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giovedì 27 dicembre 2012

Eccezionale documento! L'Arabia Saudita svuota le sue galere in Siria mandando tagliagole condannati a combattere contro la popolazione!!

Il ritrovamento di un incredible documento esclusivo ci permette di tracciare un "fil rouge" tra l'assassinio in Siria del reporter di PressTV e Al-Alam Maya Naser da noi già riportato come il martirio di un giornalista votato alla verità a ogni costo e uno dei più turpi e lerci complotti sauditi contro la Siria di Assad.
Appare evidente che il giornalista iraniano sia stato eliminato in quanto arrivato troppo vicino a scoprire che il reame saudita ha letteralmente svuotato le proprie galere di pendagli da forca condannati alla pena capitale mandandoli in Siria forniti di armi, esplosivi e licenza di uccidere, distruggere e terrorizzare: altro che "Sporca Dozzina!"
Secondo il documento in questione in una sola "spedizione" sarebbero stati inviati in Siria 105 Yemeniti, 21 Palestinesi, 212 Sauditi, 96 Sudanesi, 254 Siriani, 82 Giordani, 68 Somali, 32 Afgani, 194 Egiziani, 203 Pakistani, 23 Irakeni e 44 Kuwaitiani. Secondo le indagini di Maya Naser in merito sia l'Arabia Saudita ma anche la Turchia sarebbero colpevoli dell'uso di condannati a morte per fini terroristici.
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giovedì 15 settembre 2011

A Qasra civili palestinesi respingono attacco di teppisti ebrei degli insediamenti illegali!


Gli abitanti del villaggio palestinese di Qasra, situato a sud di Nablus, nella Cisgiordania sottoposta all'occupazione sionista, sono riusciti, graze all'efficace coordinazione di un gruppo di difesa civile, a respingere l'attacco di un gruppo di vandali provenienti dal vicino insediamento ebraico illegale di Beitar Illit. Nello scontro con i fanatici giudei i giovani di Qasra hanno avuto la meglio utilizzando pietre, bastoni e altre armi improvvisate, mentre i loro avversari erano armati di tutto punto grazie ai rifornimenti e all'addestramento fornito loro dall'esercito sionista, che li utilizza come "battistrada" della strisciante pulizia etnica nei territori occupati.

Hani Abu Reida, capo del locale Consiglio municipale ha spiegato come, dopo il recente attacco incendiario che ha visto il primo piano della locale moschea dato alle fiamme dai fanatici di Beitar Illit gli abitanti del villaggio hanno deciso di organizzarsi per difendere le loro case e le loro proprietà, visto che dall'Autorità palestinese sottomessa a Israele non c'é da sperare nessun tipo di intervento; la 'difesa civile' del villaggio si articola attraverso un Comitato popolare che mantiene un certo numero di giovani residenti all'erta e costantemente reperibili per riunirsi e affrontare eventuali minacce sioniste, rifornendoli inoltre di cibo, bevande e mezzi di comunicazione.

Abu Reida, congratulandosi per il successo dell'iniziativa, ha invitato altri Consigli municipali cisgiordani dove sono comuni vandalismi e aggressioni della teppaglia ebraica di lanciare programmi simili, in modo da formare una vera e propria "cintura difensiva" delle comunità palestinesi cisgiordane, sottoposte a continue vessazioni e angherie non solo dalle milizie degli insediamenti illegali, ma anche dalla polizia e dalle truppe sioniste dell'occupazione.
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giovedì 18 agosto 2011

Pedone palestinese travolto e ucciso da jeep della polizia sionista a Gerusalemme Est, anche così israele crea 'spazio vitale' per i suoi coloni!


In un "incidente" che ha molto poco di casuale e 'accidentale' una jeep della polizia israeliana ha travolto e ucciso il Palestinese di 38 anni Amin Talab Dabash mentre questi attraversava, sulle strisce, una strada del quartiere di Har Homa, nella parte orientale di Gerusalemme. Har Homa é la zona in cui il governo di Estrema Destra di Benji Netanyahu ha annunciato di voler impiantare centinaia di "unità abitative" per fanatici miliziani ebrei armati; nulla di più logico, dunque, che polizia ed esercito sionisti abbiano già ricevuto ordine di "fare spazio" per questi violenti occupanti, sfoltendo in qualche modo i ranghi dei nativi palestinesi.

Certamente lo stratagemma dell'incidente é molto efficace; nelle ore successive l'omicidio stradale il comando di polizia sionista si é limitato a emanare un comunicato in cui si sostiene, praticamente, che il pedone si sia letteralmente "gettato" sotto le ruote del veicolo; numerosi testimoni palestinesi sono stati contattati e hanno rilasciato dichiarazioni di segno opposto, indicando con precisione il luogo dell'investimento: un attraversamento stradale indicato chiaramente al centro di un rettilineo.

