Un grafico che non avrebbe bisogno di alcun commento, da quanto é chiaro e cristallino.
Esattamente al contrario di quanto speravano gli imperialisti angloamerican-sionisti la Repubblica Araba di Siria sta riattivando la propria infrastruttura civile ed economica a un ritmo elevatissimo.
Come mostra l'immagine, solo nel corso dell'ultimo anno ben 14312 strutture industriali, 2561 edifici d'abitazione, 637 sottostazioni elettriche, 198 panifici industriali, 138 strutture idriche, 164 ospedali e ben 856 scuole e strutture educative sono state ricostruite e riattivate!
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lunedì 12 agosto 2019
La Siria a grandi passi ricostruisce le sue infrastrutture, col prezioso aiuto cinese, russo, iraniano!
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mercoledì 13 marzo 2019
La Siria spiana la strada alle imprese russe, cinesi, iraniane, per una rapida ricostruzione!
Come abbiamo riportato in un precedente, recente articolo, la ricostruzione in Siria sarà appannaggio quasi totale di Russi, Iraniani e Cinesi.
Un "ottimo risultato" per l'Italia, che prima del 2011 aveva più investimenti in Siria di qualunque altro paese occidentale.
Ma Angloamericani e Sionisti volevano sostituire Assad con Al-Bagdadi e quindi migliaia di Italiani sono finiti senza lavoro o coi loro cantieri distrutti e saccheggiati.
Un importante giornale siriano ha scritto che il governo del paese ha fatto passi da gigante per aprire le basi legali per l'operazione delle compagnie iraniane e russe in Siria.
Il quotidiano al-Thawra in lingua araba ha riferito che i lati iraniano e siriano hanno firmato un memorandum d'intesa sullo sviluppo stradale e urbano e l'Iran ha dichiarato la preparazione per la cooperazione nella ricostruzione della Siria, costruendo complessi residenziali popolari, strade e ponti e completamento delle infrastrutture.
venerdì 18 marzo 2016
Assad pone la prima pietra del nuovo quartiere residenziale "Al-Razi", frutto del Progetto 66!
"Parlare di costruzioni in un paese che negli ultimi anni ha subito tanti danni e distruzione é indice della nostra determinata volontà di non arrenderci", ha dichiarato il Presidente siriano Bashir al-Assad nel corso della proiezione di un video che anticipava lo sviluppo del quartiere residenziale 'Al-Razi' la cui costruzione (nella zona di Mezzeh, a Damasco) é stata iniziata ieri con la simbolica posa della prima pietra.
venerdì 10 ottobre 2014
Homs: costruite a tempo di record residenze popolari per i cittadini rimasti senza casa!!
Nelle zone di Siria tornate saldamente sotto il controllo governativo a tempo di record si intraprendono iniziative volte a riparare i danni fatti dai terroristi stranieri; la foto che vedete mostra come ad Homs, si siano costruiti, a tempo di record (non per questo trascurando i criteri di sicurezza e stabilità) nuovi agglomerati di edilizia popolare per ridare un tetto a quanti hanno avuto le case distrutte o danneggiate durante i combattimenti contro i miliziani wahabiti.
Ma la Siria "ovviamente" é un regime antidemocratico, una 'dittatura' come dicono i corifei prezzolati del Sionismo internazionale che scrivono sulla 'Repubblica', sulla 'Stampa', che belano e ragliano a reti unificate sui nostri "liberissimi" canali TV...
...intanto nella nostra avanzata democrazia pluto-liberista a totale controllo ebraico una delle città più belle d'Europa agonizza per la terza volta in quattro anni sotto il peso delle precipitazioni atmosferiche perché a colpi di fondi pubblici insufficienti (la spesa pubblica é spreco! privatizzare!!), sequestri di cantieri ordinati da magistrati presenzialisti e applauditi dalla canaglia eco-decrescista (le grandi opere sono male! bisogna preservare la Natura!), corsi, ricorsi, appelli e controappelli, non si riesce a fare un programma efficace di gestione degli alvei dei torrenti e di scolmatura delle acque.
Ma la Siria "ovviamente" é un regime antidemocratico, una 'dittatura' come dicono i corifei prezzolati del Sionismo internazionale che scrivono sulla 'Repubblica', sulla 'Stampa', che belano e ragliano a reti unificate sui nostri "liberissimi" canali TV...
