatenato la Prima e la Seconda Guerra Mondiale" e che, grazie al sistema dei 'membri permanenti' del Consiglio di Sicurezza e del 'diritto di veto', impediscono al resto del mondo di metterli giustamente in minoranza e di far valere la regola della democrazia nell'assise internazionale.

Ahmadinejad spiega che mai nella Storia degli eventi umani i valori di pace, giustizia e libertà si sono raggiunti tramite invasioni, bombardamenti e interventi militari e che "le canne dei fucili della NATO" non hanno mai risolto nessun problema, che una fruttifera atmosfera di collaborazione e cooperazione internazionale é raggiungibile solo attraverso l'empatia, la tolleranza e l'accettazione delle reciproche differenze, veri e propri anatemi per l'Occidente, ansioso di imporre la sua Visione del Mondo ai quattro angoli del globo, infischiandosene di tutto e di tutti.

Alzi la mano chi non ritenga queste critiche profondamente giuste e motivate, chi non ritenga l'attuale struttura dell'ONU un relitto sgangherato del Ventesimo Secolo, chi non sarebbe d'accordo nel concedere veri e fattuali poteri all'assise internazionale, da esercitarsi sulla base del consenso democratico dei Governi del Mondo e non in base alle convenienze di poche potenze o presunte tali, arroganti, egoiste e disoneste. Un'altra volta ancora Mahmoud Ahmadinejad, e per suo tramite l'intera Repubblica islamica dell'Iran ha dato ai nani occidentali una lezione di dignità, moralità e onestà, su cui ovviamente i "riccioluti" servi di Israele italiani ed esteri cercano di stendere la più fitta coltre di silenzio possibile, al ritmo di mendaci e sgangherate 'strombazzate' propagandistiche.
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Il portavoce di Hamas a Gaza: "Il discorso all'ONU di Obama mostra quanto parziali e arroganti siano gli Usa riguardo la questione palestinese!"


Il portavoce di Hamas a Gaza, il Dottor Sami Abu Zuhri ha dichiarato nella giornata di ieri che il discorso tenuto dal presidente americano Barack Hussein Obama all'Assemblea generale dell'ONU é un chiaro esempio delle posizioni arroganti della Casa Bianca, totalmente intrappolata nella retorica filoisraeliana e succube, consapevolmente o inconsapevolmente che sia, di posizioni parziali volte sempre e comunque a favorire il perpetuarsi dell'ingiusto regime di occupazione, colonizzazione, giudeizzazione forzata delle terre palestinesi.

Zuhri ha rilasciato il suo stigmatizzante giudizio all'Agence France Presse, sottolineando come il solo pensiero di affidarsi a una 'mediazione' degli Usa é 'totale e pura follia' da parte di qualunque Governo o Autorità palestinese, come la storia dei quasi vent'anni trascorsi dai fallaci e illusori 'Accordi di Oslo' testimonia con chiara eloquenza.






"Per questo motivo é necessario lanciare l'appello per una strategia nazionale palestinese che sia totalmente autonoma e autarchica, minimizzando il ruolo di potenze imperialiste esterne, come gli Stati Uniti e i paesi occidentali, da sempre ostili alle istanze e alle richieste del popolo di Palestina e agli interessi della Nazione Araba, totalmente permeati e corrotti dalla perniciosa influenza del sionismo internazionale.
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Nuova violazione israeliana dello spazio aereo libanese!


Aeroplani militari israeliani hanno violato lo spazio aereo libanese volando a lungo su una vasta regione del paese, in chiara violazione della Risoluzione ONU 1701 che regola le condizioni di armistizio tra i due paesi dopo la guerra dei 34 giorni svoltasi nell'estate 2006.

Secondo le dichiarazioni rilasciate dall'Esercito libanese durante la giornata di giovedì 22 settembre, sei aerei militari sionisti sono entrati nello spazio aereo libanese alle 10 e mezza di mattina, ora locale, lasciandolo dopo poco meno di due ore di passaggi ed evoluzioni sopra una vasta area del Libano meridionale.

Il movimento di Resistenza Hezbollah, il Governo di Beirut e più di recente la forza di interposizione UNIFIL hanno condannato i sorvoli sionisti, che sono la forma più frequente di violazione dell'integrità territoriale libanese; nel 2009 il Libano presentò alle Nazioni Unite una lamentela ufficiale in merito,l accludendo oltre 7000 documenti riguardo le violazioni israeliane.
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giovedì 22 settembre 2011

La Resistenza afghana distrugge dieci autocisterne NATO nella regione di Khyber!

Non conosce soste la campagna di "interdizione logistica" con cui le forze della Resistenza afghana e pachistana riescono, molto meglio che non se le affrontassero direttamente sul campo di battaglia, ad 'azzoppare' e impedire l'operatività delle forze di occupazione NATO (Organizzazione Terrorista NordAtlantica); ben dieci sono state le autocisterne di combustibile andate letteralmente in fumo nella zona di Landi Kotal Tehsil, nella regione di Khyber (ove si trova lo storico passo tra Afghanistan e Pachistan immortalato nelle opere di Rudyard Kipling) nella notte tra ieri e oggi, come riportato dall'emittente iraniana in lingua inglese PressTV.

