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lunedì 10 settembre 2012

Tariq al-Hahsemi condannato a morte in absentia! Farà meglio a non farsi più vedere in Irak!

Riguardo alla scoperta delle attività terroristiche del sunnita Tarik al-Hashemi, quando era Vicepresidente dell'Irak per volere degli invasori occupanti americani abbiamo già parlato a lungo, rendendo anche la cronaca della sua fuga presso i Curdi appena é stato formalmente accusato di omicidi e attentati (il giorno esatto dopo il definitivo ritiro Usa dal paese mesopotamico) e del suo successivo peregrinare in tutti i despotati alleati di Washington nella regione: Qatar, Arabia Saudita e infine Turchia.

Adesso é arrivata la notizia ufficiale della condanna a morte inflittagli in contumacia da un tribunale iracheno che ha valutato accuratamente i suoi molti gravi crimini e ha ascoltato le testimonianze di tutti i suoi guardaspalle trasformati con lusinghe o minacce in killer prezzolati.

Hashemi oltre a numerosi omicidi ha preparato e ordito attentati con autobombe e altri congegni esplosivi, uno dei quali avrebbe dovuto colpire il premier sciita alleato dell'Iran, Nouri al-Maliki, per innescare una guerra civile tra le principali sette del paese e indebolire l'asse con Teheran e Damasco.
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mercoledì 16 maggio 2012

Si apre in Irak il processo all'Ex-vicepresidente Hashemi, l'imprenditore dell'omicidio latitante in Turchia!

Il competente tribunale della capitale irakena ha aperto ufficialmente il procedimento giudiziario contro Tarik al-Hashemi, Ex-vicepresidente tuttora latitante in Turchia e una settantina di agenti del suo dettaglio di guardie del corpo, accusati di avere cospirato per compiere una serie di assassinii politicamente motivati e di stragi e attentati con autobombe al fine di istigare un clima di tensione e ostilità tra la comunità minoritaria sunnita e gli sciiti, in modo da dare appigli ai tentativi americani (poi risoltisi con un nulla di fatto) di prolungare oltre il 2011 la propria presenza militare in terra mesopotamica.
L'udienza si é aperta con il caso degli omicidi di due ufficiali della sicurezza e di un avvocato, appena tre delle circa 150 vittime di Hashemi e della sua 'squadra omicidi'; diversi testimoni sono stati chiamati alla sbarra e gli stessi responsabili delle uccisioni sono stati ascoltati in merito. "Hashemi mi chiese di parcheggiare un'auto esplosiva presso la Moschea di Buratha, e io obbedii", ha dichiarato Ahmed Shawqi, una delle guardie del corpo più fidate dell'Ex-dignitario irakeno.
"Gli ordini arrivavano direttamente da lui o dal cognato Ahmed Qahtan", é stato anche dichiarato dallo stesso Shawqi, che ha aggiunto di avere condotto personalmente l'operazione per l'assassinio di Ghalib al-Assad, uno dei due ufficiali della sicurezza uccisi, che Hashemi considerava di ostacolo ai suoi progetti. La prossima udienza del processo dovrebbe tenersi tra quattro giorni, il 20 maggio 2012.
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venerdì 11 maggio 2012

Nouri al-Maliki risponde a tono alle dichiarazioni di Erdogan in favore del terrorista latitante Al-Hashemi!