...intanto nella nostra avanzata democrazia pluto-liberista a totale controllo ebraico una delle città più belle d'Europa agonizza per la terza volta in quattro anni sotto il peso delle precipitazioni atmosferiche perché a colpi di fondi pubblici insufficienti (la spesa pubblica é spreco! privatizzare!!), sequestri di cantieri ordinati da magistrati presenzialisti e applauditi dalla canaglia eco-decrescista (le grandi opere sono male! bisogna preservare la Natura!), corsi, ricorsi, appelli e controappelli, non si riesce a fare un programma efficace di gestione degli alvei dei torrenti e di scolmatura delle acque.
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venerdì 13 luglio 2012
Hamas, con finanziamento iraniano, inaugura progetto residenziale per gli ex-detenuti politici liberati in cambio di Schalit!
Circa quattro mesi fa avevamo registrato le dichiarazioni del Ministro dell'Economia del legittimo Governo palestinese Aladeen al-Rifati in merito alla situazione economica della Striscia di Gaza; tra di esse, si poteva leggere, fra l'altro, del decisivo contributo di finanziamenti iraniani per un progetto di edilizia residenziale a favore degli ex-detenuti politici palestinesi liberati dal regime sionista di occupazione in autunno 2011 in cambio del rilascio dell'Ebreo francese Gilad Schalit.
Abbiamo avuto il piacere di leggere oggi, in un comunicato dell'Agenzia stampa SAFA che la prima pietra di quel complesso residenziale dedicato a chi tanto ha sacrificato e tanto ha sofferto per la Causa della Palestina é stata posta nella giornata di ieri e ai lavori contribuiranno in maniera "decisiva" i due milioni di dollari Usa stanziati dal Governo della Repubblica Islamica. La cerimonia ufficiale é stata officiata dal Ministro palestinese per gli Affari dei Prigionieri Attallah abu Sebah e dal Ministro dell'Edilizia e dei Lavori Pubblici Yousef al-Mansi, i quali hanno espresso particolari ringraziamenti all'Iran e al suo Ministro degli Esteri Ali Akbar Salehi per il ruolo centrale svolto da questi nel finanziamento del progetto.
Il Ministro Abu Sebah, posando la prima pietra del complesso ha fatto notare come essa venga deposta su terreno una volta contaminato dall'occupazione sionista e da allora redento e riscattato, quasi purificato, dalla determinazione della Resistenza, non da 'negoziati' e 'riconoscimenti'. Il complesso residenziale, che porterrà il nome di "Edificio Salehi", sorgerà nel quartiere Al-Fardaws nel Nord della Striscia di Gaza, in seguito dovrebbe venire iniziata la costruzione di un complesso ad Al-Zahraa, sempre riservato a ex-detenuti politici, intitolato allo Sceicco Khalif ben Zaid al-Nahyan, una volta che gli Emirati Arabi Uniti avranno finalizzato il versamento del finanziamento promesso: riusciranno i grassi e corrotti emiri sunniti del Golfo Persico a versare i soldi a imitazione di quanto la Repubblica Islamica dell'Iran, assediata e minacciata ogni giorno dall'imperialismo occidentale e sionista, ha già inviato fino all'ultimo centesimo??
Abbiamo avuto il piacere di leggere oggi, in un comunicato dell'Agenzia stampa SAFA che la prima pietra di quel complesso residenziale dedicato a chi tanto ha sacrificato e tanto ha sofferto per la Causa della Palestina é stata posta nella giornata di ieri e ai lavori contribuiranno in maniera "decisiva" i due milioni di dollari Usa stanziati dal Governo della Repubblica Islamica. La cerimonia ufficiale é stata officiata dal Ministro palestinese per gli Affari dei Prigionieri Attallah abu Sebah e dal Ministro dell'Edilizia e dei Lavori Pubblici Yousef al-Mansi, i quali hanno espresso particolari ringraziamenti all'Iran e al suo Ministro degli Esteri Ali Akbar Salehi per il ruolo centrale svolto da questi nel finanziamento del progetto.
