Il Vicesegretario di Hezbollah, Sceicco Naeem Qassem, é volato a Teheran; che questa visita sia strettamente collegata con quella appena effettuata a Beirut dal Ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif é abbastanza autoevidente, e ha come motivazione gli intensi sforzi della Repubblica Islamica per trovare una soluzione alla situazione siriana (in cui, come rendiamo precisa e puntuale cronaca da anni, i combattenti di Hezbollah giocano un ruolo insostituibile).
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sabato 15 agosto 2015
Il Vice di Nasrallah Sceicco Qassem vola a Teheran e tiene un discorso prima della preghiera del venerdì!
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lunedì 14 luglio 2014
Importanti dichiarazioni di Ahmed Jibril del PFLP-GC sulla preparazione militare di Gaza contro incursioni sioniste!!
Ahmed Jibril, Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina-Comando Generale, all’emittente al Mayadeen ha
raccontato, per la prima volta, il passaggio delle armi dalla Siria alla Resistenza Palestinese, a Gaza
«Quello che sto dicendo è la prima volta che lo racconto. Il passaggio delle armi siriane alla Striscia di Gaza è avvenuto prima che Hamas, purtroppo, adottasse una
posizione ostile nei confronti della Siria. I siriani hanno dato Hamas molte cose, e questo lo sappiamo. In più, abbiamo creato un centro di ricerca tra noi, i
fratelli di Hamas e la Siria, e sto dicendo questo per la prima volta.
Nel deserto siriano ci sono stati esperimenti con tutti i tipi di razzi, a corto, medio e lungo raggio. Inoltre, i fratelli in Siria hanno dato ai fratelli nel movimento di Hamas missili anti-carro, anche adesso nelle loro disponibilità. Perciò io vi dico che per il nemico israeliano non sarà "una passeggiata nel parco", nel caso tentasse di invadere la Striscia di Gaza. I nemici sionisti avranno i propri carri armati distrutti, così come avvenne durante l'aggressione del 2006 contro Hezbollah; questi sono gli stessi carri armati distrutti in Ayta al-Sha'b, in Aytaroun e vari posti in Libano.
Queste sono le armi esistenti (nella Striscia di Gaza). Inoltre, i fratelli di Hezbollah, hanno consegnato ai fratelli di Hamas e di tutte le fazioni della Resistenza nella Striscia di Gaza, armi di alta qualità. Inoltre, anche i fratelli nella Repubblica islamica dell'Iran hanno fornito le armi, dove il Sudan le ha custodite, in seguito sono state inviate alla penisola del Sinai, dove i nostri fratelli arabi nel Sinai, le tribù, li hanno trasferiti attraverso i tunnel che erano aperti».
Nel deserto siriano ci sono stati esperimenti con tutti i tipi di razzi, a corto, medio e lungo raggio. Inoltre, i fratelli in Siria hanno dato ai fratelli nel movimento di Hamas missili anti-carro, anche adesso nelle loro disponibilità. Perciò io vi dico che per il nemico israeliano non sarà "una passeggiata nel parco", nel caso tentasse di invadere la Striscia di Gaza. I nemici sionisti avranno i propri carri armati distrutti, così come avvenne durante l'aggressione del 2006 contro Hezbollah; questi sono gli stessi carri armati distrutti in Ayta al-Sha'b, in Aytaroun e vari posti in Libano.
Queste sono le armi esistenti (nella Striscia di Gaza). Inoltre, i fratelli di Hezbollah, hanno consegnato ai fratelli di Hamas e di tutte le fazioni della Resistenza nella Striscia di Gaza, armi di alta qualità. Inoltre, anche i fratelli nella Repubblica islamica dell'Iran hanno fornito le armi, dove il Sudan le ha custodite, in seguito sono state inviate alla penisola del Sinai, dove i nostri fratelli arabi nel Sinai, le tribù, li hanno trasferiti attraverso i tunnel che erano aperti».
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domenica 14 luglio 2013
Le speciose accuse di Hariri e soci non fanno che avvicinare sempre più l'Armee Libanaise ad Hezbollah!
