martedì 15 novembre 2011

Amr Moussa, candidato presidenziale egiziano dichiara: "Tra il Cairo e Teheran c'é un asse di intesa che va sviluppato sempre più!"


Amr Moussa, candidato alle prossime elezioni presidenziali egiziane ha dichiarato in una recente intervista che "L'Iran non é mai stato un nemico dell'Egitto e l'allontanamento diplomatico che é seguito alla Rivoluzione Islamica era solo dovuto agli interessi stranieri che avevano asservito il paese tra la fine dell'Era Sadat e quella di Mubarak; un periodo storico fortunatamente venuto a finire con la Rivoluzione di inizio anno".

Le dichiarazioni di Moussa, rilasciate al quotidiano elvetico in lingua tedesca 'Tages-Anzeiger' sono state pubblicate ieri e hanno spiegato a fondo come l'avvicinamento già avvenuto tra i due paesi sia destinato ad approfondirsi in futuro; già settimane addietro il capo della Giunta militare di Transizione, Feldmaresciallo Tantawi aveva lodato Teheran per la sua 'eccellente' posizione nel Mondo Musulmano. Moussa ha detto che, se diventasse il nuovo Presidente egiziano, sarebbe sua cura indirizzare i rapporti bilaterali cercando il massimo del mutuo vantaggio.
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Nel caos sanguinoso tra Kenya e Somalia ecco che spunta lo zampino sionista!


Il Primo Ministro del Governo Keniota venduto a Obama e ai francesi, Raila Odinga, forse spaventato dall'efficienza dei guerriglieri musulmani Al-Shabaab che solo pochi giorni fa hanno eliminato ben 30 soldati invasori di Mombasa e che probabilmente hanno anche abbattuto l'elicottero dell'Aeronavale su cui viaggiavano nove 'consiglieri militari' di Parigi ha chiesto aiuto nientemeno che a Tel Aviv per condurre la sua campagna di attacco e invasione contro il Corno d'Africa.

Ovviamente il regime ebraico non poteva credere alle sue orecchie, come il vampiro delle leggende quando viene invitato spontaneamente in casa delle sue vittime, e prontamente il criminale di guerra Shimon Peres, personaggio che dovrebbe stare in una cella del Tribunale internazionale dell'Aia per i suoi molteplici e ripetuti attentati contro la pace e la stabilità del Medio Oriente e del Mondo, ha prontamente risposto dicendosi "pronto da subito" a fornire assistenza al Kenya nella sua invasione della Somalia.

Israele sta estendendo i suoi tentacoli in Africa nel tentativo di mettere le mani su preziose risorse naturali e colpire stati musulmani come la Somalia e l'Eritrea che potrebbero allinearsi col fronte anti-sionista internazionale nel denunciare i crimini e gli abusi del regime dell'Apartheid.
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Le forze di sicurezza egiziane arrestano due degli attentatori responsabili delle esplosioni di venerdì scorso al metanodotto!


Le forze di sicurezza del Cairo avrebbero catturato due membri del commando che pochi giorni orsono ha portato a termine il settimo attentato esplosivo contro il metanodotto che smista il gas egiziano verso la Giordania e che fino a qualche tempo fa provvedeva anche a rifornire il regime ebraico. L'agenzia stampa mediorientale (MENA) ha rivelato i nomi degli arrestati: sarebbero Abdel Karim Mohammed Ahmed e Ahmed Salem Awad, ambedue parti di un gruppo denominato 'Al Takfeer wal Hijra' e sarebbero stati fermati e quindi tratti in arresto durante una retata a Al-Arish.

I due avrebbero rivelato che a capo del gruppo impegnato ad attaccare il metanodotto in questi ultimi mesi vi sarebbe un certo Mohammed al-Teehi. Il comunicato ufficiale delle forze di sicurezza recita che quest'ultima operazione smentisce chi sosteneva che il Governo di transizione abbia problemi a mantenere il controllo sul suo territorio e che, anche grazie all'intensificazione delle misure di sicurezza, presto tutti i tratti del gasdotto del Sinai saranno al sicuro da proditori attentati esplosivi come quelli che si sono ripetuti da febbraio a oggi.
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Il raid aereo sionista contro Beit Lahiya ha ucciso anche il figlio non nato di un impiegato consolare francese!


