Briganti curdi, canaglia curda, curdacci, kurdonki (dal russo 'curdi + feccia'), in tutti questi modi sono mesi che definiamo le bande di malfattori con le bandiere color colera, i ladroni tagliagole del PKK, YPG, SDF O COME CAZZO SI FANNO CHIAMARE DAI LORO LECCACULO DEI CESSI SOCIALI E DELLE ORGANIZZAZIONI "UMANITARIE" (covi di spie e di teste di cazzo).
Nella foto qui sopra abbiamo LA LORO ULTIMA IMPRESA.
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venerdì 15 febbraio 2019
ECCO DI COSA SI OCCUPANO I CURDI!!! Le canaglie SDF picchiano e brutalizzano un'insegnante siriana a Raqqa!
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martedì 21 agosto 2018
La CANAGLIA CURDA a Raqqa continua a farsi 'amare'! Prima molestano una ragazzina, poi aprono il fuoco sui passanti che la difendono!
KURDISH RABBLE LOOSE IN RUBBLE!!
Si potrebbe intitolare così questo articolo, se fosse pubblicato in Inglese.
Sapete benissimo che consideriamo i Curdi come uno degli attori più vergognosi e disonorevoli della Guerra alla Siria, gente che ha trescato con chiunque: FSA, Al Qaeda/Al Nusra, ISIS, Americani...dopo avere per anni ottenuto armi e fondi dal Governo siriano per difendere le loro comunità nel Nord della Siria.
Occupando territori arabi e assiri i Curdi si sono lasciati andare ad abusi tali da suscitare la reazione spontanea della cittadinanza, che ha iniziato un movimento di resistenza contro di loro.
Adesso aggiungiamo una nota alle infamie curde a Raqqa.
Guardate questo video:
Si potrebbe intitolare così questo articolo, se fosse pubblicato in Inglese.
Sapete benissimo che consideriamo i Curdi come uno degli attori più vergognosi e disonorevoli della Guerra alla Siria, gente che ha trescato con chiunque: FSA, Al Qaeda/Al Nusra, ISIS, Americani...dopo avere per anni ottenuto armi e fondi dal Governo siriano per difendere le loro comunità nel Nord della Siria.
Occupando territori arabi e assiri i Curdi si sono lasciati andare ad abusi tali da suscitare la reazione spontanea della cittadinanza, che ha iniziato un movimento di resistenza contro di loro.
Adesso aggiungiamo una nota alle infamie curde a Raqqa.
Guardate questo video:
giovedì 9 agosto 2018
A Sanaa i responsabili dello stupro e dell'assassinio di un ragazzino di 12 anni sono giustiziati in pubblico!
Questa storia é leggermente diversa da quelle che vi presentiamo normalmente dal Paese una volta noto come "Arabia Felix" (che di solito hanno a che fare con l'invasione da parte delle corrotte petromonarchie saudita ed emiratina e con la gagliarda resistenza yemenita).
Tuttavia ci sembra importante e vogliamo segnalarvela.
E' la storia di uno sfortunatissimo ragazzino, che vedete in foto e del quale non conosciamo nemmeno nome e cognome visto che non erano citati nello stringatissimo trafiletto che accompagnava le immagini riportateci da un nostro contatto.
Tuttavia ci sembra importante e vogliamo segnalarvela.
E' la storia di uno sfortunatissimo ragazzino, che vedete in foto e del quale non conosciamo nemmeno nome e cognome visto che non erano citati nello stringatissimo trafiletto che accompagnava le immagini riportateci da un nostro contatto.
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giovedì 2 febbraio 2017
Diplomatico saudita condannato per violenza sessuale a Singapore!
Dopo otto giorni di dibattimento il Giudice Distrettuale Lee Poh Choo, del Tribunale Penale di Singapore ha condannato il 39enne impiegato d'ambasciata saudita Bandar Yahya al-Zahrani a tre mesi di reclusione, a una multa di 1500 dollari per subornazione di testimone e alla ben più grave pena di 10 anni di reclusione e a una fustigazione da decidersi per molestie sessuali.
Al-Zahrani che come tutte le scimmie saudite non sa quale differenza passi tra cameriera e prostituta, aveva violentato una ventenne impiegate dell'hotel singaporeano dove si trovava in vacanza e aveva poi cercato, offrendo denaro ai suoi colleghi e superiori, di tacitarne le denunce.
Al-Zahrani che come tutte le scimmie saudite non sa quale differenza passi tra cameriera e prostituta, aveva violentato una ventenne impiegate dell'hotel singaporeano dove si trovava in vacanza e aveva poi cercato, offrendo denaro ai suoi colleghi e superiori, di tacitarne le denunce.
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sabato 10 gennaio 2015
Erdogan il (poco) Magnifico suona la ritirata dalla Libia! "Tutti i cittadini turchi devono lasciare il paese nordafricano!"
Dopo tanto aver fatto per trasformare la Libia (sotto Gheddafi bene o male paese tra i più stabili, pacifici e floridi del Maghreb e dell'Africa intera) in un bubbone di caos, violenza ed estremismo sembra che, come tutti gli Apprendisti Stregoni, Recep Erdogan abbia perso il controllo delle 'scope' da lui mandate al pozzo per prendere acqua e cerchi (con lo stesso affanno maldestro del Topolino di 'Fantasia') rapidamente di tirare i remi in barca per potersi voltare fischiettando e poter dire, se eventualmente interrogato in merito: "Chi? Io??".