Il Premier irakeno Nouri al-Maliki ha risposto a strettissimo giro alle recenti dichiarazioni pubbliche del suo collega turco Recep Erdogan, riproponendo il copione seguito recentemente quando il Primo Ministro di Bagdad aveva chiarito che il suo Governo mal sopportava le posizioni ingerenti e semi-ostili che sempre più spesso Ankara e i suoi rappresentanti politici assumevano nei confronti dello Stato mesopotamico. Questa volta a scatenare la reazione del politico sciita é stato l'annuncio dato da Erdogan che la Turchia continuerà a ospitare l'Ex-vicepresidente latitante Tarik al-Hashemi nonostante su di lui penda un mandato di cattura del Tribunale di Bagdad e una 'Red Notice' dell'Interpol.
"Simili dichiarazioni non fanno che sottolineare la mancanza di rispetto turca nei nostri confronti: l'Irak non desidera nessun contrasto, nessun problema con la Turchia, come non ne cerchiamo o desideriamo con l'Iran, con l'Arabia Saudita, con gli Usa o qualunque altro paese del mondo eppure non possiamo transigere sul chiedere nei nostri confronti atteggiamenti corretti, che da parte turca, ultimamente, sembrano latitare". Proprio il Primo Ministro Al-Maliki nel novembre 2011 sarebbe stato la vittima designata di un attentato con autobomba commissionato da Al-Hashemi alle sue guardie del corpo, che solo per una serie di circostanze fortuite non lo ha effettivamente colpito.
Dal momento in cui é stato emesso il mandato di cattura contro di lui dal competente Tribunale di Bagdad Al-Hashemi prima si é nascosto in Curdistan, poi in Qatar, in Arabia Saudita e ora in Turchia. E' chiaro che le sue attività terroristiche erano coordinate con gli stati e le figure filo-americane della Regione e miravano a suscitare un conflitto etnico-confessionale per poter fornire argomenti a una prolungata presenza militare americana nel paese.
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giovedì 10 maggio 2012

Erdogan si mette di traverso all'Interpol! "Continueremo ad ospitare Tarik Hashemi!"

Il Premier turco Erdogan ha dichiarato che non ha alcuna intenzione di obbedire alla richiesta ('Red Notice') dell'Interpol di bloccare e trattenere l'Ex-vicepresidente irakeno Tarik al-Hashemi, inseguito da un mandato di cattura del Tribunale di Bagdad che deve processarlo insieme a 73 membri del suo dettaglio di guardie del corpo per avere architettato e ordinato oltre 150 omicidi e diversi attentati esplosivi, nel quadro di una serie di iniziative volte a istigare una guerriglia etnica e confessionale tra sciiti e minoranza sunnita, per offrire sostegno alla tesi di un necessario 'supplemento' di occupazione militare americana per "garantire la sicurezza" nel paese mesopotamico (Il che sarebbe stato come chiedere al ladro che ci ha appena rapinati e picchiati di proteggerci da altri eventuali malintenzionati).
Erdogan, nel corso di una conferenza stampa in Italia, ha dichiarato che Hashemi continuerà a risiedere in Turchia, ora come in futuro, adducendo posticce e ridicole giustificazioni come la necessità di "sottoporsi a terapie mediche". Da quando si é reso latitante a dicembre, appena emesso il mandato di cattura contro di lui (il giorno successivo al termine del ritiro degli ultimi militari americani dal paese), Hashemi non ha mai una sola volta addotto motivi medici alle sue peregrinazioni prima di Curdistan, poi in Qatar, poi in Arabia Saudita e infine in Turchia, preferendo invece raccontare storie fantasiose su "complotti sciiti" contro di lui e su immaginari traffici di armi iraniane (prima descritte come affidate a corrieri irakeni perché le portino in Siria, poi direttamente trasportate da iraniani verso la medesima destinazione).
La 'Red Notice' dell'Interpol é un grado sotto al mandato d'arresto internazionale vero e proprio ma é anche vero che quasi mai essa viene ignorata dalle autorità di uno stato membro dell'organizzazione; ancora una volta una pessima scelta del piccolo sultano neo-ottomano Erdogan sta gravemente danneggiando immagine e reputazione dello Stato turco.
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mercoledì 9 maggio 2012

L'imprenditore dell'omicidio Tarik al-Hashemi ricercato anche dall'Interpol!

