"Chi non terrorizza, s'ammala di terrore", così cantava Fabrizio De André, e, se le sue parole erano vere, allora i vari 'emiri' del miserabile 'califfato' dell'ISIS dovrebbero cominciare a battere i denti e iniziare a pensare a una "exit strategy" visto che come dimostrano i 20.000.000 di pellegrini sciiti irakeni, iraniani, bahreini, libanesi e di altri paesi del Medio Oriente e dell'Asia dimostrano con la loro stessa presenza nelle strade e nei dintorni di Karbala, l'ISIS e le sue minacce sono rimbalzate senza colpo ferire sulla determinazione di milioni di fedeli di celebrare una delle date più sacre del calendario sciita col tradizionale pellegrinaggio.
L'ISIS aveva tempestato e minacciato stragi orrende, nella speranza di vibrare un importante colpo mediatico contro gli odiatissimi musulmani sciiti (chissà come mai questo 'califfato islamico' invece non si impegna a cacciare americani ed ebrei dal Qatar, dal Bahrein, dalla Palestina...mah!).
Ma lo zelo e la fede dei seguaci dell'Ahlul Bayt si sono mostrate più forti di ogni timore, e anche quest'anno come dal 2009 a questa parte é stato stabilito un NUOVO RECORD di affluenza a Karbala che é diventato anche il nuovo record storico e mondiale di adunata pacifica da quando (nel 2009) é tornato possibile in Irak marcare l'anniversario dell'importante ricorrenza sciita.
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sabato 13 dicembre 2014
La nuova sconiftta dell'ISIS in Irak non è militare: 20 milioni di pellegrini sciiti affollano Karbala per l'Arbaeen!
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martedì 9 dicembre 2014
Un milione di iraniani entrano in Irak per la festività di Arbaeen, senza nemmeno bisogno del 'visto'!
2009: 12.500.000 di persone
2010: 14.000 000 di persone
2011: 15.500.000 di persone
2012: 17.000.000 di persone
2013: 18.000.000 di persone
Questa tabella riassume il numero stimato dei partecipanti riunitisi nella città sacra sciita di Karbala per la ricorrenza dell'Arbaeen negli ultimi cinque anni; l'Arbaeen, commemorazione del martirio di Hussein che si tiene quaranta giorni dopo la festività dell'Ashoura.
Quest'anno alcuni commentatori prevedevano che sarebbe stato difficile eguagliare i record degli anni passati a causa della situazione in Irak e della minaccia di attentati terroristici.
Sciocchi!
Questi commentatori (quasi tutti molli americani ed europei, possiamo scommetterci) non capiscono la mentalità sciita e non riescono a comprendere che la prospettiva di una possibile morte nel luogo più santo dello sciismo nell'anniversario del martirio di Hussein semmai può essere uno SPRONE affinché numeri ancora più impressionanti di fedeli si rechino in pellegrinaggio!
Infatti almeno un milione di iraniani hanno attraversato il confine con l'Irak e altre centinaia di migliaia sono attesi nelle prossime ore.
Sotto la dittatura di Saddam Hussein era PROIBITO festeggiare pubblicamente l'Arbaeen e nessun accesso di fedeli iraniani era possibile. Anche sotto l'occupazione militare americana questo divieto fu mantenuto.
Adesso invece il Governo irakeno di Haider Abadi ha addirittura abolito la necessità di munirsi di visto per l'espatrio visto che l'enorme richiesta degli stessi rischiava di mettere in crisi la burocrazia dello Stato mesopotamico.
Vogliamo pensare che tale facilitazione sia anche da intendersi come un 'grazie' alla Repubblica Islamica che in molti validi modi sta aiutando l'Irak a fronteggiare la minaccia terroristica dell'ISIS.
Altro che 'bloccare l'influenza iraniana' come speravano gli Usa e Tel Aviv...la minaccia takfira sta rinsaldando sempre più i rapporti Bagdad-Teheran: a livello politico, diplomatico, militare e religioso!!!
