Visualizzazione post con etichetta Tareq al-Hashemi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Tareq al-Hashemi. Mostra tutti i post

martedì 18 dicembre 2012

AGGIORNAMENTO: Non sarebbe morto ma "in coma" o "in condizioni critiche" il Presidente irakeno Talabani!

Fonti ufficiali irakene avrebbero smentito la morte del settantanovenne Presidente Jalal Talabani, precedentemente riportata, asserendo invece che il Capo dello Stato sarebbe "In condizioni critiche, ma stabili, a causa dell'infarto che lo ha colpito stamane". Secondo altre voci, però non confermate, Talabani si troverebbe in coma.

Anche se non fosse morto, comunque, i poteri presidenziali dovrebbero passare per incapacità di esercitarli al Vicepresidente Khodair al-Khozaei, esponente del Partito Islamico Dawa.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

E' morto per un infarto il Presidente irakeno Jalal Talabani: Bagdad si prepara a un terremoto politico!

Jalal Talabani, il leader filo-Usa messo dagli invasori sulla poltrona di Presidente dell'Irak é finalmente morto per le conseguenze di un infarto a causa del quale era stato ricoverato in prima mattina in terapia intensiva.
Dopo le ultime frizioni tra il Governo di Bagdad e le province curde e il caso della latitanza e della condanna a morte in contumacia dell'Ex-vicepresidente Tareq al-Hashemi (privato della carica per manifesta indegnità), altro esponente filo-Usa attualmente alla corte del 'sultano in sedicesimo' Recep Erdogan é necessario per le autorità irakene che hanno a cuore la libertà e l'autonomia del paese agire rapidamente per evitare "scivoloni all'indietro" in senso filoamericano.
Il Primo Ministro Nouri al-Maliki e il suo maggiore sponsor e sostenitore politico, il leader sciita Moqtada al-Sadr devono mettere in campo tutte le loro risorse e tutto il sostegno di cui godono dalla parte largamente maggioritaria del paese per mantenere il saldo controllo della situazione e continuare ad assicurare la ferma presenza dell'Irak all'interno dell'Asse della Resistenza.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

venerdì 7 dicembre 2012

Il Premier irakeno accusa Erdogan: "Hashemi va estradato! Che cosa direbbe se noi ospitassimo e proteggessimo i capi del PKK?"

Il quotidiano turco Hurriyet riporta la dichiarazione resa dal Primo Ministro di Bagdad Al-Maliki al microfono del suo inviato: "Che cosa direbbe Ankara se la leadership del PKK (la formazione curda coinvolta in una sanguinosa guerriglia nell'Est del paese) si trovasse a Badgad, ospitata e protetta?", subito dopo, l'accusa: "Ma, mentre non ci sono capi del PKK in Irak, un ex-politico irakeno condannato a morte per gravi crimini é in Turchia".

Il riferimeno, ovviamente, é a Tarik al-Hashemi, già Vicepresidente irakeno, condannato in contumacia a quattro pene capitali per il suo ruolo nell'aver orchestrato e architettato assassini politici con tutta l'influenza e la larghezza di mezzi datigli dalla carica che indegnamente ricopriva.

L'ospitalità estesa ad Hashemi, nonostante i mandati di cattura spiccati da Bagdad e il parere contrario dell'Interpol, é uno dei due "autogol" con cui Erdogan e Davutoglu hanno affondato la loro politica estera espansiva verso il Medio Oriente arabo, dimostrando come la Turchia non sia mai cambiata, rimanendo sempre l'askaro degli Usa e della NATO nella regione.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

domenica 4 novembre 2012

L' "Imprenditore dell'Omicidio" Hashemi, fuggito in Turchia, viene condannato a morte...per la quarta volta!!

L'Ex-vicepresidente irakeno Tarik al-Hashemi, rappresentante del partito sunnita filoamericano Al-Irakyia e "mente" di dozzine di attacchi terroristici e di omicidi tentati (e purtroppo spesso riusciti) contro esponenti politici e ufficiali irakeni di inclinazioni e convinzioni politiche contrarie agli interessi Usa ha ricevuto, in contumacia, la quarta condanna a morte da parte di un tribunale di Bagdad.