Il Ministro Abu Sebah, posando la prima pietra del complesso ha fatto notare come essa venga deposta su terreno una volta contaminato dall'occupazione sionista e da allora redento e riscattato, quasi purificato, dalla determinazione della Resistenza, non da 'negoziati' e 'riconoscimenti'. Il complesso residenziale, che porterrà il nome di "Edificio Salehi", sorgerà nel quartiere Al-Fardaws nel Nord della Striscia di Gaza, in seguito dovrebbe venire iniziata la costruzione di un complesso ad Al-Zahraa, sempre riservato a ex-detenuti politici, intitolato allo Sceicco Khalif ben Zaid al-Nahyan, una volta che gli Emirati Arabi Uniti avranno finalizzato il versamento del finanziamento promesso: riusciranno i grassi e corrotti emiri sunniti del Golfo Persico a versare i soldi a imitazione di quanto la Repubblica Islamica dell'Iran, assediata e minacciata ogni giorno dall'imperialismo occidentale e sionista, ha già inviato fino all'ultimo centesimo??
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lunedì 14 marzo 2011
Sit-in di due settimane a Rafah e Khan Younis viene ulteriormente prolungato, i Palestinesi della Striscia vogliono le loro case!!
Abitanti della Striscia di Gaza le cui case sono state demolite dalle truppe israeliane nel corso dell'ultima decade di attacchi, assedio, vessazioni e bombardamenti hanno deciso di estendere e prolungare un sit-in inizialmente programmato per durare due settimane di fronte alle sedi locali dell'UNRWA, l'agenzia umanitaria delle Nazioni Unite che si prende cura di alleviare le sofferenze dei Palestinesi colpiti da Israele.
La manifestazione, che interessa le rappresentanze UNRWA di Rafah e Khan Younis, mira a spronare l'agenzia a concentrare e rendere più efficienti i propri sforzi per la ricostruzione dell'edilizia residenziale della Striscia; nel corso degli ultimi 11 anni Israele ha distrutto oltre 3000 unità abitative entro l'enclave costiera, rendendo senzatetto oltre 4200 famiglie e ostacolando sistematicamente (ad esempio tramite lo strangolamento delle importanzioni nella Striscia) ogni sforzo organico di riparare a questo sfacelo.
Recentemente fonti dell'UNRWA hanno riportato la notizia di essere riuscite a strappare l'ok israeliano a due grandi progetti di ricostruzione, che dovrebbero interessare proprio Rafah e Khan Younish; interrogati in merito rappresentanti dell'agenzia non si sono diffusi in dettagli, ma hanno confermato che le dimensioni dei piani sarebbero "ragguardevoli".
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martedì 8 marzo 2011
La prima delegazione di volontari internazionali contro l'assedio entra a Gaza dopo la caduta di Mubarak
Una delegazione dell'Alleanza internazionale per la Fine dell'Assedio contro Gaza é arrivata nella Striscia costiera attraverso il varco di confine di Rafah, come confermato da fonti e testimoni sul luogo. Il gruppo di attivisti, che comprende due egiziani, due irlandesi, due britannici, due statunitensi, due greci e un ungherese sarà il primo a poter valutare la situazione a Gaza dopo l'insurrezione egiziana che ha spodestato Mubarak.
Per quanto auspicata e festeggiata dagli stessi Palestinesi dell'enclave la cacciata di Mubarak ha temporaneamente peggiorato le loro condizioni di vita, per la prolungata chiusura della dogana sul lato egiziano del confine.
I delegati internazionali hanno recato con loro un piccolo pacco di cemento in polvere, 'dono' simbolico per significare l'urgenza di abolire, fra tutte le altre e prima delle altre, le restrizioni imposte da Israele all'importazione di materiali edili per uso privato, necessari a riparare una volta per tutte le ferite e le distruzioni inflitte sul tessuto urbano di Gaza dal violento 'pogrom' militare israeliano di ventisei mesi fa.
Ahmed al-Asy, uno dei due egiziani del gruppo, ha dichiarato che la visita, oltre a dimostrare la solidarietà e l'attenzione di tutto il mondo per le perduranti sofferenze di Gaza e del suo popolo, vuole testimoniare in particolare la costante vicinanza del popolo egiziano, che non potrebbe considerare 'completa' la sua liberazione dall'avvilente cappa del Mubarakismo se non ribaltasse le scelte del tiranno deposto in politica estera, in primo luogo e innanzitutto smettendo di fare da 'quarta sponda' allo strangolamento economico della Striscia voluto dallo Stato ebraico.
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