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giovedì 31 maggio 2018

Nella 'capitale estiva' saudita uomini armati assaltano caserma della Guardia Nazionale!

L'Arabia Saudita si avvita sempre più nella morsa di una crisi che, iniziata con l'assalto armato al Palazzo Reale di Riyadh, non mostra segni di miglioramento o possibile risoluzione.

Mentre passano i giorni e l'erede al trono designato (Principe Mohammed bin Salman) non si  fa vedere, sempre più gruppi all'interno del paese pensano che sia arrivato il momento per muoversi anche con azioni armate e violente.

Nella cittadina di Al-Taif, capitale estiva del regno, a poca distanza dalla Mecca, sui fianchi della catena montuosa di Sarat, sconosciuti aggressori hanno assaltato una caserma della Guardia Nazionale.

Seguono due video registrati da testimoni coi telefoni cellulari.

venerdì 21 febbraio 2014

Voci insistenti danno per "fuori gioco" il Principe Bandar nella questione siriana, sarà vero? Aspettiamo...

Secondo insistenti voci rimbalzater per tutta la giornata 'Bandar Bush' sarebbe stato finalmente estromesso dalla gestione del dossier Siria; Riyadh avrebbe affidato la gestione della crisi siriana a un Principe gradito agli Stati Uniti, Mohammed bin Nayef, estromettendo il potente capo dell’intelligence, principe Bandar bin Sultan, responsabile negli ultimi tre anni delle iniziative saudite a favore dei peggiori terroristi qaedisti della regione e del mondo.

E’ quanto riporta oggi il Wall Street Journal, citando consiglieri della famiglia reale saudita, sottolineando come l’avvicendamento apra la strada a una normalizzazione dei rapporti con Washington, dopo le tensioni emerse negli ultimi mesi tra i due alleati sulla strategia da seguire in Siria. Secondo fonti Usa interpellate dal quotidiano, l’avvicendamento potrebbe favorire anche un maggior impegno saudita contro i miliziani jihadisti che sono stati inviati in Siria da Bandar Bush negli ultimi anni.

Il principe Mohammed bin Nayef, ministro dell’Interno, sarebbe gradito a Washington proprio per il suo impegno contro il terrorismo. La crisi siriana sarà seguita anche dal figlio del re Abdullah, Miteb bin Abdullah, capo della Guardia nazionale saudita, stando a quanto precisato dai consiglieri della casa reale.

Un analista saudita che lavora come consigliere dei reali ha sottolineato come l’iniziativa segnali la volontà di Riad di fare maggiore ricorso alla diplomazia. Non sappiamo quanto credito dare a queste dichiarazioni, ma aspettiamo a giudicare dai fatti che si apprezzeranno sul campo.

mercoledì 15 gennaio 2014

Migliaia di militanti nazionalisti egiziani pronti a unirsi alle truppe di Assad per combattere i mercenari takfiri!!

Un portavoce dell "Al-Dimqurati al-Arabi al-Nasseri" formazione politica che tiene alto il vessillo del nazionalismo egiziano, dell'ideale panarabo e della visione socialista di Gamal al-Nasser, indimenticato leader della Rivoluzione del 1952 e vero gigante della scena politica egiziana rispetto ai nani che lo hanno seguito ha dichiarato che migliaia di militanti nazionalisti (non solo tra gli iscritti al partito) e membri della Guardia Nazionale sono pronti a partire per la Siria per unirsi alle forze governative nella lotta contro i terroristi wahabiti.

Il Partito Nasserita riconosce la mano imperialista e sionista dietro l'insorgenza terroristica che da quasi tre anni travaglia la Siria e teme che lo stesso meccanismo possa essere usato dall'Occidente contro l'Egitto, per stroncare il suo ritorno sulla scena politica araba e africana da attore indipendente e non soggetto ai diktat americani e sionisti, da qui l'offerta di un intervento diretto dei suoi militanti e simpatizzanti nel conflitto siriano.

I nazionalisti egiziani si unirebbero così agli Hezbollah libanesi, alle guardie rivoluzionarie iraniane (IRGC) e agli sciiti irakeni che sono accorsi in Siria per sostenere il Presidente Bashir al-Assad.

lunedì 1 luglio 2013

Rapporto 'segreto' rivela: Il Princpe Muqrin, ex-'Spymaster' di Riyadh sarebbe ancora in corsa per il trono!

Pur con tutta la cautela possibile e immaginabile riportiamo la notizia di come sulla stampa sionista abbia fatto la sua comparsa un articolo secondo il quale in un documento 'segreto' filtrato fuori dagli ambienti dei servizi e del Ministero degli Esteri, si analizzerebbero le 'chances' residue per Muqrin bin Abdulaziz al-Saoud, Principe già capo supremo dei servizi segreti sauditi, poi giubilato in favore del famigerato 'Bandar Bush', starebbe rafforzando i propri legami e stringendo le fila dei propri sostenitori nel tentativo di presentarsi comunque come credibile candidato e ereditare il trono di Re Abdullah, pur non ricoprendo ora come ora alcuna carica governativa.

