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martedì 3 luglio 2018

PALAESTINA FELIX ha il piacere di presentare la prima immagine della torretta remota "ROBOGUARD" che verrà installata sul confine siro-irakeno!

Roboguard M17 è uno degli elementi FONDAMENTALI della barriera di confine che garantirà la sicurezza e l'inviolabilità del confine siro-irakeno, ovviando con ingegno alla sua lunghezza e alla desolazione del territorio che esso attraversa.

Roboguard é una postazione fissa di difesa completamente automatizzata, dotata di sensori visivi, termografici e ad intensificazione (per la visione notturna), completamente controllabile a distanza e dotata di una mitragliera da 12,7mm.
E' un prodotto del Direttorato Tecnico per la Produzione Militare, branca del Ministero della Difesa a cui collaborano diverse ditte del settore privato irakeno nonché consiglieri e tecnici provenienti dal bacino delle forze di Mobilitazione Popolare.

Gli Irakeni proseguono nella creazione di una barriera per presidiare i confini con la Siria: EVVIVA I MURI! EVVIVA LE FRONTIERE!!

Le frontiere "aperte come i culi" piacciono solo al sinistrume petaloso sorosiano, accoglione e abbulicciato.

In Irak hanno altre idee.

Per questo proseguono decisamente nell'erezione ("I got Erection!") di un complesso sistema di barriere e fortificazioni alla frontiera occidentale con la Siria, per sventare ogni possibile infiltrazione o movimento di forze e cellule takfire.

martedì 13 marzo 2018

I Curdi hanno abbandonato i confini: il Governo irakeno dà l'OK alla ripresa dei voli internazionali negli aeroporti di Irbil e Sulaimaniyah!

Con un decreto ufficiale il Premier irakeno Haider Abadi ha riaperto al traffico aereo internazionale gli aeroporti di Irbil e Sulaimaniyah, nel Nord del paese.

La decisione é arrivata dopo che le autorità del KRG (entità curda semi-autonoma nel quadro costituzionale irakeno) hanno riconsegnato tutte le postazioni di confine che continuavano a presidiare anche dopo la distruzione dell'ISIS e gli eventi occorsi a Kirkuk e altre zone dell'Irak che erano state temporaneamente occupate da milizie curde.

sabato 7 ottobre 2017

Iran, Irak e Turchia sempre più coordinati per tenere sotto controllo la minaccia del 'cane pazzo' Barzani e dei suoi seguaci!

L'Agenzia Stampa FARS comunica, che il Governo di Bagdad ha contattato l'esecutivo iraniano e quello turco invitandoli a sigillare le frontiere con la zona curda nella quale il clan Barzani ha recentemente inscenato il buffonesco "referendum per la secessione" (completamente illegale) interrompendo ogni genere di traffico commerciale con essa.

L'invito é stato poi ribadito dal Portavoce del Ministero degli Esteri irakeno, Ahmad Mahjoub, in una dichiarazione ufficiale.

lunedì 2 ottobre 2017

Abadi, mille volte meglio di Rajoy, ha neutralizzato la buffonata di Barzani sulla 'secessione' curda!

Mariano Rajoy è un cretino.

Nicolas Maduro e Haider Abadi potrebbero dare all'asino di Madrid ripetizioni su come si prevengano pagliacciate 'secessioniste' e/o referenda abusivi come quelli organizzati di recente dal MUD in Venezuela o dal mafioso Barzani a Irbil e dintorni.

domenica 1 ottobre 2017

Forze militari irakene si posizionano sui confini della regione curda, per sventare ogni tentativo secessionista!

