"Accarezza i serpenti, tieni stretti al petto gli scorpioni, ma non ti fidare mai di un Curdo".
Citiamo ancora una volta questa piccola perla di saggezza popolare del Medio Oriente per accompagnare l'ultimo sviluppo della vicenda elettorale irakena.
E' infatti emerso che i risultati di ben 1021 sezioni, tutte collocate nell'area del cosiddetto KRG (Governo Regionale Curdo) sarebbero state pesantemente manipolate.
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giovedì 31 maggio 2018
giovedì 1 marzo 2018
A che gioco gioca Ankara? Il Capo di SM turco vola a Bagdad per pianificare collaborazione contro le 'bandiere bianche' ma...ci si può fidare?
Non esiste un patrimonio più grande della propria credibilità.
Dovrebbero impararlo i Turchi, che sono passati dagli "Zero problemi coi vicini di casa" (2010) al ruolo di attivissimi sostenitori, finanziatori e partner commerciali coi terroristi più bestiali (ivi compreso l'ISIS) fino all'ultimo "giro di valzer" dall'estate 2016 in avanti, che li ha portati a dialogare con Russia e Iran, ma sempre con un quanto di cautela da parte di Mosca e Teheran.
Dovrebbero impararlo i Turchi, che sono passati dagli "Zero problemi coi vicini di casa" (2010) al ruolo di attivissimi sostenitori, finanziatori e partner commerciali coi terroristi più bestiali (ivi compreso l'ISIS) fino all'ultimo "giro di valzer" dall'estate 2016 in avanti, che li ha portati a dialogare con Russia e Iran, ma sempre con un quanto di cautela da parte di Mosca e Teheran.
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domenica 24 dicembre 2017
Orrore a Kirkuk, le ex-sedi del partito di Barzani rigurgitano di cadaveri! Ma esiste differenza tra Curdi e ISIS??
Almeno 350 cittadini di Kirkuk, tutti di etnia araba o comunque contrari alle politiche "annessioniste" dei Curdi del KDP di Massoud Barzani sono scomparsi tra il 2014 e la recente liberazione della città da parte delle forze irakene.
Purtroppo alcuni di loro, o meglio, quanto ne resta, sono stati ritrovati.
Guarda caso, nella ex-sede del KDP.
Purtroppo alcuni di loro, o meglio, quanto ne resta, sono stati ritrovati.
Guarda caso, nella ex-sede del KDP.
sabato 21 ottobre 2017
Rivelazione: a Dokan Barzani aveva già accettato di abbandonare tutti i territori occupati illegalmente dalle bande curde!
Interessantissima rivelazione da parte di un deputato curdo che rivela come "secondo sue fonti" (questo bisogna dirlo fin dall'inizio), Massoud Barzani nel corso del meeting a cui avevamo già dato rilievo, a Dokan, aveva accettato fin dall'inizio di ritirare le bande armate che occupavano numerose città, villaggi e infrastrutture irakene.
Quindi tutto il gridare "all'invasione irakena" da parte dei suoi tirapiedi, é solo uno stratagemma per cercare di istigare rancore settario tra Curdi e autorità centrali.
Segue il video con sottotitoli.
Quindi tutto il gridare "all'invasione irakena" da parte dei suoi tirapiedi, é solo uno stratagemma per cercare di istigare rancore settario tra Curdi e autorità centrali.
Segue il video con sottotitoli.
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mercoledì 18 ottobre 2017
Il Segretario del partito Gorran chiede le dimissioni di Barzani e immediate elezioni nella regione curda!
Il leader del partito 'Gorran' (Movimento per il Cambiamento) Omar Said Ali ha ufficialmente chiesto le dimissioni di Massoud Barzani dopo la tremenda 'debacle' del "referendum per la secessione" abusivo e illegale e la successiva avanzata delle forze irakene che hanno ripreso il controllo delle aree non curde occupate dopo il 2014.
Il movimento Gorran si era opposto al referendum e aveva invitato i Curdi a non parteciparvi.
