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sabato 22 agosto 2015

A Jableh sorgerà una nuova base militare russa in territorio siriano! Damasco e Mosca sempre più unite!

Secondo il quotidiano 'Al-Quds al-Arabi' il Governo di Damasco ha dato l'ok alla richiesta russa di creare una nuova installazione militare nel paese; essa dovrebbe sorgere a Jableh, sulla costa tra Baniyas e Latakia.

Essa diventerebbe la seconda base russa nel Mediterraneo, le unità navali russe attualmente attraccano regolarmente nel porto siriano di Tartous, che ha svolto un ruolo fondamentale nella strategia politica russa in Siria.

Per portare avanti la loro politica di 'assedio' nei confronti di Mosca gli Stati Uniti non hanno esitato a incendiare l'Ucraina nella speranza di far perdere a Putin in controllo delle basi navali in Crimea, da cui viene controllata e rifornita la squadra navale posta a guardia delle coste siriane.

giovedì 25 giugno 2015

"Russia e Iran consegneranno alla Siria nuove armi"; Qassem Soleimani ha visitato le province di Idlib e Hama!


Leggiamo sul quotidianoAl-Quds al-Arabi che Russia e Iran consegneranno alla Siria di Assad armi qualitativamente nuove in grado di influire decisivamente nella guerra contro i terroristi. Queste fonti hanno spiegato che la prima fase vedrà la consegna di nuovi tipi di armi individuali e di fascia media con un elevato livello di efficacia negli scontri a distanza ravvicinata, come mitragliatrici e lanciagranate di ultima generazione. La seconda fase prevede la consegna di proiettili di artiglieria, carri armati e missili anticarro di diversa tipologia.

Dalla stessa fonte apprendiamo che il capo della Niruye-e-Qods, il Generale di Brigata Qassem Soleimani, sta mettendo a disposizione la sua esperienza in Siria per aiutare i le sue forze armate, la milizia NDF e gli altri corpi di volontari. Vale la pena ricordare qui la recente formazione della Brigata Scudo Costiero formata da volontari nella città di Latakia, al fine di combattere al Nusra, il ramo di Al Qaeda in Siria e altri gruppi terroristici.

domenica 19 ottobre 2014

Per bloccare il fenomeno dei 'turisti della jihad' presto riaperte le ambasciate siriane di Roma, Tunisi e Kuwait City!

Italia, Tunisia e Kuwait riapriranno le ambasciate della Repubblica Araba Siriana nelle loro capitali.

Italia, Kuwait e Tunisia hanno informato il governo siriano della decisione di consentire la riapertura delle rappresentanze diplomatiche a Roma, Kuwait City e Tunisi.

La notizia é stata riferita da quotidiano Al-Quds al-Arabi.

La testata ha spiegato che lo scopo della presente decisione è quello di promuovere il coordinamento della sicurezza ai massimi livelli con Damasco per isolare il fenomeno dei giovani istigati da predicatori fanatici che si recano in Siria per unirsi ai terroristi takfiri.

giovedì 3 gennaio 2013

In Siria i terroristi si accaniscono contro le infrastrutture dell'aviazione ma le forze di Assad li respingono!

E' l'aviazione l' "asso pigliatutto" che consente alle forze armate siriane di avere costantemente la meglio sui criminali mercenari wahabiti sguinzagliati nel paese del complotto imperialista e sionista e di tenerli costantemente in fuga tra un nascondiglio e l'altro, impedendo loro di radicarsi sul terreno e creare quella 'zona franca' indispensabile ai piani di intervento NATO contro Damasco.
 E questo fatto é solamente logico e conseguente, visto il passato da aviatore e da Comandante Supremo delle Forze Aeree di Hafez Assad, padre dell'attuale Presidente Bashir e Presidente a sua volta: addestrato e istruito nelle accademie aeronautiche sovietiche Assad Padre curò sempre all'estremo la preparazione e l'equipaggiamento dei suoi fedeli 'falconi', con particolare cura sulle capacità di bombardamento tattico, interdizione e sostegno alle truppe di terra, tutte capacità che tornano utilissime in questi giorni di lotta.
Per le missioni antiterrorismo e antiguerriglia aerei lenti e con grande autonomia come questo addestratore cecoslovacco sono persino migliori dei jet da dozzine di milioni di dollari.
Anche i criminali qaedisti e wahabiti se ne sono accorti e per questo motivo da molti mesi hanno intensificato i loro sforzi per ledere e sabotare strutture e basi aeronautiche e per assassinare ufficiali piloti e per attaccare con autobombe e altri mezzi vigliacchi le accademie dell'aviazione. In questo quadro bisogna interpretare il recente tentativo di quattro ufficiali turchi di penetrare la base aerea di Koerc, interrotto dal pronto intervento dell'Esercito che li ha catturati.

I quattro adesso sono sotto la custodia dei Servizi Segreti dell'Aviazione, la più potente e preparata branca dell'Intelligence Siriana (Idarat al-Mukhabarat al-Jawiyya, sempre lascito di Assad Padre!) che li stanno 'convincendo' a rivelare informazioni sulla logistica dell'insorgenza lungo il confine turco, sul grado di coinvolgimento delle forze regolari di Ankara nel sostegno ai terroristi, sull'identità di capi mercenari ed estremisti.

Queste notizie sono state confermate dai quotidiani "Al-Quds al-Arabi", "Al-Watan" e persino dal turco "Zaman", mentre l'agenzia news ufficiale siriana SANA ha dichiarato che vicino a Idlib una colonna terrorista é stata intercettata e distrutta mentre stava muovendo contro l'aeroporto militare di Taftanaz. Le forze di Assad sono ancora impegnate in una operazione a vasto raggio attorno alla base alla ricerca dei superstiti del contingente terrorista e, eventualmente, di altri gruppi minori armati di autobombe o altri mezzi di offesa contro la base.
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sabato 21 luglio 2012

Khaled el-Shami: "Omar Suleiman si porta nella tomba molti oscuri segreti del regime di Mubarak!"

Come precedentemente annunciato su queste pagine la notizia dell'improvvisa e sinceramente inaspettata morte di Omar Suleiman, trapassato durante un soggiorno negli Usa per 'visite mediche di routine' ha lasciato molti analisti, osservatori e commentatori della scena mediorientale piuttosto stupiti e la discussione sulla causa naturale o meno del suo decesso é tuttora vivace e intesa.
Ma su un aspetto praticamente tutti i pareri sono concordi: adesso che Omar Suleiman é morto non sarà probabilmente più possibile conoscere tutta la verità su trame, complotti, malefatte e corruzione degli anni della dittatura di Mubarak, come sostenuto (tra gli altri) anche da Khaled el-Shami, redattore politico dell' "Al-Quds al-Arabi" in una intervista recentemente rilasciata ai microfoni di PressTV.

El-Shami ha ricordato come, se da una parte Suleiman era odiato in quanto uomo-chiave del regime, responsabile di assassinii extra-giudiziali, architetto dell'assedio di Gaza e nemico acerrimo della Fratellanza Musulmana, da un certo punto di vista era ammirato da una parte di opinione pubblica per avere dato un fondamentale contributo a rendere il Mukhabarat un servizio segreto d'eccellenza, arrivando anche a smantellare operazioni di intelligence sionista molto complesse, che si snodavano fino all'Asia Orientale, come successo ancora poche settimane prima della Rivoluzione.
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