"Da oggi tutti i voli della Qatar Airways destinati all'Africa e all'Europa attraverseranno lo spazio aereo iraniano per raggiungere le proprie destinazioni"; questo il terso comunicato della Compagnia Iraniana per gli Aeroporti e la Navigazione Aerea con cui si annuncia un enorme cambiamento nella politica delle linee aeree mediorientali.
L'attacco economico-diplomatico scatenato dall'Arabia Saudita e dai suoi clienti e lacché contro l'emirato di Doha ha avuto l'effetto di avvicinare ancora di più la Repubblica Islamica con lo stato peninsulare del Golfo Persico.
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martedì 6 giugno 2017
La Qatar Airways sposta le sue rotte attraverso lo spazio aereo iraniano!
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lunedì 1 luglio 2013
Rapporto 'segreto' rivela: Il Princpe Muqrin, ex-'Spymaster' di Riyadh sarebbe ancora in corsa per il trono!
Pur con tutta la cautela possibile e immaginabile riportiamo la notizia di come sulla stampa sionista abbia fatto la sua comparsa un articolo secondo il quale in un documento 'segreto' filtrato fuori dagli ambienti dei servizi e del Ministero degli Esteri, si analizzerebbero le 'chances' residue per Muqrin bin Abdulaziz al-Saoud, Principe già capo supremo dei servizi segreti sauditi, poi giubilato in favore del famigerato 'Bandar Bush', starebbe rafforzando i propri legami e stringendo le fila dei propri sostenitori nel tentativo di presentarsi comunque come credibile candidato e ereditare il trono di Re Abdullah, pur non ricoprendo ora come ora alcuna carica governativa.
La candidatura di Muqrin porrebbe una 'vera' e forte alternativa a quella del figlio di Abdallah, Mutaib, che, con i suoi 'appena' 61 anni garantirebbe però una permanenza al trono più lunga e una capacità di fare politica attiva certamente più incisiva e coerente di quella di un ultraottantenne. Nel corso del testè conclusosi mese di giugno 2013 la stessa rivista Foreign Policy aveva analizzato le lotte di potere interne alla corte dei Saoud vista la nota fragilità della salute dell'attuale Re, concludendo che uno stato di prolungata instabilità o addirittura la caduta della dinastia a causa dei conflitti interni non erano alternativ da scartare totalmente.
La candidatura di Muqrin porrebbe una 'vera' e forte alternativa a quella del figlio di Abdallah, Mutaib, che, con i suoi 'appena' 61 anni garantirebbe però una permanenza al trono più lunga e una capacità di fare politica attiva certamente più incisiva e coerente di quella di un ultraottantenne. Nel corso del testè conclusosi mese di giugno 2013 la stessa rivista Foreign Policy aveva analizzato le lotte di potere interne alla corte dei Saoud vista la nota fragilità della salute dell'attuale Re, concludendo che uno stato di prolungata instabilità o addirittura la caduta della dinastia a causa dei conflitti interni non erano alternativ da scartare totalmente.
giovedì 27 giugno 2013
Il primo discorso dell'Emiro Tamim delude chi sperava in un cambio di rotta della politica di Doha!
Coloro i quali covavano più o meno segretamente la speranza che il recente avvicendamento sul trono qatariota avrebbe potuto tradursi in un lento e parziale riposizionamento di Doha nello scacchiere strategico mediorientale ha visto le proprie aspettative brutalmente rovinate proprio dal primo discorso ufficiale dell'Ex-delfino ora divenuto Emiro Tamim al-Thani il quale, nella sua prima 'uscita' pubblica, si é limitato a recitare un peana a favore dei diciotto anni di regno paterno e a ribadire che sotto la sua guida il Qatar continuerà nel solco tracciato dall'augusto, pingue genitore.
Certo, bisogna tenere conto che se Tamim avesse anche intenzione di spostare il proprio paese fuori dallo stretto giogo impostogli dagli Americani e dai Sionisti difficilmente lo annuncerebbe in diretta televisiva appena conquistato il potere, tuttavia anche la maniera casuale e svogliata con cui il neo-emiro ha menzionato la questione palestinese sembra indicare che il nuovo sovrano sarà più interessato a farsi 'ascaro' degli ordini di Washington e Tel Aviv contro la Siria, l'Iran, Hezbollah e l'Asse della Resistenza piuttosto che a dare segni di discontinuità con il precedente regnante.