Il movimento Gorran si era opposto al referendum e aveva invitato i Curdi a non parteciparvi.
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domenica 15 ottobre 2017
A Dokan Barzani costretto a rendere conto del disastro causato dal suo 'referendum' abusivo...con guardie del corpo fornite da chi?
Si é tenuto oggi in quel di Dorkan un vertice di capi curdi, dove l'attenzione (e in alcuni casi il disappunto, o addirittura il furore) dei convenuti é stata tutta concentrata sulla figura di Barzani, il cui disastroso 'referendum' illegale ha precipitato la zona curda dell'Irak in un vero e proprio stato di assedio, prima di tutto commerciale e logistico, ma con tutti i pre-requisiti per trasformarsi in una situazione anche militare tutt'altro che favorevole.
Ma la cosa più interessante viene dal filmato che presentiamo qui di seguito e precisamente dai suoi primi secondi (da cui abbiamo tratto il frame che vedete in apertura) cioé il "look" di una delle guardie del corpo che sorvegliava l'arrivo del capoclan Barzani.
Ma la cosa più interessante viene dal filmato che presentiamo qui di seguito e precisamente dai suoi primi secondi (da cui abbiamo tratto il frame che vedete in apertura) cioé il "look" di una delle guardie del corpo che sorvegliava l'arrivo del capoclan Barzani.
venerdì 13 ottobre 2017
Annuncio di una "operazione militare" contro Kirkuk manda i Curdi nel panico, ma il Comando Congiunto irakeno smentisce la voce!
Nella tarda mattinata l'Agence France Presse, sulla scorta delle notizie riguardo lo spostamento e lo spiegamento di ingenti forze antiterrorismo e brigate della Mobilitazione Popolare irakena verso le zone etnicamente non-curde della Provincia di Kirkuk sosteneva che il Governo irakeno stesse preparando (o fosse già sul punto di avviare) una massiccia operazione militare contro le milizie di Barzani.
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martedì 3 ottobre 2017
Barzani é circondato e assediato; neanche i Curdi lo seguono più mentre a Bagdad si inquisiscono i parlamentari seces-"sionisti"!
Come abbiamo annunciato nei nostri articoli precedentemente pubblicati ormai l'area occupata dai Curdi nel Nord-Ovest della Mesopotamia é completamente circondata e assediata, nessun aereo vi atterra più, i rifornimenti di benzina e altri carburanti sono stati interrotti e truppe irakene hanno preso il controllo delle dogane.
Vista la chiara volontà degli sgherri del 'boss' Barzani di forzare una impossibile "indipendenza" contro lo Stato irakeno Irak, Iran e Turchia sono passati con molta tranquillità, senza suscitare torbidi o scontri a negare tutti i metodi con cui tale 'secessione' potrebbe venire dichiarata.
Vista la chiara volontà degli sgherri del 'boss' Barzani di forzare una impossibile "indipendenza" contro lo Stato irakeno Irak, Iran e Turchia sono passati con molta tranquillità, senza suscitare torbidi o scontri a negare tutti i metodi con cui tale 'secessione' potrebbe venire dichiarata.
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lunedì 2 ottobre 2017
Le forze armate iraniane schierano i tank sul confine con l'Irak, i Curdi di 'Gorran' inviano emissari a Bagdad!
Dozzine di esemplari di quell'utile manufatto di dialettica politica comunemente conosciuto come CARRO ARMATO sono apparsi nelle ultime ore sul confine tra la Repubblica Islamica dell'Iran e la zona di Irak occupata dagli sgherri di Barzani che negli ultimi giorni hanno tenuto una manifestazione illegale chiamandola "referendum sulla secessione".
Questa iniziativa segue simili passi fatti dalle forze armate irakene e tiene dietro alla visita in Iran del Capo di SM dell'Esercito Turco, Generale Hulusi Akar.
Questa iniziativa segue simili passi fatti dalle forze armate irakene e tiene dietro alla visita in Iran del Capo di SM dell'Esercito Turco, Generale Hulusi Akar.