A quanto riferito dal canale 'all news' almeno due persone del convoglio di cisterne sono morte e si lamenterebbero diversi feriti, invece i combattenti che hanno effettuato l'agguato sono riusciti a dileguarsi senza lamentare perdite. Con ogni probabilità i morti sono poveri civili pachistani, pagati una miseria dagli invasori occidentali per compiere il pericoloso tragitto attraverso le valli e i passi di confine per portare in Afghanistan i rifornimenti necessari all'armata NATO che da dieci anni occupa illegalmente il paese centroasiatico.

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Il reuccio ascemita si sbraccia a chiedere aiuto a Israele, sente il trono traballare sotto il suo 'reale' didietro!


Il reuccio di Giordania Abdallah II ha approfittato dell'esposizione riflessa sulla sua poco dignitosa persona dall'Assemblea generale dell'ONU riunita in questi giorni a New York per 'avvertire' (parlando a nuora perché suocera intenda) Israele che gravi rischi di instabilità derivano dalla sua recente condotta nell'arena regionale e internazionale e che, nella fattispecie, la situazione giordana potrebbe diventare esplosiva e avere 'imprevedibili ripercussioni' proprio nei confronti dello Stato ebraico dell'Apartheid.

Abdallah, che si trova NY proprio per l'Assemblea generale ONU, ha dichiarato in una intervista al Wall Street Journal (testata nota per le sue posizioni filosioniste) che "continuando a infilare la testa nella sabbia" i dirigenti israeliani non fanno che facilitare "eventi con un impatto molto negativo sull'intera regione"; ovviamente il reuccio é in primo luogo preoccupato per sé stesso, spaventato a morte (forse più dello stesso ambasciatore sionista scappato a gambe levate da Amman) dalla colossale "marcia di un milione di uomini" tenutasi la scorsa settimana ad Amman.

I vecchi equilibri coltivati dalla Casa di Hashem sono saltati; quella 'compensazione' tra i beduini del deserto (che formavano il nocciolo di seguaci fanatici della monarchia e di cui erano riempiti i ranghi della polizia, dell'Esercito, dei servizi segreti) e gli abitanti delle poche zone urbane (quasi tutti i origine o ascendenza palestinese) erano già claudicanti a fine anni '60 (cosa che rese 'necessaria' per il nano Hussein ricorrere al "pogrom" armato di Settembre Nero per 'sfoltire' i ranghi dei potenziali oppositori) ma nell'ultimo quarantennio la popolazione delle città é cresciuta a dismisura mentre quella beduina é diminuita.

Il Governo a guida Likud-militaristi-estremisti religiosi non ha l'intelligenza o la prospettiva storica e politica per capire che la Giordania Ascemita é uno dei 'baluardi' su cui si regge la 'sicurezza' dell'entità sionista di occupazione forse anche più di quanto non fosse l'Egitto di Mubarak: l'Egitto confina con Israele tramite il Sinai, zona vastissima e praticamente deserta, mentre la Giordania ha un lunghissimo confine lineare con il regime ebraico che dà direttamente sulla Valle del Giordano. Se Abdallah cadesse o fuggisse in esilio chiunque controllasse la Giordania potrebbe immediatamente colpire gli insediamenti ebraici con una facilità e su una scala che farebbero impallidire i bombardamenti di Hezbollah o i lanci di razzi e mortai da Gaza.
Un cacciabombardiere Hunter della RJAF giordana distrugge un T-55 siriano della divisione inviata contro Amman per salvare i Palestinesi dalle stragi del Settembre Nero e deporre Re Hussein; Israele era pronto a lanciare i suoi aerei nella mischia se fosse stato necessario a salvare il nano ascemita.
I politici laburisti (razzisti e criminali in quanto sionisti, ma molto più scaltri e abili) lo sapevano e hanno sempre trovato accordi con la Casa di Hashem, durante il 1948 convincendo Amman a non condurre più che una 'drole de guerre' con la Legione Araba contro le milizie ebraiche, nel 1970 mettendo in preallarme l'aviazione per colpire le colonne corazzate siriana che minacciavano di marciare sulla capitale per deporre Hussein impegnato nel "Settembre Nero", nel 1973 convincendo lo stesso nano reale a non partecipare alla Guerra del Ramadan se non con un tardivo intervento "fuori casa" in terra siriana (e non colpendo direttamente Israele, cosa che avrebbe fatto del tutto collassare il traballante sistema difensivo sionista).

Speriamo intensamente che le parole porte da Abdallah al WSJ siano totalmente sprecate sulle orecchie tappate di Netanyahu e Lieberman; la Causa palestinese ne beneficerebbe immensamente e il popolo di Giordania altrettanto, liberandosi finalmente di una casa regnante indegna e venduta, che ha sempre valutato il proprio interesse e la propria stabilità come molto più importanti delle aspirazioni del popolo e della nazione su cui, senza titolo di merito alcuno, si é trovata a esercitare una maldestra potestà.
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