Come annunciato dal nostro preciso e dettagliato video, caricato avantieri sul Canale Youtube (sempre più frequentato) collegato a questo blog, l'Esercito Nazionale Libico del Generale Khalifa Haftar, ormai in controllo della maggior parte del territorio del tormentato Paese nordafricano, ha istituito una "No Fly Zone", una zona di non sorvolo su tutta la Libia meridionale.
Il 'raid di avvertimento' che ha colpito i pressi del campo di aviazione vicino ai pozzi di Al-Fill, mentre stava per decollarne un aereo passeggeri Bombardier CRJ-900, serviva a rimarcare questo fatto.
Di seguito il comunicato ufficiale:
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venerdì 15 febbraio 2019
"Zona di non sorvolo" istituita dal Generale Haftar sulla Libia Meridionale!
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lunedì 2 ottobre 2017
Abadi, mille volte meglio di Rajoy, ha neutralizzato la buffonata di Barzani sulla 'secessione' curda!
Mariano Rajoy è un cretino.
Nicolas Maduro e Haider Abadi potrebbero dare all'asino di Madrid ripetizioni su come si prevengano pagliacciate 'secessioniste' e/o referenda abusivi come quelli organizzati di recente dal MUD in Venezuela o dal mafioso Barzani a Irbil e dintorni.
Nicolas Maduro e Haider Abadi potrebbero dare all'asino di Madrid ripetizioni su come si prevengano pagliacciate 'secessioniste' e/o referenda abusivi come quelli organizzati di recente dal MUD in Venezuela o dal mafioso Barzani a Irbil e dintorni.
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domenica 1 ottobre 2017
Forze militari irakene si posizionano sui confini della regione curda, per sventare ogni tentativo secessionista!
Aeroporti, postazioni di confine, autostrade principali della cosiddetta 'regione autonoma curda' in Irak sono stati rapidamente raggiunti e presi sotto il controllo di unità scelte delle forze armate nazionali che in questa maniera stanno garantendo che dopo il pagliaccesco 'referendum' illegale tenuto in questi giorni dal clan Barzani e dai suoi addentellati di contrabbandieri e tagliaborse nessun tentativo di sovversione della legalità e dell'unità nazionale irakena possa essere anche solo immaginato prima che tentato.
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lunedì 16 gennaio 2017
La contraerea della capitale iraniana entra in azione per impedire a un drone di violare una zona di non sorvolo!
La sicurezza dei cieli di Teheran é stata messa in pericolo pochi minuti fa da un drone (probabilmente un piccolo modello commerciale) che per errore o per disgno criminoso stava dirigendosi verso una zona di Non Sorvolo.
Una volta emanata l'allerta le unità AA della difesa cittadina sono entrate in azione sparando diversi colpi uno dei quali ha centrato e abbattuto il bersaglio.Video of an anti-aircraft canon firing at an unidentified target in Tehran #Iranpic.twitter.com/dBJllfzsqq— Michael Horowitz (@michaelh992) January 16, 2017
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martedì 18 giugno 2013
Mosca ripete: "Nessuna speranza per i desideri obamiani di una No Fly Zone sulla Siria!!"
Nella stessa giornata in cui il Presidente Siriano Bashar Assad ha dichiarato ufficialmente che i paesi occidentali "pagheranno un grave prezzo" se dovessero dar seguito alle loro intenzioni dichiarate di fornire aiuti militari ai gruppi di terroristi mercenari ancora presenti e attivi su suolo siriano, da Mosca é arrivata l'ennesima precisazione su come non sia intenzione di Vladimir Putin e di nessuno dei suoi collaboratori lasciare il benché minimo spiraglio di possibilità alle ipotesi americane di 'intervento' sotto qualunque nomenclatura giustificatoria contro Damasco e il suo legittimo Governo.
"La crisi in Siria può essere risolta soltanto tramite la pratica dell'imparzialità, non é possibile, come pretenderebbe di fare l'Occidente, condannare chi si difende e appoggiare e persino sostenere con armi la parte che fa uso di violenza terroristica e che finora ha siglato praticamente tutti gli episodi più atroci del conflitto". La nota del Ministero degli Esteri russo fa anche notare come i tentativi americani e francesi di accollare al Governo siriano l'uso di armi chimiche, quando é chiaro che finora solo i gruppi terroristi ne hanno fatto uso.
Mosca inoltre ha criticato aspramente la decisione egiziana ("Intempestiva, inspiegabile, controproducente") di interrompere le relazioni diplomatiche con Damasco, cosa che esclude a priori la possibilità che il Cairo possa giocare un ruolo positivo e propositivo nella soluzione politico-diplomatica della situazione.
"La crisi in Siria può essere risolta soltanto tramite la pratica dell'imparzialità, non é possibile, come pretenderebbe di fare l'Occidente, condannare chi si difende e appoggiare e persino sostenere con armi la parte che fa uso di violenza terroristica e che finora ha siglato praticamente tutti gli episodi più atroci del conflitto". La nota del Ministero degli Esteri russo fa anche notare come i tentativi americani e francesi di accollare al Governo siriano l'uso di armi chimiche, quando é chiaro che finora solo i gruppi terroristi ne hanno fatto uso.