La famiglia Dabash ha accusato formalmente le forze dell'Occupazione sionista di aver volontariamente preso di mira il loro congiunto, i cui funerali si sono trasformati in una manifestazione pubblica, con oltre un migliaio di partecipanti che hanno trasportato la salma cantando slogan contro Israele e i suoi folli progetti di "giudaizzazione forzata" di Gerusalemme, città araba, cristiana e musulmana.
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mercoledì 18 maggio 2011

La Gioventù palestinese caccia coloni ebrei che volevano occupare terra a Gerusalemme, mettendo in fuga anche l'esercito sionista!


Giovani palestinesi di Gerusalemme hanno difeso con successo la terra di proprietà della famiglia Istanbuli da un proditorio tentativo di fanatici ebrei (armati e spalleggiati dal Regime dell'Occupazione sionista) di occuparla illegalmente e trasformarla in uno dei loro "avamposti", le cellule metastatiche della giudaizzazione coatta in corso nella Città Santa, con la regia palese di Tel Aviv e del suo governo di Estrema Destra.

Secondo quanto riportato da Rasem Abdulwahid all'agenzia di stampa Palestine Information Center, i miliziani ebrei, presenti in gran numero, con armi da fuoco bene in vista come loro costume, avevano iniziato a collocare paletti e filo spinato attorno all'appezzamento di terra degli Istanbuli, millecinquecento metri quadri nel sobborgo gerosolimitano di Al-Thawri, nel pomeriggio del 17 maggio, quando, improvvisamente, una folla di giovani palestinesi si é radunata e, lanciando pietre e bottiglie al grido di slogan che incitavano alla Terza Intifada e alla cacciata di tutti gli occupanti degli insediamenti illegali, hanno messo in fuga disordinata gli ebrei estremisti.

Costoro si sono subito nascosti dietro i ranghi dell'esercito sionista di occupazione, che ha iniziato ad aprire il fuoco e a lanciare gas vescicanti contro i manifestanti; ma lo slancio di questi ultimi é stato tanto irrefrenabile da costringere anche l'IDF a fare dietro-front, lasciando la folla di giovani giubilanti in completo controllo della scena: paletti e filo spinato sono stati immediatamente rimossi e la proprietà della famiglia Istanbuli difesa da chi voleva farne un ennesima avanguardia di occupazione e oppressione.


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mercoledì 11 maggio 2011

Israele ha rubato il 35 per cento di Gerusalemme Est per i suoi folli progetti di giudeizzazione forzata!


Un rapporto pubblicato dalle Nazioni Unite, Ufficio per la Coordinazione degli Affari umanitari (OCHA), ha recentemente confermato come le forze dell'Occupazione sionista abbiano, dal 1967 a oggi, strappato ai suoi legittimi proprietari palestinesi il 35 per cento di terreni e immobili di Gerusalemme Est per permettere ai coloni ebrei fanatici "paracadutati" dai quattro angoli del mondo in territorio palestinese di insediarvisi.

Ray Dolphin, autore del rapporto intitolato "Gerusalemme Est: basilari preoccupazioni umanitarie" rivela come le politiche dello Stato ebraico e le misure da esso prese per facilitare l'infiltrazione metastatica di gruppi di coloni allogeni a spese della comunità nativa indichino un chiaro intento persecutorio e razzista, assimilabile alle peggiori politiche di "pulizia etnica" del Ventesimo Secolo.

Gerusalemme Est, secondo la Risoluzione ONU 242 deve essere considerata 'territorio sotto occupazione militare' e, di conseguenza, Israele non avrebbe alcun diritto di spostarvi o insediarvi popolazioni straniere.


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venerdì 6 maggio 2011

I carcerieri israeliani si rifiutano di liberare un leader del PFLP...anche dopo che il Tribunale glielo impone!!


La moglie dello scrittore, accademico e attivista per i Diritti Umani Ahmed Katamesh sta cercando in tutti i modi di richiamare l'attenzione dei media regionali e internazionali sulla vicenda kafkiana di cui é protagonista suo marito, dirigente del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina da diverse settimane detenuto dagli israeliani.

Katamesh, é stato arrestato nel corso del selvaggio e violento "pogrom" inscenato contro i Palestinesi da soldati sionisti e miliziani ebrei fanatici, ufficialmente con la scusa di cercare il responsabile dello sgozzamento di cinque coloni fondamentalisti che indebitamente occupavano terra palestinese nell'insediamento di Itamar.