La condanna a morte gli é stata inflitta per avere ideato e diretto una serie di attacchi esplosivi contro i pellegrini sciiti che percorrevano a piedi le autostrade irakene in direzione della città santa di Karbala in occasione della ricorrenza dell'Ashoura. Le precedenti sentenze capitali gli erano arrivate giovedì scorso per essere stato riconosciuto colpevole del piano per uccidere un alto ufficiale del Ministero degli Interni. Il 9 settembre 2012 Hashemi venne condannato a morte due volte per avere pianificato gli omicidi di altri tre responsabili della Pubblica Sicurezza.

 Fuggito all'indomani del ritiro delle truppe Usa dall'Irak (lo stesso giorno successivo alla partenza dell'ultimo soldato yankee), Hashemi si é rifugiato dapprima in Kurdistan, quindi in Qatar, Arabia Saudita e infine in Turchia (dove tuttora risiede) mettendosi sotto la protezione dei servi e dei burattini della Casa Bianca nella Regione.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

lunedì 10 settembre 2012

Tariq al-Hahsemi condannato a morte in absentia! Farà meglio a non farsi più vedere in Irak!

Riguardo alla scoperta delle attività terroristiche del sunnita Tarik al-Hashemi, quando era Vicepresidente dell'Irak per volere degli invasori occupanti americani abbiamo già parlato a lungo, rendendo anche la cronaca della sua fuga presso i Curdi appena é stato formalmente accusato di omicidi e attentati (il giorno esatto dopo il definitivo ritiro Usa dal paese mesopotamico) e del suo successivo peregrinare in tutti i despotati alleati di Washington nella regione: Qatar, Arabia Saudita e infine Turchia.

Adesso é arrivata la notizia ufficiale della condanna a morte inflittagli in contumacia da un tribunale iracheno che ha valutato accuratamente i suoi molti gravi crimini e ha ascoltato le testimonianze di tutti i suoi guardaspalle trasformati con lusinghe o minacce in killer prezzolati.

Hashemi oltre a numerosi omicidi ha preparato e ordito attentati con autobombe e altri congegni esplosivi, uno dei quali avrebbe dovuto colpire il premier sciita alleato dell'Iran, Nouri al-Maliki, per innescare una guerra civile tra le principali sette del paese e indebolire l'asse con Teheran e Damasco.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

mercoledì 16 maggio 2012

Si apre in Irak il processo all'Ex-vicepresidente Hashemi, l'imprenditore dell'omicidio latitante in Turchia!

Il competente tribunale della capitale irakena ha aperto ufficialmente il procedimento giudiziario contro Tarik al-Hashemi, Ex-vicepresidente tuttora latitante in Turchia e una settantina di agenti del suo dettaglio di guardie del corpo, accusati di avere cospirato per compiere una serie di assassinii politicamente motivati e di stragi e attentati con autobombe al fine di istigare un clima di tensione e ostilità tra la comunità minoritaria sunnita e gli sciiti, in modo da dare appigli ai tentativi americani (poi risoltisi con un nulla di fatto) di prolungare oltre il 2011 la propria presenza militare in terra mesopotamica.
L'udienza si é aperta con il caso degli omicidi di due ufficiali della sicurezza e di un avvocato, appena tre delle circa 150 vittime di Hashemi e della sua 'squadra omicidi'; diversi testimoni sono stati chiamati alla sbarra e gli stessi responsabili delle uccisioni sono stati ascoltati in merito. "Hashemi mi chiese di parcheggiare un'auto esplosiva presso la Moschea di Buratha, e io obbedii", ha dichiarato Ahmed Shawqi, una delle guardie del corpo più fidate dell'Ex-dignitario irakeno.
"Gli ordini arrivavano direttamente da lui o dal cognato Ahmed Qahtan", é stato anche dichiarato dallo stesso Shawqi, che ha aggiunto di avere condotto personalmente l'operazione per l'assassinio di Ghalib al-Assad, uno dei due ufficiali della sicurezza uccisi, che Hashemi considerava di ostacolo ai suoi progetti. La prossima udienza del processo dovrebbe tenersi tra quattro giorni, il 20 maggio 2012.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

venerdì 11 maggio 2012

Nouri al-Maliki risponde a tono alle dichiarazioni di Erdogan in favore del terrorista latitante Al-Hashemi!

