Vladimir Kozhin, Consigliere di Putin per la Cooperazione Tecnico-Militare ha confermato nel corso di un'intervista rilasciata alla "Izvestija" che il Governo irakeno ha ricevuto il nulla osta per l'acquisto di un sostanzioso contingente di carri armati T-90.
Esattamente come avevamo affermato su queste pagine circa due settimane fa.
Dall'analisi del rapporto annuale dell'Uralvagonzavod, il complesso industriale che costruisce i carri armati in questione é risultato evidente che l'ordine irakeno sia quello indicato (nei rapporti ufficiale dell'UVZ i clienti non sono indicati per nome, ma con sigle numeriche) come "Cliente 368".
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venerdì 21 luglio 2017
"Cliente 368"! L'ordinativo irakeno per i T-90S e T-90SK russi potrebbe ammontare a oltre un miliardo di $!
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venerdì 10 marzo 2017
Ministro siriano dichiara: "Assad ha dato il permesso agli Irakeni di inseguire e colpire l'ISIS oltre il confine comune!"
Siria e Irak stanno combattendo battaglie parallele di una stessa guerra e questo é evidente a chiunque segua le vicende mediorientali con una qualche attenzione.
Il Presidente siriano Bashir Assad, in riconoscimento di questo fatto, ha concesso alle forze armate di Bagdad di inseguire e colpire militanti e mezzi del cosiddetto 'stato islamico' anche al di là del confine condiviso tra i due paesi.
Il Presidente siriano Bashir Assad, in riconoscimento di questo fatto, ha concesso alle forze armate di Bagdad di inseguire e colpire militanti e mezzi del cosiddetto 'stato islamico' anche al di là del confine condiviso tra i due paesi.
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giovedì 2 marzo 2017
200 Km separano Palmyra da Deir Ezzour: Russi e Siriani progettano di percorrerli e porre fine all'assedio!
"Un'operazione altamente complessa a cui hanno fornito essenziale e determinante sostegno i piloti russi a bordo dei loro Sukhoi-24, -25, -30, -34 e degli elicotteri Mi-28 e Ka-52, nonché i loro colleghi siriani coi loro più vecchi ma sempre affidabili MiG-21, -23, Sukhoi-22, -24, e con gli elicotteri Mi-8, Mi-24 e Gazelle".
Questo un sunto estremamente sintetico delle valutazioni riguardo l'operazione di riconquista di Palmyra/Tadmur effettuata nelle ultime ore, così come l'ha espressa la redazione del quotidiano russo "Izvestija", sulle cui colonne è espressa l'ipotesi che i comandi siriano e russo abbiano intenzione di approfittare dello stato di caos e disorganizzazione in cui versa attualmente l'ISIS per dare il via il prima possibile a un'offensiva in direzione di Deir Ezzour.
Questo un sunto estremamente sintetico delle valutazioni riguardo l'operazione di riconquista di Palmyra/Tadmur effettuata nelle ultime ore, così come l'ha espressa la redazione del quotidiano russo "Izvestija", sulle cui colonne è espressa l'ipotesi che i comandi siriano e russo abbiano intenzione di approfittare dello stato di caos e disorganizzazione in cui versa attualmente l'ISIS per dare il via il prima possibile a un'offensiva in direzione di Deir Ezzour.
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venerdì 27 gennaio 2017
Ka-52 e Su-25 cooperano nell'Est di Homs colpendo obiettivi dell'ISIS intorno a Palmyra!
Il quotidiano russo "Izvestija" ha rivelato che per le operazioni intorno alla storica cittadina di Tadmur/Palmyra gli elicotteri d'attacco Kamov-52 stanno operando fianco a fianco e di concerto con i "carri armati volanti" Su-25, indicando a questi ultimi, con altissima precisione, dove e come colpire.
Palmyra infatti rappresenta il classico caso in cui anche un bombardiere preciso come il Su-34 potrebbe causare danno collaterale inaccettabile ed é meglio lasciare il lavoro a un aereo da supporto ravvicinato come il Su-25, se poi indirizzato e reso più preciso dai rilevamenti dei Ka-52 ancora meglio.
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martedì 29 novembre 2016
Continua la "saga" di voci e dicerie riguardo personale militare egiziano in Siria!
Questa volta è toccato alla versione russa di "Sputnik News" (affidabile perché immune da giuliettochiesofili) e alla testata russa "Izvestija" rilanciare ancora una volta la voce che vorrebbe forze egiziane presenti su terreno siriano, impegnate in missione informatia e nello scambio di consigli e tecniche antiguerriglia e controinsorgenza.
L'Egitto finora si é sempre trincerato dietro una versione ufficiale che parla di un "necessario" ricorso alle camere per autorizzare qualunque "intervento militare" fuori dalle frontiere, ma non é nemmeno il caso che lo ricordiamo, nulla si dice di missioni esplorative che non comportino l'uso di armi o l'intervento diretto in azioni di guerra.
L'Egitto finora si é sempre trincerato dietro una versione ufficiale che parla di un "necessario" ricorso alle camere per autorizzare qualunque "intervento militare" fuori dalle frontiere, ma non é nemmeno il caso che lo ricordiamo, nulla si dice di missioni esplorative che non comportino l'uso di armi o l'intervento diretto in azioni di guerra.
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