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Abadi, mille volte meglio di Rajoy, ha neutralizzato la buffonata di Barzani sulla 'secessione' curda!
Mariano Rajoy è un cretino.
Nicolas Maduro e Haider Abadi potrebbero dare all'asino di Madrid ripetizioni su come si prevengano pagliacciate 'secessioniste' e/o referenda abusivi come quelli organizzati di recente dal MUD in Venezuela o dal mafioso Barzani a Irbil e dintorni.
Nicolas Maduro e Haider Abadi potrebbero dare all'asino di Madrid ripetizioni su come si prevengano pagliacciate 'secessioniste' e/o referenda abusivi come quelli organizzati di recente dal MUD in Venezuela o dal mafioso Barzani a Irbil e dintorni.
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Il Generale Hulusi Akar arriva a Teheran per coordinare con la Repubblica Islamica le iniziative contro il criminale Barzani!
Hulusi Akar, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito turco é giunto stamane all'Aeroporto di Mehrabad dove é stato ricevuto in pompa magna dal collega iraniano Mohammad Hossein Bagheri.
Akar sta ricambiando una visita fatta da Bagheri in Turchia poche settimane fa.
Questo scambio di visite segnala un "rapprochemént" tra le forze armate turche e iraniane che é stato molto accelerato dalle recenti iniziative pseudo-secessioniste del criminale Barzani in Irak.
Oltre al Governo di Bagdad né Turchia né Iran hanno intenzione di veder sorgere un 'israele curdo', burattino di Tel Aviv, sui loro confini.
Akar sta ricambiando una visita fatta da Bagheri in Turchia poche settimane fa.
Questo scambio di visite segnala un "rapprochemént" tra le forze armate turche e iraniane che é stato molto accelerato dalle recenti iniziative pseudo-secessioniste del criminale Barzani in Irak.
Oltre al Governo di Bagdad né Turchia né Iran hanno intenzione di veder sorgere un 'israele curdo', burattino di Tel Aviv, sui loro confini.
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domenica 1 ottobre 2017
Forze militari irakene si posizionano sui confini della regione curda, per sventare ogni tentativo secessionista!
Aeroporti, postazioni di confine, autostrade principali della cosiddetta 'regione autonoma curda' in Irak sono stati rapidamente raggiunti e presi sotto il controllo di unità scelte delle forze armate nazionali che in questa maniera stanno garantendo che dopo il pagliaccesco 'referendum' illegale tenuto in questi giorni dal clan Barzani e dai suoi addentellati di contrabbandieri e tagliaborse nessun tentativo di sovversione della legalità e dell'unità nazionale irakena possa essere anche solo immaginato prima che tentato.
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venerdì 15 settembre 2017
Come ti siluro una secessione! Il piano di Barzani per staccare i Curdi dall'Irak naufraga miseramente!
Nella giornata di ieri il Parlamento di Bagdad ha votato a larghissima maggioranza la rimozione dell'infedele Governatore della Provincia di Kirkuk, che sosteneva il piano di Barzani per la secessione dall'Irak tramite un fasullo e completamente illegale "referendum" che si sarebbe dovuto tenere questo mese.
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domenica 3 marzo 2013
Come sradicare il terrorismo separatista (curdo): un’analisi di Doğu Perinçek
Una volta tanto siamo noi a "rubacchiare" un articolo agli amici di "Stato&Potenza"; un'analisi tanto profonda e stimolante sarà certo graditissima anche ai nostri lettori!
La vera raison d’être del PKK è la separanza di fondare uno Stato curdo con l’appoggio del cosidetto “Barzanistan” collocato nell’Iraq settentrionale. Il Governo Erdoğan sta sostenendo i piani del PKK con il suo appoggio a Barzani. Partendo da questi fatti, vi presentiamo il programma che segnerà il destino del piano di balkanizzazione del Medio Oriente. Per iniziare, si deve comprendere questo dato di fatto: le trattative tra il Governo Erdoğan e lo sciovinista Öcalan non sono un “processo pacifista”. Oggi, il piano viene dichiarato piu’ apertamente anche dalla parte dei sionisti: vogliono che Diyarbakır diventi il centro di uno stato satellite d’Israele. Vogliono che la Turchia, l’Iran, l’Iraq e la Siria vengano divisi e il “Barzanistan” raggiunga il Mediterraneo. Sono questi i fini della “strada verso la pace”.