Dopo mesi di sfacciata latitanza e di sostegno e complicità ottenuta in Kurdistan, Qatar, Arabia Saudita e Turchia l'Ex-vicepresidente irakeno Tarik al-Hashemi, rappresentante del partito sunnita filoamericano Al-Irakyia e responsabile dell'organizzazione di dozzine di omicidi e di numerosi attacchi terroristici esplosivi é stato inserito dall'Interpol nelle sue liste di ricercati: da questo momento in poi tutti i 190 stati membri dell'organizzazione avranno il dovere morale di contribuire a localizzarlo e arrestarlo.

Ci chiediamo che cosa si inventerà ora Hashemi, che aveva replicato alle richieste di estradizione del Tribunale di Bagdad con accuse e insulti ai giudici e con la pretesa di essere vittima di 'complotti'; probabilmente accuserà l'organizzazione di polizia internazionale di essere al servizio dell'Iran o di prendere ordini da Nouri al-Maliki, il Primo Ministro sciita che lui aveva cercato di uccidere con un attentato esplosivo nel novembre 2011, circa un mese prima di essere colpito dal mandato di cattura spiccato contro di lui il 19 dicembre 2011, esattamente un giorno dopo il termine del ritiro delle truppe americane dalla Mesopotamia.
Il Segretario Generale dell'Interpol, Ronald Noble, ha dichiarato in un comunicato rilasicato martedì di augurarsi che a seguito dell'azione internazionale "la capacità del latitante Hashemi di muoversi e viaggiare internazionalmente sia decisamente limitata e questo lo convinca a consegnarsi e subire il giudizio per i suoi crimini".
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sabato 5 maggio 2012

L'imprenditore dell'assassinio Al-Hashemi imita Berlusconi e accusa e insulta i magistrati che lo processeranno!

L'Ex-vicepresidente irakeno Al-Hashemi, inseguito dal mandato di cattura del Tribunale di Bagdad per una impressionante lista di attività terroristiche condotte dal 2009 al 2011 mentre ricopriva un importante ruolo istituzionale, sembra avere imparato il 'Metodo Berlusconi' per rispondere alle accuse a suo carico: quello di accusare a sua volta i giudici del collegio, riversando contro di loro gli addebiti più fantastici lamentando 'congiure' e 'complotti' contro di lui.


 In realtà l'unico ad avere 'complottato' é stato proprio Hashemi, arrivato a usare i propri agenti di scorta come killer prezzolati (tremila dollari a 'colpo') nel tentativo di scatenare una faida etnica tra irakeni sunniti e sciiti e, dal suo nascondiglio, attualmente fornito dallo sfortunato Premier neo-ottomano Recep Erdogan, ha invece preteso di "non fidarsi dello standard della giustizia irakena" che, secondo lui, "lo avrebbe accusato per motivi politici".

Ma a poco varranno le sue contumelie e le sue accuse, visto che il Tribunale di Bagdad, verificata l'impossibilità di ottenerne l'estradizione prima dai Curdi, poi dai Qatarioti, quindi dai Sauditi e ora dai Turchi, ha infine optato per un processo che vedrà contumace l'Ex-vicepresidente e giudicherà invece tutti i 73 agenti di scorta di cui si sono appurate le responsabilità criminose. Altri 13 agenti, sottoposti ad attente indagini, sono risultati non coinvolti nei crimini di Hashemi e sono già stati rilasciati. All' "imprenditore dell'assassinio" e ai suoi scherani si imputano più di 150 morti.
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giovedì 3 maggio 2012

Inizierà presto il processo in contumacia dell'imprenditore dell'assassinio Tarik al-Hashemi!