La candidatura di Muqrin porrebbe una 'vera' e forte alternativa a quella del figlio di Abdallah, Mutaib, che, con i suoi 'appena' 61 anni garantirebbe però una permanenza al trono più lunga e una capacità di fare politica attiva certamente più incisiva e coerente di quella di un ultraottantenne. Nel corso del testè conclusosi mese di giugno 2013 la stessa rivista Foreign Policy aveva analizzato le lotte di potere interne alla corte dei Saoud vista la nota fragilità della salute dell'attuale Re, concludendo che uno stato di prolungata instabilità o addirittura la caduta della dinastia a causa dei conflitti interni non erano alternativ da scartare totalmente.

mercoledì 26 giugno 2013

Comincia a chiarirsi la lotta per la successione a Riyadh? Re Abdullah sponsorizzerebbe la candidatura del 'figliolo' Mutaib...

Mentre in Qatar si sarebbe già consumato senza colpo ferire il trasferimento dei poteri da parte dell'ormai ex-Emiro Al-Thank verso il primogenito della sua seconda moglie, il Principe (ora Emiro) Tamim, fino a poco fa lasciato a baloccarsi col Paris Saint-Germain e con la presidenza del Comitato Olimpico Qatariota la situazione della possibile successione a Re Abdallah a Riyadh é molto più complicata, tra stoccate e ripicche che scuotono fin nelle fondamenta una costruzione dinastica ormai rosa e pericolante.

Gli sforzi dell'anziano e malato Re Abdallah, che ancora recentemente si é impegnato ad accusare formalmente e a infliggere gli arresti domiciliari al potente ex-Viceministro della Difesa, sarebbero volti a spinanare la strada per il trono al suo pupillo, il figlio Principe Mutaib, Ministro della Guardia Nazionale, formazione armata affidatagli direttamente dal padre.

"Appena" sessantunenne, Mutaib potrebbe essere ben visto dalla Casa Bianca e dalla Lobby sionista che mal sopporterebbero un altro regnante ultraottantenne che giocoforza dovrebbe abbandonare il trono entro pochi anni per morte o senilità.

martedì 2 agosto 2011

Non bastano i sauditi! Il corrotto Re del Bahrein cerca di arruolare anche mercenari pachistani per reprimere il suo popolo!!!


Mentre tutto il "giornalistume" occidentalista si sbizzarrisce in fantasiose invenzioni sulla Siria (dove ricordiamo, c'é un Presidente che ha il 'torto' di essere sostenuto dal 90% della popolazione e di volerla proteggere da assassini e provocatori prezzolati che da alcuni mesi agiscono agli ordini di Cia e Mossad), nemmeno un rigo viene scritto su "Repubblica", sulla "Stampa", sul "Giornale" e su "Libero" (organi 'bipartisan' che diffondono la stessa propaganda variando solamente i toni) su quanto accade in Bahrein dove, invece, le stragi e la repressione ci sono veramente ma siccome vengono da un regime amico di Usa e Israele tutto deve essere tenuto sotto silenzio.

Siccome il sovrano Al-Khalifa non é riuscito a sottomettere il suo popolo con le violenze, gli arresti, le torture, gli stupri e le mitragliate ad altezza d'uomo sulla folla, nemmeno dopo l'intervento di truppe Saudite e degli UAE nella piccola isola del Golfo Persico, adesso sui quotidiani del lontano Pachistan cominciano ad apparire annunci che invitano "persone con esperienza militare e di polizia" ad "arruolarsi nella Guardia Nazionale del Bahrein.

Notare come, nell'annuncio che qui riportiamo le parole "con esperienza" e "bisogno urgente" siano sottolineate; evidentemente il corrotto Al-Khalifa sente il trono barcollare anche con l'aiuto degli 'amici' sauditi e di Abu Dhabi e non vuole correre rischi.

Comandato per la maggior parte della sua storia da una casta militare antidemocratica e dittatoriale il Pachistan ha sempre "esportato" mercenari in Asia e Africa; durante la strage di Palestinesi voluta nel 1970 dal nano ascemita Re Hussein le truppe più feroci erano comandate dal pachistano Zia ul-Haq, poi divenuto dittatore di Karachi fino a quando la CIA non decise di assassinarlo con una bomba temendo che si stesse avvicinando troppo a Pechino.


Nel Mondo Arabo erano già diversi mesi che si parlava della presenza di pachistani in Bahrein per la repressione delle sommosse: questo video caricato su Youtube ad aprile lo dimostra. Ora, gli "annunci economici" di Casa Al-Khalifa dimostrano con piena certezza quello che i più perspicaci e informati osservatori di cose mediorientali già sospettavano da tempo.
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