Majidi Shakoura, quarantaquattrenne impiegato consolare francese, non aveva nemmeno deciso, insieme a sua moglie Majida (42 anni), come chiamare il bambino che da due mesi lei stava portando in grembo; adesso, grazie alla nuova "prodezza bellica" dei pirati aerei sionazisti, quel bambino é morto, in conseguenza del trauma riportato dalla madre quando, per lo spostamento d'aria causato dai missili e dalle bombe sganciate contro Beit Lahiya, tutte le finestre della loro residenza nel Nord della Striscia di Gaza sono esplose.

Lo stesso Shakoura, insieme a una delle sue figlie, una ragazzina di appena 13 anni, sono rimasti seriamente feriti dalle schegge di vetro che sono volate come proiettili e sono stati ricoverati d'urgenza in una struttura sanitaria del ghetto palestinese assediato. Il figlio non nato di Shakoura (che come il padre avrebbe goduto di cittadinanza francese) é la seconda vittima dopo Mohammed Zaher al-Kelani del piratesco attacco aereo sionista mirato contro una caserma della polizia, bersaglio interdetto alle azioni militari persino in tempo di guerra, secondo le convenzioni internazionali.

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Amal Jumaah, ex-detenuta malata di cancro, ha bisogno di cure in luogo di quelle che non ha ricevuto nelle galere sionaziste!


L'ex prigioniera politica palestinese Amal Fayez Jumaah ha passato anni a languire nelle galere sioniste priva di qualunque assistenza medica nonostante il tumore che la stava divorando dall'interno: secondo i secondini sionazisti una Palestinese che aveva 'osato' lottare per il suo popolo non aveva diritto a trattamenti sanitari; per fortuna la vittoria di Hamas nel braccio di ferro per il rilascio dell'Ebreo francese Gilad Schalit riuscì a farla liberare e, per non presentarla in condizioni pessime, due settimane prima di liberarla i carcerieri la spostarono dalla prigione a un ospedale di Nablus, cercando di 'rimetterla in sesto' il tanto che bastava a 'far bella figura' davanti alle telecamere dei media internazionali.

Ovviamente, appena rilasciata, Amal é stata ricoverata d'urgenza e dopo le prime analisi il consenso dei clinici é stato unanime: per venire curata non solo dal cancro che continua a progredire ma anche delle condizioni allo stomaco e alla schiena (frutto della prolungata negligenza medica) dovrebbe venire trasferita subito fuori dalla Palestina, ma, ovviamente, il regime ebraico non lo permette.

Amal ha rilasciato dettagliate e precise dichiarazioni sulle condizioni disumane in cui vengono lasciate le detenute ancora in mano ai carcerieri sionisti, e ha affermato che esse fanno parte di un volontario ed esplicito tentativo del regime di occupazione di assassinarle, causandone la morte per 'motivi medici' in modo da cercare di evitare la riprovazione internazionale.
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Ecco la foto sconvolgente dell'ultima vittima dei bombardamenti sionazisti sulla Striscia di Gaza indifesa!


Ci perdonino i lettori per l'immagine particolarmente cruda e impressionante ma, ogni volta che purtroppo dobbiamo riportare la notizia di nuove vittime nella Striscia di Gaza a causa dei violenti e insensati raid aerei dei pirati aerei sionazisti, gente che vola su jet da dozzine di milioni di dollari per colpire vigliaccamente dall'alto donne, bambini, ragazzi e vecchi indifesi, veniamo sempre colti dal dubbio che, nello sgranare il triste rosario dei morti, dei feriti (parte dei quali condannati a morire dalle conseguenze dell'assedio shylockiano, altri consegnati a un futuro di invalidità e mutilazione) non sia particolarmente chiara la reale drammaticità della situazione.

Ecco, questa foto fa giustizia dei nostri dubbi, questo cadavere impolverato e sanguinante é quello di Mohammed Zaher al-Kelani, poliziotto di 23 anni massacrato dalle SS di Tel Aviv mentre, nel Nord della Striscia di Gaza, cercava di mantenere l'ordine e la sicurezza nel distretto di Beit Lahiya. Le forze di polizia di Gaza non sono impegnate in attività connesse con la Resistenza e non possono essere fatte segno di attacchi militari; persino in guerra, quando si bombarda una città é vietato dalla Convenzione di Ginevra bersagliare la polizia, così come le ambulanze o i mezzi anti-incendio. Tuttavia gli israeliani, che hanno costruito una carriera e un'industria sul presentarsi sempre come le eterne vittime della Storia, lo fanno regolarmente ai Palestinesi, come dimostra quest'ennesimo caso.

