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mercoledì 13 febbraio 2019
Attacchi della resistenza siriana in Provincia di Raqqa contro spie francesi e canaglie curde!
Due bombe sono scoppiate in Provincia di Raqqa colpendo una l'area dello zuccherificio sulla strada per Hasakah dove spie francesi avevano situato il loro Quartier Generale...una seconda nella zona Ovest dell'omonimo capoluogo in una base di briganti curdi.
Nuovo importante video informativo per il nostro cliccatissimo Canale Youtube.
lunedì 28 gennaio 2019
Macron, ospite in Egitto, fa dichiarazioni non richieste sulla Siria; prontamente Walid Moallem lo rimette al suo posto!
"Sarebbe 'irresponsabile', in questo momento, ristabilire relazioni diplomatiche con la Siria".
Also sprach Emmanuel Macròn/Macaron...il toyboy della nonna che occupa l'Eliseo...almeno fin quando i Gilets Jaunes non erigeranno una Madame Guillotine a Place de la Concorde.
Il Presidente francese ha eiaculato questa dichiarazione nel corso della sua visita in Egitto.
Da Damasco, a stretto giro, il Ministro degli Esteri e dei Rifugiati, Walid Moallem, ha replicato:
Also sprach Emmanuel Macròn/Macaron...il toyboy della nonna che occupa l'Eliseo...almeno fin quando i Gilets Jaunes non erigeranno una Madame Guillotine a Place de la Concorde.
Il Presidente francese ha eiaculato questa dichiarazione nel corso della sua visita in Egitto.
Da Damasco, a stretto giro, il Ministro degli Esteri e dei Rifugiati, Walid Moallem, ha replicato:
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lunedì 31 dicembre 2018
Macron fa "sparate di fine anno"...ma lo ha chiesto il permesso a nonnina?
In Siria si chiude l'anno così.
Con minacce militari.
Dalla Francia.
La Francia di Macron.
Con duecento soldati.
E niente, fa già ridere così tanto che ogni commento é superfluo.
Con minacce militari.
Dalla Francia.
La Francia di Macron.
Con duecento soldati.
E niente, fa già ridere così tanto che ogni commento é superfluo.
giovedì 18 ottobre 2018
Lavrov alla stampa francese denuncia le provocazioni occidentali e il crescente rischio di incidenti!
Le provocazioni occidentali, la prospettiva dello scoppio di una guerra mondiale e la posizione più vicina della Cina alla Russia sono solo alcuni degli argomenti trattati dal Ministro degli Esteri Sergei Lavrov nel corso di un intervista con reporter francesi.
"Saremo pronti anche per provocazioni su larga scala. Ma la nostra risposta è molto semplice: se ci parlano attraverso i media, risponderemo anche attraverso i media, ma in modo specifico e corretto ", ha detto Lavrov rispondendo alle domande di RT France, Paris Match e Le Figaro.
Andando oltre, ha detto che una terza guerra mondiale è uno scenario inimmaginabile, osservando che "tutti dovrebbero dimostrarsi abbastanza sani da non permettere che accadesse". Tuttavia, un fattore aggravante è l'assenza di qualsiasi dialogo tra l'esercito russo e la NATO.
Le tensioni sono ancora alte tra i due, ha detto Lavrov, citando il recente incidente a mezz'aria in cui un jet da combattimento spagnolo ha rilasciato casualmente un missile aria-aria durante una missione di addestramento nei cieli estoni. "Grazie a Dio, non ci furono vittime, ma cosa sarebbe successo se fosse atterrato sul suolo russo? Tutto è così vicino lì. "
Gli Stati Uniti stanno aggiornando la propria dottrina nucleare, ha dichiarato il diplomatico.
"Stanno creando armi nucleari a bassa potenza con il chiaro intento di usarle potenzialmente in combattimento".
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sabato 13 ottobre 2018
Lavrov dice che la Siria si calmerà solo con la partenza delle forze non invitate dal Nordest del Paese!
