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sabato 5 febbraio 2022

Gli Hezbollah irakeni raccolgono denaro da inviare in Yemen per sostenere la fabbricazione di droni militari!

 


"Le vostre Offerte, i loro Droni", con questo slogan si é tenuta con grande successo in Irak una raccolta fondi organizzata dal partito "Kataib Hezbollah", con lo scopo di sostenere finanziariamente la costruzione di droni militari da parte dei difensori dello Yemen.


Le foto che ci sono state inviate dai nostri fidati contatti dimostrano quanta valuta sia stata raccolta: sono stati necessari numerosi carrelli da supermercato per portarla tutta nel salone in cui sono stati annunciati i risultati della campagna.


giovedì 18 giugno 2015

Hamas contro la decisione del cacicco Abbas: "Manovra unilaterale, nessuno ci ha consultato in merito!"

"Una manovra arbitraria e unilaterale. Nessuno ci ha consultato a proposito di alcuna ipotesi di scioglimento del Governo di unità nazionale, Fatah e la sua leadership hanno agito in maniera totalmente autonoma, sotto tutti i punti di vista".

Così la dirigenza di Hamas, per bocca del suo portavoce ufficiale Sami abu Zuhri ha stigmatizzato la decisione di Mahmud Abbas di dichiarare sciolto il Governo di Ramallah. Fonti dell'Anp hanno poi cercato di dare la colpa della decisione ad Hamas visto che a loro detta l'organizzazione di Resistenza "non permetterebbe al Governo di funzionare nella Striscia di Gaza".

mercoledì 17 giugno 2015

Nuova capriola di Abbas: fa sciogliere il Governo di Ramallah per cercare di sembrare meno inutile e politicamente morto!

Il 'ras' di Fatah, che da lunghissimo tempo occupa la scadutissima poltrona di capo dell'Anp senza che sia intervenuto nessuno ad avvisarlo che la sua carica é ormai spirata da quasi sei anni ha ordinato lo scioglimento del 'Governo di Coalizione' che doveva segnalare la riconciliazione con Hamas e che invece é rimasto inutile e ignorato mentre i gendarmi collaborazionisti di Abbas continuavano a perseguitare la Resistenza nella West Bank.

La France Presse ha riportato la notizia che dopo le dimissioni dell'esecutivo di Ramallah dovrebbero iniziare i dialoghi per la formazione di un nuovo gabinetto, ma é chiaro a chiunque che se Fatah vorrà persistere nel suo atteggiamento di sottomissione verso il regime ebraico qualunque nuovo Governo nascerà morto.

lunedì 2 giugno 2014

Tanto tuonò che piovve: il cacicco Abbas presenta il suo nuovo Governo 'apolitico' e rischia di perdere Hamas fin dal primo giorno!!

Dopo oltre un mese di trattative estenuanti il 'nuovo' Governo palestinese 'apolitico' e di 'unità nazionale' é stato presentato a Ramallah.

Il Premier sarà Rami Hamdallah, una nonentità che fa da prestanome per Abbas la cui volontà di usare il neo Primo Ministro come 'sock puppet' per continuare a coordinarsi con l'occupazione sionista e supervisionare quietamente la continua distruzione della comunità palestinese nei territori occupati di Cisgiordania appare chiarissima e lampante.

Ma scopo di questo 'Governo' é anche imbrigliare, impantanare l'azione di Resistenza che un'organizzazione come Hamas potrebbe continuare a esercitare dalla Striscia di Gaza e così si spiega la capitolazione all'ultimo minuto di Abbas che per non scontentare troppo i sionisti avrebbe voluto eliminare il "Ministero per i Prigionieri Politici" sulla cui presenza invece Hamas insisteva.

Alla fine Abbas ha ceduto e ha 'permesso' che tale Ministero fosse incluso, seppure come portafoglio secondario affidato allo stesso Premier, altrimenti Hamas avrebbe ritirato il suo sostegno a tale esecutivo ancor prima che venisse presentato.

Nessun dignitario di Hamas era presente a Ramallah visto che il regime ebraico ha proibito il transito ai dirigenti del movimento da Gaza. Senza dubbio Abbas é stato molto grato a Tel Aviv per questo fatto.

martedì 6 maggio 2014

A Doha, nello sfarzo pagato dall'Emiro Tamim, si trascina stancamente l'ennesima "riconciliazione" Hamas-Fatah!

Nella giornata di ieri gli amici di IRIB RADIO ITALIA hanno avuto la gentilezza di offrire al vostro affezionato caporedattore il loro palcoscenico per fargli esprimere il suo giudizio sull'ultima della lunga serie di 'riconciliazioni' tra Hamas e Fatah.