Le accuse preposterose e infondate lanciate recentemente da Saad Hariri e dai suoi stolti partigiani filo-sionisti e filo-saouditi/wahabiti riguardo una supposta "premeditazione" degli scontri di Sidone da parte delle forze armate nazionali che, secondo l'insincera narrativa del "14 Marzo" avrebbero attaccato i militanti takfiri di Ahmed Assir su 'ordine' o su istigazione di Hezbollah sono state colpite sotto la linea di galleggiamento e prontamente affondate dal Generale Khawaji e dal Ministro Ghosn che producendo quattro diversi video rinvenuti tra il materiale elettronico della moschea/covo di Bilal Rabban hanno dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio come gli scontri di Saida non solo siano stati iniziati dai militanti takfiri, ma ordinati in prima persona dal rozzo e ignorante 'sceicco' Assir.
Come gli stolti delle tragedie greche, vittime della propria stessa 'Hybris', Hariri e soci stanno inverando con la loro condotta settaria ed estremista la minaccia che pretendevano di denunciare: di fronte al cieco odio delle forze politiche antinazionali che vorrebbero ridurre il Libano nuovamente a una colonia sionista e americana gli alti ufficiali dell'Armee, anche quelli non politicamente schierati, si stanno rendendo conto che l'unico modo di evitare di finire camerieri di Washington e Tel Aviv sia quello di stringere i ranghi con Hezbollah e con le forze politiche che sostengono la Resistenza e i valori di indipendenza e autonomia del Paese dei Cedri.
Come gli stolti delle tragedie greche, vittime della propria stessa 'Hybris', Hariri e soci stanno inverando con la loro condotta settaria ed estremista la minaccia che pretendevano di denunciare: di fronte al cieco odio delle forze politiche antinazionali che vorrebbero ridurre il Libano nuovamente a una colonia sionista e americana gli alti ufficiali dell'Armee, anche quelli non politicamente schierati, si stanno rendendo conto che l'unico modo di evitare di finire camerieri di Washington e Tel Aviv sia quello di stringere i ranghi con Hezbollah e con le forze politiche che sostengono la Resistenza e i valori di indipendenza e autonomia del Paese dei Cedri.
sabato 29 giugno 2013
Il ridicolo "alzamiento" dei takfiri dello 'sceicco' Assir non ha fatto altro che cementare l'alleanza tra Hezbollah e l'Esercito Libanese!
'Oltre il danno la beffa', verrebbe da dire; oltre a non essere riuscito a ottenere nulla tranne la distruzione pressoché completa della sua milizia personale e delle sue strutture, oltre a essersi politicamente suicidato riducendosi a fare il fuggiasco nella più vicina ambasciata qatariota (fino a che gli emissari del Neo-emiro Tamim Al-Thani se la sentiranno di sopportarlo) il fallimentare "putsch" tentato dal sedicente Sceicco wahabita Ahmad al-Assir nel corso del passato week-end, iniziato con un appello settario ai membri sunniti delle forze armate ad ammutinarsi e schierarsi con gli estremisti takfiri, non ha fatto altro che avvicinare ulteriormente e cementare l'alleanza e la cooperazione tra l'Armee Libanaise e la milizia sciita Hezbollah, che finora non si era mai spinta a operazioni militari comuni, come invece se ne sono avute durante la repressione del tentato golpe wahabita.
L'intensificazione e l'approfondimento delle relazioni tra Esercito regolare di Beirut e la più importante ed efficiente delle milizie della Resistenza armata nazionale é un processo in fieri sin dalla conclusione (vittoriosa per Hezbollah) del conflitto del 2006 contro il tentativo di invasione sionista; in quell'occasione la mancata partecipazione delle forze armate nazionali alla difesa del territorio libanese venne sentita da gran parte della popolazione (e da molti membri dell'Armee) come un grave tradimento, una abdicazione a uno dei doveri fondamentali di ogni Esercito, ma il ruolo allora rivestito nel Governo da forze filosioniste e filosaudite come la Falange, le Forze Libanesi e il Mustaqbal di Saad Hariri impedirono una pronta efficace mobilitazione delle truppe a fianco di Hezbollah.
Un parziale riscatto si é avuto negli ultimi anni nel campo del controspionaggio e dell'intelligence, con numerose brillanti operazioni congiunte tra Hezbollah e servizi segreti militari, in parte rivelate all'opinione pubblica, in parte portate avanti sotto una discreta cortina di silenzio. Grazie a tale cooperazione il Libano si é riuscito a liberare di molte 'talpe' israeliane e di diversi impianti di sorveglianza remota, automatizzati e nascosti in zone impervie e strategiche del paese, molti impiantati proprio durante la breve invasione del 2006.