La presenza illegale degli Stati Uniti in Siria è uno dei motivi per cui la guerra non può finire, soprattutto perché Washington sta apparentemente cercando di creare un para-stato sulla sponda orientale dell'Eufrate, ha detto il Ministro degli Esteri russo.
La previsione sul futuro della Siria è arrivata da Sergei Lavrov in un'intervista rilasciata a RT France, Le Figaro e Paris Match. Alla domanda sul disarmo pianificato delle forze jihadiste nel Governatorato di Idlib concordata a Sochi con la Turchia, e se sarebbe stata la fine della guerra, il funzionario russo ha detto che risolvere la situazione solo a Idlib non avrebbe affatto messo fine alla crisi.
"Questa storia finirà solo quando il popolo siriano tornerà al controllo della Siria e quando tutti i soggetti coinvolti, specialmente quelli che sono venuti lì senza invito, se ne andranno", ha detto Lavrov. Ha aggiunto che Idlib non è l'ultimo posto problematico in Siria.
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mercoledì 7 dicembre 2016
Le truppe siriane arrivano al cancello principale della Cittadella di Aleppo, ormai la città è quasi del tutto libera!
C'era un tempo in cui Aleppo non si chiamava Aleppo e tantomeno Halab, ma bensì Yamhad, ed era una cittadina estremamente più piccola consacrata al Dio delle Tempeste Hadad, vi si parlava Amorreo, e dalle sue mura un re semita dominava le vicine città di Carchemish, Irridu, Arpad, Urshu, Ebla, Hama e Ugarit.
Il palazzo di quel Re e il tempio dove onorava i suoi Déi sorgevano sulla più grande altura della città.
Il palazzo di quel Re e il tempio dove onorava i suoi Déi sorgevano sulla più grande altura della città.
lunedì 11 maggio 2015
La 34esima Flottiglia dell'IRIN allontana unità americane e francesi che stavano seguendola!
Un teso 'standoff' che poteva avere gravissime conseguenze si é consumato nella giornata di ieri nella delicata zona del Golfo di Aden, dove passano le rotte per le bocche di Bab el-Mandeb (imboccatura meridionale del Mar Rosso) e dove ormai incrociano dozzine e dozzine di vascelli militari anche per conseguenza dell'irresponsabile aggressione militare saudita contro lo Yemen.
Ma l'irresponsabilità non é un tratto definente solo dei politici e dei generali sauditi, anzi, essi l'hanno adottata come parte fondamentale della loro politica imitando l'usuale contegno dei loro padroni imperialisti occidentali; se ne é avuta conferma proprio ieri quando unità marittime e aeree americane e francesi hanno iniziato a seguire e stringersi intorno alla 34esima flottiglia navale iraniana, che come al solito incrociava nella zona nella sua missione anti-pirati.
Ma l'irresponsabilità non é un tratto definente solo dei politici e dei generali sauditi, anzi, essi l'hanno adottata come parte fondamentale della loro politica imitando l'usuale contegno dei loro padroni imperialisti occidentali; se ne é avuta conferma proprio ieri quando unità marittime e aeree americane e francesi hanno iniziato a seguire e stringersi intorno alla 34esima flottiglia navale iraniana, che come al solito incrociava nella zona nella sua missione anti-pirati.
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mercoledì 17 aprile 2013
17 Aprile: giorno dell'Indipendenza siriana, è il momento di fare il punto sulla situazione di Assad e del suo Governo!
Nel 1946, sessantasette anni fa, esattamente questo stesso giorno, veniva a terminare l'amministrazione coloniale del Mandato Francese del Levante che aveva occupato la Siria dal 1919 in conseguenza dello smembramento dell'Impero Ottomano e della spartizione delle sue spoglie conseguenti al Trattato di Saint-Germain e al successivo accordo Sykes-Picot. I Francesi avevano vulnerato l'integrità territoriale siriana creando artificialmente e artificiosamente uno stato (allora) a maggioranza cristiana (il Libano) in modo da avere un interlocutore privilegiato nell'area anche se i cristiani nel resto del paese avevano combattuto fianco a fianco con le altre confessioni religiose per una Siria autonoma e indipendente: lo dimostra lo stesso ritratto dei 'Padri della Patria' che vedete riportato qui sopra, affiancante un Alawita, un Cristiano, un Druso e un Sunnita.
