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sabato 17 novembre 2018

Tutto il Medio Oriente (e in particolare Iran, Siria, Hezbollah) ride e sghignazza di fronte all'ennesimo fallimento dello 'scolapasta' sionista...Iron Dome!


Tra crescenti tensioni tra israhell e numerose fazioni militanti palestinesi, il territorio dell'occupazione sionista è stato oggetto dell’attacco da parte di 300 missili che hanno colpito ripetutamente i suoi insediamenti illegali.

Un missile anticarro armato palestinese (probabilmente un 'Kornet' russo) colpiva un pullman militare dell'occupazione, ferendo un soldato, mentre i maggiori attacchi coi razzi provocavano vari feriti. La natura estremamente primitiva delle capacità missilistiche palestinesi, paragonate a fuochi d’artificio potenziati da alcuni analisti, ne limita seriamente l’efficacia, mancando di carico utile e accuratezza, essi non hanno un impatto considerevole, anche se usati in grandi quantità.

venerdì 18 maggio 2018

Un 'guasto' del fallimentare sistema Iron Dome smaschera tutte le falsità della propaganda sionista!

La formidabile 'scoppola' inflitta alcuni giorni fa dai razzi siriani alle forze israhelliane nel Golan Occupato, ha fatto veramente male ai vigliacchi di 'tsahal' (si parla di almeno una cinquantina tra morti e feriti).

Ma, soprattutto, ha lasciato pesanti segni nella psiche dei generali ed ufficiali sionisti.
Se ne é avuto un lampante esempio ieri quando, apparentemente per un guasto, una batteria del fallimentare sistema 'Iron Dome' ha creduto di rilevare nuovi razzi in arrivo, facendo scattare una serie di allarmi sonori.

lunedì 16 gennaio 2017

La contraerea della capitale iraniana entra in azione per impedire a un drone di violare una zona di non sorvolo!

La sicurezza dei cieli di Teheran é stata messa in pericolo pochi minuti fa da un drone (probabilmente un piccolo modello commerciale) che per errore o per disgno criminoso stava dirigendosi verso una zona di Non Sorvolo.
Una volta emanata l'allerta le unità AA della difesa cittadina sono entrate in azione sparando diversi colpi uno dei quali ha centrato e abbattuto il bersaglio.

giovedì 12 novembre 2015

Le vittorie siriane intorno ad Aleppo fanno gridare al capo di Al-Nusra: "Accorrete tutti a Nord!"

Il grande numero di importanti vittorie ed avanzate ottenuto dalle forze di terra siriane (e dai loro corpi ausiliari come i combattenti libanesi di Hezbollah, i volontari irakeni di varie milizie sciite, persino i combattenti pachistani e afgani inquadrati dall'IRGC iraniana...) intorno ad Aleppo (specie a Sud e Sudovest della città) ha avuto un effetto devastante sul morale e sulla coesione di molti gruppi estremisti takfiri e wahabiti, primo tra tutti quel 'Fronte Al-Nusra' che rivendica di essere la branca siriana di Al-Qaeda.

martedì 23 settembre 2014

Hezbollah inizia a usare droni UCAV in missioni d'attacco contro i mercenari wahabiti al soldo di israele, Usa e NATO!!

I siti dei vari quotidiani del regime ebraico come jerusalem post e times of israel  stanno riportando in termini allarmistici molto divertenti la notizia che Hezbollah in Libano e Siria avrebbe iniziato a fare uso di droni non solo per compiti di pattugliamento e sorveglianza ma anche per l'attacco al suolo.

E' una testimonianza dell'ingegno, della  passione, della dedizione profusa dai militanti della Resistenza sciita libanese che un ordigno non ancora in dotazione a molte 'potenze occidentali' come il drone armato UCAV sia competentemente usato da quella che non é nemmeno un'entità statale.Senza dubbio é l'Iran, generoso patrono degli uomini di Nasrallah, ad avere fornito i mezzi per tale evoluzione, ma pure ci sentiamo di fare i nostri più sinceri complimenti agli Hezbollah: avanti così, colpite duro!!

mercoledì 6 agosto 2014

"La prontezza dell'intervento anti-takfiro al confine siro-libanese é tutta merito di Hezbollah!!"

Affidabili fonti informative libanesi riporterebbero come la cattura del capo terrorista Imad Ahmed Jomaa, il bombardamento tempestivo da parte dei jet siriani delle forze wahabite che stavano entrando in Libano per marciare su Arsal e la conseguente vittoriosa battaglia delle truppe di Beirut per mantenerne il controllo sono stati tutti possibili solamente grazie all'allarme precoce lanciato da Hezbollah tanto ai suoi alleati siriani quanto alle autorità militari di Beirut.