Il Premier irakeno Nouri al-Maliki ha risposto a strettissimo giro alle recenti dichiarazioni pubbliche del suo collega turco Recep Erdogan, riproponendo il copione seguito recentemente quando il Primo Ministro di Bagdad aveva chiarito che il suo Governo mal sopportava le posizioni ingerenti e semi-ostili che sempre più spesso Ankara e i suoi rappresentanti politici assumevano nei confronti dello Stato mesopotamico. Questa volta a scatenare la reazione del politico sciita é stato l'annuncio dato da Erdogan che la Turchia continuerà a ospitare l'Ex-vicepresidente latitante Tarik al-Hashemi nonostante su di lui penda un mandato di cattura del Tribunale di Bagdad e una 'Red Notice' dell'Interpol.
"Simili dichiarazioni non fanno che sottolineare la mancanza di rispetto turca nei nostri confronti: l'Irak non desidera nessun contrasto, nessun problema con la Turchia, come non ne cerchiamo o desideriamo con l'Iran, con l'Arabia Saudita, con gli Usa o qualunque altro paese del mondo eppure non possiamo transigere sul chiedere nei nostri confronti atteggiamenti corretti, che da parte turca, ultimamente, sembrano latitare". Proprio il Primo Ministro Al-Maliki nel novembre 2011 sarebbe stato la vittima designata di un attentato con autobomba commissionato da Al-Hashemi alle sue guardie del corpo, che solo per una serie di circostanze fortuite non lo ha effettivamente colpito.
Dal momento in cui é stato emesso il mandato di cattura contro di lui dal competente Tribunale di Bagdad Al-Hashemi prima si é nascosto in Curdistan, poi in Qatar, in Arabia Saudita e ora in Turchia. E' chiaro che le sue attività terroristiche erano coordinate con gli stati e le figure filo-americane della Regione e miravano a suscitare un conflitto etnico-confessionale per poter fornire argomenti a una prolungata presenza militare americana nel paese.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

giovedì 10 maggio 2012

Erdogan si mette di traverso all'Interpol! "Continueremo ad ospitare Tarik Hashemi!"

Il Premier turco Erdogan ha dichiarato che non ha alcuna intenzione di obbedire alla richiesta ('Red Notice') dell'Interpol di bloccare e trattenere l'Ex-vicepresidente irakeno Tarik al-Hashemi, inseguito da un mandato di cattura del Tribunale di Bagdad che deve processarlo insieme a 73 membri del suo dettaglio di guardie del corpo per avere architettato e ordinato oltre 150 omicidi e diversi attentati esplosivi, nel quadro di una serie di iniziative volte a istigare una guerriglia etnica e confessionale tra sciiti e minoranza sunnita, per offrire sostegno alla tesi di un necessario 'supplemento' di occupazione militare americana per "garantire la sicurezza" nel paese mesopotamico (Il che sarebbe stato come chiedere al ladro che ci ha appena rapinati e picchiati di proteggerci da altri eventuali malintenzionati).
Erdogan, nel corso di una conferenza stampa in Italia, ha dichiarato che Hashemi continuerà a risiedere in Turchia, ora come in futuro, adducendo posticce e ridicole giustificazioni come la necessità di "sottoporsi a terapie mediche". Da quando si é reso latitante a dicembre, appena emesso il mandato di cattura contro di lui (il giorno successivo al termine del ritiro degli ultimi militari americani dal paese), Hashemi non ha mai una sola volta addotto motivi medici alle sue peregrinazioni prima di Curdistan, poi in Qatar, poi in Arabia Saudita e infine in Turchia, preferendo invece raccontare storie fantasiose su "complotti sciiti" contro di lui e su immaginari traffici di armi iraniane (prima descritte come affidate a corrieri irakeni perché le portino in Siria, poi direttamente trasportate da iraniani verso la medesima destinazione).
La 'Red Notice' dell'Interpol é un grado sotto al mandato d'arresto internazionale vero e proprio ma é anche vero che quasi mai essa viene ignorata dalle autorità di uno stato membro dell'organizzazione; ancora una volta una pessima scelta del piccolo sultano neo-ottomano Erdogan sta gravemente danneggiando immagine e reputazione dello Stato turco.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

