Mentre in Italia imbecilli "de sinistra" si stracciano le vesti e gridano al "razzismo" perché il Ministero dell'Interno (pur diretto da un cretino filosionista) cerca di far rispettare basilari norme di rispetto dei confini nazionali, sull'altra sponda del Mediterraneo un regime che si auto-qualifica come "democrazia" discrimina le persone sulla base di etnia e religione.
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venerdì 11 gennaio 2019
Il regime ebraico apre la "Strada dell'Apartheid" separata per 'razze'
Immaginate di uscire di casa, mettervi in macchina e di essere costretti a imboccare una strada fiancheggiata da un muro che non potete superare, perché siete di una certa "razza".
Mentre in Italia imbecilli "de sinistra" si stracciano le vesti e gridano al "razzismo" perché il Ministero dell'Interno (pur diretto da un cretino filosionista) cerca di far rispettare basilari norme di rispetto dei confini nazionali, sull'altra sponda del Mediterraneo un regime che si auto-qualifica come "democrazia" discrimina le persone sulla base di etnia e religione.
Mentre in Italia imbecilli "de sinistra" si stracciano le vesti e gridano al "razzismo" perché il Ministero dell'Interno (pur diretto da un cretino filosionista) cerca di far rispettare basilari norme di rispetto dei confini nazionali, sull'altra sponda del Mediterraneo un regime che si auto-qualifica come "democrazia" discrimina le persone sulla base di etnia e religione.
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mercoledì 7 dicembre 2016
Le truppe siriane arrivano al cancello principale della Cittadella di Aleppo, ormai la città è quasi del tutto libera!
C'era un tempo in cui Aleppo non si chiamava Aleppo e tantomeno Halab, ma bensì Yamhad, ed era una cittadina estremamente più piccola consacrata al Dio delle Tempeste Hadad, vi si parlava Amorreo, e dalle sue mura un re semita dominava le vicine città di Carchemish, Irridu, Arpad, Urshu, Ebla, Hama e Ugarit.
Il palazzo di quel Re e il tempio dove onorava i suoi Déi sorgevano sulla più grande altura della città.
Il palazzo di quel Re e il tempio dove onorava i suoi Déi sorgevano sulla più grande altura della città.
giovedì 15 maggio 2014
PALAESTINA FELIX invita tutti i suoi lettori a ricordare oggi il 66esimo anniversario dell'Olocausto della NAKBA!
SESSANTASEI ANNI FA, CON PIANI ACCURATAMENTE STUDIATI E ORGANIZZATI E CON LA COOPERAZIONE DI TUTTE LE AGENZIE TERRORISTICHE EBRAICHE (Irgun, Lehi, Haganah, Palmach...) VENIVA DATO IL VIA ALL'OLOCAUSTO DEL POPOLO PALESTINESE CHE ANCORA OGGI VIENE RICORDATO E COMMEMORATO DAI (POCHISSIMI) SUPERSTITI E DAI LORO DISCENDENTI COL NOME DI 'NAKBA', LA CATASTROFE.
SOLAMENTE AD HAIFA, CITTA' PALESTINESE FRA LE PIU' ANTICHE E FIORENTI, DOVE ARABI MUSULMANI E CRISTIANI AVEVANO CONVISSUTO PACFICAMENTE FIN DALLA FINE DELLE CROCIATE, I TERRORISTI EBREI RIUSCIRONO A DISTRUGGERE UNA COMUNITA' DI OLTRE 61.000 PERSONE, LASCIANDONE DOPO IL LORO PASSAGGIO MENO DI QUATTROMILA.
ANCORA OGGI APOLOGETI SIONISTI CERCANO DI NEGARE QUESTO ED ALTRI ENORMI CRIMINI COME LA DEMOLIZIONE DI OLTRE 500 VILLAGGI, PAESI E PICCOLI CENTRI PALESTINESI, RISULTATI IN CENTINAIA DI MIGLIAIA DI VITTIME, DIRETTE O INDIRETTE. LA LORO MEMORIA SARA' VENDICATA SOLO CON L'INSTAURAZIONE DELLA DEMOCRAZIA IN TUTTA LA PALESTINA E COL RITORNO DI TUTTI I PROFUGHI DELLA DIASPORA!!!
martedì 5 luglio 2011
Israele cerca di assassinare storia e memoria 'giudaizzando' i nomi arabi di cittadine e luoghi geografici palestinesi!
Il Ministero della Giustizia palestinese ha dichiarato che le iniziative israeliane di giudaizzazione dei toponimi arabi é parte di una strategia di genocidio culturale mirata a cancellare la millenaria identità araba della Palestina nel tentativo di sostituirla con una ebraica posticcia e artefatta. "Israele spera di poter imporre i suoi nomi a villaggi, vie, punti storici del paesaggio e del panorama che sono sempre e solo stati conosciuti coi loro nomi arabi, ma riceverà una nuova delusione anche in questo suo progetto".