Proprio l'estrema abitudine alla convivenza tra varie sette ed etnie e la condivisione di una profonda serie di 'valori civili' rappresentano uno dei più importanti "perché" lo Stato siriano grazie alla compattezza del suo popolo sia riuscito a respingere con successo (combattendo per oltre due anni) gli attacchi dei mercenari estremisti wahabiti scatenati contro di esso dalla cospirazione Usa-Nato-Saudita-Qatariota incaricata da Tel Aviv di difendere i suoi interessi abbattendo l'unico stato arabo ancora ufficialmente in guerra col regime ebraico.
I risultati del campo di battaglia ultimamente sono stati più che positivi per le forze di Assad: Damasco, salvo qualche isolato colpo di mortaio e qualche vigliacca autobomba takfira, é sempre più impermeabile ai tentativi di avanzata delle milizie salafite; nel Nord del paese due importanti basi militari assediate da lungo tempo sono state liberate mentre anche gli ultimi miliziani qaedisti hanno dovuto abbandonare i dintorni dell'Aeroporto di Aleppo, la Provincia di Homs é quasi del tutto bonificata di terroristi.
Inoltre, pur duramente provata, la società civile non é collassata: la gente trova costantemente cibo e merci nei negozi e carburante nei distributori, anche se a prezzi sensibilmente aumentati, uffici pubblici e scuole funzionano e i dipendenti pubblici ricevono regolarmente gli stipendi. La Siria prevale non solo dal punto di vista militare e non solo grazie ai suoi soldati ma soprattutto grazie ai suoi cittadini la maggioranza dei quali, pur di credo sunnita, non ha alcuna simpatia per l'estremismo assassino di Al-Qaeda e Al-Nusra.
In particolare la 'fusione' tra la milizia Al-Nusra e quanto rimaneva di 'Al-Qaeda in Irak' ha svelato definitivamente agli occhi del mondo quanto scoperto e spudorato sia il sostegno anglo-francese-americano al più becero estremismo islamico, che viene manipolato da quelli che sono stati (fin dai tempi della CIA, del 'Safari Club' e della crociata islamica antisovietica in Afghanistan) i suoi creatori come comodo strumento contro Assad e la Repubblica Araba di Siria.
Proprio l'estrema abitudine alla convivenza tra varie sette ed etnie e la condivisione di una profonda serie di 'valori civili' rappresentano uno dei più importanti "perché" lo Stato siriano grazie alla compattezza del suo popolo sia riuscito a respingere con successo (combattendo per oltre due anni) gli attacchi dei mercenari estremisti wahabiti scatenati contro di esso dalla cospirazione Usa-Nato-Saudita-Qatariota incaricata da Tel Aviv di difendere i suoi interessi abbattendo l'unico stato arabo ancora ufficialmente in guerra col regime ebraico.
I risultati del campo di battaglia ultimamente sono stati più che positivi per le forze di Assad: Damasco, salvo qualche isolato colpo di mortaio e qualche vigliacca autobomba takfira, é sempre più impermeabile ai tentativi di avanzata delle milizie salafite; nel Nord del paese due importanti basi militari assediate da lungo tempo sono state liberate mentre anche gli ultimi miliziani qaedisti hanno dovuto abbandonare i dintorni dell'Aeroporto di Aleppo, la Provincia di Homs é quasi del tutto bonificata di terroristi.