La lobby sionista internazionale, che tira le fila delle geremiadi sull'Iran e diffonde la narrativa sionista riguardo all'Olocausto, cercando di farne la giustificazione per l'invasione della Palestina, la Nakba e la persecuzione etnica degli abitanti legittimi, non dice che, in tutti questi ultimi anni quanti sono stati i morti palestinesi assassinati dai bombardamenti israeliani e quanti soldati e miliziani ebrei fanatici siano, invece, stati eliminati dalle azioni della Resistenza, anzi (!), pretende di ingigantire questi ultimi (che si contano in poche dozzine) e sminuire, o meglio cancellare gli altri (che sono diverse centinaia, o meglio, alcune migliaia). Ma la Verità non si può cancellare, la Verità viene fuori sempre e, quando é accompagnata da immagini forti come questa, scava nel cuore e nelle menti solchi incolmabili. Ricordate questa foto, quando qualche hasbaromane vi verrà a miagolare le trite e superficiali 'scuse' con cui Israhell cerca di giustificare la propria politica di invasione, persecuzione e pulizia etnica, ricordate questa foto quando qualcuno cerca di dirvi: "eh, ma i Palestinesi sono quelli che lanciano i razzi!", ricordate questa foto, sempre!
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lunedì 14 novembre 2011

Hamas smentisce i media italiani che ieri avevano annunciato erroneamente la data del vertice Hamas-Fatah!


Una fonte di alto livello all'interno del Movimento musulmano di Resistenza ha negato che la data per il prossimo incontro cairota tra il Leader Supremo Khaled Mishaal e il capo della fazione Fatah Mahmud Abbas sia stata ad oggi stabilita; tuttavia ha assicurato che essa verrà certamente stabilita e comunicata "entro la giornata di mercoledì".

La fonte, che ha preferito mantenere l'anonimato ha anche detto che l'Egitto, che ospiterà il meeting che dovrebbe far ripartire il processo di Riconciliazione nazionale palestinese su cui le due organizzazioni maggioritarie (col consenso di quelle minori) si erano accordate lo scorso aprile, é molto coinvolto nella preparazione del vertice e che vuole a tutti i costi evitare che esso si trasformi in una "riunione di routine" ma desidera che da esso sortiscano "effetti visibili e importanti".

I media Italiani avevano preconizzato la data del 24 novembre come ormai stabilita, senza tuttavi citare anche solo la fonte di una tale notizia.

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Iran e Irak ampliano e approfondiscono la loro collaborazione per la Sicurezza, la Difesa e le Forze Armate!


Il Capo di Stato Maggiore delle Forze unificate irakene, Generale Babaker Zebari ha chiesto ufficialmente al capo delle forze terrestri del Corpo della Guardia Rivoluzionaria iraniana, Brigadier-Generale Mohammad Pakpour, durante un vertice tenutosi ieri, che Bagdad e Teheran intensifichino e amplino la loro collaborazione in ambito militare, difensivo e della sicurezza.

L'agenzia-stampa ufficiale della Repubblica islamica, IRNA, ha riportato le dichiarazioni di Zebari secondo le quali, ora che l'Irak dovrà affrontare da solo la sfida di restituire finalmente la pace e la stabilità al paese dopo otto anni di caos e violenza seguiti all'attacco e all'occupazione militare americana (che come annunciato avrà termine il prossimo 31 dicembre) é solo naturale che si rivolga al suo vicino, la cui esperienza in questo campo é rinomata.

"Questa visita mira a sviluppare relazioni bilaterali aperte e positive visto che Iran e Irak sono ormai paesi con rapporti amichevoli che dovrebbero cercare il più possibile di mantenere strette relazioni in ogni campo: la Repubblica iraniana é un paese dalle grandi capacità in ogni campo", ha chiosato quindi l'alto ufficiale irakeno, notando che nonostante i molti problemi di questo decennio di inizio secolo il ritiro degli invasori stranieri fornirà una preziosa opportunità perché l'Irak possa finalmente amministrare i suoi affari nell'interesse esclusivo dei suoi abitanti.

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