Purtroppo il giudizio non ha potuto essere positivo, a partire dal fatto che tale 'accordo' non é il primo e che, dal momento del suo annuncio ha già disatteso le prime tempistiche: si parlava di un "Governo di Unità Nazionale in cinque giorni" e di una immediata 'road map' verso nuove elezioni, ma, a tredici giorni dal presunto 'accordo' siamo ancora alla fase dei meeting bilaterali.

L'ultimo di questi si é svolto a Doha, nella sfarzosa cornice pagata dall'Emiro Tamim al-Thani; fatto che da solo dimostra come Fatah e Hamas, più che dall'ansia quasi erotica di "ricongiungersi" siano stati portati a effettuare questo nuovo giro di valzer dagli argomenti monetari del ricco stato petrolifero, unica fonte di fondi per la ricostruzione di Gaza (motivo sufficiente a convincere Hamas) e potenziale fonte di finanziamento alternativo per l'Anp (visto che Tel Aviv trattiene le tasse raccolte a nome di Ramallah e Washington e Bruxelles ultimamente lesinano i fondi).

Purtroppo, lo ripetiamo con molta tristezza nel cuore; non é da queste manifestazioni superficiali che potrà nascere un vero, compatto, fronte unito di forze palestinesi che porti avanti con coerenza gli interessi dei Palestinesi di Gaza, della West Bank, della Diaspora.

giovedì 24 aprile 2014

La 'riconciliazione' Hamas-Fatah non entusiasma nessuno, tranne la Casa Bianca, che minaccia Ramallah...

I media 'generalisti' gridano al "miracolo" della 'riconciliazione' Hamas-Fatah, che entro la prossima settimana dovrebbe fruttare un "Governo di Unità Nazionale"; i media palestinesi cinicamente parlano di "riunificazione di facciata" e "topolino partorito dalla montagna", mostrandosi molto scettici su possibili effetti reali dei trionfanti annunci di ieri.

Per parte nostra condividiamo tutte le perplessità dei nostri colleghi palestinesi ma segnaliamo, con amarezza, come persino un annuncio così cosmetico possa irritare l'amministrazione Usa, che minaccia di 'sospendere' i trasferimenti di fondi a Fatah (fondi che si dissipano in mille rivoli di corruttela e non beneficiano per nulla la popolazione della Cisgiordania), nel caso che la fazione di Ramallah "osi" dichiararsi a favore della Resistenza in una prospettiva di unità nazionale con Hamas.

Che sia di ammaestramento ad Abbas e sodali: l'interesse nazionale palestinese non può e non potrà mai accordarsi con l'approvazione e il "placet" di Washington (e tanto meno con quello di Tel Aviv!) abbiate il coraggio di riconoscerlo, fate saltare l'inutile "tavolo" dei negoziati che in settecentoventi mesi non vi hanno portato nulla se non umiliazioni e riprendete le armi in mano!!

 

venerdì 20 settembre 2013

L'Egitto restituisce ben due miliardi di dollari al Qatar e aggiunge: "Non vogliamo aumentare i collegamenti aerei con Doha!"

Secondo quanto annunciato ieri dal Governatore della Banca Centrale egiziana, Hisham Ramez, due miliardi di dollari usa sono stati restituiti alla Banca del Qatar dopo che le trattative per trasformare la somma in un blocco di buoni triennali di uguale importo sono definitivamente naufragate. Non pochi osservatori hanno commentato che questo era esattamente il risultato voluto dal nuovo Governo egiziano sostenuto dai militari e che, se fosse rimasto al potere il partito dei Fratelli Musulmani, l'accordo si sarebbe trovato.

Del resto il Qatar é stato uno dei massimi sponsor finanziari e politici dell'Ikhwan in tutto il periodo del suo predominio sulla scena politica egiziana, sembra anzi, che proprio l'abdicazione dell'Emiro Al-Thani in favore di suo figlio Tamim, accompagnata dalle dimissioni del 'falco' Hamad (Primo Ministro e Ministro degli Esteri) sia stata fondamentale per la tempistica di intervento dell'Esercito egiziano e la rimozione del Presidente Mursi.

Come se questo non bastasse anche le trattative per un'intensificazione dei collegamenti aerei tra Egitto e Qatar si sono concluse con un nulla di fatto, ulteriore segno del drastico raffreddamento dei rapporti bilaterali tra il grande paese nordafricano e il piccolo ricchissimo emirato del Golfo.