Finora però non si avevano avute occasioni per operazioni militari sul campo che vedessero coinvolti a un tempo uomini di Nasrallah e membri dell'Esercito regolare; bisogna chiarire che nel caso in questione il coinvolgimento di Hezbollah é stato limitato e più di 'consulenza' che di effettivo intervento armato, visto che la milizia sciita é già molto mobilitata in Siria, nelle zone di Qusayr, Talkalakh e ora anche Aleppo per aiutare l'alleato Presidente Assad e quindi non aveva molte forze da schierare direttamente sul campo, eppure veterani delle battaglie della Resistenza del 2000 e del 2006 sono stati 'richiamati' da Nasrallah e dai suoi per consigliare e istruire le forze speciali dell'Armee su come condurre la caccia agli insorti takfiri, come muoversi negli slum e nei campi profughi dove essi si rifugiavano e congregavano, come assediare e assaltare i loro covi, primo tra tutti la 'moschea' di Bilal ibn-Rabban.
Dopo questa prima occasione di collaborazione sul campo di battaglia, dopo le molte già avvenute in materia di intelligence e spionaggio, la strada sembra spianata per un sempre più stretto rapporto tra Hezbollah e Armee Libanaise: gridando alla 'sottomissione' dell'Esercito a Nasrallah (che ovviamente sottomissione non é, ma é collaborazione tra quanti vogliono che il Paese dei Cedri rimanga autonomo, indipendente e padrone del suo destino, non una marionetta per il re Saudita, l'Emiro di Doha, i sionisti di Tel Aviv o gli inquilini della Casa Bianca) i takfiri non hanno fatto altro che avvicinare ulteriormente queste due realtà. Come i protagonisti delle Tragedie Greche che con le loro stesse azioni mettono in moto il Fato che li distruggerà!
L'intensificazione e l'approfondimento delle relazioni tra Esercito regolare di Beirut e la più importante ed efficiente delle milizie della Resistenza armata nazionale é un processo in fieri sin dalla conclusione (vittoriosa per Hezbollah) del conflitto del 2006 contro il tentativo di invasione sionista; in quell'occasione la mancata partecipazione delle forze armate nazionali alla difesa del territorio libanese venne sentita da gran parte della popolazione (e da molti membri dell'Armee) come un grave tradimento, una abdicazione a uno dei doveri fondamentali di ogni Esercito, ma il ruolo allora rivestito nel Governo da forze filosioniste e filosaudite come la Falange, le Forze Libanesi e il Mustaqbal di Saad Hariri impedirono una pronta efficace mobilitazione delle truppe a fianco di Hezbollah.
Un parziale riscatto si é avuto negli ultimi anni nel campo del controspionaggio e dell'intelligence, con numerose brillanti operazioni congiunte tra Hezbollah e servizi segreti militari, in parte rivelate all'opinione pubblica, in parte portate avanti sotto una discreta cortina di silenzio. Grazie a tale cooperazione il Libano si é riuscito a liberare di molte 'talpe' israeliane e di diversi impianti di sorveglianza remota, automatizzati e nascosti in zone impervie e strategiche del paese, molti impiantati proprio durante la breve invasione del 2006.
Finora però non si avevano avute occasioni per operazioni militari sul campo che vedessero coinvolti a un tempo uomini di Nasrallah e membri dell'Esercito regolare; bisogna chiarire che nel caso in questione il coinvolgimento di Hezbollah é stato limitato e più di 'consulenza' che di effettivo intervento armato, visto che la milizia sciita é già molto mobilitata in Siria, nelle zone di Qusayr, Talkalakh e ora anche Aleppo per aiutare l'alleato Presidente Assad e quindi non aveva molte forze da schierare direttamente sul campo, eppure veterani delle battaglie della Resistenza del 2000 e del 2006 sono stati 'richiamati' da Nasrallah e dai suoi per consigliare e istruire le forze speciali dell'Armee su come condurre la caccia agli insorti takfiri, come muoversi negli slum e nei campi profughi dove essi si rifugiavano e congregavano, come assediare e assaltare i loro covi, primo tra tutti la 'moschea' di Bilal ibn-Rabban.