Inoltre, pur duramente provata, la società civile non é collassata: la gente trova costantemente cibo e merci nei negozi e carburante nei distributori, anche se a prezzi sensibilmente aumentati, uffici pubblici e scuole funzionano e i dipendenti pubblici ricevono regolarmente gli stipendi. La Siria prevale non solo dal punto di vista militare e non solo grazie ai suoi soldati ma soprattutto grazie ai suoi cittadini la maggioranza dei quali, pur di credo sunnita, non ha alcuna simpatia per l'estremismo assassino di Al-Qaeda e Al-Nusra.
In particolare la 'fusione' tra la milizia Al-Nusra e quanto rimaneva di 'Al-Qaeda in Irak' ha svelato definitivamente agli occhi del mondo quanto scoperto e spudorato sia il sostegno anglo-francese-americano al più becero estremismo islamico, che viene manipolato da quelli che sono stati (fin dai tempi della CIA, del 'Safari Club' e della crociata islamica antisovietica in Afghanistan) i suoi creatori come comodo strumento contro Assad e la Repubblica Araba di Siria.
giovedì 1 novembre 2012
L'Armee Libanaise respinge terroristi wahabiti lungo il confine siriano presso il villaggio di Hnaider!
Almeno di un morto sarebbe il bilancio della violenta sparatoria scoppiata presso il villaggio di Hnaider, sul poroso e mal demarcato confine tra Libano e Siria, durante la quale forze dell'Esercito di Beirut hanno respinto un gruppo di terroristi wahabiti che, duramente provati dalle sconfitte inflitte loro in terra siriana dalle truppe di Assad e dalle milizie filo-governative spontaneamente sorte in tutto il paese per contrastare e denunciare ogni attività di estremisti mercenari, stavano cercando di guadagnare il rifugio offerto loro dagli estremisti sunniti di Tripoli e dai politicanti del '14 Marzo'.
Questo non é affatto il primo episodio del genere nel Paese dei Cedri, infatti, ogniqualvolta le vittoriose forze di Assad infliggono un grave rovescio ai mercenari qaedisti pagati da Riyadh, Ankara e Doha, si crea un "fuggi fuggi" verso il Libano come quello degli scarafaggi sorpresi dalla luce che cercano di riguadagnare il buco dal quale sono usciti.
Già lo scorso 23 settembre e più di recente il 24 ottobre altri tentativi di "esfiltrazione" sono stati impediti e respinti. Essendo l'attuale Libano una costruzione artificiale voluta dai colonizzatori francesi del "Levant" in modo da creare uno stato che racchiudesse la maggioranza assoluta di Cristiani (secondo la demografia degli anni '20); in realtà Libano e Siria non hanno un confine linguisitico o geografico e quindi la linea di demarcazione tra i paese é tracciata arbitrariamente secondo un confine 'etno/religioso' che peraltro al giorno d'oggi non esiste più, essendo i Cristiani in minoranza anche in Libano.
Questo non é affatto il primo episodio del genere nel Paese dei Cedri, infatti, ogniqualvolta le vittoriose forze di Assad infliggono un grave rovescio ai mercenari qaedisti pagati da Riyadh, Ankara e Doha, si crea un "fuggi fuggi" verso il Libano come quello degli scarafaggi sorpresi dalla luce che cercano di riguadagnare il buco dal quale sono usciti.
Già lo scorso 23 settembre e più di recente il 24 ottobre altri tentativi di "esfiltrazione" sono stati impediti e respinti. Essendo l'attuale Libano una costruzione artificiale voluta dai colonizzatori francesi del "Levant" in modo da creare uno stato che racchiudesse la maggioranza assoluta di Cristiani (secondo la demografia degli anni '20); in realtà Libano e Siria non hanno un confine linguisitico o geografico e quindi la linea di demarcazione tra i paese é tracciata arbitrariamente secondo un confine 'etno/religioso' che peraltro al giorno d'oggi non esiste più, essendo i Cristiani in minoranza anche in Libano.
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