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lunedì 1 settembre 2014
Scoperte sei fosse comuni di Palestinesi massacrati nella 'Nakba'! I martiri di ieri tornano a perseguitare israhell!!
Gli invasori ebrei della Palestina non possono nemmeno ribaltare un sasso della terra che occupano illegalmente senza che quella stessa terra gli ricordi quanti crimini e quanto sangue essi hanno versato per strapparla ai suoi legittimi abitanti: ancora una volta nel corso di normali lavori stradali nella zona di Giaffa sono venute alla luce non una ma ben sei fosse comuni rigurgitanti dei resti di Palestinesi massacrati nel 1948 o poco dopo.
Solamente in uno di questi ossuari sono stati rinvenuti non meno di duecento crani (soprattutto di donne, bambini e persone molto anziane, visto che gli uomini all'epoca erano quasi tutti impegnati a combattere gli invasori sionisti). Il numero totale delle vittime sepolte nelle sei fosse dovrebbe essere sicuramente superiore al migliaio.
Questo ritrovamento, l'ultimo di una lunga serie, dimostra come il processo di creazione del regime ebraico sia sempre stato condotto all'insegna della più cieca violenza sterminatrice, un vero e proprio Orrore del Ventesimo Secolo per il quale però nessuno ha pagato, nessuno é stato processato da nessun Tribunale. Ma la Storia saprà fare giustizia anche di questo.
Solamente in uno di questi ossuari sono stati rinvenuti non meno di duecento crani (soprattutto di donne, bambini e persone molto anziane, visto che gli uomini all'epoca erano quasi tutti impegnati a combattere gli invasori sionisti). Il numero totale delle vittime sepolte nelle sei fosse dovrebbe essere sicuramente superiore al migliaio.
Questo ritrovamento, l'ultimo di una lunga serie, dimostra come il processo di creazione del regime ebraico sia sempre stato condotto all'insegna della più cieca violenza sterminatrice, un vero e proprio Orrore del Ventesimo Secolo per il quale però nessuno ha pagato, nessuno é stato processato da nessun Tribunale. Ma la Storia saprà fare giustizia anche di questo.
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sabato 19 luglio 2014
Haifa insorge contro il pogrom militare sionazista a Gaza: trenta palestinesi arrestati, aggrediti due deputati!!
Durante questi giorni di aggressione militare contro Gaza quei palestinesi che continuano a vivere nei territori occupati dai sionisti attraverso il genocidio della Nakba non ci stanno a comportarsi "bene" e a non dare fastidi al regime di Apartheid che ogni giorno li umilia e li sfrutta costringendoli a vivere in 'slum' senza servizi adeguati, imponendo loro documenti e targhe automobilistiche diverse da quelle riservate al 'popolo eletto', riservando loro gli ultimi posti in una società marcia, corrotta e basata sul razzismo e la diseguaglianza.
Una imponente manifestazione di solidarietà con la Striscia di Gaza ad Haifa é stata confrontata dagli sgherri del regime ebraico con la consueta bestiale violenza che la celebre 'unica democrazia del Medio Oriente' riserva a tutti coloro che osino denunciare i suoi eccessi sanguinari.
Oltre settanta dimostranti sono stati feriti più o meno gravemente; le cariche della 'Nazi-Sion Polizei' non hanno risparmiato nemmeno i parlamentari del partito di Sinistra 'Balad' che molto chiaramente invitavano le forze dell'ordine a lasciare svolgere la manifestazione pacificamente.
Una imponente manifestazione di solidarietà con la Striscia di Gaza ad Haifa é stata confrontata dagli sgherri del regime ebraico con la consueta bestiale violenza che la celebre 'unica democrazia del Medio Oriente' riserva a tutti coloro che osino denunciare i suoi eccessi sanguinari.
Oltre settanta dimostranti sono stati feriti più o meno gravemente; le cariche della 'Nazi-Sion Polizei' non hanno risparmiato nemmeno i parlamentari del partito di Sinistra 'Balad' che molto chiaramente invitavano le forze dell'ordine a lasciare svolgere la manifestazione pacificamente.
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mercoledì 2 luglio 2014
Teppisti ebrei aggrediscono codardamente un ragazzo italiano che manifestava la sua solidarietà con la Palestina!!
Il pretesto, come quello usato dalle autorità di Tel Aviv, è
il dramma di tre invasori israeliani rapiti e uccisi in circostanze ancora tutte da chiarire. Ma tanto è bastato perchè i gruppi dello
squadrismo sionista attivi nella comunità ebraica romana cogliessero
l'occasione per invadere e occupare oggi nel pomeriggio Piazza Venezia. I
risultati non hanno tardato ad arrivare.
La cronaca romana de La Repubblica (quotidiano dell'ebreo svizzero DeBenedetti) riferisce che nel pomeriggio c'è stata una prima aggressione ai danni di un ragazzo italiano che indossava la keffiyah in piazza Venezia da parte di un gruppo di giovani ebrei. Ma in serata il bilancio si è fatto ancora più pesante. Sei giovani si sono presentati con traumi vari all'ospedale FatebeneFratelli raccontando di essere stati aggrediti da alcuni dei partecipanti alla manifestazione indetta dalla comunità ebraica in segno di lutto per l'uccisione dei tre miliziani occupanti illegali delle colonie vicine ad Al-Khalil.