Dopo questa prima occasione di collaborazione sul campo di battaglia, dopo le molte già avvenute in materia di intelligence e spionaggio, la strada sembra spianata per un sempre più stretto rapporto tra Hezbollah e Armee Libanaise: gridando alla 'sottomissione' dell'Esercito a Nasrallah (che ovviamente sottomissione non é, ma é collaborazione tra quanti vogliono che il Paese dei Cedri rimanga autonomo, indipendente e padrone del suo destino, non una marionetta per il re Saudita, l'Emiro di Doha, i sionisti di Tel Aviv o gli inquilini della Casa Bianca) i takfiri non hanno fatto altro che avvicinare ulteriormente queste due realtà. Come i protagonisti delle Tragedie Greche che con le loro stesse azioni mettono in moto il Fato che li distruggerà!
giovedì 17 gennaio 2013
Al-Diyar rivela le stime segrete della NATO: "Le forze di Hezbollah almeno quintuplicate negli ultimi 6 anni!"
Riceviamo notizia che, secondo quanto pubblicato dal quotdiano libanese "Al-Diyar" un recente paper analitico redatto dalla NATO valuterebbe attorno alle 65.000 unità la forza militare a disposizione dei comandanti di Hezbollah, il partito politico/milizia di Resistenza degli sciiti libanesi.
Il dato é degno di nota visto che appena 6 anni fa, subito dopo il termine della Guerra d'Estate in cui il tentativo sionista di re-invadere il Paese dei Cedri venne bloccato e sconfitto da Hezbollah e alleati, le stime israeliane e occidentali davano tra 2.000 e 4.000 il numero dei 'combattenti professionisti' e attorno ai 10.000 quello dei riservisti mobilitabili in caso di guerra o emergenza.
Secondo l'Alleanza Terrorista del Nord Atlantico adesso questi numeri sarebbero saliti rispettivamente a 15.000 (quadri fissi e combattenti altamente addestrati) e a ben 50.000 nel caso dei riservisti mobilitabili, una moltiplicazione delle forze almeno del 500%.
Inoltre la NATO ha valutato che nel caso di un attacco straniero alla Siria, Hezbollah, da sempre vicino alla Repubblica di Damasco, non esiterebbe a entrare in azione direttamente, motivo per cui ogni piano di attacco occidentale contro Damasco é stato rinviato sine die.
Il dato é degno di nota visto che appena 6 anni fa, subito dopo il termine della Guerra d'Estate in cui il tentativo sionista di re-invadere il Paese dei Cedri venne bloccato e sconfitto da Hezbollah e alleati, le stime israeliane e occidentali davano tra 2.000 e 4.000 il numero dei 'combattenti professionisti' e attorno ai 10.000 quello dei riservisti mobilitabili in caso di guerra o emergenza.
Secondo l'Alleanza Terrorista del Nord Atlantico adesso questi numeri sarebbero saliti rispettivamente a 15.000 (quadri fissi e combattenti altamente addestrati) e a ben 50.000 nel caso dei riservisti mobilitabili, una moltiplicazione delle forze almeno del 500%.
Inoltre la NATO ha valutato che nel caso di un attacco straniero alla Siria, Hezbollah, da sempre vicino alla Repubblica di Damasco, non esiterebbe a entrare in azione direttamente, motivo per cui ogni piano di attacco occidentale contro Damasco é stato rinviato sine die.
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giovedì 22 novembre 2012
Netanyahu & .co raccolgono la messe della disfatta: Mofaz e 'pundit' sparano a zero sulle scelte del Governo, dall'attacco al cessate il fuoco!
Che le critiche di Shaul Mofaz a Netanyahu, essendo egli il leader del principale partito di opposizione che si appresta a sfidare la coaliazione del Premier nelle prossime elezioni politiche sioniste, non siano tutte ispirate a imparzialità ed equanimità, lo possiamo anche concedere, tuttavia anche sgravate di tutte le "tare" di interesse personale e convenienza elettorale, le dichiarazioni del Segretario di Kadima (il partito 'centrista' fondato dal Criminale di Guerra -attualmente morto-vivente attaccato ai respiratori- Ariel Sharon) mantengono pur sempre un'aura di competenza e attualità, dovuta alla lunga militanza ai massimi vertici delle forze armate sionaziste di chi le pronuncia (a differenza di Mofaz, Netanyahu non é mai stato Generale e la sua carriera militare é del tutto oscura e dimenticabile quanto quella di un La Russa qualsiasi).
Immediatamente dopo la conferma del raggiungimento del 'Cessate il Fuoco' nella serata di mercoledì Mofaz si é affrettato ad apparire alle principali tv sioniste per sparare a zero contro il Premier in carica e la coalizione di Governo da lui capeggiata: "Un armistizio ora é un imperdonabile errore; Hamas esce da questo confronto rafforzato e imbaldanzito, gli si lascia la libertà di reclamare vittoria di fronte a un'iniziativa confusa e condotta con poco polso". Certamente, quando si scatena un'operazione militare, bisogna averne bene in mente gli obiettivi e accettare tregua solo quando si sia abbastanza sicuri di averli raggiunti.
