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domenica 13 gennaio 2013

Estrema violenza sionazista contro la popolazione palestinese! Immagini scioccanti da Gaza e dalla Cisgiordania!

Non esiste alcuna possibilità di dialogo con l'entità ebraica abusiva che occupa la Palestina storica. Questa realtà deve essere accettata come autoevidente da tutti coloro che hanno a cuore la sorte e i Diritti del Popolo palestinese. Oltre sessanta anni di occupazione, stragi, devastazioni, persecuzioni, apartheid, aggressioni lo dimostrano oltre ogni ragionevole dubbio: le 'anime belle' con gli occhioni pieni di stelle (e la testa piena di Hasbara) che starnazzano di "due stati" e di "diritto di Israele a esistere" sono parte del problema e non parte della soluzione.
Quanto si possa 'dialogare' e 'trattare' con Israele il regime ebraico di occupazione lo ha mostrato negli ultimi giorni, ammazzando due civili palestinesi disarmati e indifesi, uno nel Nord del ghetto assediato di Gaza, il secondo in Cisgiordania e poi scatenando i suoi sgherri in uniforme a sradicare con estrema violenza un presidio di tende eretto da attivisti palestinesi in una zona riservata da Tel Aviv all'espansione dell'ennesimo insediamento illegale di fanatici giudei armati.

Nel Nord di Gaza, il martire Anwar Mohammed Mamluk é stato assassinato venerdì da un cecchino sionazista (chissà se anche questo si prenderà una 'medaglia al valore'!), invece il martire Odai Darwish é stato colpito e ucciso nella giornata di ieri presso Al-Khalil mentre stava andando al lavoro. Poliziotti e militari sionazisti si sono scatenati in una vera e propria orgia di bestiale violenza contro i duecento palestinesi che per protesta avevano eretto due dozzine di tende davanti all'insediamento giudaico illegale di Maal Adumim, che con la sua stessa esistenza contravviene alla Risoluzione Onu 242.
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venerdì 20 gennaio 2012

La Thailandia riconosce lo Stato palestinese, una nuova, grave sconfitta diplomatica per Israele!


Il Governo Thailandese ha formalmente annunciato il suo riconoscimento ufficiale della Palestina come Stato autonomo e indipendente, cogentemente col suo impegno a rispettare il Diritto di autodeterminazione dei popoli; Bangkok é dunque il primo paese dell'Asia Sudorientale a riconoscere la Palestina, ma siamo certi che non sarà affatto l'ultimo. La coraggiosa decisione thailandese costituisce anche una netta risposta alla politica di blandizie tentata da Tel Aviv che voleva convincere con varie 'contropartite' il paese ad assumere una posizione filosionista.

Simili mezzucci possono riuscire con i paesi europei, la codardia e bassezza dei cui dirigenti apparentemente non conoscono limiti, ma il tentativo di applicarli in Asia si é risolto nell'ennesimo scacco per il regime dell'Apartheid ebraico. La delegazione dell'Anp all'Onu ha annunciato nella giornata di ieri di aver ricevuto comunicazione ufficiale da parte thailandese dell'avvenuto riconoscimento, di cui sono state inviate informative a tutte le missioni diplomatiche alle Nazioni Unite; in esse si specifica che i confini riconosciuti dalla Thailandia per lo Stato di Palestina sono "Quelli antecedenti all'aggressione israeliana del 1967".

Riyad al-Maliki, dell'Anp ha dichiarato: "Con questo sono 131 i paesi che riconoscono la Palestina, abbiamo iniziato da subito le procedure per stabilire rapporti diplomatici ufficiali e per aprire un'ambasciata adeguata nella capitale thailandese".
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giovedì 22 settembre 2011

Evo Morales esprime il sostegno della nazione boliviana alla lotta e alle richieste del popolo di Palestina!


Siamo fortemente critici riguardo all'utilità e alle eventuali conseguenze di un riconoscimento ONU di uno Stato di Palestina sulla base dei confini del 1967, tuttavia, dobbiamo ammetterlo, proviamo un innegabile piacere quando assistiamo a scene di solidarietà nei confronti della Causa palestinese e ancora una volta ci é stato gradito l'intervento del Presidente ex-campesino Evo Morales, alla guida della Bolivia dal 2005 che, durante il suo discorso all'inaugurazione dell'Assemblea Generale che dovrebbe deliberare sulla richiesta di riconoscimento sporta dall'Anp, ha dichiarato il profondo e convinto supporto del Governo e della nazione boliviana alle richieste palestinesi.