A piazza Venezia, i giovani palestinesi – con coraggio ma forse con troppa leggerezza - avevano convocato per oggi pomeriggio un sit in di sostegno ai palestinesi di Gaza a fronte dei bombardamenti israeliani iniziati già da questa notte. Ma l'appuntamento, nato come evento su fb solo nelle ultime ore, non era riuscito ad innescare una diffusione adeguata dell'iniziativa. Da una prima ricostruzione, il giovane aggredito perchè indossava una kefia stava andando via da solo da piazza Venezia quando è stato preso a schiaffi e pugni dagli squadristi sionisti. Portato in ospedale ha riportato alcune contusioni mentre uno dei picchiatori è stato fermato dalla polizia che pure presidiava in forza la piazza.
Non si sono ancora spenti gli echi delle polemiche per l'aggressione avvenuta contro i manifestanti solidali con la Palestina lo scorso 25 aprile che nella capitale lo squadrismo sionista è tornato a mostrarsi ancora una volta impunito.
Gli attivisti solidali con la Palestina a quel punto si erano riuniti nella vicina piazza Madonna di Loreto ma sono stati sollecitati dalla polizia ad andare via perchè la situazione era diventata troppo pesante.
Ecco dove siamo arrivati! Permettiamo a squadristi picchiatori che rifiutano di identificarsi con la nazione che li ospita di impedire A ITALIANI di manifestare democraticamente la loro solidarietà col Popolo di Palestina in lotta!!!
La cronaca romana de La Repubblica (quotidiano dell'ebreo svizzero DeBenedetti) riferisce che nel pomeriggio c'è stata una prima aggressione ai danni di un ragazzo italiano che indossava la keffiyah in piazza Venezia da parte di un gruppo di giovani ebrei. Ma in serata il bilancio si è fatto ancora più pesante. Sei giovani si sono presentati con traumi vari all'ospedale FatebeneFratelli raccontando di essere stati aggrediti da alcuni dei partecipanti alla manifestazione indetta dalla comunità ebraica in segno di lutto per l'uccisione dei tre miliziani occupanti illegali delle colonie vicine ad Al-Khalil.
A piazza Venezia, i giovani palestinesi – con coraggio ma forse con troppa leggerezza - avevano convocato per oggi pomeriggio un sit in di sostegno ai palestinesi di Gaza a fronte dei bombardamenti israeliani iniziati già da questa notte. Ma l'appuntamento, nato come evento su fb solo nelle ultime ore, non era riuscito ad innescare una diffusione adeguata dell'iniziativa. Da una prima ricostruzione, il giovane aggredito perchè indossava una kefia stava andando via da solo da piazza Venezia quando è stato preso a schiaffi e pugni dagli squadristi sionisti. Portato in ospedale ha riportato alcune contusioni mentre uno dei picchiatori è stato fermato dalla polizia che pure presidiava in forza la piazza.
Non si sono ancora spenti gli echi delle polemiche per l'aggressione avvenuta contro i manifestanti solidali con la Palestina lo scorso 25 aprile che nella capitale lo squadrismo sionista è tornato a mostrarsi ancora una volta impunito.
Gli attivisti solidali con la Palestina a quel punto si erano riuniti nella vicina piazza Madonna di Loreto ma sono stati sollecitati dalla polizia ad andare via perchè la situazione era diventata troppo pesante.
Ecco dove siamo arrivati! Permettiamo a squadristi picchiatori che rifiutano di identificarsi con la nazione che li ospita di impedire A ITALIANI di manifestare democraticamente la loro solidarietà col Popolo di Palestina in lotta!!!
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lunedì 26 maggio 2014
I due ebrei uccisi a Bruxelles erano spie del Mossad! Ancora una volta emerge la doppia lealtà dei sionisti europei!
Si sgonfia clamorosamente la 'pista antisemita' riguardo le uccisioni avvenute presso il 'museo ebraico' di Bruxelles lo scorso week-end, su cui tanto il regime sionista di occupazione quanto tutti i media proni e allineati a Tel Aviv si erano avidamente gettati appena la notizia dell'eccidio si era diffusa.
La pista antisemita scoppia come una bolla di sapone quando si diffonde la consapevolezza che i due ebrei uccisi nella capitale belga lavoravano per un'organizzazione, la 'Nativ', direttamente collegata col Mossad e incaricata di convincere ebrei europei, nordamericani e di altri paesi a prendere parte all'invasione e all'occupazione illegale della Palestina.
Di più, nel recente passato, per sei anni almeno il canale televisivo sionista Channel 10 ha ammesso che i due, Emanuel e Miriam Riva hanno operato in Germania alle dirette dipendenze del Mossad stesso. L'uccisione di due agenti venduti a un Governo straniero (pur mantenendo passaporto e cittadinanza belga) é molto più probabilmente ascrivibile a un episodio di guerra tra servizi segreti o di Resistenza armata contro le politiche razziste e invasive di Tel Aviv che a un casuale episodio di razzismo antiebraico.
Ancora una volta emerge in tutta la sua gravità il problema della doppia lealtà dei sionisti europei, che preferiscono diventare agenti e spie di un Governo straniero (razzista e colpevole di Apartheid e Crimini contro l'Umanità) che non restare fedeli alla loro patria di nascita.
La pista antisemita scoppia come una bolla di sapone quando si diffonde la consapevolezza che i due ebrei uccisi nella capitale belga lavoravano per un'organizzazione, la 'Nativ', direttamente collegata col Mossad e incaricata di convincere ebrei europei, nordamericani e di altri paesi a prendere parte all'invasione e all'occupazione illegale della Palestina.