Ma Mofaz ovviamente sorvola su come nel 2008-2009 e prima ancora nell'estate del 2006 i suoi stessi compragni di partito Ehud Olmert e Tzipi Livni abbiano commesso le stesse identiche leggerezze scatenando la Guerra del Libano nel luglio-agosto di sei anni fa e l'operazione 'Piombo Fuso' che si sono concluse con un nulla di fatto operativo e anzi, hanno dato modo a Hezbollah e alla Resistenza Palestinese di mettere in mostra capacità di reazione e rappresaglia fino a quel momento considerate inarrivabili anche dai più realistici e pessimisti spymaster di israhell.
Inoltre Mofaz tace (ipocritamente perché non gli conviene menzionare la cosa) che la risolutezza bellica del Premier in carica é stata rotta (come la schiena del cammello stracarico) dall'ago dell'attentato al bus di Tel Aviv, che, pur essendo costato un solo morto e tre feriti gravi (più oltre venti contusi e leggermente feriti) ha paventato a Bibi e soci l'incubo di tornare ai giorni della Seconda Intifada quando le operazioni esplosive e di auto-martirio erano all'ordine del giorno e tutto questo in barba a muri dell'Apartheid, checkpoint, barriere di separazione e simili.
Nei calcoli di Netanyahu, dunque, meglio chiudere subito l'avventura militare fallita, senza scenario 'terrestre' ed evitando rischi di nuove e più devastanti operazioni contro Tel Aviv, Gerusalemme o altri grandi centri; sperando di contenere o sminuire in qualche modo le critiche feroci che pioveranno in questi giorni da Kadima, da ciò che resta dei Laburisti e dai sindaci dei centri di insediamento coloniale maggiormente martellati dai razzi della Resistenza.
Immediatamente dopo la conferma del raggiungimento del 'Cessate il Fuoco' nella serata di mercoledì Mofaz si é affrettato ad apparire alle principali tv sioniste per sparare a zero contro il Premier in carica e la coalizione di Governo da lui capeggiata: "Un armistizio ora é un imperdonabile errore; Hamas esce da questo confronto rafforzato e imbaldanzito, gli si lascia la libertà di reclamare vittoria di fronte a un'iniziativa confusa e condotta con poco polso". Certamente, quando si scatena un'operazione militare, bisogna averne bene in mente gli obiettivi e accettare tregua solo quando si sia abbastanza sicuri di averli raggiunti.
Ma Mofaz ovviamente sorvola su come nel 2008-2009 e prima ancora nell'estate del 2006 i suoi stessi compragni di partito Ehud Olmert e Tzipi Livni abbiano commesso le stesse identiche leggerezze scatenando la Guerra del Libano nel luglio-agosto di sei anni fa e l'operazione 'Piombo Fuso' che si sono concluse con un nulla di fatto operativo e anzi, hanno dato modo a Hezbollah e alla Resistenza Palestinese di mettere in mostra capacità di reazione e rappresaglia fino a quel momento considerate inarrivabili anche dai più realistici e pessimisti spymaster di israhell.
Inoltre Mofaz tace (ipocritamente perché non gli conviene menzionare la cosa) che la risolutezza bellica del Premier in carica é stata rotta (come la schiena del cammello stracarico) dall'ago dell'attentato al bus di Tel Aviv, che, pur essendo costato un solo morto e tre feriti gravi (più oltre venti contusi e leggermente feriti) ha paventato a Bibi e soci l'incubo di tornare ai giorni della Seconda Intifada quando le operazioni esplosive e di auto-martirio erano all'ordine del giorno e tutto questo in barba a muri dell'Apartheid, checkpoint, barriere di separazione e simili.
Nei calcoli di Netanyahu, dunque, meglio chiudere subito l'avventura militare fallita, senza scenario 'terrestre' ed evitando rischi di nuove e più devastanti operazioni contro Tel Aviv, Gerusalemme o altri grandi centri; sperando di contenere o sminuire in qualche modo le critiche feroci che pioveranno in questi giorni da Kadima, da ciò che resta dei Laburisti e dai sindaci dei centri di insediamento coloniale maggiormente martellati dai razzi della Resistenza.
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