Aeroporti, postazioni di confine, autostrade principali della cosiddetta 'regione autonoma curda' in Irak sono stati rapidamente raggiunti e presi sotto il controllo di unità scelte delle forze armate nazionali che in questa maniera stanno garantendo che dopo il pagliaccesco 'referendum' illegale tenuto in questi giorni dal clan Barzani e dai suoi addentellati di contrabbandieri e tagliaborse nessun tentativo di sovversione della legalità e dell'unità nazionale irakena possa essere anche solo immaginato prima che tentato.

sabato 25 aprile 2015

Importante accordo di controllo comune delle frontiere tra Iran e Irak!!

Iran e Irak hanno siglato un accordo per promuovere misure di sicurezza comuni sulle frontiere condivise; il Comandante della Polizia di Confine iraniana, Brigadier Generale Ghasem Rezaie, insieme al suo collega irakeno, Maggior Generale Abdulkarim Mustafa hanno chiarito i punti salienti dell'accordo durante un incontro tenutosi a Irbil.

I confini comuni tra Iran e Irak si snodano per 1600 Km, dalle montagne del Nord fino alle zone insulari e paludose alla punta estrema del Golfo Persico. Con la collaborazione reciproca questa lunga frontiera può venire resa sicura per entrambe le parti. La Repubblica Islamica, impegnata a più livelli a garantire la sicurezza del vicino irakeno, riconosce questo ambito come una delle necessità primarie per raggiungere quell'obiettivo.

venerdì 16 gennaio 2015

Il Generale Naqdi: "L'ISIS non é in grado di minacciare i confini iraniani!"

Il Comandante della milizia popolare iraniana 'Basij' (Mobilitazione degli Oppressi); il Generale Mohammed Reza Naqdi ha commentato, rivolgendosi ai microfoni di un'agenzia stampa iraniana, che il cosiddetto 'Califfato' dell'ISIS non ha i mezzi e le capacità per porre credibili minacce ai confini dell'Iran.

lunedì 28 aprile 2014

La Repubblica Islamica Iraniana modernizza i suoi M47M per vigilare le frontiere con Afghanistan e Balucistan!!

Nel corso delle cerimonie per la ricorrenza della Giornata delle Forze Armate l'Esercito della Repubblica Islamica Iraniana ha ricevuto ufficialmente i primi modelli di carro armato 'Sabalan', radicale e raffinata modernizzazione del più antiquato esemplare di mezzo corazzato dell'arsenale di Teheran.
Al tempo dello Scià Palhevi infatti l'Iran aveva acquistato dagli Usa molte centinaia di M47 "Patton II" e, man mano che questi venivano affiancati e poi sostituiti nelle unità di prima linea da altri modelli di tank occidentale (prima M48 ed M60, infine i Chieftain di origine britannica) gli M47 erano stati dapprima sottoposti (a metà anni '70) a una modernizzazione che li portò allo standard "M47-M" (motore più potente, cannone da 105mm uguale a quello dell'M60, nuovi organi di controllo fuoco...); poi pian piano i 'Patton II' superstiti alle prove della Guerra Iran-Irak vennero schierati a Est sui confini instabili con l'Afghanistan e la zona tribale pachistana.
Fu proprio nel 1998 che essi rischiarono quasi di tornare in azione quando Teheran fu a un passo dal muoversi contro il governo filosaudita dei talebani di Kabul, ma a parte quell'allarme, gli M47-M iraniani non affrontarono mai nemici più impegnativi di terroristi Jundullah e trafficanti di droga.
Adesso con le nuove modernizzazioni dello standard 'Sabalan' i vecchi M-47 residui potranno venire portati a un livello non inferiore ai Leopard 1 ammodernati di Erdogan, o alle versioni aggiornate di un T-55 modernizzato, di un Chonma' Ho nordkoreano o di un Sabra sionista.

Ci auguriamo che anche il 'Sabalan' col passare del tempo si riveli una nuova, brillante realizzazione del programma iraniano di "Jihad per l'Autosufficienza Difensiva"!!

giovedì 28 marzo 2013

Il Ministro dell'Interno tunisino crea Unità di Crisi per affrontare i gruppi wahabiti nel paese e contrastare le loro attività!