Di più, nel recente passato, per sei anni almeno il canale televisivo sionista Channel 10 ha ammesso che i due, Emanuel e Miriam Riva hanno operato in Germania alle dirette dipendenze del Mossad stesso. L'uccisione di due agenti venduti a un Governo straniero (pur mantenendo passaporto e cittadinanza belga) é molto più probabilmente ascrivibile a un episodio di guerra tra servizi segreti o di Resistenza armata contro le politiche razziste e invasive di Tel Aviv che a un casuale episodio di razzismo antiebraico.
Ancora una volta emerge in tutta la sua gravità il problema della doppia lealtà dei sionisti europei, che preferiscono diventare agenti e spie di un Governo straniero (razzista e colpevole di Apartheid e Crimini contro l'Umanità) che non restare fedeli alla loro patria di nascita.
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venerdì 7 febbraio 2014
Sbirri sionazisti a Bilin (West Bank) si "gassano" da soli attivando una granata chimica nella loro jeep!
La malvagità é sempre stupida; così testimoniano queste immagini esclusive che mostrano come i mazzieri del regime giudaico di occupazione della Palestina non riescano nemmeno a maneggiare i loro candelotti soffocanti di "Gas CS" dentro a una jeep senza farne esplodere uno rischiando di ammazzarsi con le loro stesse mani.
Più di una volta abbiamo denunciato come gli sbirri sionazisti sparino volontariamente i candelotti soffocanti in mezzo alle folle (oppure li lancino dentro ambienti chiusi) col risultato che la massiccia emissione di gas in mezzo ai cittadini Palestinesi spesso asfissia (per davvero!) le vittime di questa guerra chimica: i candelotti dovrebbero venire lanciati in alto per spargere una sottile cortina di urticante sopra la folla da 'contentere'.
Ogni volta che si sono date armi 'non letali' a forze di occupazione (in Sudafrica, in Ulster, in Palestina) queste hanno trovato la maniera per usarle nella maniera più vulnerante possibile, andando contro le norme di impiego e i protocolli di sicurezza.
Più di una volta abbiamo denunciato come gli sbirri sionazisti sparino volontariamente i candelotti soffocanti in mezzo alle folle (oppure li lancino dentro ambienti chiusi) col risultato che la massiccia emissione di gas in mezzo ai cittadini Palestinesi spesso asfissia (per davvero!) le vittime di questa guerra chimica: i candelotti dovrebbero venire lanciati in alto per spargere una sottile cortina di urticante sopra la folla da 'contentere'.
Ogni volta che si sono date armi 'non letali' a forze di occupazione (in Sudafrica, in Ulster, in Palestina) queste hanno trovato la maniera per usarle nella maniera più vulnerante possibile, andando contro le norme di impiego e i protocolli di sicurezza.
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martedì 30 luglio 2013
Quindici morti al Cairo in uno scontro tra negozianti e venditori ambulanti
Le autorità di polizia del Cairo si sono affrettate a liquidare il grave incidente di ieri come "violenza privata non collegata al clima politico" ma in qualunque altro paese una lite che finisce con quindici morti sarebbe classificata come 'strage' e trattata adeguatamente dai media, anziché venire spazzata 'sotto il tappeto' per 'amor di pace'.
Quale pace poi, nell'Egitto odierno?
Certo non quella fittizia e instabile spezzata ieri dal diverbio tra i proprietari di un negozio di cosmetici e profumi e i venditori ambulamnti che coi loro poveri carretti di pomodori, cipolle e meloni stazionavano sul marciapiede antistante. Accusati dai profumieri di "intralciare il passaggio" e di "allontanare la clientela" gli ambulanti hanno rifiutato di spostarsi e, in tutta risposta, hanno ricevuto fucilate e colpi di pistola esplosi dai proprietari del negozio.
In tutta risposta essi hanno appiccato il fuoco al negozio, trasformandolo in una bara ardente per i suoi proprietari e i loro familiari che si erano rifugiati dentro di esso. Risultato: quindici vittime accertate. Questo episodio dimostra come la polarizzazione politica della società e il costante ricorso alla piazza e alla violenza come 'arma' nel discorso istituzionale abbia cominciato a fare apparire 'normale' il ricorso alla forza letale anche in diatribe 'private'.
Chi scrive ricorda un'altra spirale simile: quando dall'instabilità politica al ricorso usuale alla violenza armata si discese nella vera e propria guerra civile: era la fine degli anni '70 e lo scenario era l'idilliaca "Riviera del Medio Oriente", scintillante di neon e alberghi di lusso: il Libano.
Quale pace poi, nell'Egitto odierno?
Certo non quella fittizia e instabile spezzata ieri dal diverbio tra i proprietari di un negozio di cosmetici e profumi e i venditori ambulamnti che coi loro poveri carretti di pomodori, cipolle e meloni stazionavano sul marciapiede antistante. Accusati dai profumieri di "intralciare il passaggio" e di "allontanare la clientela" gli ambulanti hanno rifiutato di spostarsi e, in tutta risposta, hanno ricevuto fucilate e colpi di pistola esplosi dai proprietari del negozio.
In tutta risposta essi hanno appiccato il fuoco al negozio, trasformandolo in una bara ardente per i suoi proprietari e i loro familiari che si erano rifugiati dentro di esso. Risultato: quindici vittime accertate. Questo episodio dimostra come la polarizzazione politica della società e il costante ricorso alla piazza e alla violenza come 'arma' nel discorso istituzionale abbia cominciato a fare apparire 'normale' il ricorso alla forza letale anche in diatribe 'private'.