Il progetto sanguinoso
Non c’è spazio per la pace in questo progetto. Ci sono soltanto guerre civili e fratricidio. Questo progetto assegna ai curdi il ruolo eterno di schiavitu’. Gli imperialisti vogliono usarli come dei meri soldati per distruggere le nazioni sovrane del Medio Oriente. Gli Stati Uniti e Israele lascieranno i curdi a mezza via dopo averli usati. Si vede chiaramente la fine di questa “strada”! Gli Stati Uniti sono costretti a ritirare le loro forze armate dal Medio Oriente e gli ufficiali dell’esercito turco rifiutano di servire gli interessi americani rischiandosi la libertà! A questo punto, c’è un’unica soluzione: l’unione dei Paesi della regione per mettere fine all’egemonia imperialista e alle tendenze separatiste. Un mio amico curdo mi aveva chiesto di mostrargli una soluzione. Aveva ragione. Perciò dedichiamo questa soluzione a tutti i popoli del Medio Oriente.
La base di sviluppo del terrorismo del PKK
Prima, osserviamo come si e’ sviluppato il terrorismo PKK. La ragione principale è che i nostri cittadini di origine curda pensano che il PKK stia per fondare uno stato curdo “indipendente” con l’appoggio degli Stati Uniti e d’Israele. Questa aspettativa e’ nata con la fondazione del “Barzanistan” dopo l’invasione d’Iraq dalla parte degli Stati Uniti e dei suoi alleati. La guerra in Siria e le trattative con Öcalan hanno nutrito questa speranza. Il sostegno di massa al PKK e’ cresciuto su queste basi. Il punto di vista militare sottolinea l’importanza del Monte Qandil. Il Monte Qandil è, senza dubbio, la sede centrale del terrorismo del PKK (e per questo motivo l’esercito iraniano l’aveva assediato nel 2011) però, come abbiamo detto prima, la vera raison d’être del PKK è la speranza del popolo curdo di poter fondare uno stato curdo “indipendente”. Cosi il PKK rafforza la propria causa. Il Governo Erdoğan sta sostenendo la causa del PKK con il suo appoggio al regime fantoccio di Barzani. I piani atlantisti-sionisti per la fondazione di uno stato satellite sono in crisi. Quando la Turchia si unisce con i paesi della regione, il problema sarà risolto. Quelli che impongono la balcanizzazione alla Turchia hanno costruito le basi per un’alleanza tra la Turchia, l’Iran, la Siria e l’Iraq.
Il programma che metterà fine al terrorismo
Il popolo di Turchia distruggerà l’egemonia dei collaborazionisti interni, fonderà un Governo Nazionale e strapperà la mappa del progetto (statunitense, ndt) del Grande Medio Oriente. Cosi sarà il programma da seguire:
1- Metteremo fine all’esportazione del terrorismo dalla Turchia in Siria e sosterremo l’Unità Nazionale della Siria
I piani di Erdoğan e i suoi superiori neoliberali che prevedevano la divisione della Siria sono falliti. Il popolo siriano si sta unendo intorno ad al-Assad. La potenza separatista nella Siria settentrionale sara’ sradicata una volta la Siria consolida la sua sovranita’ e la Turchia si allea con la Siria.
2- Sosterremo l’Unità Nazionale dell’Iraq con tutti i mezzi necessari e affermeremo che il petrolio iracheno appartiene al Popolo Iracheno
Cosi distruggeremo i sogni degli Stati Uniti e d’Israele di sterminare le nazioni sovrane del Medio Oriente e sradicheremo la minaccia del PKK. In questo processo anche il centro del terrorismo nel Monte Qandil sarà eliminato. Per di più, collaborare con un’Iraq unito sarà la soluzione più consona per i nostri problemi di energia.