Il Ministero dell'Interno tunisino Lofti Ben Jeddoh ha annunciato negli scorsi giorni "La formazione di una unità di crisi per combattere le attività di sostegno al terrorismo che possano coinvolgere cittadini o gruppi tunisini"; non é un mistero che, dopo la cacciata del dittatore Ben Ali e la creazione di un effettivo regime democratico, alcuni gruppi di frangia takfiro-wahabiti si siano formati nel paese e alcuni di essi si siano prestati all'invio di potenziali terroristi mercenari dapprima in Libia ma in seguito anche in Siria.

"Abbiamo lanciato questo nuovo strumento per controllare le attività di gruppi radicali e i movimenti al confine con la Libia e l'Algeria e nell'interno, nelle zone meno popolate e controllabili del paese" ha dichiarato il Ministro al Parlamento riunito in assemblea. "L'Alto Consiglio di Sicurezza si riunirà settimanalmente per seguire gli sviluppi delle attività in merito", aggiungendo poi che un nuovo Dipartimento di Polizia giudiziaria verrà formato per contrastare il crimine informatico, con particolare attenzione, anche qui, alle attività terroristiche di stampo salafita.

"Già il precedente Governo aveva abbozzato un progetto di legge per la crezione di una Agenzia Tecnica di Comunicazione che si occupasse degli aspetti legali e della criminalità informatica"

domenica 17 febbraio 2013

Cronaca della vergogna: l'allagamento dei tunnel verso Gaza un 'regalo' dei Fratelli Musulmani a delegazione sionista in visita!


In una sua recente edizione il quotidiano egiziano "Al Masri Al Youm" ha rivelato che il recente 'blitz' delle forze governative egiziane del Sinai che facendo tracimare alcune cisterne sotterranee sono riuscite ad allagare e fare chiudere tre tunnel che portavano dalla zona di Rafah alla Striscia di Gaza (compresa un'importantissima arteria per l'importazione di ghiaia e cemento, materiali necessari a riparare i disastrosi effetti dei bombardamenti israeliani), sarebbe coinciso con la visita-lampo di una delegazione militare sionista di alto livello.

Una sorta di "regalo di benvenuto" dunque, da parte del Presidente Mursi e dei Fratelli Musulmani che lo hanno messo al potere verso i 'graditi ospiti' di Tel Aviv che, a sentire i redattori del quotidiano cairota, sarebbero arrivati nella capitale per discutere di temi inerenti alla sicurezza dei confini del Sinai, alla presenza di gruppi armati nella penisola montuosa egiziana, al mantenimento del Trattato di Camp David.

Lasciamo ogni commento e considerazione ai nostri lettori.
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sabato 9 febbraio 2013

Si delinea la situazione sul fronte Nord e Nordovest in Siria: terroristi schiacciati contro i confini!

Attorno a Idlib e Aleppo l'Esercito siriano ha ormai schiacciato i militanti terroristi stranieri contro i confini internazionali; ogni speranza di trasformare le vallate e le pendici montuose a Nord e Nordovest della Siria in una 'zona franca' dove i mercenari wahabiti e qaedisti potessero fare il bello e il cattivo tempo é dunque evaporata per sempre.

Squadroni di mezzi blindati e centinaia di truppe di supporto hanno preso d'assalto la cittadina di Al-Safira, conquistandola e uccidendo oltre 250 terroristi; la notizia é confermata dallo stesso traffico telefonico/satellitare dei rivoltosi, intercettato dagli esperti siriani di Sigint e accuratamente trascritto per trarne la maggior messe di informazioni possibili riguardo a quanto resta dello schieramento wahabita.