mercoledì 9 maggio 2012

L'imprenditore dell'omicidio Tarik al-Hashemi ricercato anche dall'Interpol!

Dopo mesi di sfacciata latitanza e di sostegno e complicità ottenuta in Kurdistan, Qatar, Arabia Saudita e Turchia l'Ex-vicepresidente irakeno Tarik al-Hashemi, rappresentante del partito sunnita filoamericano Al-Irakyia e responsabile dell'organizzazione di dozzine di omicidi e di numerosi attacchi terroristici esplosivi é stato inserito dall'Interpol nelle sue liste di ricercati: da questo momento in poi tutti i 190 stati membri dell'organizzazione avranno il dovere morale di contribuire a localizzarlo e arrestarlo.

Ci chiediamo che cosa si inventerà ora Hashemi, che aveva replicato alle richieste di estradizione del Tribunale di Bagdad con accuse e insulti ai giudici e con la pretesa di essere vittima di 'complotti'; probabilmente accuserà l'organizzazione di polizia internazionale di essere al servizio dell'Iran o di prendere ordini da Nouri al-Maliki, il Primo Ministro sciita che lui aveva cercato di uccidere con un attentato esplosivo nel novembre 2011, circa un mese prima di essere colpito dal mandato di cattura spiccato contro di lui il 19 dicembre 2011, esattamente un giorno dopo il termine del ritiro delle truppe americane dalla Mesopotamia.
Il Segretario Generale dell'Interpol, Ronald Noble, ha dichiarato in un comunicato rilasicato martedì di augurarsi che a seguito dell'azione internazionale "la capacità del latitante Hashemi di muoversi e viaggiare internazionalmente sia decisamente limitata e questo lo convinca a consegnarsi e subire il giudizio per i suoi crimini".
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

sabato 5 maggio 2012

L'imprenditore dell'assassinio Al-Hashemi imita Berlusconi e accusa e insulta i magistrati che lo processeranno!

L'Ex-vicepresidente irakeno Al-Hashemi, inseguito dal mandato di cattura del Tribunale di Bagdad per una impressionante lista di attività terroristiche condotte dal 2009 al 2011 mentre ricopriva un importante ruolo istituzionale, sembra avere imparato il 'Metodo Berlusconi' per rispondere alle accuse a suo carico: quello di accusare a sua volta i giudici del collegio, riversando contro di loro gli addebiti più fantastici lamentando 'congiure' e 'complotti' contro di lui.


 In realtà l'unico ad avere 'complottato' é stato proprio Hashemi, arrivato a usare i propri agenti di scorta come killer prezzolati (tremila dollari a 'colpo') nel tentativo di scatenare una faida etnica tra irakeni sunniti e sciiti e, dal suo nascondiglio, attualmente fornito dallo sfortunato Premier neo-ottomano Recep Erdogan, ha invece preteso di "non fidarsi dello standard della giustizia irakena" che, secondo lui, "lo avrebbe accusato per motivi politici".

Ma a poco varranno le sue contumelie e le sue accuse, visto che il Tribunale di Bagdad, verificata l'impossibilità di ottenerne l'estradizione prima dai Curdi, poi dai Qatarioti, quindi dai Sauditi e ora dai Turchi, ha infine optato per un processo che vedrà contumace l'Ex-vicepresidente e giudicherà invece tutti i 73 agenti di scorta di cui si sono appurate le responsabilità criminose. Altri 13 agenti, sottoposti ad attente indagini, sono risultati non coinvolti nei crimini di Hashemi e sono già stati rilasciati. All' "imprenditore dell'assassinio" e ai suoi scherani si imputano più di 150 morti.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

giovedì 3 maggio 2012

Inizierà presto il processo in contumacia dell'imprenditore dell'assassinio Tarik al-Hashemi!