Chi scrive ricorda un'altra spirale simile: quando dall'instabilità politica al ricorso usuale alla violenza armata si discese nella vera e propria guerra civile: era la fine degli anni '70 e lo scenario era l'idilliaca "Riviera del Medio Oriente", scintillante di neon e alberghi di lusso: il Libano.
sabato 22 giugno 2013
Ancora una volta la brutalità del regime wahabita di Riyadh colpisce mortalmente un giovane delle Province Orientali!
Continua senza segno di affievolimento o di rallentamento la brutale campagna di repressione della corrottissima corte reale di Riyadh contro la popolazione delle Province Orientali, a stragrande maggioranza sciita, che chiede riforme democratiche e giusitizia sociale (visto che la quasi totalità del greggio saudita viene estratto dai loro territori).
Ma la corte saudita é troppo impegnata ad affilare i coltelli per la prossima resa dei conti tra parenti-serpenti che si scatenerà alla morte di Re Abdallah, per fare caso alle condizioni del popolo, quindi, la violenza delle forze di polizia e dell'Esercito rimane l'unica forma di risposta alle legittime richieste dei sudditi (echeggiate da dimostrazioni ed episodi di malcontento anche in altre zone del Regno).
Il diciannovenne Ali Hassan al-Mahroos, residente nel villaggio di Al-Toubi, nella Provincia di Qatif, é stato colpito da numerosi proiettili alla spalla e alla testa, che lo hanno ucciso sul colpo, durante un assalto in piena regola delle forze armate alle residenze private degli abitanti, che nei giorni precedenti avevano animato marce e raduni di protesta.
Un numero sconosciuto di residenti, inoltre, é stato rapito ed é letteralmente 'scomparso' nelle galere reali, dove i cittadini detenuti senza accuse formali sono ormai più di cinquantamila.
Ma la corte saudita é troppo impegnata ad affilare i coltelli per la prossima resa dei conti tra parenti-serpenti che si scatenerà alla morte di Re Abdallah, per fare caso alle condizioni del popolo, quindi, la violenza delle forze di polizia e dell'Esercito rimane l'unica forma di risposta alle legittime richieste dei sudditi (echeggiate da dimostrazioni ed episodi di malcontento anche in altre zone del Regno).
Il diciannovenne Ali Hassan al-Mahroos, residente nel villaggio di Al-Toubi, nella Provincia di Qatif, é stato colpito da numerosi proiettili alla spalla e alla testa, che lo hanno ucciso sul colpo, durante un assalto in piena regola delle forze armate alle residenze private degli abitanti, che nei giorni precedenti avevano animato marce e raduni di protesta.
Un numero sconosciuto di residenti, inoltre, é stato rapito ed é letteralmente 'scomparso' nelle galere reali, dove i cittadini detenuti senza accuse formali sono ormai più di cinquantamila.
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giovedì 11 aprile 2013
Strage di inviati ONU in Sud-Sudan! Lo Stato-fallito di Salva Kiir non riesce a garantire la sicurezza del personale internazionale!
Abbiamo già parlato molte volte di come il Sud-Sudan, 'stato' creato dal complotto Usa-Israeliano per indebolire e impoverire Khartoum, sia in realtà un'entità fallita che non controlla altro che poche dozzine di chilometri attorno alla capitale Juba mentre nel resto del paese vige la vera e propria "legge della giungla" tra bande di predoni, milizie etniche, comandanti del cosiddetto 'esercito' che fanno il bello e il cattivo tempo come veri e propri Signori della Guerra: gli stessi indici delle agenzie ONU parlano chiaro...il 15 per cento dei bambini nati non arriva a compiere 5 anni e il Sud-Sudan mostra indici di sottosviluppo da porlo in competizione con la Somalia per il titolo di nazione più disgraziata dell'Africa Nera.
A confermare quello che abbiamo sempre detto arriva ora la notizia che "sconosciuti aggressori" avrebbero attaccato un convoglio di personale dell'ONU nella Provincia di Jongali, nell'Est del paese. Secondo quanto relato dal portavoce militare di Juba Philip Aguer ci sarebbero stati cinque morti tra il contingente militere indiano e cinque tra il personale ONU civile mentre il Palazzo di Vetro ha parlato anche di otto civili uccisi.
Ovviamente i sicofanti di Salva Kiir, il ridicolo 'cowboy', ne hanno approfittato per lanciare speciose e non sostanziate accuse contro l'Esercito del Sudan, che sono state rispedite al mittente dal Ministero della Difesa di Khartoum che ha fatto notare come ormai da settimane, per rispettare gli impegni presi in sede internazionale il Governo del Sudan ha fatto indietreggiare tutte le proprie forze armate dal confine conteso con l'entità del Sud.
A confermare quello che abbiamo sempre detto arriva ora la notizia che "sconosciuti aggressori" avrebbero attaccato un convoglio di personale dell'ONU nella Provincia di Jongali, nell'Est del paese. Secondo quanto relato dal portavoce militare di Juba Philip Aguer ci sarebbero stati cinque morti tra il contingente militere indiano e cinque tra il personale ONU civile mentre il Palazzo di Vetro ha parlato anche di otto civili uccisi.