Attorno a Idlib i mercenari qaedisti, dietro ordini dei loro 'benefattori' turchi e israeliani, si stavano preparando ad attaccare la Fondazione delle Industrie della Difesa che si trova vicino alla città, nel tentativo di indebolire la capacità di autodifesa e dissuasione (chimica e batteriologica) della Repubblica Araba Siriana. I loro piani tuttavia sono risultati inutili essendo la loro 'offensiva' schiacciata sul nascere dal rapido intervento delle truppe di Assad.
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giovedì 7 giugno 2012

In arrivo due carichi di combustibile e uno di medicinali per il ghetto di Gaza strangolato dall'assedio sionista!


Una carovana motorizzata carica di una tonnellata e mezza di gasolio e benzina ha lasciato la provincia egiziana di Suez negli scorsi giorni diretta verso il varco di Rafah tra il Sinai e la Striscia di Gaza, cercando di calmierare le tragiche conseguenze della costante penuria di carburanti nel ghetto palestinese assediato illegalmente da Israele nel silenzio complice e ipocrita della comunità internazionale e dell'ONU. Scortati da forze della polizia militare i veicoli sono stati forniti e caricati a spese della Cooperativa Petrolifera del porto di Al-Zitiat, secondo quanto relato dai cronisti del quotidiano "Al-Youm Assabi" ('Il Settimo Giorno', in Arabo).

Mano a mano che sempre più precaria e pericolosa si fa la penuria di combustibili a Gaza tanto più insopportabile diventa l'ignavia con cui lo SCAF, la giunta militare di Tantawi, ha deciso di proseguire la sua politica di 'inazione' riguardo all'assedio del territorio palestinese, temendo contraccolpi da parte del regime sionista, con cui il vecchio Maresciallo, relitto dell'Era Mubarak, é restio a tagliare definitivamente le relazioni sconfessando la sottomissione cui prima Sadat e poi il dittatore ora condannato all'ergastolo avevano deciso di ridurre quello che una volta era stato il paese-guida della Resistenza araba antisionista.

Sempre l'Assabi ha dichiarato che entro pochi giorni un nuovo convoglio questa volta munito di quasi tre tonnellate di combustibili si avvierà verso Gaza. Il Maggior Generale Javer al-Arabi, Governatore del Nord Sinai ha dichiarato che poi anche quattro camion carichi di tredici tonnellate medicinali e attrezzature cliniche, donate dall'Unione Medica Araba, verranno presto indirizzati verso Gaza.
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mercoledì 21 marzo 2012

Incontro a Mosca tra Adnan Mansour e Sergei Lavrov: "Il Libano controlla strettamente i confini e ha arrestato molti contrabbandieri di armi!"


In visita al collega russo Sergei Lavrov il Ministro degli Esteri libanese Adnan Mansour ha dichiarato che, sebbene come ogni altro stato della terra il Paese dei Cedri non possa dichiarare con certezza di controllare completamente i propri confini, nelle ultime settimane Beirut abbia di molto intensificato i propri sforzi per rafforzare la vigilanza alle frontiere, specialmente lungo quelle con la Siria, per prevenire l'afflusso di armi e rifornimenti ai terroristi attivi in quel paese o anche per impedirne la fuga dopo le recenti, riuscite operazioni anti-insorgenti condotte dalle forze del Presidente Assad.

L'Armee Libanaise, ha dichiarato Mansour nel corso di una conferenza stampa congiunta tenuta insieme a Lavrov, ha moltiplicato di molte volte la propria presenza al confine con la Siria, intercettando molti carichi di armi ed esplosivo ed arrestando dozzine di contrabbandieri e terroristi; parlando di sicurezza dei confini, poi, Mansour ha colto l'occasione di lamentare presso Mosca le continue violazioni di parte sionista, queste invece lungo il confine meridionale, dello spazio aereo libanese, che dalla fine della guerra del 2006 hanno raggiunto l'incredibile cifra di novemila incidenti.