2010: 14.000 000 di persone
2011: 15.500.000 di persone
2012: 17.000.000 di persone
2013: 18.000.000 di persone
Questa tabella riassume il numero stimato dei partecipanti riunitisi nella città sacra sciita di Karbala per la ricorrenza dell'Arbaeen negli ultimi cinque anni; l'Arbaeen, commemorazione del martirio di Hussein che si tiene quaranta giorni dopo la festività dell'Ashoura.
Quest'anno alcuni commentatori prevedevano che sarebbe stato difficile eguagliare i record degli anni passati a causa della situazione in Irak e della minaccia di attentati terroristici.
Sciocchi!
Questi commentatori (quasi tutti molli americani ed europei, possiamo scommetterci) non capiscono la mentalità sciita e non riescono a comprendere che la prospettiva di una possibile morte nel luogo più santo dello sciismo nell'anniversario del martirio di Hussein semmai può essere uno SPRONE affinché numeri ancora più impressionanti di fedeli si rechino in pellegrinaggio!
Infatti almeno un milione di iraniani hanno attraversato il confine con l'Irak e altre centinaia di migliaia sono attesi nelle prossime ore.
Sotto la dittatura di Saddam Hussein era PROIBITO festeggiare pubblicamente l'Arbaeen e nessun accesso di fedeli iraniani era possibile. Anche sotto l'occupazione militare americana questo divieto fu mantenuto.
Adesso invece il Governo irakeno di Haider Abadi ha addirittura abolito la necessità di munirsi di visto per l'espatrio visto che l'enorme richiesta degli stessi rischiava di mettere in crisi la burocrazia dello Stato mesopotamico.
Vogliamo pensare che tale facilitazione sia anche da intendersi come un 'grazie' alla Repubblica Islamica che in molti validi modi sta aiutando l'Irak a fronteggiare la minaccia terroristica dell'ISIS.
Altro che 'bloccare l'influenza iraniana' come speravano gli Usa e Tel Aviv...la minaccia takfira sta rinsaldando sempre più i rapporti Bagdad-Teheran: a livello politico, diplomatico, militare e religioso!!!
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sabato 29 novembre 2014
Per proteggere gli irakeni durante la festa dell'Arbaeen Hezbollah invia in Mesopotamia i suoi militanti più scelti!!
L'Arbaeen, ricorrenza sciita che cade esattamente quaranta giorni dopo l'Ashoura, é celebrata in Irak da milioni di pellegrini che si recano a Karbala a rendere omaggio al martirio di Hussein e dei suoi compagni, trucidati dai traditori ummayadi.
Per evitare che questo mega-raduno di fedeli sciiti (che può aggregare in pochi giorni nello stesso luogo fino a dodici e persino a quindici milioni di persone), il partito libanese Hezbollah ha inviato nella città santa mesopotamica i militanti delle sue Forze Speciali, perché si mettano a disposizione del Governo e delle organizzazioni sciite locali per prevenire ed eventualmente stroncare sul nascere ogni tentati takfiro di attacco alle celebrazioni.
Le Forze Speciali di Hezbollah si erano già viste all'opera durante l'Ashoura a Beirut, celate dalle uniformi nere con visore ed elmetto, silenziose e attentissime, hanno vigilato sul cordoglio e sul trasporto mistico di decine di migliaia di sciiti riuniti nella capitale libanese.
Per evitare che questo mega-raduno di fedeli sciiti (che può aggregare in pochi giorni nello stesso luogo fino a dodici e persino a quindici milioni di persone), il partito libanese Hezbollah ha inviato nella città santa mesopotamica i militanti delle sue Forze Speciali, perché si mettano a disposizione del Governo e delle organizzazioni sciite locali per prevenire ed eventualmente stroncare sul nascere ogni tentati takfiro di attacco alle celebrazioni.
Le Forze Speciali di Hezbollah si erano già viste all'opera durante l'Ashoura a Beirut, celate dalle uniformi nere con visore ed elmetto, silenziose e attentissime, hanno vigilato sul cordoglio e sul trasporto mistico di decine di migliaia di sciiti riuniti nella capitale libanese.
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lunedì 4 agosto 2014
Ancora un episodio di Resistenza spontanea a Gerusalemme occupata: Palestinese investe tre coloni illegali con la sua auto!!