Certo, bisogna tenere conto che se Tamim avesse anche intenzione di spostare il proprio paese fuori dallo stretto giogo impostogli dagli Americani e dai Sionisti difficilmente lo annuncerebbe in diretta televisiva appena conquistato il potere, tuttavia anche la maniera casuale e svogliata con cui il neo-emiro ha menzionato la questione palestinese sembra indicare che il nuovo sovrano sarà più interessato a farsi 'ascaro' degli ordini di Washington e Tel Aviv contro la Siria, l'Iran, Hezbollah e l'Asse della Resistenza piuttosto che a dare segni di discontinuità con il precedente regnante.
mercoledì 26 giugno 2013
Comincia a chiarirsi la lotta per la successione a Riyadh? Re Abdullah sponsorizzerebbe la candidatura del 'figliolo' Mutaib...
Mentre in Qatar si sarebbe già consumato senza colpo ferire il trasferimento dei poteri da parte dell'ormai ex-Emiro Al-Thank verso il primogenito della sua seconda moglie, il Principe (ora Emiro) Tamim, fino a poco fa lasciato a baloccarsi col Paris Saint-Germain e con la presidenza del Comitato Olimpico Qatariota la situazione della possibile successione a Re Abdallah a Riyadh é molto più complicata, tra stoccate e ripicche che scuotono fin nelle fondamenta una costruzione dinastica ormai rosa e pericolante.
Gli sforzi dell'anziano e malato Re Abdallah, che ancora recentemente si é impegnato ad accusare formalmente e a infliggere gli arresti domiciliari al potente ex-Viceministro della Difesa, sarebbero volti a spinanare la strada per il trono al suo pupillo, il figlio Principe Mutaib, Ministro della Guardia Nazionale, formazione armata affidatagli direttamente dal padre.
"Appena" sessantunenne, Mutaib potrebbe essere ben visto dalla Casa Bianca e dalla Lobby sionista che mal sopporterebbero un altro regnante ultraottantenne che giocoforza dovrebbe abbandonare il trono entro pochi anni per morte o senilità.
Gli sforzi dell'anziano e malato Re Abdallah, che ancora recentemente si é impegnato ad accusare formalmente e a infliggere gli arresti domiciliari al potente ex-Viceministro della Difesa, sarebbero volti a spinanare la strada per il trono al suo pupillo, il figlio Principe Mutaib, Ministro della Guardia Nazionale, formazione armata affidatagli direttamente dal padre.
"Appena" sessantunenne, Mutaib potrebbe essere ben visto dalla Casa Bianca e dalla Lobby sionista che mal sopporterebbero un altro regnante ultraottantenne che giocoforza dovrebbe abbandonare il trono entro pochi anni per morte o senilità.
lunedì 24 giugno 2013
E' ufficiale! Il grosso grasso Emiro del Qatar ha alzato il sederone dal trono: ha abdicato!!
Come annunciato con largo anticipo su queste pagine (sia lode e grazie alle nostre fonti!) é arrivata oggi da Doha la notizia ufficiale che l'Emiro del Qatar Hamad al-Thani ha abdicato al trono in favore dell'erede diretto, il figlio primogenito della seconda moglie, Principe Tamim.
Il 'valzer' sul trono, cui si accompagnano le dimissioni del 'falco' Hamad bin Jassim (eminenza grigia del vecchio Emiro e contemporaneamente Premier e Ministro degli Esteri, invischiato fino al collo nella palude dei finanziamenti ai terroristi anti-Assad), lascia un notevole 'vuoto' nelle attività estere dell'Emirato, che il neo-incoronato potrà colmare solo dopo un periodo di 'assestamento' di alcuni mesi.