Stragi con autobombe, assassinii mirati, attentati terroristici, non manca veramente la varietà nei gravissimi reati contestati all'Ex-vicepresidente irakeno (sunnita) Tarik al-Hashemi e alle sue guardie del corpo che dal momento della sua entrata in carica nel 2009 si trasformarono in una efficientissima "anonima omicidi" a favore dei piani sauditi, qatariani, curdi e turchi di divisione dell'Irak secondo linee etniche, in modo da contenere e smorzare la presa del potere e delle leve dello stato da parte della popolazione sciita, vicina all'Iran e sostenitrice di Moqtada al-Sadr e dell'Asse della Resistenza con Siria e Hezbollah.
Lo scorso 30 aprile il Portavoce del Supremo Consiglio di Giustizia irakeno Abd el-Sattar Bayrakdar ha dichiarato che: "Tra i moltissimi crimini di cui Hashemi e i suoi complici dovranno rispondere si contano anche gli assassinii di ben sei magistrati, quasi tutti di Bagdad". Circa 73 ex-guardie del corpo di Hashemi sono in carcere al momento, al contrario del loro ex-datore di lavoro che si é rifiugiato prima tra i Curdi e poi é scappato in Arabia Saudita e in Qatar e poi é arrivato in Turchia, mendicando protezione da quei tiranni venduti all'imperialismo che ha sempre servito con le sue operazioni criminali.
Hashemi anziché affrontare coraggiosamente le accuse ha preferito fuggire all'estero, non prima di aver cercato di inficiare la regolarità del procedimento giudiziario contro di lui chiedendo incongruamente che si celebrasse in Curdistan (dove egli conta molti alleati) anziché a Bagdad, ma la sua illogica richiesta é stata seccamente rigettata. Tra le altre vittime della Killer Elite di Hashemi si contano il Direttore Generale del Ministero della Sicurezza Nazionale, un alto ufficiale degli Interni e un celebre avvocato. Il processo contro l'Ex-vicepresidente latitante prenderà presto il via.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

martedì 17 aprile 2012

Ridicole affermazioni dell'assassino fuggiasco Al-Hashemi alla 'corte' di Erdogan!


Tariq al-Hashemi, Ex-vicepresidente irakeno latitante dallo scorso 19 dicembre quando il Tribunale di Bagdad emise a suo carico mandato di cattura per avere organizzato e commissionato attentati e omicidi usando come killer prezzolati i membri del suo stesso dettaglio di guardie del corpo, dopo essersi rifugiato tra i Curdi e avere da lì viaggiato in Qatar e Arabia Saudita si sta ora trattenendo in Turchia dove, evidentemente per rallegrare le bigie giornate dell'ospite Erdogan (che ha visto rapidamente crollare i suoi sogni di intervento in Siria), si é messo, meno affascinante di Sheherazade, a raccontare storie fantasiose.

Una di queste riguarderebbe ipotetici transiti di armi dall'Iran alla Siria, proprio attraverso l'Irak. La fanfaluca sarebbe stata riportata dal tabloid turco 'Today's Zaman' nell'edizione domenicale. Hashemi avrebbe affermato che, sebbene l'Irak si sarebbe impegnato a rispettare le risoluzioni della Lega Araba e dell'ONU in realtà permetterebbe all'Iran di far pervenire al legittimo Governo di Assad aiuti militari e che 'I ribelli in Siria' (leggasi: i terroristi takfiri foraggiati da Doha e Riyadh) avrebbero 'arrestato molti ufficiali irakeni accusandoli di contrabbando d'armi'.

In base a quale autorità i terroristi avrebbero effettuato questi arresti Hashemi non lo spiega, inoltre questa sua seconda affermazione é controintuitiva rispetto alla precedente dove sembrava che a 'contrabbandare' (come si fa a 'contrabbandare' qualcosa destinato a un Governo in carica?) sarebbero stati gli Iraniani e gli Irakeni si limitassero a farli passare.