"Vogliamo la pace con lo Stato ebraico" ha detto il Ministro libanese "ma deve essere una pace giusta che garantisca i nostri diritti, tra cui quello all'inviolabilità dei confini!". Da parte sua Lavrov ha reiterato la disponibilità russa a sostenere una mediazione ONU gestita dall'inviato per la Siria Kofi Annan, annunciando di essere in attesa della comunicazione delle proposte dell'ex-Segretario Generale presso il Consiglio di Sicurezza e ha negato che, come riferito insistentemente da alcuni media occidentali, ulteriori forze navali russe siano finora state indirizzate verso la Siria.
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mercoledì 30 novembre 2011

L'esercito sionista cannoneggia il Libano meridionale, la denuncia di Beirut e dell'UNIFIL!


Sia l'Esercito libanese che le truppe UNIFIL schierate sotto egida ONU hanno denunciato che nella giornata di ieri almeno quattro colpi di artiglieria siano stati esplosi dalle forze militari sioniste attraverso il confine; evidentemente, non più contento di violare su base quotidiana lo spazio aereo del Paese dei Cedri e di tanto in tanto di attraversare anche il confine di terra con pattuglie e ricognitori lo Stato ebraico ha deciso di incrementare e aggravare il tasso delle proprie provocazioni, visto che nessuna sanzione o provvedimento viene mai elevato contro le sue altre iniziative avventuristiche.

Secondo quanto riportato dall'emittente iraniana di lingua inglese PressTV le forze militari sioniste avrebbero cercato di giustificare il loro inqualificabile comportamento adducendo "il lancio di un razzo" a scusante; ovviamente nessuna iniziativa di questo genere risulta essere stata presa, tantopiù che, a cinque anni dalla grande vittoria di Hezbollah che respinse nell'estate 2006 la proditoria invasione del regime ebraico, le forze della Resistenza libanese non hanno alcun interesse a lanciare un singolo razzo in direzione della Palestina occupata.

Il Presidente libanese Michel Suleiman ha dichiarato che l'attacco militare israeliano é stata una palese e blatante violazione della risoluzione ONU 1701, che pose fine al conflitto di 5 anni fa e che prevedeva la completa cessazione di ogni atto ostile e il rispetto reciproco dei confini internazionali, indicazioni costantemente e pervicacemente violate da parte sionista.
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mercoledì 1 giugno 2011

Scandaloso! Israele ammette apertamente di preparare 'attacchi' e 'offensive' contro le prossime manifestazioni palestinesi!


L'Esercito e la polizia del Regime dell'Apartheid si preparano non soltanto ad usare la violenza e la forza militare contro i manifestanti e i dimostranti che il prossimo 5 giugno si raduneranno ai confini dello Stato ebraico per ricordare a Tel Aviv che, al di fuori delle muraglie di cemento, delle torrette dei cecchini, dei fili spinati e dei posti di blocco quasi cinque milioni di profughi palestinesi attendono di poter esercitare il loro sacrosanto e inalienabile "Diritto al Ritorno", ma stanno persino organizzando "attacchi" e "offensive" contro le folle disarmate che si pareranno loro di fronte, armate solo di coraggio e determinazione.

Queste sono le incredibili affermazioni che vengono dalla bocca di Yohanan Danino, ufficiale sionista che, senza rendersi conto di stare praticamente ammettendo la volontà di Israele di invadere Stati sovrani come il Libano, la Siria, la Giordania o l'Egitto parla quasi incoscientemente di "mosse preventive" e "infiltrazioni offensive" che le sue truppe si starebbero preparando a eseguire contro le prossime manifestazioni palestinesi.