La dichiarazione boliviana, unita a quelle di Sudafrica, Brasile e Libano testimonia del vasto e trasversale sostegno di cui la Causa palestinese può godere a livello internazionale, prova ulteriore di quanto l'entità sionista sia isolata e impopolare, capace di sostenersi solo grazie alla parassitosi esercitata tramite la 'Lobby a Sei Punte' nei confronti degli Stati Uniti, fedeli e docili esecutori dei 'diktat' di Tel Aviv grazie al cappio strangolante che i sionisti tengono attorno al sistema dei mass-media americani e mondiali e alle enormi quantità di denaro che AIPAC e altre organizzazioni filoisraeliane possono contribuire alle campagne elettorali di governatori, congressisti, senatori e candidati presidenti: Israele é diventato per gli Usa "la coda che muove il cane".

Morales ha anche accusato l'ONU di essere un'organizzazione che, per quanto nobile nei suoi intenti, in realtà risponde a logiche 'capitaliste e imperialiste', dando eccessivo potere ad alcuni stati membri e venendo da questi utilizzati per 'vidimare' le loro aggressioni e i loro piani colonialistici e di sfruttamento internazionale (Libia, anyone?), in particolare ha stigmatizzato la struttura e il regolamento dell'UNSC, da lui ribattezzato nel corso dell'intervento "Il Consiglio di Insicurezza".
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venerdì 15 luglio 2011

Nabil Arabi dichiara che la Lega Araba sosterrà la richiesta di riconoscimento internazionale dello Stato di Palestina!


Cominciano a farsi sentire gli effetti della nomina di Nabil el-Arabi alla carica di Segretario Generale della Lega Araba; secondo un recente comunicato, infatti, l'organizzazione, tramite la sua "Iniziativa Araba di Pace per il Medio Oriente" suggerirà al consesso internazionale, di fronte all'ostinazione israeliana a garantire lo stop totale e definitivo dell'espansione degli insediamenti illegali popolati da fanatici ebrei armati e delle misure di persecuzione volte alla pulizia etnica dei territori occupati, di sostenere con forza la dichiarazione di indipendenza palestinese e la richiesta di ammissione dello Stato di Palestina all'ONU.

L'annuncio é stato fatto in Qatar, al termine di una riunione della Lega Araba, secondo quanto riportato dall'Agence France Press. L'eco dell'annuncio di El-Arabi si é immediatamente sparso nelle ambasciate e cancellerie di mezzo mondo, rincuorando molto i sostenitori della Causa palestinese. Lo Stato che verrà dichiarato a settembre avrà come confini quelli indicati dalla Risoluzione 242 del Consiglio di Sicurezza ONU, che invitava i sionisti a ritirarsi dalle terre conquistate col loro attacco di sorpresa del 1967.


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domenica 29 maggio 2011

Amr Moussah: "I Palestinesi devono insistere sulla strada che porta al riconoscimento del loro Stato all'ONU!"


In uno degli ultimi messaggi relati in veste di Segretario Generale della Lega Araba il diplomatico cairota Amr Moussah, in procinto di rassegnare le dimissioni per dedicarsi a tempo pieno alla propria campagna elettorale di candidato alla presidenza dell'Egitto ha dichiarato che i Palestinesi dovrebbero intensificare i loro sforzi per dichiarare un loro Stato unilateralmente e cercare il riconoscimento delle Nazioni Unite, visto che tutti i tentativi di dialogo con Israele si sono dimostrati futili e sterili.

"La via da percorrere é quella che porta a un riconoscimento ufficiale al Palazzo di Vetro, attraverso la lotta per il riconoscimento politico"; Moussah ha anche dichiarato che i Palestinesi devono trarre le conclusioni dei recenti discorsi del Primo Ministro Benji Netanyahu, dai quali traspare evidentemente l'impossibilità di arrivare a qualunque accordo o intesa con lo Stato ebraico.

Obama aveva tentato di convincere il Premier sionista della necessita che Israele tornasse ai confini del 1967 ma, a causa della immediata e velenosa della potentissima Lobby a Sei Punte il Presidente Usa é stato costretto a rimangiarsi le sue pur logiche e condivisibili affermazioni, in una umiliante dimostrazione come ormai sia "la coda (Israele) ad agitare il cane (gli Usa)".

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giovedì 24 marzo 2011

La Jihad islamica mantiene la parola e bombarda insediamenti ebraici illegali, ferendo 26 coloni armati a Tseilem e Neve Zipporah


Le Brigate Al-Quds, braccio militare del Movimento per la Jihad islamica in Palestina, hanno rivendicato il lancio di due razzi da 122 millimetri di diametro contro gli insediamenti illegali di Tseilem e Neve Zipporah nei pressi di Gan Yavne e Kiryat Malakhi, ferendo ventisei coloni ebrei fondamentalisti che sono stati immediatamente trasferiti presso il locale ospedale di Soroka.


La Jihad Islamica, tramite il proprio portavoce militare, aveva annunciato una pronta controffensiva in rappresaglia agli attacchi aerei che negli ultimi giorni hanno ucciso quattro suoi militanti, ferito gravemente e mutilato un quinto e, più leggermente, altri due suoi membri.