Ovviamente i sicofanti di Salva Kiir, il ridicolo 'cowboy', ne hanno approfittato per lanciare speciose e non sostanziate accuse contro l'Esercito del Sudan, che sono state rispedite al mittente dal Ministero della Difesa di Khartoum che ha fatto notare come ormai da settimane, per rispettare gli impegni presi in sede internazionale il Governo del Sudan ha fatto indietreggiare tutte le proprie forze armate dal confine conteso con l'entità del Sud.
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sabato 16 marzo 2013
Ancora un civile palestinese gravemente ferito in Cisgiordania: la vittima della violenza sionista é un ragazzo di Tulkarem!
Hamza Haloub, diciottenne abitante di Tulkarem, stava semplicemente camminando vicino all'area industriale di Jashouri, nel Nord della Cisgiordania; non stava manifestando, non stava protestando, non stava ingaggiando le forze militari del regime ebraico che illegalmente occupano la West Bank dal 1967 in alcun modo, eppure, questo non lo ha salvato dal ricevere in pieno petto un proiettile da guerra.Si sa, per venire colpiti dal piano sionazista del "genocidio un poco per volta" basta essere legittimi abitanti della Palestina; non serve più nemmeno fornire la scusa delle 'manifestazioni violente' (come se mai manifestazioni contro occupanti e invasori illegali della propria patria potessero mai essere pacifiche) e trovarsi a una conveniente distanza da una "SS con la Stella di Davide", Israhell sa bene che i media mondiali controllati dalla sua Lobby a Sei Punte non riporteranno mai la notizia.
Per fortuna esistono pochi, pochissimi outlet mediatici fedeli alla realtà e alla verità ed é per tramite di essi che persino un'iniziativa giornalistico-editoriale come "Palaestina Felix" riesce a portare a conoscenza del suo pubblico, in lingua italiana, nomi, cognomi, circostanze del ferimento (o della morte) di tutte le vittime dell'oppressione sionista e della violenza dei militari o dei coloni ebrei fanatici e armati fino ai denti.
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venerdì 15 febbraio 2013
"Coloni ebrei come i naziskin!" Fanatici violenti degli insediamenti illegali vandalizzano cimitero palestinese!
Un cimitero musulmano di Gerusalemme Ovest la scorsa notte ha subito un 'raid' vandalico di assurda e gratuita violenza, contrassegnato da una volontà blasfema di offendere, di profanare che non ha nessun uguale se non negli atti di uguale vigliaccheria e meschinità che a volte vengono riportati in Europa e negli Usa a carico di esponenti di gruppi xenofobi neonazisti o nativisti come il KKK.
Ma questa volta a rendersi responsabili dell'effrazione nel camposanto, delle scritte razziste e insultanti lasciate sulle lapidi, del ribaltamento e della rottura delle stesse pietre tombali sono stati fanatici giudei residenti negli insediamenti illegali, quegli stessi con cui i politici di Tel Aviv intendono cancellare l'identità araba, musulmana e cristiana delle porzioni di Palestina occupate nel 1948 e nel 1967, quei 'coloni' che tutta l'ONU condanna come miliziani sostenitori di un'operazione di annessione militare di territorio, proibita dal Diritto Internazionale.
Tra le tombe sono stati ritrovati cocci di bottiglie di vino, segno certo che i colpevoli hanno agito in preda all'ubriachezza e hanno voluto scientemente lasciare quelle tracce per offendere ulteriormente la sensibilità dei Palestinesi musulmani, contrari alle bevande inebrianti. Tutto questo dimostra per l'ennesima volta la cifra morale dei "coloni ebrei" che mistificatori come i nostrani Giulio Meotti, Fiamma Nirenstein, Marco Pasqua e Fabio Scuto vorrebbero dipingere come 'civili indifesi' minacciati dai 'cattivi palestinesi islamici'.
Prendere a colpi di Qassam e di Katyusha persone simili, nel nostro personale compasso morale, é a pochi passi dal diventare un'opera meritoria.
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mercoledì 30 gennaio 2013
Cieca violenza sionazista contro un funerale causa rogo in una casa palestinese ad Al-Khalil!
Ahmed Allami, cittadino palestinese che viveva a soli 500 metri dalla torre di guardia sionazista alle porte del villaggio cisgiordano di Al-Khalil ha perso la casa e quasi tutti i suoi averi quando un candelotto lacrimogeno tra le dozzine sparate dalla soldataglia sionazista contro un pacifico corteo funebre ha causato un principio d'incendio che ha ingoiato tutta l'abitazione, distruggendola.
Il grave incidente che solamente per un miracolo non ha causato vittime é stato il culmine di una giornata di ingiustificata e feroce violenza scatenata contro i legittimi abitanti della West Bank dalle truppe di occupazione dell'illegale regime ebraico, che hanno sparato proiettili di 'gomma', munizioni di metallo e dozzine e dozzine di candelotti lacrimogeni contro il corteo funebre di uno dei martiri palestinesi della lotta di liberazione.
Tutto questo accadeva ieri, mentre stamane, forse ispirato dalla drammatica cronaca degli eventi James W. Rawley dell'ONU si é detto "estremamente preoccupato" per la facilità e la leggerezza con cui le truppe sionaziste utilizzano armi letali o potenzialmente mortali contro la popolazione civile inerme in Cisgiordania ma anche altrove.
Il grave incidente che solamente per un miracolo non ha causato vittime é stato il culmine di una giornata di ingiustificata e feroce violenza scatenata contro i legittimi abitanti della West Bank dalle truppe di occupazione dell'illegale regime ebraico, che hanno sparato proiettili di 'gomma', munizioni di metallo e dozzine e dozzine di candelotti lacrimogeni contro il corteo funebre di uno dei martiri palestinesi della lotta di liberazione.