Dopo l'episodio della ruspa scagliata dal Palestinese Mohammad Neyaf Javis contro un autobus riservato ai coloni ebrei illegali riceviamo la notizia di un nuovo episodio spontaneo di Resistenza che ha avuto luogo sempre a Gersualemme Occupata nella zona della 'Valle dei Noccioli'.
Un cittadino palestinese, legittimo abitante della Città Santa, ha guidato la propria auto contro un gruppo di occupanti illegali, falciandone tre sotto le proprie ruote. Dopo le dozzine, centinaia di volte in cui teppisti ebrei hanno travolto con le loro automobili e i loro fuoristrada vecchi, donne e bambini palestinesi siamo SICURI che questo fatto arriverà sulle primissime pagine di quotidiani e telegiornali filosionisti.
Attendiamo ragguagli sulla sorte del palestinese che ha compiuto questo gesto e, eventualmente, sul suo nome e la sua identità.
Un cittadino palestinese, legittimo abitante della Città Santa, ha guidato la propria auto contro un gruppo di occupanti illegali, falciandone tre sotto le proprie ruote. Dopo le dozzine, centinaia di volte in cui teppisti ebrei hanno travolto con le loro automobili e i loro fuoristrada vecchi, donne e bambini palestinesi siamo SICURI che questo fatto arriverà sulle primissime pagine di quotidiani e telegiornali filosionisti.
Attendiamo ragguagli sulla sorte del palestinese che ha compiuto questo gesto e, eventualmente, sul suo nome e la sua identità.
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mercoledì 1 febbraio 2012
Ihsanoglu annuncia: "Stanziati quindici milioni di dollari per affrontare gli attacchi giudaizzatori contro Gerusalemme!"
Il Segretario Generale dell'Organizzazione per la Cooperazione Islamica, Ekmeleddin Ihsanoglu ha dichiarato che la sua organizzazione ha fatto diverse importanti mosse diplomatiche per estendere un sostanzioso e continuo aiuto materiale alle istituzioni palestinesi che nella città di Al-Quds si oppognono all'ondata di attacchi sionisti che puntano a stravolgere la storia e gli equilibri demografici della Città Santa.
L'annuncio é stato reso la scorsa domenica, letto dall'Assistente Segretario Generale OIC per la Palestina e gli Affari Gerosolimitani Samir Diyab durante una cenferenza su Gerusalemme tenutasi ad Amman con lo scopo di valutare e soppesare i pericoli che minacciano la città, in primo luogo gli sforzi di giudaizzazione forzata.
Ihsanoglu ha poi aggiunto che la Banca Islamica per lo Sviluppo ha messo già da parte in questo mese 15 milioni di dollari per il sostegno al settore delle Costruzioni e quello della Sanità e dell'Educazione. Egli ha affermato che quanto verrà versato a favore dei Palestinesi di Al-Quds é comunque poco rispetto a quanto servirebbe alla comunità locale per respingere con successo i tentativi sionisti di stravolgere la Storia, l'eredità e la Cultura della città-simbolo della Palestina.
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domenica 17 aprile 2011
Il mondo reagisce alla prepotenza sionista: campagna internazionale contro la giudaizzazione forzata di Gerusalemme!
Con un notevole e lodevole sforzo organizzativo é stata lanciata la Campagna internazionale per la Protezione di Gerusalemme, iniziativa no-profit mirata a contrastare e arrestare gli intensi sforzi israeliani per cancellare l'identità araba, cristiana, musulmana e di tutte le altre etnie e religioni che donano alla Città Santa il suo carattere unico, multietnico e multiculturale. Presentata a Washington, punto nodale della campagna di giudaizzazione forzata a causa della subservienza della politica americana ai desiderata di Israele (grazie agli sforzi della potentissima lobby a sei punte), la Campagna internazionale promette battaglia alle manovre sioniste anche su questo terreno.