Ma la "perla" Hashemi la riserva poco dopo quando afferma: "Non ho prove concrete di quel che dico" (e ti pareva...) "ma ho molte informazioni a riguardo" (immaginiamo quanto solide ed affidabili). Hashemi, capo di una lista sunnita accrocchiata ad altre formazioni in una 'Alleanza Brancaleone' per controbilanciare il successo dei partiti sciiti alle ultime elezioni politiche irakene ha ormai rivelato i suoi veri colori: quelli di un traditore venduto ai servi dell'imperialismo Usa e sionista in Medio Oriente, disposto a gorgheggiare qualunque balla per compiacere coloro che gli consentono di sfuggire il giudizio e il castigo per i suoi crimini passati.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

mercoledì 11 aprile 2012

Adesso l'imprenditore dell'omicidio irakeno si trova ospite di Erdogan in Turchia!


E' una sorta di "pellegrinaggio" in tutti gli stati mediorientali asserviti agli interessi imperialisti quello compiuto in questi giorni dall'Ex-vicepresidente irakeno Tarik al-Hashemi, inseguito da mandati di cattura emessi dal tribunale di Bagdad per il suo ruolo di organizzatore di attentati e omicidi, la cui realizzazione veniva affidata al dettaglio delle sue guardie del corpo, ricompensate con tremila dollari "a colpo" e minacciate negli affetti familiari laddove non si mostrassero entusiaste di venire trasformate in killer a pagamento.

Hashemi é arrivato all'aeroporto internazionale di Istanbul e, secondo quanto annunciato, dovrebbe persino incontranrsi col Premier Erdogan. Quello che stupisce (e indigna) é l'ostinazione dei leader filo-imperialisti della regione di trattare Hashemi come una legittima figura politica quando ogni carica che ricopriva prima che emergessero i dettagli della sua doppia vita criminale deve necessariamente considerarsi sospesa e invalidata.

Prima di mettersi a viaggiare tra le capitali della regione soggette ai voleri di Washington Hashemi si era rintanato nelle province semi-autonome curde, per sottrarsi alle richieste di comparizione del tribunale della capitale irakena. Il Governo di Nouri al-Maliki ha tratto le conseguenze dall'atteggiamento degli Stati che hanno scelto di ospitare Al-Hashemi ignorando le legittime richieste di estradizione avanzate dal Ministero della Giustizia di Bagdad.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

giovedì 5 aprile 2012

Come una trottola impazzita l'imprenditore del delitto Al-Hashemi rimbalza in tutte le capitali sunnite!


E dopo il Qatar, l'Arabia Saudita! Il latitante ed Ex-vicepresidente irakeno Tariq al-Hashemi, inseguito da mandati di cattura per il suo ruolo nell'organizzazione di omicidi e attentati usando come 'manodopera' proprio le guardie del corpo che aveva assegnate per la sua carica istituzionale (ricompensate con tremila dollari a 'colpo' e se restie 'convinte' con minacce a famiglie e parenti) dopo essersene rimasto rintanato in Curdistan per mesi, ed essere da lì fuggito in Qatar ha da poco lasciato Doha per arrivare a Riyadh, forse nel tentativo di chiedere "asilo" a Re Saoud, grande protettore di tiranni e assassini in fuga, purché alleati fedeli di Usa e Israele.

Il pellegrinare di Al-Hashemi ha senso: in Curdistan era pur sempre vulnerabile a un'azione di forza del Governo centrale, che lo vuole processare a Bagdad, mentre negli sceiccati ed emirati petroliferi del Golfo, retti da tiranni sunniti come lui (il suo partito era una lista sunnita sostenuta dagli Usa in funzione anti-sciita e anti-iraniana) sarebbe molto più al sicuro, ma forse lo Sceicco Al-Thani del Qatar si é già rifiutato di ospitarlo, da qui la nuova tappa nella sua latitanza. Se anche Re Saoud lo respingesse si azzarderà forse Hashemi a tornare in Curdistan? O punterebbe verso l'Europa o gli Usa??