3- Risusciteremo l’alleanza tradizionale con l’Iran e collaboreremo con l’Iran in ogni campo, specialmente nella sfera di Sicurezza Nazionale e Regionale
L’Iran è pronto per una tale cooperazione. Noi chiuderemo tutte le basi NATO nel nostro Paese e collaboreremo con l’Iran in Siria e in Iraq. Una collaborazione economica tra la Turchia e l’Iran porterà un vantaggio immenso per entrambi i Paesi.
4- Concentreremo tutte le risorse pubbliche per la lotta contro il PKK e saremo decisivi nello sradicamento del separatismo etnico
Il PKK perderà la sua forza sociale senza l’appoggio diretto degli Stati Uniti e d’Israele e alla fine sarà eliminato. Quelli che si arrendono avranno l’opportunità di pentirsi e diventare cittadini degni della Repubblica.
5- Uguaglianza e Libertà in ogni campo per i nostri cittadini di origine curda
La questione curda è già stata risolta per quanto riguarda i diritti culturali. Noi distruggeremo la struttura feudale nelle nostre province orientali per completare la Rivoluzione Democratica e faremo si che si realizzi l’uguaglianza sostanziale nella società.
6- Cosi sarà definita la “Nazione Turca” nella Costituzione:
“Si chiama Nazione Turca il Popolo di Turchia che ha fondato la Repubblica di Turchia. La Sovranità appartiene alla Nazione Turca che, con la lotta unitaria contro la Monarchia e le Potenze Imperialiste, ha affermato la sua volontà di vivere insieme”. Questa definizione della “Nazione Turca” che diventerà una nozione costituzionale si basa sull’affermazione “i turkmeni siamo noi, i curdi siamo noi – insieme siamo la Nazione Turca”.
7- Le relazioni sociali risalenti al Medio Evo e gli status feudali saranno aboliti e fonderemo amministrazioni popolari su ogni piano gerarchico per consolidare la Dittatura Democratica del Popolo
Noi offriamo la libertà e il diritto ad amministrare il Paese ai nostri cittadini di origine curda, al contrario degli Stati Uniti e di Israele che cercano sempre più servitori per consolidare l’egemonia sulle nostre terre. L’Unità del Popolo di Turchia è l’unica forza motrice per costruire una Turchia sovrana, democratica e progressista. La separazione, invece, porterebbe solo fratricidio ed indebolimento.
8- Dopo aver sradicato le minaccie separatiste, lavoreremo per realizzare l’Unione dei Cinque Paesi e dei Cinque Mari
Una cooperazione tra la Turchia, l’Iran, la Siria, l’Iraq e l’Azerbaigian porterà prosperità, sicurezza e democrazia alla regione. In questo modo, la sicurezza logistica delle risorse energetiche sarà garantita e si avrà una collaborazione benefica con i Paesi eurasiatici. Il blocco atlantico sta dividendo la Turchia con le minacce di guerra civile. La Turchia avrà la possibilità di unirsi e consolidare la Sovranità solo con la Rivoluzione Kemalista.
Gli Stati Uniti non possono prevenire questo programma
Gli Stati Uniti non hanno il potere di ostacolare questo programma che sradicherà il terrorismo etnico: un giorno questo sarà realizzato perché non esiste una forza sostanziale in Medio Oriente che potrebbe resistere alla potenza di un’alleanza tra la Turchia, l’Iran, la Siria e l’Iraq. Gli Stati Uniti non avrebbero il potere di sopraffare i Paesi dell’Asia Occidentale, una volta che siano uniti.