Salito al potere con un 'golpe incruento' nel 1995 il regno di Hamad al-Thani ha visto il Qatar passare da paese petrolifero di secondo piano a diretto sfidante dell'Arabia Saudita per il primato fra le monarchie arabe conservatrici, filoamericane e filosioniste, obiettivo perseguito dall'Emiro con spese faraoniche come quelle sostenute per mettere in piedi il network della menzogna wahabita 'Al-Jazeera' (maldestramente imitato dai Sauditi con Al-Arabiya) e per versare cospicue tangenti alla FIFA per assicurarsi i mondiali di calcio 2022.
Il 'valzer' sul trono, cui si accompagnano le dimissioni del 'falco' Hamad bin Jassim (eminenza grigia del vecchio Emiro e contemporaneamente Premier e Ministro degli Esteri, invischiato fino al collo nella palude dei finanziamenti ai terroristi anti-Assad), lascia un notevole 'vuoto' nelle attività estere dell'Emirato, che il neo-incoronato potrà colmare solo dopo un periodo di 'assestamento' di alcuni mesi.
Salito al potere con un 'golpe incruento' nel 1995 il regno di Hamad al-Thani ha visto il Qatar passare da paese petrolifero di secondo piano a diretto sfidante dell'Arabia Saudita per il primato fra le monarchie arabe conservatrici, filoamericane e filosioniste, obiettivo perseguito dall'Emiro con spese faraoniche come quelle sostenute per mettere in piedi il network della menzogna wahabita 'Al-Jazeera' (maldestramente imitato dai Sauditi con Al-Arabiya) e per versare cospicue tangenti alla FIFA per assicurarsi i mondiali di calcio 2022.
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giovedì 13 giugno 2013
As-Safir lancia l'ipotesi di un "Diktat" di Washington dietro la prossima abdicazione di Al-Thani, con tanto di minaccia finanziaria!
Machiavelli raccomandava al 'Principe' di servirsi, per i suoi scopi, di uomini gretti e sgradevoli che potessero, al momento opportuno, venire messi da parte senza che alcuno avesse nulla da protestare, anzi, eventualmente garantendo a chi 'licenziava' tali buratti ormai disutili, la 'gratitudine' di coloro che avevano dovuto subire le loro prepotenze.
E potrebbe esserci un meccanismo simile, almeno prestando fede alle ipotesi esplicate nell'ultima edizione del quotidiano libanese 'As-Safir' dietro alla notizia del prossimo cambio al vertice della Dinastia Al-Thani, che, secondo i bene informati (tra cui noi, che abbiamo segnalato i movimenti in merito in un nostro recentissimo articolo) dovrebbe portare il 'Delfino' Principe Tamim a sostituire il genitore Emiro Al-Thani sul trono del Qatar entro i primi di agosto 2013.
La redazione del quotidiano ipotizza un vero e proprio 'diktat' di Washington dietro la decisione dell'Emiro qatariota, che sarebbe stato 'convinto' ad acconsentire da una nemmeno tanto velata minaccia americana verso tutte le proprietà di Doha non solo in territorio statunitense, ma persino nell'UE e in altri paesi occidentali asserviti a Obama, che in caso di riluttanza dell'attuale Emiro sarebbero state sequestrate en masse con la scusa di dover prevenire distrazioni di fondi a organizzazioni estremiste e terroriste.
Ovviamente Obama e soci sarebbero furiosi per la maniera 'disinvolta' con cui Al-Thani ha distribuito centinaia di milioni di dollari a milizie wahabite estremiste in Libia e in Siria, senza alcun pensiero a cosa sarebbe stato di queste cellule impazzite in prospettiva futura: l'agguato e l'ammazzamento del console americano a Bengasi ha ben mostrato cosa possano fare 'cani sciolti' in passato troppo riccamente foraggiati.
E potrebbe esserci un meccanismo simile, almeno prestando fede alle ipotesi esplicate nell'ultima edizione del quotidiano libanese 'As-Safir' dietro alla notizia del prossimo cambio al vertice della Dinastia Al-Thani, che, secondo i bene informati (tra cui noi, che abbiamo segnalato i movimenti in merito in un nostro recentissimo articolo) dovrebbe portare il 'Delfino' Principe Tamim a sostituire il genitore Emiro Al-Thani sul trono del Qatar entro i primi di agosto 2013.