Israele, ormai troppo abituato alle cambiali di impunità staccate con generosità a Washington da politici statunitensi ormai totalmente in balia e in ostaggio della potentissima "Lobby a Sei Punte" pensa di poter vedersi condonare ogni sorta di aggressione contro vittime civili, purché, naturalmente si tratti di "Untermensch" palestinesi; la reazione internazionale che lo investirà quando i suoi aguzzini in uniforme cerceranno di "infiltrarsi aggressivamente" in territorio straniero sarà un salutare memento del fatto che, anche per Tel Aviv, le azioni hanno conseguenze.
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martedì 31 maggio 2011

Hezbollah loda l'Egitto per l'apertura del varco di Rafah verso Gaza


Il partito sciita libanese di ispirazione religiosa, Hezbollah, ha recentemente lodato la Giunta militare temporaneamente al potere in Egitto per la decisione di aprire il varco di confine di Rafah al traffico di passeggeri da e per la Striscia di Gaza, decisione che allevia almeno parzialmente le sofferenze causate dall'unilaterale assedio illegale contro l'enclave costiera palestinese, mantenuto in funzione da Israele da oltre cinque anni a questa parte.

Il comunicato di Hezbollah recita: "A lungo il nostro movimento ha chiesto l'apertura di Rafah come essenziale per una risposta etica e umanitaria alla disumana politica dell'occupante sionista; finalmente possiamo congratularci con le autorità egiziane per la loro decisione, un nuovo dono di speranza per la Palestina, dopo il decisivo sostegno del Cairo alla riconciliazione nazionale tra Hamas e Fatah".

"Una simile decisione", prosegue il comunicato, "serve la causa palestinese e migliora lo status politico-diplomatico egiziano presso tutti i suoi vicini e circonvicini; siamo certi che non passerà lungo tempo prima che misure ancora più eclatanti e radicali saranno rese evidenti e attive, per il bene della causa palestinese, araba e musulmana".
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venerdì 27 maggio 2011

Return to Palestine prepara nuove manifestazioni ai confini con Israele: "Vogliamo che i sionisti debbano mobilitare tutto il loro esercito!"


Il 6 giugno prossimo il comitato "Return to Palestine" ha programmato nuove attività al confine tra Libano e Israele, come confermato da Abu Mohammed Imad, membro dell'organizzazione, ai microfoni della televisione di Hezbollah "Al-Manar". E' dallo scorso 15 maggio che, per onorare il sacrificio dei martiri caduti sotto il fuoco assassino dei militari sionisti, il Comitato ha continuato a tenere le fila e preparare volontari e attivisti palestinesi residenti in Libano e Siria per una nuova dimostrazione che renda chiaro a Israele come il "Diritto al Ritorno" nei territori occupati dal 1948 non sia negoziabile, non sia evitabile, non sia prevenibile, né con la forza militare, né con la manipolazione della Casa Bianca a opera della Lobby a Sei Punte, né con alcun altro stratagemma o escamotage.

Proprio in questi giorni il Comitato ha fatto erigere un monumento commemorativo sul confine, con i volti dei profughi uccisi e la scritta in ebraico: "Stiamo Tornando"; a quanti gli hanno chiesto natura e obiettivi della nuova iniziativa Imad ha replicato: "Questi particolari sono oggetto di discussione molto accesa proprio in queste ore, posso solo dirvi che abbiamo varie opzioni e le stiamo studiando e analizzando una per una. Vogliamo tenere il Nemico sionista in allarme da Nakoura al Golan, vogliamo costringerlo a spendere denaro per mantenere in stato di allerta tutte le brigate militari che ha già impiegato il quindici maggio, vogliamo fargli consumare più risorse possibili per portarlo al punto di rottura".

Sembra che, in queste ore, contatti molto intensi con l'Egitto e la Giordania siano in corso, in modo da rendere le iniziative del 6 giugno, data in cui il mondo arabo e palestinese ricorda la Yawm an-Naksa del 1967 (la seconda dispersione di profughi dovuti al codardo attacco a tradimento dello Stato ebraico contro Egitto, Siria e Giordania), ancora più massicce e imponenti di quelle di dodici giorni fa.
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martedì 17 maggio 2011

Giurista israeliana specialista in Diritto internazionale afferma: "Israele la scorsa domenica ha infranto dozzine di leggi e accordi internazionali!"