Stragi con autobombe, assassinii mirati, attentati terroristici, non manca veramente la varietà nei gravissimi reati contestati all'Ex-vicepresidente irakeno (sunnita) Tarik al-Hashemi e alle sue guardie del corpo che dal momento della sua entrata in carica nel 2009 si trasformarono in una efficientissima "anonima omicidi" a favore dei piani sauditi, qatariani, curdi e turchi di divisione dell'Irak secondo linee etniche, in modo da contenere e smorzare la presa del potere e delle leve dello stato da parte della popolazione sciita, vicina all'Iran e sostenitrice di Moqtada al-Sadr e dell'Asse della Resistenza con Siria e Hezbollah.
Lo scorso 30 aprile il Portavoce del Supremo Consiglio di Giustizia irakeno Abd el-Sattar Bayrakdar ha dichiarato che: "Tra i moltissimi crimini di cui Hashemi e i suoi complici dovranno rispondere si contano anche gli assassinii di ben sei magistrati, quasi tutti di Bagdad". Circa 73 ex-guardie del corpo di Hashemi sono in carcere al momento, al contrario del loro ex-datore di lavoro che si é rifiugiato prima tra i Curdi e poi é scappato in Arabia Saudita e in Qatar e poi é arrivato in Turchia, mendicando protezione da quei tiranni venduti all'imperialismo che ha sempre servito con le sue operazioni criminali.
Hashemi anziché affrontare coraggiosamente le accuse ha preferito fuggire all'estero, non prima di aver cercato di inficiare la regolarità del procedimento giudiziario contro di lui chiedendo incongruamente che si celebrasse in Curdistan (dove egli conta molti alleati) anziché a Bagdad, ma la sua illogica richiesta é stata seccamente rigettata. Tra le altre vittime della Killer Elite di Hashemi si contano il Direttore Generale del Ministero della Sicurezza Nazionale, un alto ufficiale degli Interni e un celebre avvocato. Il processo contro l'Ex-vicepresidente latitante prenderà presto il via.
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martedì 17 aprile 2012

Ridicole affermazioni dell'assassino fuggiasco Al-Hashemi alla 'corte' di Erdogan!


Tariq al-Hashemi, Ex-vicepresidente irakeno latitante dallo scorso 19 dicembre quando il Tribunale di Bagdad emise a suo carico mandato di cattura per avere organizzato e commissionato attentati e omicidi usando come killer prezzolati i membri del suo stesso dettaglio di guardie del corpo, dopo essersi rifugiato tra i Curdi e avere da lì viaggiato in Qatar e Arabia Saudita si sta ora trattenendo in Turchia dove, evidentemente per rallegrare le bigie giornate dell'ospite Erdogan (che ha visto rapidamente crollare i suoi sogni di intervento in Siria), si é messo, meno affascinante di Sheherazade, a raccontare storie fantasiose.

Una di queste riguarderebbe ipotetici transiti di armi dall'Iran alla Siria, proprio attraverso l'Irak. La fanfaluca sarebbe stata riportata dal tabloid turco 'Today's Zaman' nell'edizione domenicale. Hashemi avrebbe affermato che, sebbene l'Irak si sarebbe impegnato a rispettare le risoluzioni della Lega Araba e dell'ONU in realtà permetterebbe all'Iran di far pervenire al legittimo Governo di Assad aiuti militari e che 'I ribelli in Siria' (leggasi: i terroristi takfiri foraggiati da Doha e Riyadh) avrebbero 'arrestato molti ufficiali irakeni accusandoli di contrabbando d'armi'.

In base a quale autorità i terroristi avrebbero effettuato questi arresti Hashemi non lo spiega, inoltre questa sua seconda affermazione é controintuitiva rispetto alla precedente dove sembrava che a 'contrabbandare' (come si fa a 'contrabbandare' qualcosa destinato a un Governo in carica?) sarebbero stati gli Iraniani e gli Irakeni si limitassero a farli passare.

Ma la "perla" Hashemi la riserva poco dopo quando afferma: "Non ho prove concrete di quel che dico" (e ti pareva...) "ma ho molte informazioni a riguardo" (immaginiamo quanto solide ed affidabili). Hashemi, capo di una lista sunnita accrocchiata ad altre formazioni in una 'Alleanza Brancaleone' per controbilanciare il successo dei partiti sciiti alle ultime elezioni politiche irakene ha ormai rivelato i suoi veri colori: quelli di un traditore venduto ai servi dell'imperialismo Usa e sionista in Medio Oriente, disposto a gorgheggiare qualunque balla per compiacere coloro che gli consentono di sfuggire il giudizio e il castigo per i suoi crimini passati.
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mercoledì 11 aprile 2012

Adesso l'imprenditore dell'omicidio irakeno si trova ospite di Erdogan in Turchia!