Tutto questo accadeva ieri, mentre stamane, forse ispirato dalla drammatica cronaca degli eventi James W. Rawley dell'ONU si é detto "estremamente preoccupato" per la facilità e la leggerezza con cui le truppe sionaziste utilizzano armi letali o potenzialmente mortali contro la popolazione civile inerme in Cisgiordania ma anche altrove.
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domenica 13 gennaio 2013
Estrema violenza sionazista contro la popolazione palestinese! Immagini scioccanti da Gaza e dalla Cisgiordania!
Non esiste alcuna possibilità di dialogo con l'entità ebraica abusiva che occupa la Palestina storica. Questa realtà deve essere accettata come autoevidente da tutti coloro che hanno a cuore la sorte e i Diritti del Popolo palestinese. Oltre sessanta anni di occupazione, stragi, devastazioni, persecuzioni, apartheid, aggressioni lo dimostrano oltre ogni ragionevole dubbio: le 'anime belle' con gli occhioni pieni di stelle (e la testa piena di Hasbara) che starnazzano di "due stati" e di "diritto di Israele a esistere" sono parte del problema e non parte della soluzione.
Quanto si possa 'dialogare' e 'trattare' con Israele il regime ebraico di occupazione lo ha mostrato negli ultimi giorni, ammazzando due civili palestinesi disarmati e indifesi, uno nel Nord del ghetto assediato di Gaza, il secondo in Cisgiordania e poi scatenando i suoi sgherri in uniforme a sradicare con estrema violenza un presidio di tende eretto da attivisti palestinesi in una zona riservata da Tel Aviv all'espansione dell'ennesimo insediamento illegale di fanatici giudei armati.
Nel Nord di Gaza, il martire Anwar Mohammed Mamluk é stato assassinato venerdì da un cecchino sionazista (chissà se anche questo si prenderà una 'medaglia al valore'!), invece il martire Odai Darwish é stato colpito e ucciso nella giornata di ieri presso Al-Khalil mentre stava andando al lavoro. Poliziotti e militari sionazisti si sono scatenati in una vera e propria orgia di bestiale violenza contro i duecento palestinesi che per protesta avevano eretto due dozzine di tende davanti all'insediamento giudaico illegale di Maal Adumim, che con la sua stessa esistenza contravviene alla Risoluzione Onu 242.
Quanto si possa 'dialogare' e 'trattare' con Israele il regime ebraico di occupazione lo ha mostrato negli ultimi giorni, ammazzando due civili palestinesi disarmati e indifesi, uno nel Nord del ghetto assediato di Gaza, il secondo in Cisgiordania e poi scatenando i suoi sgherri in uniforme a sradicare con estrema violenza un presidio di tende eretto da attivisti palestinesi in una zona riservata da Tel Aviv all'espansione dell'ennesimo insediamento illegale di fanatici giudei armati.
Nel Nord di Gaza, il martire Anwar Mohammed Mamluk é stato assassinato venerdì da un cecchino sionazista (chissà se anche questo si prenderà una 'medaglia al valore'!), invece il martire Odai Darwish é stato colpito e ucciso nella giornata di ieri presso Al-Khalil mentre stava andando al lavoro. Poliziotti e militari sionazisti si sono scatenati in una vera e propria orgia di bestiale violenza contro i duecento palestinesi che per protesta avevano eretto due dozzine di tende davanti all'insediamento giudaico illegale di Maal Adumim, che con la sua stessa esistenza contravviene alla Risoluzione Onu 242.
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mercoledì 17 ottobre 2012
Le ultime vittime dei gas tossici di Re Al-Khalifa: un dimostrante e una bimba di nemmeno un anno!
Una cosa si può dire delle tirannidi impiantate e coltivate in Medio Oriente dall'arroganza imperialista globale. Esse non retrocedono di fronte a nessuna iniquità, per esse la crudeltà più disumana é una abitudine costante, che esse si chiamino 'Regime ebraico in Palestina', 'Dinastia Al-Saoud', 'Dinastia Al-Thani', 'Dinastia Al-Khalifa', 'Terroristi wahabiti in Siria' o in qualunque altra versione si declinino i vari nomi e sigle del servilismo e dell'abiezione.
Secondo i più recenti dispacci delle agenzie internazionali nell'Isola-Stato di Barhein due nomi si sono aggiunti a quelli delle centinaia e centinaia di vittime della repressione reale (facilitata da truppe saudite, qatariote e dai crudeli e fanatici mercenari reclutati in Pachistan) che prosegue indisturbata nel totale disinteresse e silenzio ipocrita dei principali "difensori dei diritti umani" (quando fa loro comodo).
Uno dei due morti era un uomo adulto che aveva preso parte a una marcia di protesta, ma la seconda, Huda Sayed Nima Sayed Hassan, era una bambina di nemmeno un anno, avvolta e soffocata a morte dalla coltre di gas urticante "Made in Usa" venduto dal Nobel per la Pace Obanana al suo alleato Re Al-Khalifa.
I protocolli di uso degli agenti gasogeni urticanti proibiscono severamente di sparare i candelotti contro case o edifici proprio per evitare che un ambiente, da essi saturato, si trasformi in una camera a gas. E proprio in una vera 'camera a gas' che prima era la sua cameretta, ha trovato la morte la piccola Nima, ennesima vittima illamentata della follia dei tiranni sunniti del Golfo.