E' importante notare come, esattamente al contrario di quanto affermino i disinformatori filosionisti dell'Hasbara, i coloni armati degli insediamenti ebraici illegali non siano assolutamente da considerare 'civili', anche se fra le loro fila si possono trovare donne e bambini. Su questo equivoco si basa molta della propaganda filoisraeliana che, nel disperato tentativo di rafforzare la sgangherata e mendace narrativa di Tel Aviv sulla pretesa "impossibilità" di fare la pace coi Palestinesi batte sempre più frequentemente sul tasto del: "I Palestinesi attaccano i civili coi razzi!".

Gli attacchi con razzi e mortai condotti dalla Resistenza palestinese vengono frequentemente indirizzati contro gli insediamenti ebraici illegali e contro i loro avamposti, ma perché essi, nella strategia di invasione e giudaizzazione forzata del territorio palestinese al di là dei confini stabiliti dalla Risoluzione ONU 242 (del 1967), fungono da pedine e avanguardie dell'annessione israeliana.

Il gioco é semplice: lo stato sionista di Israele, riunite diverse famiglie di pazzi fanatici provenienti (letteralmente) dai quattro angoli del mondo le "trapianta" in terra palestinese, in strutture prefabbricate pagate coi soldi del bilancio israeliano (leggasi: con gli assegni che la 'Lobby a Sei Punte' lucra in Europa come 'compenso per l'Olocausto' e negli Usa come 'aiuto umanitario al terzo mondo' - Israele riceve dagli Usa ogni anno più di tutti gli stati africani messi insieme), quindi per 'difendere' i coloni dagli attacchi palestinesi, si dotano gli stessi di gran copia di armi automatiche, di cui sono grandi estimatori e collezionisti, dandole da usare persino ai loro figli (quel che si dice "educarli all'odio e alla violenza!").

Quindi, foraggiati dallo Stato di Israele e armati fino ai denti, i coloni ebrei fondamentalisti si lasciano andare a raid di violenza e distruzione, contro le proprietà e le dimore dei loro vicini palestinesi, contro le loro scuole, le loro chiese, le loro moschee e i loro cimiteri, come puntualmente riferito e testimoniato con nomi, date, fatti e foto dal nostro sito e dai pochi outlet di informazioni non genuflessi in direzione di Tel Aviv.

In ultimo, per meglio ancora "difendere" i coloni armati, li si circonda col muro dell'apartheid, si stabiliscono "zone interdette" attorno al loro insediamento (che, si badi bene, deve avere necessariamente attorno il necessario "Lebensraum" per la propria metastasi), si circondano di grate e palizzate i vicini centri palestinesi, per impedire loro di svilupparsi naturalmente (esemplare il caso della famiglia palestinese 'ingabbiata' perché troppo vicina a un avamposto di coloni ebrei!) e, se necessario, si collega l'insediamento ad altri mediante una o più "strade dell'Apartheid" a cui, ovviamente, i sottouomini palestinesi non possono accedere.

Così si compie pezzetto per pezzetto l'esproprio e la pulizia etnica della Palestina.

E' chiaro che, ai sensi di tutti gli Statuti di Diritto internazionale, quanti con la loro volontaria e attiva presenza si rendono complici e strumento stesso dell'annessione militare di territorio illegalmente conquistato per mezzo del 'fait accompli' spolverato e centellinato su un arco di tempo sufficientemente lungo da non far squillare gli arrugginiti campanelli d'allarme dell'opinione pubblica internazionale non possa in alcun caso essere considerato 'civile', ma piuttosto um miliziano impiegato in un'attiva opera di pulizia etnica.

Se si deve fare un paragone storico, i coloni ebrei fondamentalisti degli insediamenti sono l'equivalente ebraico dei 'contadini armati' con cui Heinrich Himmler sognava di 'germanizzare la Russia' fino agli Urali, dopo il 'necessario' sterminio delle popolazioni slave oppure, più vicino a noi, sono l'equivalente delle milizie cetniche della Rebubblica serba di Krajna, i responsabili delle stragi di Sebrenica, o i massacratori Hutu della minoranza Tutsi durante il genocidio ruandese del 1994.

Naturalmente, i coloni degli insediamenti illegali sono abbastanza scaltri da evitare di compiere soprusi e stragi tanto evidenti e palesi come i loro "colleghi" serbi e hutu, si 'accontentano' di sterminare alla spicciolata: oggi sparando a un pastore, domani ammazzando un automobilista; anche i danni all'agricoltura e all'allevamento palestinese sono un ottimo mezzo di pulizia etnica, se il pastore troppo lesto fugge si può sempre sparare o dare fuoco alle sue pecore, oppure incendiare e sradicare i mandorli e gli olivi dei contadini arabi...senza mezzi di sussistenza saranno comunque costretti ad andarsene e il delirio razzista della 'Grande Israele' potrà continuare, nel beato sonno della ragione dell'Occidente, dell'Europa e degli Stati uniti d'America.


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