Visualizzazione post con etichetta Al-Thani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Al-Thani. Mostra tutti i post

martedì 20 gennaio 2015

In Libia anche i governativi dichiarano il "loro" Cessate il Fuoco: possibile un dialogo tra islamisti e Al-Thani?

Il Governo libico internazionalmente riconosciuto (attualmente in 'esilio interno' nella cittadina orientale di Tobruk) ha 'autonomamente' dichiarato un 'cessate il fuoco' che segue quello emanato in precedenza dalle milizie islamiste di Fajr Libya, di fatto (anche se indirettamente) 'accettando' la tregua e muovendo i primi passi per una trattativa.

domenica 18 gennaio 2015

Fajr Libya (messa alle strette), dichiara un cessate il fuoco e si dice 'pronta al dialogo'!!

Evidentemente presa alla sprovvista dall'improvviso 'indietro tutta' dichiarato da Erdogan, e timorosa di venire messa nel mirino dall'Occidente nell'attuale riflusso anti-estremisti causato dall'onda emotiva degli attentati di Parigi, l'organizzazione-ombrello degli islamisti Fajr Libya ha dichiarato un improvviso 'cessate il fuoco' nel paese nordafricano dichiarandosi disposta ad aprire una 'trattativa' con mediazione ONU.

venerdì 12 dicembre 2014

Il traditore siriano Mahraan Al-Dayri muore trasportando una bomba per i suoi amici dell'ISIS!!

Mahraan Al-Dayri diceva di essere un reporter di Al-Jazeera, ma in realtà era un agente al soldo del Qatar, un contrabbandiere di armi ed esplosivi e un fiancheggiatore dell'ISIS e di altre bande takfire estremiste finanziate dai milioni di dollari dell'Emiro Al-Thani; per compiere tutti questi crimini il tesserino di giornalista gli tornava molto comodo.

Questo topo di fogna che pur essendo nato in Siria non aveva esitato a vendere il suo onore e la sua Patria per i dollari di Doha adesso sta squittendo all'inferno visto che finalmente é morto nei dintorni di Sheik Mishkeen nella provincia meridionale di Daraa.

La cosa ironica é che la sua morte è stata provocata non dalle pallottole o dai missili dell'Esercito Siriano ma da una bomba che l'idiota stava trasportando sulla sua auto, guidando a fari spenti nella notte per 'non essere individuato'.

Purtroppo per lui i fari spenti non gli hanno permesso di individuare un ostacolo sulla strada contro il quale ha sbattuto provocando l'immediato innesco dell'ordigno che portava con sé.

Questo traditore é morto come é vissuto...in maniera ridicola degna di Paperino e Wile Coyote.

venerdì 20 settembre 2013

L'Egitto restituisce ben due miliardi di dollari al Qatar e aggiunge: "Non vogliamo aumentare i collegamenti aerei con Doha!"

Secondo quanto annunciato ieri dal Governatore della Banca Centrale egiziana, Hisham Ramez, due miliardi di dollari usa sono stati restituiti alla Banca del Qatar dopo che le trattative per trasformare la somma in un blocco di buoni triennali di uguale importo sono definitivamente naufragate. Non pochi osservatori hanno commentato che questo era esattamente il risultato voluto dal nuovo Governo egiziano sostenuto dai militari e che, se fosse rimasto al potere il partito dei Fratelli Musulmani, l'accordo si sarebbe trovato.

Del resto il Qatar é stato uno dei massimi sponsor finanziari e politici dell'Ikhwan in tutto il periodo del suo predominio sulla scena politica egiziana, sembra anzi, che proprio l'abdicazione dell'Emiro Al-Thani in favore di suo figlio Tamim, accompagnata dalle dimissioni del 'falco' Hamad (Primo Ministro e Ministro degli Esteri) sia stata fondamentale per la tempistica di intervento dell'Esercito egiziano e la rimozione del Presidente Mursi.

Come se questo non bastasse anche le trattative per un'intensificazione dei collegamenti aerei tra Egitto e Qatar si sono concluse con un nulla di fatto, ulteriore segno del drastico raffreddamento dei rapporti bilaterali tra il grande paese nordafricano e il piccolo ricchissimo emirato del Golfo.


domenica 14 luglio 2013

"Che fate, me menate?" Il takfiro Qaradawi 'accompagnato' a calci e pugni dai gorilla dell'Emiro sul jet che lo ha esiliato dal Qatar!

Picchiato, legato e caricato con la forza su un aereo come un pacco postale, questa é stata la scena dell'espulsione di Youssef Al Qaradhawi, predicatore estremista di origine egiziana, esiliato dal Qatar per ordine esplicito del nuovo Emiro Tamim che non ha avuto clemenza nonostante lo stretto rapporto che legava il chierico sunnita a suo padre e a suo zio, che lo avevano ospitato, regaliato del passaporto qatariota, permettendogli l'accesso ai microfono di Al-Jazeera a suo piacimento, rifornendolo copiosamente di contante.