[Traduzione a cura di Aytekin Kaan Kurtul]
La vera raison d’être del PKK è la separanza di fondare uno Stato curdo con l’appoggio del cosidetto “Barzanistan” collocato nell’Iraq settentrionale. Il Governo Erdoğan sta sostenendo i piani del PKK con il suo appoggio a Barzani. Partendo da questi fatti, vi presentiamo il programma che segnerà il destino del piano di balkanizzazione del Medio Oriente. Per iniziare, si deve comprendere questo dato di fatto: le trattative tra il Governo Erdoğan e lo sciovinista Öcalan non sono un “processo pacifista”. Oggi, il piano viene dichiarato piu’ apertamente anche dalla parte dei sionisti: vogliono che Diyarbakır diventi il centro di uno stato satellite d’Israele. Vogliono che la Turchia, l’Iran, l’Iraq e la Siria vengano divisi e il “Barzanistan” raggiunga il Mediterraneo. Sono questi i fini della “strada verso la pace”.Il progetto sanguinoso
Non c’è spazio per la pace in questo progetto. Ci sono soltanto guerre civili e fratricidio. Questo progetto assegna ai curdi il ruolo eterno di schiavitu’. Gli imperialisti vogliono usarli come dei meri soldati per distruggere le nazioni sovrane del Medio Oriente. Gli Stati Uniti e Israele lascieranno i curdi a mezza via dopo averli usati. Si vede chiaramente la fine di questa “strada”! Gli Stati Uniti sono costretti a ritirare le loro forze armate dal Medio Oriente e gli ufficiali dell’esercito turco rifiutano di servire gli interessi americani rischiandosi la libertà! A questo punto, c’è un’unica soluzione: l’unione dei Paesi della regione per mettere fine all’egemonia imperialista e alle tendenze separatiste. Un mio amico curdo mi aveva chiesto di mostrargli una soluzione. Aveva ragione. Perciò dedichiamo questa soluzione a tutti i popoli del Medio Oriente.
La base di sviluppo del terrorismo del PKK
Prima, osserviamo come si e’ sviluppato il terrorismo PKK. La ragione principale è che i nostri cittadini di origine curda pensano che il PKK stia per fondare uno stato curdo “indipendente” con l’appoggio degli Stati Uniti e d’Israele. Questa aspettativa e’ nata con la fondazione del “Barzanistan” dopo l’invasione d’Iraq dalla parte degli Stati Uniti e dei suoi alleati. La guerra in Siria e le trattative con Öcalan hanno nutrito questa speranza. Il sostegno di massa al PKK e’ cresciuto su queste basi. Il punto di vista militare sottolinea l’importanza del Monte Qandil. Il Monte Qandil è, senza dubbio, la sede centrale del terrorismo del PKK (e per questo motivo l’esercito iraniano l’aveva assediato nel 2011) però, come abbiamo detto prima, la vera raison d’être del PKK è la speranza del popolo curdo di poter fondare uno stato curdo “indipendente”. Cosi il PKK rafforza la propria causa. Il Governo Erdoğan sta sostenendo la causa del PKK con il suo appoggio al regime fantoccio di Barzani. I piani atlantisti-sionisti per la fondazione di uno stato satellite sono in crisi. Quando la Turchia si unisce con i paesi della regione, il problema sarà risolto. Quelli che impongono la balcanizzazione alla Turchia hanno costruito le basi per un’alleanza tra la Turchia, l’Iran, la Siria e l’Iraq.
Il programma che metterà fine al terrorismo
Il popolo di Turchia distruggerà l’egemonia dei collaborazionisti interni, fonderà un Governo Nazionale e strapperà la mappa del progetto (statunitense, ndt) del Grande Medio Oriente. Cosi sarà il programma da seguire:
1- Metteremo fine all’esportazione del terrorismo dalla Turchia in Siria e sosterremo l’Unità Nazionale della Siria
I piani di Erdoğan e i suoi superiori neoliberali che prevedevano la divisione della Siria sono falliti. Il popolo siriano si sta unendo intorno ad al-Assad. La potenza separatista nella Siria settentrionale sara’ sradicata una volta la Siria consolida la sua sovranita’ e la Turchia si allea con la Siria.