"I crimini israeliani sono tanto seri quanto gli abusi, le torture e gli omicidi di Palestinesi innocenti, a cui ormai i sionisti sono abituati, perché il furto di identità e il tentativo di cancellare la storia é considerato un crimine perseguibile dal Diritto Internazionale"; il Ministero ha anche aggiunto che la decisione, così come altri interventi 'giudaizzatori', costituiscono varie 'fasi' di un unico progetto criminale volto a ledere e mutilare l'identità araba, cristiana e musulmana della regione.
Il Ministero ha esteso il proprio appello ai Palestinesi e ai loro fratelli arabi affinché una forte e massiccia mobilitazione contro questi vigliacchi tentativi di "assassinio della memoria" faccia capire al Regime dell'Apartheid che non ha alcuna speranza di riuscire nel proprio sforzo di giudaizzazione cosmetica e superficiale e che Gerusalemme, la Galilea, il Negev e la Cisgiordania continueranno nei secoli a essere conosciute coi loro originali nomi arabi.
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domenica 17 aprile 2011
Il mondo reagisce alla prepotenza sionista: campagna internazionale contro la giudaizzazione forzata di Gerusalemme!
Con un notevole e lodevole sforzo organizzativo é stata lanciata la Campagna internazionale per la Protezione di Gerusalemme, iniziativa no-profit mirata a contrastare e arrestare gli intensi sforzi israeliani per cancellare l'identità araba, cristiana, musulmana e di tutte le altre etnie e religioni che donano alla Città Santa il suo carattere unico, multietnico e multiculturale. Presentata a Washington, punto nodale della campagna di giudaizzazione forzata a causa della subservienza della politica americana ai desiderata di Israele (grazie agli sforzi della potentissima lobby a sei punte), la Campagna internazionale promette battaglia alle manovre sioniste anche su questo terreno.
Rappresentanti e attivisti coinvolti nell'organizzazione del movimento hanno annunciato che Gerusalemme, ovviamente, costituirà il fulcro delle loro attività, ma vi saranno uffici e filiali anche a Ramallah, Gaza e Nazareth, per fornire informazioni sugli sviluppi delle loro iniziative e mantenere attiva una rete di contatti.
| Coloni ebrei fanatici distruggono la proprietà di abitanti arabi di Gerusalemme |
La natura del lavoro si concentrerà in un primo tempo nel diffondere e dare risonanza alle notizie in merito grazie a reporter presenti in tutto il mondo. Vi é molto interesse per le materie mediatiche che verranno trattate a 360 gradi e attraverso tutti i mezzi di comunicazione.
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venerdì 24 dicembre 2010
Il sindaco ultranazionalista di Nazareth-Illit ordina: "Alberi di Natale...verboten!!!"
Il sindaco ultranazionalista di un sobborgo di Nazareth chiamato Nazareth-Illit ha emesso un'ordinanza che proibisce esplicitamente la collocazione di alberi di Natale in luoghi pubblici, definendo la richiesta, che proveniva dalla consistente popolazione araba della cittadina "una provocazione".
Shimon Gepso, questo il nome del sindaco sionista che evidentemente ha bisogno di un ripasso di cosa vuol dire essere sindaco di una comunità, si é decisamente guadagnato l'iscrizione nel "libro dei cattivi" di Babbo Natale con questa azione, che ha rinforzato con le seguenti dichiarazioni odiose e malevole: "La richiesta degli arabi di decorare le piazze dei loro quartieri con alberi di Natale non verrà mai soddisfatta finché sarò sindaco io, perché questa é una cittadina ebraica, se vogliono vedere gli alberi di Natale possono andare a Nazareth".
Gli ha dato manforte nella "crociata anti-abete" il rabbino fondamentalista Yeshaya Herzl, che, forse dimentico di tutti i suoi correligionari che a Vienna, Berlino, Varsavia e Praga avevano adottato il "Tannenbaum" come simbolo laico delle festività invernali, ha definito l'erezione di abeti decorati addirittura "offensiva" per gli occhi ebraici.
"La posizione del sindaco é discriminatoria e razzista, ed é solo una parte degli atteggiamenti persecutori e ingiusti a cui, come comunità siamo sottoposti per tutto l'anno", dichiara Aziz Dahdal, un cittadino trentacinquenne, arabo di religione cristiana; oltre agli arabi cristiani (circa diecimila) Nazareth-Illit é anche abitata da molti russi, immigrati in Israele per via di lontane parentele ebraiche, che però non hanno rinunciato alla loro religione.
Shukri Awawdeh, membero del consiglio municipale, aggiunge: "Cristiani, Musulmani ed Ebrei sono sempre vissuti in pace, fianco a fianco, ma decisioni come quella di Gepso rischiano di incrinare un'atmosfera di convivenza e armonia che sarebbe importante non solo preservare, ma diffondere e incoraggiare". Il Grinch "Shimon Gepso", bilioso e malevolo come il protagonista del racconto natalizio é riuscito a rubare un simbolo del Natale, ma non potrà rubare ai cuori degli abitanti di Nazareth-Illit il significato profondo di una festa che é un messaggio d'amore per tutti gli uomini di buona volontà.
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