Infatti gli uomini di Nasrallah dislocati tra la Valle della Bekaa e la zona di Qalamoun avrebbero notato con grande anticipo le manovre dei terroristi e grazie ai loro numerosi contatti nei villaggi libanesi al di qua e al di là del confine le avrebbero tenute sottotraccia fino ad essere sicuri di cosa stava succedendo.

A quel punto, pur senza prendere direttamente parte agli scontri, avrebbero allertato Armee Libanaise ed aviazione di Assad, contribuendo a dare un grave scacco ai militanti wahabiti che si aspettavano il completo effetto sorpresa.

lunedì 28 aprile 2014

Maariv: "Tel Aviv non é pronta a una nuova guerra con Hezbollah, l'Esercito é meno efficiente oggi che nel 2006!!"

Da un articolo del tabloid sionista "Maariv" riprendiamo un'analsi dai toni allarmati riguardo le effettive capacità militari del regime ebraico di occupazione della Palestina nel caso di una riaccensione delle ostilità con il Movimento Hezbollah (che, ricordiamo, nell'agosto 2006 sono state interrotte da un cessate-il-fuoco ma mai estinte da un formale accordo di pace, impossibile a raggiungersi fino a quando Tel Aviv continuerà ad occupare porzioni di territorio libanese).

Citando "Una fonte altolocata all'interno dello Stato Maggiore" il Maariv riporta che "Le forze armate non sono in grado di riprendere operazioni ad alta intensità sul fronte Nord nelle presenti condizioni e, se lo facessero, i risultati sarebbero peggiori di quelli ottenuti quasi otto anni fa".

Le motivazioni di questa degradazione nella prevedibile performance sono molteplici e investono la sfera materiale, quella dell'organico e del morare e delle motivazioni. L'articolo si sofferma a lungo sui numerosi incidenti occorsi negli ultimi anni dovuti a una progressiva obsolescenza del materiale bellico sionista e alla diminuzione delle ore di manutenzione e revisione dovute alle progressive 'sforbiciate' ai budget militari (che non solo hanno impedito l'acquisto e la procura di nuovi sistemi d'arma ma hanno anche inciso sulla cura del materiale già esistente e in uso).

Certo le guerre si fanno prima di tutto con gli uomini e poi con i materiali, ma anche in questo caso Tel Aviv ha poco da stare allegra: "I ranghi della truppa sono progressivamente più abulici e sfiduciati, composti da personale che cerca in ogni modo di sottrarsi agli obblighi di leva, arrivando anche a mentire sulle proprie convinzioni etiche e religiose nel tentativo di ottenere un congedo anticipato".

Contemporaneamente, é bene ricordarlo, il Movimento sciita Hezbollah sta accumulando un grande capitale di esperienza diretta sui campi di battaglia siriani, dove fianco a fianco con le truppe regolari di Assad e con i consiglieri e istruttori dell'IRGC e della Niruye-e-Qods partecipa con le sue unità alla distruzione del network terrorista takfiro e wahabita.

venerdì 16 novembre 2012

Tel Aviv sotto il fuoco di Gaza! Per la prima volta in ventun anni suonano le sirene nella capitale sionazista! Netanyahu corre nel rifugio!

Continuano senza posa i vigliacchi attacchi del regime ebraico contro il ghetto assediato di Gaza; ormai sono venticinque (come al solito civili inermi e indifesi) i morti causati tra la popolazione palestinese e tuttavia siamo lieti di poter scrivere che anche questa volta la Striscia costiera non si sta facendo martirizzare senza rispondere anzi, per onorare il martirio del leader delle Brigate Qassam i gruppi della Resistenza palestinese stanno tirando fuori le loro armi più avanzate.

Dopo avere centrato ieri un acquartieramento di miliziani ebrei fanatici, uccidendone tre sul colpo e uno in seguito alle ferite riportate, i razzi dei militanti palestinesi hanno addirittura raggiunto Tel Aviv, la capitale del regime di occupazione, causando un lungo black-out e facendo risuonare nell'aria le sirene d'allarme, qualcosa che non succedeva dal 1991.

Per coprire i 75 chilometri che separano Tel Aviv da Gaza la Resistenza ha dovuto impiegare i Fajr-5, razzi da battaglia forniti dall'Iran e tenuti in riserva per rappresaglie spettacolari; pur non avendo (finora) causato vittime i 'Fajr' hanno costretto il Premier sionazista Netanyahu a correre nel rifugio sotterraneo, un grande risultato che é stato salutato con piacere dal Movimento per la Jihad Islamica in Palestina che ha rivendicato il lancio della maggior parte dei proiettili contro la metropoli.
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