2- Sosterremo l’Unità Nazionale dell’Iraq con tutti i mezzi necessari e affermeremo che il petrolio iracheno appartiene al Popolo Iracheno
Cosi distruggeremo i sogni degli Stati Uniti e d’Israele di sterminare le nazioni sovrane del Medio Oriente e sradicheremo la minaccia del PKK. In questo processo anche il centro del terrorismo nel Monte Qandil sarà eliminato. Per di più, collaborare con un’Iraq unito sarà la soluzione più consona per i nostri problemi di energia.
3- Risusciteremo l’alleanza tradizionale con l’Iran e collaboreremo con l’Iran in ogni campo, specialmente nella sfera di Sicurezza Nazionale e Regionale
L’Iran è pronto per una tale cooperazione. Noi chiuderemo tutte le basi NATO nel nostro Paese e collaboreremo con l’Iran in Siria e in Iraq. Una collaborazione economica tra la Turchia e l’Iran porterà un vantaggio immenso per entrambi i Paesi.
4- Concentreremo tutte le risorse pubbliche per la lotta contro il PKK e saremo decisivi nello sradicamento del separatismo etnico
Il PKK perderà la sua forza sociale senza l’appoggio diretto degli Stati Uniti e d’Israele e alla fine sarà eliminato. Quelli che si arrendono avranno l’opportunità di pentirsi e diventare cittadini degni della Repubblica.
5- Uguaglianza e Libertà in ogni campo per i nostri cittadini di origine curda
La questione curda è già stata risolta per quanto riguarda i diritti culturali. Noi distruggeremo la struttura feudale nelle nostre province orientali per completare la Rivoluzione Democratica e faremo si che si realizzi l’uguaglianza sostanziale nella società.
6- Cosi sarà definita la “Nazione Turca” nella Costituzione:
“Si chiama Nazione Turca il Popolo di Turchia che ha fondato la Repubblica di Turchia. La Sovranità appartiene alla Nazione Turca che, con la lotta unitaria contro la Monarchia e le Potenze Imperialiste, ha affermato la sua volontà di vivere insieme”. Questa definizione della “Nazione Turca” che diventerà una nozione costituzionale si basa sull’affermazione “i turkmeni siamo noi, i curdi siamo noi – insieme siamo la Nazione Turca”.
7- Le relazioni sociali risalenti al Medio Evo e gli status feudali saranno aboliti e fonderemo amministrazioni popolari su ogni piano gerarchico per consolidare la Dittatura Democratica del Popolo
Noi offriamo la libertà e il diritto ad amministrare il Paese ai nostri cittadini di origine curda, al contrario degli Stati Uniti e di Israele che cercano sempre più servitori per consolidare l’egemonia sulle nostre terre. L’Unità del Popolo di Turchia è l’unica forza motrice per costruire una Turchia sovrana, democratica e progressista. La separazione, invece, porterebbe solo fratricidio ed indebolimento.
8- Dopo aver sradicato le minaccie separatiste, lavoreremo per realizzare l’Unione dei Cinque Paesi e dei Cinque Mari
Una cooperazione tra la Turchia, l’Iran, la Siria, l’Iraq e l’Azerbaigian porterà prosperità, sicurezza e democrazia alla regione. In questo modo, la sicurezza logistica delle risorse energetiche sarà garantita e si avrà una collaborazione benefica con i Paesi eurasiatici. Il blocco atlantico sta dividendo la Turchia con le minacce di guerra civile. La Turchia avrà la possibilità di unirsi e consolidare la Sovranità solo con la Rivoluzione Kemalista.
Gli Stati Uniti non possono prevenire questo programma
Gli Stati Uniti non hanno il potere di ostacolare questo programma che sradicherà il terrorismo etnico: un giorno questo sarà realizzato perché non esiste una forza sostanziale in Medio Oriente che potrebbe resistere alla potenza di un’alleanza tra la Turchia, l’Iran, la Siria e l’Iraq. Gli Stati Uniti non avrebbero il potere di sopraffare i Paesi dell’Asia Occidentale, una volta che siano uniti.
[Traduzione a cura di Aytekin Kaan Kurtul]
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