Mosca inoltre ha criticato aspramente la decisione egiziana ("Intempestiva, inspiegabile, controproducente") di interrompere le relazioni diplomatiche con Damasco, cosa che esclude a priori la possibilità che il Cairo possa giocare un ruolo positivo e propositivo nella soluzione politico-diplomatica della situazione.
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mercoledì 27 aprile 2011
L'F-16? Vadavuma!! Aereo NATO si schianta a Sigonella durante l'atterraggio!!
Un aereo modello F-16 prodotto dall'americana General Dynamics si é schiantato al suolo su una pista della base di Sigonella, durante le fasi di atterraggio da una missione di guerra in Libia.
L'aeroplano, appartenente alle forze aeree degli UAE (Emirati arabi uniti, che fiancheggiano l'alleanza militare occidentale nel suo intervento sui cieli di Tripoli), é andato completamente distrutto, il suo pilota, eiettatosi grazie al seggiolino "zerozero", sarebbe riuscito a mettersi in salvo con poche trascurabili contusioni.
Con questa perdita scendono a 11 gli aerei degli Emirati a disposizione dei generali occidentali.
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sabato 2 aprile 2011
Domenica 3 aprile manifestazione a Tel Aviv davanti all'ambasciata americana
Una grande dimostrazione di protesta da parte dei Palestinesi residenti in Israele e di quegli ebrei non ancora totalmente lobotomizzati dalla grancassa militarista e fascista ormai prevalente nella società israeliana si terrà nella prima serata di domenica 3 aprile, davanti all'ambasciata Usa di Tel Aviv.
"Una No-Fly Zone sulla Palestina", questo sarà lo slogan della giornata; mentre una 'armada' internazionale impone il suo arbitrio (per contrastanti e divergenti interessi imperialistici) sopra la Libia, il regime dell'Apartheid israeliano continua a bombardare e cannoneggiare la Striscia di Gaza a mano salva, causando dozzine di morti, mutilati e feriti.
Il doppiopesismo dell'Occidente é una dimostrazione di ipocrisia che dovrebbe essere ripugnante persino per i più cinici praticanti di 'realpolitik', soprattutto quando si consideri che, in assenza di aggressioni e raid israeliani, le fazioni della Resistenza di Gaza sono sempre riuscite a imporre la disciplina del cessate il fuoco, come durante la tregua dichiarata da Hamas e interrotta da Israele con l'operazione 'Piombo Fuso' e ancora negli ultimi due anni in tutti gli intervalli fra una serie di attacchi sionisti e la successiva.
Senza le armi americane, il denaro americano, la lobby ebraica e sionista attiva in America e il sostegno diplomatico americano Israele non potrebbe mai permettersi una condotta tanto provocatoria e avventurista, ma sarebbe ridotto a più miti consigli, per questo l'ambasciata Usa nella capitale sionista é il luogo ideale dove dimostrare quanto le politiche di Washington siano impopolari tra tutti coloro che hanno a cuore i valori della Pace, della fraternità e della solidarietà.
La dimostrazione si configura come parte della campagna "R€FU$€!", volta a scardinare la complicità Euro-Americana nei crimini di Israele e ad elevare la consapevolezza riguardo questo nodo cruciale della politica regionale. Gli estensori e i partecipanti alla campagna domandano che Europa e Stati Uniti si uniscano al consenso della Comunità internazionale che giustamente considera Israele potenza occupante illegale, colonialista e razzista, e contribuiscano finalmente a montare un complesso di azioni dissuasive e disincentivanti alla prosecuzione dei suoi crimini contro la Palestina e i Palestinesi.
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lunedì 21 marzo 2011
L'Ammiraglio Mullen alla CBS lancia segnali contrastanti, il Pentagono ha una strategia chiara?
L'Ammiraglio Mike Mullen, Capo degli Stati Maggiori unificati degli Stati Uniti, ha affermato, nel corso del suo intervento al programma "Face the Nation", trasmesso dal network televisivo CBS, che le missioni di attacco aereo sulla Libia, recentemente iniziate sotto l'ombrello diplomatico della Risoluzione ONU 1973 hanno "uno scopo chiaro, definitio e limitato".
Subito dopo, tuttavia, con apparente contraddizione lo stesso ammiraglio si é detto "molto incerto" sul possibile esito dell'intervento armato occidentale, su come, cioé, esso potrà influenzare l'evoluzione della situazione politica del paese nordafricano, azzardando perfino, per quanto 'istigato' dalle domande dell'anfitrione del canale, che "uno stallo con Gheddafi" non é affatto da scartare, come possibilità.
"I nostri attacchi sicuramente scompagineranno le puntate offensive dei lealisti, che ultimamente stavano riguadagnando molto del terreno perduto nella fase iniziale dell'insurrezione, e daranno ai rivoltosi modo e tempo di raggrupparsi e riorganizzarsi ma, tolto questo, qualunque sviluppo ulteriore é materia di congettura".
Forse Mullen inizia a 'preparare il terreno' per una prossima dichiarazione della 'necessità' di scendere coi piedi a terra a finire il lavoro che gli insorti non sembrano preparati a concludere? Una simile iniziativa, ovviamente, andrebbe contro il desiderio, inizialmente reiterato con chiarezza dai ribelli libici di non vedere soldati stranieri sulla loro terra ma, é da notarsi, come gli striscioni "No Foreign Intervention" siano sospettosamente scomparsi da quando le forze di Gheddafi iniziarono a riprendere slancio.
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