Rappresentanti e attivisti coinvolti nell'organizzazione del movimento hanno annunciato che Gerusalemme, ovviamente, costituirà il fulcro delle loro attività, ma vi saranno uffici e filiali anche a Ramallah, Gaza e Nazareth, per fornire informazioni sugli sviluppi delle loro iniziative e mantenere attiva una rete di contatti.
| Coloni ebrei fanatici distruggono la proprietà di abitanti arabi di Gerusalemme |
La natura del lavoro si concentrerà in un primo tempo nel diffondere e dare risonanza alle notizie in merito grazie a reporter presenti in tutto il mondo. Vi é molto interesse per le materie mediatiche che verranno trattate a 360 gradi e attraverso tutti i mezzi di comunicazione.
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martedì 21 dicembre 2010
Continua la giudaizzazione forzata di Gerusalemme, il ruolo di David Be'eri e del suo Elad Group
Mohamed Robin Alyyan, cittadino arabo di Gerusalemme, contempla disperato i mucchi di detriti, calcinacci e metallo ritorto che, fino a poche ore prima, erano l'officina di tipografia che aveva fondato insieme ai suoi due fratelli. Ci avevano impiegato dieci anni a realizzarlo, investendoci tutti i loro risparmi, aiutati da piccoli prestiti di parenti e amici, era stato un buon affare, ci lavoravano duramente ma dava loro modo di mantenere dignitosamente le loro famiglie e mettere da parte qualcosa.
La tipografia Alyyan, insieme ad altri edifici abitativi, tutti di Palestinesi, é stata investita dalla furia devastatrice delle ruspe militari israeliane, ufficialmente perché "non era in regola coi permessi edilizi". Questo episodio, insieme a moltissimi altri, é solo una tessera del mosaico di sfratti e distruzioni che vengono perpetrate quotidianamente dalle autorità israeliane per costringere i residenti arabi di Gerusalemme Est a lasciare l'abitato, in modo da portare avanti il progetto di "giudaizzazione forzata" della Città Santa.
"Abbiamo perso in un attimo quasi tre quarti di milione di Nuovi Shekel (circa 152mila Euro), mia moglie é incinta di sette mesi. Come farò a mantenere lei e mio figlio? Solo i Palestinesi assumono palestinesi, e tutte le imprese palestinesi della città sono sotto attacco! I miei due fratelli sono nella mia stessa situazione, solo che loro, fra tutti e due, hanno già sei figli". Alyyan ci racconta come, durante la demolizione, sia stato ammanettato, manganellato e sottoposto allo spray urticante diretto in piena faccia dalla polizia sionista.
Contemporaneamente alla demolizione ruppi di coloni ebrei, spalleggiati come sempre dalla polizia, si sono introdotti con la forza in una casa palestinese, cacciandone gli occupanti, che sono stati circondati e trasportati via dai poliziotti. In seguito una corte israeliana ha censurato l'azione degli agenti, ma solo perché un cavillo burocratico non aveva ancora reso esecutiva la notifica di evizione della famiglia (anche qui, per un preteso permesso edilizio irregolare).
L'abitazione é stata quindi rilevata dalla Lowell Investimenti, un'estensione del Gruppo Elad, società fondata da coloni ebrei ultraortodossi che ha fatto dell'acquisizione di proprietà rubate ai Palestinesi un lucrosissimo racket, totalmente legale e anzi incoraggiato dalle autorità. Il capo di questa vera e propria associazione a delinquere, David Be'eri, é tristemente noto alle cronache per aver recentemente travolto con la sua auto, con piena e deliberata intenzione, un ragazzo palestinese, senza ricevere nemmeno una contravvenzione dalla polizia dello Stato ebraico.
Sottoposti all'arbitrio degli israeliani a ogni pié sospinto gli abitanti di Gerusalemme Est e della Cisgiordania si sentono sempre meno rappresentati dagli uomini di Fatah, la fazione guidata da Mahmoud Abbas che sperava di realizzare uno Stato Palestinese sovrano attraverso le trattative e una stretta cooperazione con Israele e gli Stati Uniti. Vedendo come gli Usa non siano riusciti a ottenere da Netanyahu nemmeno un temporaneo "congelamento" degli espropri, delle demolizioni e della continua espansione delle colonie ebraiche, Abbas e i suoi uomini si sono decisi a percorrere la via di una dichiarazione unilaterale dello Stato palestinese, prendendo come base di esso i confini riconosciuti dall'ONU nel 1967 con la Risoluzione 242.
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