Secondo i più recenti dispacci delle agenzie internazionali nell'Isola-Stato di Barhein due nomi si sono aggiunti a quelli delle centinaia e centinaia di vittime della repressione reale (facilitata da truppe saudite, qatariote e dai crudeli e fanatici mercenari reclutati in Pachistan) che prosegue indisturbata nel totale disinteresse e silenzio ipocrita dei principali "difensori dei diritti umani" (quando fa loro comodo).
Uno dei due morti era un uomo adulto che aveva preso parte a una marcia di protesta, ma la seconda, Huda Sayed Nima Sayed Hassan, era una bambina di nemmeno un anno, avvolta e soffocata a morte dalla coltre di gas urticante "Made in Usa" venduto dal Nobel per la Pace Obanana al suo alleato Re Al-Khalifa.
I protocolli di uso degli agenti gasogeni urticanti proibiscono severamente di sparare i candelotti contro case o edifici proprio per evitare che un ambiente, da essi saturato, si trasformi in una camera a gas. E proprio in una vera 'camera a gas' che prima era la sua cameretta, ha trovato la morte la piccola Nima, ennesima vittima illamentata della follia dei tiranni sunniti del Golfo.
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sabato 29 settembre 2012
Un altro ragazzo massacrato dagli scherani dei corrotti emiri sunniti del Golfo! In Barhein assassinato il 17enne Ali Nemaat!
Da Manama, capitale del Barhein, Isola delle Perle che langue sotto un tiranno brutale e sanguinario sostenuto dagli "umanitari" Usa che stazionano la loro flotta imperualista nei suoi porti, arriva la notizia di una ulteriore uccisione nel corso di una manifestazione di protesta contro il despota Al-Khalifa.
La notizia, sostenuta da numerose testimonianze indipendenti, specifica che la vittima era, ancora una volta, appena un ragazzo: il diciassettenne Ali Hussein Nemaat. Il ragazzo é stato assassinato ieri sera presso Sadad, villaggio vicino alla capitale del piccolo regno, quando gli sbirri reali (i cui ranghi sono rinforzati da feroci wahabiti inviati da Riyadh e da crudeli mercenari pachistani) hanno aperto il fuoco indiscriminatamente con pallettoni a dispersione sulla folla che marciava disciplinatamente e ordinatamente tra i centri di Diya e Sahla.
Dopo avere investito la folla coi loro proiettili i boia in uniforme di Al-Khalifa si sono scatenati con jeep e camionette in un vero e proprio "carosello" tra i civili indifesi che fuggivano, feriti e terrorizzati, rischiando di mietere un bilancio di vittime ben superiore. Fortunatamente, a quanto riferisce il coordinamento dell'opposizione Barheini "Al-Wefaq", non si sono riscontrate altre morti, anche se qualche manifestante ha rischiato di rimanere investito.
La notizia, sostenuta da numerose testimonianze indipendenti, specifica che la vittima era, ancora una volta, appena un ragazzo: il diciassettenne Ali Hussein Nemaat. Il ragazzo é stato assassinato ieri sera presso Sadad, villaggio vicino alla capitale del piccolo regno, quando gli sbirri reali (i cui ranghi sono rinforzati da feroci wahabiti inviati da Riyadh e da crudeli mercenari pachistani) hanno aperto il fuoco indiscriminatamente con pallettoni a dispersione sulla folla che marciava disciplinatamente e ordinatamente tra i centri di Diya e Sahla.
Dopo avere investito la folla coi loro proiettili i boia in uniforme di Al-Khalifa si sono scatenati con jeep e camionette in un vero e proprio "carosello" tra i civili indifesi che fuggivano, feriti e terrorizzati, rischiando di mietere un bilancio di vittime ben superiore. Fortunatamente, a quanto riferisce il coordinamento dell'opposizione Barheini "Al-Wefaq", non si sono riscontrate altre morti, anche se qualche manifestante ha rischiato di rimanere investito.
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martedì 11 settembre 2012
Un morto e quattro feriti ad Awamiyah, gli sbirri di Casa Saoud martirizzano ancora gli Sciiti!
Un uomo é stato assassinato e altri quattro feriti nel corso della brutale repressione con cui gli sgherri di Casa Saoud hanno colpito l'ennesima pacifica dimostrazione di cittadini disarmati nella cittadina di Awamiyah, nell'Est dell'Arabia Saudita, da oltre un anno focolaio del malcontento contro la corruzione e l'autoritarismo dei sovrani di Riyadh.
La manifestazione si é tenuta nel quartiere di Al-Deiyrah ed é stata colpita con furia violenta dai militari, reclutati tra i più conservatori tra i clan del paese, permeati di fanatismo wahabita, quindi particolarmente accaniti e crudeli contro gli appartenenti alla minoranza sciita, stanziata lungo la costa orientale che si affaccia sul Golfo Persico.
I militari si sono scatenati anche contro le proprietà dei cittadini, incendiando auto e danneggiando negozi.
La manifestazione si é tenuta nel quartiere di Al-Deiyrah ed é stata colpita con furia violenta dai militari, reclutati tra i più conservatori tra i clan del paese, permeati di fanatismo wahabita, quindi particolarmente accaniti e crudeli contro gli appartenenti alla minoranza sciita, stanziata lungo la costa orientale che si affaccia sul Golfo Persico.
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