E' una sorta di "pellegrinaggio" in tutti gli stati mediorientali asserviti agli interessi imperialisti quello compiuto in questi giorni dall'Ex-vicepresidente irakeno Tarik al-Hashemi, inseguito da mandati di cattura emessi dal tribunale di Bagdad per il suo ruolo di organizzatore di attentati e omicidi, la cui realizzazione veniva affidata al dettaglio delle sue guardie del corpo, ricompensate con tremila dollari "a colpo" e minacciate negli affetti familiari laddove non si mostrassero entusiaste di venire trasformate in killer a pagamento.

Hashemi é arrivato all'aeroporto internazionale di Istanbul e, secondo quanto annunciato, dovrebbe persino incontranrsi col Premier Erdogan. Quello che stupisce (e indigna) é l'ostinazione dei leader filo-imperialisti della regione di trattare Hashemi come una legittima figura politica quando ogni carica che ricopriva prima che emergessero i dettagli della sua doppia vita criminale deve necessariamente considerarsi sospesa e invalidata.

Prima di mettersi a viaggiare tra le capitali della regione soggette ai voleri di Washington Hashemi si era rintanato nelle province semi-autonome curde, per sottrarsi alle richieste di comparizione del tribunale della capitale irakena. Il Governo di Nouri al-Maliki ha tratto le conseguenze dall'atteggiamento degli Stati che hanno scelto di ospitare Al-Hashemi ignorando le legittime richieste di estradizione avanzate dal Ministero della Giustizia di Bagdad.
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giovedì 5 aprile 2012

Come una trottola impazzita l'imprenditore del delitto Al-Hashemi rimbalza in tutte le capitali sunnite!


E dopo il Qatar, l'Arabia Saudita! Il latitante ed Ex-vicepresidente irakeno Tariq al-Hashemi, inseguito da mandati di cattura per il suo ruolo nell'organizzazione di omicidi e attentati usando come 'manodopera' proprio le guardie del corpo che aveva assegnate per la sua carica istituzionale (ricompensate con tremila dollari a 'colpo' e se restie 'convinte' con minacce a famiglie e parenti) dopo essersene rimasto rintanato in Curdistan per mesi, ed essere da lì fuggito in Qatar ha da poco lasciato Doha per arrivare a Riyadh, forse nel tentativo di chiedere "asilo" a Re Saoud, grande protettore di tiranni e assassini in fuga, purché alleati fedeli di Usa e Israele.

Il pellegrinare di Al-Hashemi ha senso: in Curdistan era pur sempre vulnerabile a un'azione di forza del Governo centrale, che lo vuole processare a Bagdad, mentre negli sceiccati ed emirati petroliferi del Golfo, retti da tiranni sunniti come lui (il suo partito era una lista sunnita sostenuta dagli Usa in funzione anti-sciita e anti-iraniana) sarebbe molto più al sicuro, ma forse lo Sceicco Al-Thani del Qatar si é già rifiutato di ospitarlo, da qui la nuova tappa nella sua latitanza. Se anche Re Saoud lo respingesse si azzarderà forse Hashemi a tornare in Curdistan? O punterebbe verso l'Europa o gli Usa??

La lista dei reati che gli vengono ascritti é lunghissima: oltre 150 imputazioni tra cui cospirazione a delinquere, omicidio in ruolo di mandante, strage e altro ancora; se finisse davanti a un tribunale Hashemi rischierebbe benissimo la forca o nella più benigna ipotesi l'ergastolo. Dopo la vibrata condanna al Governo del Qatar per non avere acconsentito ad estradare nella capitale irakena l'Ex-vicepresidente si aspettano ora le reazioni di Maliki e soci anche verso l'Arabia Saudita.
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