Una giurista israeliana, specialista in Diritto internazionale, ha recentemente dichiarato che negli incidenti di domenica, quando le truppe dell'esercito sionista hanno "moralmente" e "coraggiosamente" aperto il fuoco sulle folle di Palestinesi che premevano sulle barriere di confine per rivendicare il loro incancellabile Diritto al Ritorno, lo Stato ebraico si é reso responsabile della violazione di "innumerevoli articoli di legge internazionale", facendo letteralmente strame di accordi e trattative stilati e siglate nel corso degli anni e dei decenni.

Secondo Daphne Richmond-Barak, del Centro Interdisciplinare di Herzliya, l'apertura del fuoco sui civili ha costituito una sorta di 'linea rossa' dopo la quale le azioni delle truppe israeliane si sono svolte all'insegna dell'arbitrio e della violenza, senza alcun riguardo per il contegno che dovrebbero tenere delle forze armate nazionali, sottoposte a una precisa catena di comando.

"Vi erano decine, dozzine di opzioni alternative che non avrebbero messo in pericolo la vita di un numero così alto di manifestanti: anche coloro che avevano abbattuto le recinzioni di confine potevano essere circondati, fermati con mezzi infinitamente meno letali, ma le truppe sul campo hanno perso la calma e gli ufficiali non sono stati all'altezza di imporre la loro autorità, dando così il via a una carneficina; sparare con munizioni da guerra contro manifestanti stranieri disarmati é una flagrante e blatante violazione della Legge internazionale, ma soprattutto del buon senso, non stiamo parlando di un'invasione militare siriana, ma di folle di civili che avanzavano con le mani alzate".
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venerdì 11 febbraio 2011

A Gaza tornano benzina e gasolio attraverso i tunnel del contrabbando, ma la situazione resta critica!


Un piccolo, brevissimo, sospiro di sollievo per Gaza, tartassata dalla crudeltà dell'ottuso e insensato odio dei politici e dei generali sionisti, che le impongono la carestia come disumana "punizione collettiva" per la sua indomita volontà di Resistenza; dopo giorni e giorni di blocco, grazie agli sforzi degli escavatori e dei trasportatori dei tunnel del contrabbando, combustibili e carburanti egiziani hanno ripreso ad affluire nell'enclave costiera assediata.

Circa 2100 ettolitri di benzina e 10000 di gasolio sono stati importati attraverso i cunicoli sotterranei e, guardando al futuro per la prima volta da giorni con ottimismo, gli abitanti della Striscia attendono ulteriori consegne nel corso del week-end. Senza l'importazione clandestina attraverso i tunnel Israele avrebbe gli artigli puntati alla gola di ogni attività economica e produttiva di Gaza, potendo decretare il tipo e la quantità di ogni combustibile fossile da lasciar transitare attraverso il suo blocco economico.

Il recente attentato beduino a un gasdotto egiziano inizialmente aveva causato panico e preoccupazione fra la popolazione di Gaza visto che, qualora l'approvvigionamento israeliano di metano ne fosse stato anche minimamente intaccato lo Stato ebraico avrebbe certo preso a pretesto la cosa per infliggere nuove privazioni ai Palestinesi che tiene in ostaggio, come già ha fatto in passato. Ogni scusa é buona, infatti, per Israele, per incrudelire contro le sue vittime, in una vera e propria sarabanda di azioni vili e meschine, a volte al confine col puro sadismo.

Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari a Gaza ha comunicato ai suoi referenti internazionali che la situazione tuttavia rimane sull'orlo della catastrofe per molti altri aspetti, come la situazione sanitaria e medica, il blocco del varco di confine di Rafah, attraverso cui, secondo l'Oms ogni giorno transitano almeno venti malati palestinesi bisognosi di esami e terapie da effettuarsi in Egitto.