La redazione del quotidiano ipotizza un vero e proprio 'diktat' di Washington dietro la decisione dell'Emiro qatariota, che sarebbe stato 'convinto' ad acconsentire da una nemmeno tanto velata minaccia americana verso tutte le proprietà di Doha non solo in territorio statunitense, ma persino nell'UE e in altri paesi occidentali asserviti a Obama, che in caso di riluttanza dell'attuale Emiro sarebbero state sequestrate en masse con la scusa di dover prevenire distrazioni di fondi a organizzazioni estremiste e terroriste.
Ovviamente Obama e soci sarebbero furiosi per la maniera 'disinvolta' con cui Al-Thani ha distribuito centinaia di milioni di dollari a milizie wahabite estremiste in Libia e in Siria, senza alcun pensiero a cosa sarebbe stato di queste cellule impazzite in prospettiva futura: l'agguato e l'ammazzamento del console americano a Bengasi ha ben mostrato cosa possano fare 'cani sciolti' in passato troppo riccamente foraggiati.
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L'Emiro Al-Thani del Qatar prepara l'uscita di scena propria e del cugino Hamad bin Jassim!
Riceviamo con piacere e riportiamo la notizia di manovre interne alla corte del reazionario emriato petrolifero del Qatar, dove, in concomitanza con la debacle siriana (che ha garantito al sovrano di Doha la sorda ostilità tanto di Casa Saoud quanto delle cancellerie europee e della Stanza Ovale), sembra che il pingue Emiro Al-Thani stia organizzando la successione al trono del proprio primogenito ed erede diretto Principe Tamim.
Evidentemente ammaestrato dalle croniche difficoltà dei vicini Sauditi, che si ostinano a mantenere sul trono una stringa di senescenti 'principi' in attesa di avere esaurito la lista di prentendenti dei 'Sette Sudairi", Al-Thani vorrebbe vedere le redini del potere in mano al giovane ed energico Principe Tamim (née: 1980) quanto prima, anche per permettere alla sua casata di presentarsi con "una faccia pulita" al tavolo diplomatico per la soluzione della crisi siriana, cui l'attuale Emiro ha contribuito lanciando centinaia di milioni di dollari d'armi, esplosivi e rifornimenti ai più instabili e fanatici estremisti islamici del Globo.
Insieme all'Emiro Al-Thani dovrebbe lasciare le sue cariche anche il cugino Hamad bin Jassim, attualmente Premier e Ministro degli Esteri.
Il Principe Tamim, diplomatosi all'Accademia militare britannica di Sandhurst come i rampolli di tante monarchie arabe reazionarie, si é finora dilettato di sport, presiedendo il Comitato Olimpico qatariota, ingegnerando l'acquisto da parte del fondo d'investimento di famiglia del Paris-Saint-Germain e lobbizzando la FIFA per ottenere a Doha l'organizzazione dei campionati del mondo di calcio 2022.
Evidentemente ammaestrato dalle croniche difficoltà dei vicini Sauditi, che si ostinano a mantenere sul trono una stringa di senescenti 'principi' in attesa di avere esaurito la lista di prentendenti dei 'Sette Sudairi", Al-Thani vorrebbe vedere le redini del potere in mano al giovane ed energico Principe Tamim (née: 1980) quanto prima, anche per permettere alla sua casata di presentarsi con "una faccia pulita" al tavolo diplomatico per la soluzione della crisi siriana, cui l'attuale Emiro ha contribuito lanciando centinaia di milioni di dollari d'armi, esplosivi e rifornimenti ai più instabili e fanatici estremisti islamici del Globo.
Insieme all'Emiro Al-Thani dovrebbe lasciare le sue cariche anche il cugino Hamad bin Jassim, attualmente Premier e Ministro degli Esteri.
Il Principe Tamim, diplomatosi all'Accademia militare britannica di Sandhurst come i rampolli di tante monarchie arabe reazionarie, si é finora dilettato di sport, presiedendo il Comitato Olimpico qatariota, ingegnerando l'acquisto da parte del fondo d'investimento di famiglia del Paris-Saint-Germain e lobbizzando la FIFA per ottenere a Doha l'organizzazione dei campionati del mondo di calcio 2022.
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