L'ospitalità offerta al predicatore wahabita faceva parte dell'aggressiva politica estera di Doha, che voleva, sostenendo le istanze islamiste più estreme, rifornendo i combattenti takfiri prima in Libia e poi in Siria, mediare tra Hamas e Israele sottraendo il primo all'influenza Iraniana, riuscire a superare 'a destra' l'Arabia Saudita come paese arabo più amico degli Usa e di Tel Aviv. Qaradawi adesso si trova in Egitto, in un ospedale per ricevere le cure dovute alle percosse avute al momento dell'espulsione dal Qatar.

Qualche tempo fa rammentavamo ai nostri lettori che a farsi burattini dei vari 'Mangiafuoco' imperialisti si rischia sempre, una volta esaurita la propria utilità, di venire scartati e gettati nel camino ad ardere, quello che vediamo non fa che confermare la nostra posizione.

sabato 6 luglio 2013

Povero Qaradawi! Dopo il golpe in Egitto l'Emiro del Qatar sfratta e sospende il passaporto del celebre predicatore sunnita!

"I perdenti non piacciono a nessuno!", così, un po' rozzamente, si potrebbero sintetizzare le vicissitudini dello Sceicco Qaradawi, noto predicatore sunnita che, messo in esilio dal regime di Mubarak, aveva trovato asilo, sostegno e una formidabile piattaforma mediatica per le sue rigide ma nondimeno ispirate orazioni nella capitale qatariota Doha e nei microfoni e nei video di Al-Jazeera. Qaradawi era molto intimo, come prova la foto qui sopra umoristicamente 'ritoccata' del vecchio emiro Al-Thani.
Ma "Aria nuova, scopa nuova!" appena consumata l'abdicazione con salita al trono del nuovo Emiro Tamim, é bastata la detronizzazione in Egitto del Presidente Morsi e dei suoi compagni dell'Ikhwan per far disastrosamente franare le 'azioni' del predicatore cui poco é valso l'aver sperperato il suo patrimonio di credibilità sposando le tesi takfire (molto gradite al vecchio Al-Thani) della falsa 'jihad' da combattere in Siria contro Assad e il suo Governo legittimo e istigando i sunniti egiziani alla violenza omicida contro gli sciiti.
Quindi Qaradawi é stato rapidamente e poco cerimoniosamente espulso da Doha, i suoi documenti qatarioti sono stati rapidamente invalidati e, con l'aria che tira in Egitto, non é detto che i Generali e il Presidente a Interim Adli Mansour siano disposti a riceverlo, col rischio che le sue prediche radicalizzino i sostenitori dell'Ikhwan che già ieri si sono scatenati in violenze. Insomma, ancora una volta viene dimostrato che a mettersi al servizio dell'arroganza dell'Imperialismo e dei suoi servi locali si possono sì ottenere vantaggi, ma del tutto momentanei e transitori, mentre coloro che scelgono la via della Resistenza, quando ottengono risultati, anche a prezzo di grandi sofferenze, possono star certi che essi saranno saldi e duraturi!

giovedì 28 febbraio 2013

Ministro irakeno dichiara: "Erdogan e Al-Thani aiutando i wahabiti in Siria dichiarano guerra anche a Bagdad!"

Il Ministro dei Trasporti irakeno, già capo dell'Organizzazione Badr, Hadi al-Amiri, ha dichiarato all'agenzia Reuters che "Continuando a sostenere l'insorgenza degli estremisti sunniti in Siria, i Governi di Turchia e Qatar stanno implicitamente dichiarando guerra anche all'Irak, alle sue istituzioni e ai suoi cittadini!".

Amiri ha dichiarato che, nonostante le grandi vittorie riportate dalle forze nazionali siriane, facilitate e rese possibili dall'aiuto e dalla cooperazione con Damasco dei suoi tradizionali e fedeli alleati Russi, Iraniani, Libanesi e anche dalla vigilanza e dal controllo esercitato lungo il confine dell'Anbar dalle forze irakene, l'ostinazione turca e qatariota a "pompare" mercenari, denaro e armi contro Assad rende più difficile il raggiungimento di un'intesa pacifica per la cessazione delle ostilità.

Interessante come, nella sua concione, Amiri non abbia menzionato l'Arabia Saudita, forze un segno ulteriore della posizione "terza", non totalmente coinvolta a livello governativo e dinastico, del regime di Riyadh riguardo il proseguire dell'offensiva terrorista in Siria. Forse é vero quel che ci é stato riferito che a continuare a foraggiare i terroristi siano rimasti alcuni principi a livello 'personale' ma il sostegno ufficiale saudita alla guerriglia sia da considerarsi terminato.