La lista dei reati che gli vengono ascritti é lunghissima: oltre 150 imputazioni tra cui cospirazione a delinquere, omicidio in ruolo di mandante, strage e altro ancora; se finisse davanti a un tribunale Hashemi rischierebbe benissimo la forca o nella più benigna ipotesi l'ergastolo. Dopo la vibrata condanna al Governo del Qatar per non avere acconsentito ad estradare nella capitale irakena l'Ex-vicepresidente si aspettano ora le reazioni di Maliki e soci anche verso l'Arabia Saudita.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

mercoledì 4 aprile 2012

Il Ministro degli Esteri Qatariota rifiuta di estradare l'Ex-vicepresidente irakeno, organizzatore di omicidi e attentati!


In una dichiarazione che definire "lunare" é poco il Ministro per gli affari Esteri del Qatar Khaled al-Attiyah ha risposto 'picche' alla richiesta irakena di estradizione nei confronti dell'Ex-vicepresidente Tareq al-Hashemi, inseguito da un mandato di cattura per il suo ruolo di 'imprenditore dell'omicidio' che lo vide trasformare le proprie guardie del corpo in una squadra di assassini più o meno entusiasti (chi mostrava riluttanza veniva 'convinto' con minacce a familiari e parenti) impiegati per eliminare rivali politici o ufficiali che arrivassero troppo vicini a scoprire le sue attività.

Hashemi, che al momento delle accuse riuscì surrettiziamente a rifugiarsi nelle province semi-autonome dei Curdi, é da poco volato in Qatar, evidentemente per chiedere asilo al locale sovrano sunnita (Hashemi era capofila di un partito sunnita, la lista 'Al-Irakiya', parte della coalizione-brancaleone messa su da Washginton per contrastare il successo delle liste sciite).

Nel suo comunicato il Ministro Al-Attiyah si riferisce ad Al-Hashemi come "al Vicepresidente" e cita "motivazioni diplomatiche" per giustificare la decisione di non consegnarlo alle autorità giudiziarie di Bagdad. Forse a Doha non hanno capito che tutte le cariche che Hashemi deteneva sono decadute nello stesso momento in cui si é scoperto che organizzava omicidi.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

martedì 3 aprile 2012

L'Irak al Qatar: "Inaccettabile il vostro asilo al latitante Al-Hashemi, ricercato come mandante di omicidi politici: consegnatelo!"


"La decisione qatariota di ospitare un ricercato per gravi reati di sangue, resa ancora più grave dal fatto che tale persona di valse di provvigioni e personale dello Stato al tempo in cui ricopriva un'importante carica pubblica per architettare e ordire i suoi delitti, é del tutto inaccettabile, il Governo di Doha dovrebbe riconsiderarla ed estradare l'Ex-vicepresidente Tareq al-Hashemi a Bagdad, dove verrà sottoposto a regolare processo"; queste le parole, misurate ma molto ferme, con cui il Vicepremier irakeno Hussein al-Shahristani, nella giornata di ieri ha commentato l'asilo offerto dall'Emiro Al-Thani all'Ex-vicepresidente sunnita del paese mesopotamico, dapprima rifugiatosi nelle province semi-autonome dei Curdi per poter sfuggire al mandato d'arresto, e ora espatriato verso la ricca penisola petrolifera del Golfo.

Shahristani non ha lesinato critiche agli amministratori Curdi per avere ospitato per quasi quattro mesi il fuggiasco Al-Hashemi consentendogli poi di lasciare il paese a sua discrezione, ricordando loro che l'autonomia lasiata alle province settentrionali é intesa da inserirsi nello spirito di collaborazione e cooperazione con le autorità centrali e non a discrezione arbitraria della comunità curda, i cui leader con queste scelte e queste decisioni hanno messo in atto "una chiara sfida ai principi della Legalità e della Giustizia su cui si fonda il nostro Stato". Hashemi sarebbe partito domenica mattina, su di un aereo privato, alla volta di Doha.

Secondo i mandati di cattura spiccati dal Tribunale di Bagdad a dicembre 2011 (proprio all'indomani della partenza degli ultimi contingenti di truppe Usa occupanti, secondo la tabella di ritiro stilata con gli accordi del 2008 firmati dall'allora Presidente Usa George Bush Jr.) Hashemi avrebbe organizzato il dettaglio delle sue guardie del corpo in una piccola ma estremamente efficiente "squadra omicidi", utilizzandola poi per assassinare diversi ufficiali governativi e generali a lui avversi nel corso degli anni e persino per organizzare un attentato esplosivo (poi sventato senza conseguenze) contro l'attuale Primo Ministro irakeno, lo sciita Nouri al-Maliki.

Uno dei particolari più sgradevoli era che non tutte le guardie del corpo trasformate in bounty-killer a tremila dollari a "hit" erano entusiaste di diventare assassini, ma per i recalcitranti scattavano minacce di ritorsione contro famiglie e parenti, che costringevano al silenzio e all'obbedienza. E' stato proprio grazie alle testimonianze di questi 'assasini per forza' che le accuse contro Al-Hashemi, ma anche contro altri rappresentanti del partito sunnita 'Al-Irakiya', come Saleh al-Mutlak e Riyadh al-Adad hanno potuto prendere la forza necessaria a tradursi in mandati di cattura e comparizione a cui, finora, l'Ex-vicepresidente é riuscito a sottrarsi con acrobazie da latitante più consone a uno 'scafato' capo camorrista che a un leader politico.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

lunedì 2 aprile 2012

L'Ex-vicepresidente irakeno, l'imprenditore dell'omicidio Tareq al-Hashemi fugge in Qatar!


Inseguito dalle richieste di comparizione di fronte al tribunale di Bagdad che ha spiccato i mandati di cattura verso di lui in seguito alle confessioni delle sue ex-guardie del corpo che lui stesso aveva trasformato in una efficientissima "anonima omicidi" per eliminare rivali politici e ufficiali governativi che si fossero (ahiloro) avvicinati troppo a scoprire la verità sulle sue 'attività coperte' l'Ex-vicepresidente irakeno Tareq al-Hashemi é fuggito dal Nord del paese, dove si era "ritirato" presso le province semi-autonome curde, diretto verso il Qatar, grande protettore della sedizione sunnita che cerca disperatamente (per fortuna finora senza alcun successo) di rallentare il consolidamento dell'Asse della Resistenza che, con il ritiro definitivo degli invasori americani dalla Mesopotamia, corre ora indisturbato dai confini dell'Afghanistan fino alle spiagge libanesi attraverso Teheran, Bagdad, Damasco e Beirut.

Probabilmente a Doha, di fronte ai principi Qatarioti e ai loro 'controllori' della CIA e del Dipartimento di Stato Al-Hashemi dovrà dare un bel po' di spiegazioni prima che gli venga concesso l'esilio più o meno dorato che si dà ai pupazzi dell'imperialismo a stelle e strisce che hanno fallito nella missione; il fatto che l'ex 'pezzo da novanta' della coalizione Al-Iraqiya sia scappato verso il Qatar anziché verso l'Arabia Saudita di Casa Saoud dà da riflettere sui cambi di "peso specifico" nel campo dei sostenitori dell'egemonia americana nella regioen e anche sul fatto che, con l'Est sciita ormai in rivolta quasi aperta contro Riyadh, il reame di Casa Saoud non sia più considerato un porto troppo sicuro ove gettare le ancore.

Già il quattro marzo scorso un rapporto del Ministero dell'Interno di Bagdad dava per "molto probabile" un tentativo di fuga di Al-Hashemi dal Kurdistan semi-autonomo verso una località dove gli fosse più facile sfuggire ai mandati di cattura e di comparizione che lo reclamano nella capitale irakena a rispondere delle accuse elevategli contro. E' significativo che le prime accuse contro Hashemi si siano levate praticamente all'indomani della partenza degli ultimi contingenti americani da Bagdad, segno che le indagini contro di lui erano già arrivate a risultati decisivi e si aspettava solo il momento in cui le truppe di Obama avessero definitivamente tolto il disturbo per poter intervenire in merito.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.