Il pogrom anti-palestinese ha permesso al vero assassino (un bracciante asiatico cui i fanatici ebrei avevano negato la giusta mercede per i lavori svolti, percuotendolo e cacciandolo dal loro insediamento illegale) di fuggire indisturbato, ma ciò che premeva al Regime dell'Apartheid sionista era poter incrudelire contro i legittimi abitanti di Awarta, non certo la cattura del reo.

Scaduti i termini di 'carcerazione preventiva' Katamesh doveva essere rimesso in libertà, in attesa che si decidesse se esistevano i presupposti per poter istruire un processo contro di lui. Ma l'autorità carceraria ha rifiutato di rilasciarlo, chiedendo invece un periodo di sei mesi di "detenzione amministrativa"; tale comportamento va totalmente contro la prassi giudiziaria israeliana, dove le autorità carcerarie non hanno alcun potere di 'rimpallare' gli ordini di rilascio all'autorità giudiziaria, né tantomento quello di esprimere "desiderata" su come o quanto trattenere in carcere un prigioniero.


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venerdì 22 aprile 2011

Coloni ebrei fondamentalisti approfittano del massacro compiuto da un asiatico per rubare altra terra palestinese!

Sulla strage di coloni ebrei fondamentalisti che occupavano illegalmente una colonia costruita su terra palestinese a Itamar é stato scritto fin troppo.
L'insediamento illegale di Itamar, dove sono stati uccisi i cinque coloni fondamentalisti
Ovviamente, col procedere delle settimane la narrativa dell'Hasbara filosionista, che voleva "I violenti Palestinesi" responsabili delle uccisioni é crollata come il miserabile castello di bugie che era, anche se, nel caravanserraglio dei 'secondi protocollari', dei 'liberali per israele', degli 'informatori corretti', nonché nel laboratorio di Frankenstein della quasi omonima 'fiamma' (che nel Parlamento italiano siede fianco a fianco col fascista Ciarrapico), si possa ancora trovare qualcuno che cerchi di agitare l'uomo nero palestinese quando é stato provato oltre ogni ragionevole dubbio che i cinque coloni ebrei siano stati sgozzati da un bracciante asiatico che avevano avuto la bella idea di frodare delle mercede per lavori agricoli e di giardinaggio svolti nella loro colonia illegale (nonché di percuotere e insultare).
Una "informatrice corretta"
 Ovviamente l'assassino, approfittando del trasporto fanatico con cui le forze di polizia, l'esercito sionista e le milizie armate dei coloni si sono da subito scagliate contro il vicino villaggio arabo di Awarta, ha avuto agio di far perdere le proprie tracce nella comunità di immigrati asiatici che in Israele svolgono ormai tutti i lavori più umili al posto del 'Popolo eletto' ed é ormai irraggiungibile per la Giustizia (se mai nel regime della segregazione razziale ebraica sia possibile parlare di 'Giustizia'), ma tutto questo ai burattinai dell'Apartheid non interessa affatto.
Ormai più esperti in rastrellmenti delle SS di Himmler, i soldati dello Stato ebraico hanno avuto mano libera per violenze, devastazioni, saccheggi e torture per oltre dieci giorni contro il villaggio inerme di Awarta.
Molto più interessante, invece, é l'occasione di poter impiantare un nuovo "avamposto" di coloni fanatizzati e armati ancora più vicino ad Awarta, prodromo di una prossima 'metastasi' che dovrebbe questa volta causare la distruzione del villaggio e la dispersione della sua popolazione (perché ovviamente, sarebbe 'troppo vicina' alla nuova crescita cancerosa dell'insediamento di Itamar), portando il sogno sionista della totale Pulizia Etnica della Palestina un po' più vicino a realizzarsi, almeno nelle menti distorte di coloro che tali incubi covano e nutrono come figlioli prediletti.

Come riportato dall'agenzia di stampa Palestine Information Center bulldozer con la stella di davide hanno sradicato e distrutto alberi e orti attorno ad alcune squallide roulotte posizionate dai coloni fanatici nel bel mezzo di terre coltivate dagli abitanti di Awarta, che finora, a causa della continua campagna di invasione ed esproprio illegale portata avanti dai settler ebrei e sostenuta dalle forze militari di Israele hanno perso il 90% dei territori agricoli da cui traevano sostentamento e reddito.

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giovedì 24 marzo 2011

La Jihad islamica mantiene la parola e bombarda insediamenti ebraici illegali, ferendo 26 coloni armati a Tseilem e Neve Zipporah


Le Brigate Al-Quds, braccio militare del Movimento per la Jihad islamica in Palestina, hanno rivendicato il lancio di due razzi da 122 millimetri di diametro contro gli insediamenti illegali di Tseilem e Neve Zipporah nei pressi di Gan Yavne e Kiryat Malakhi, ferendo ventisei coloni ebrei fondamentalisti che sono stati immediatamente trasferiti presso il locale ospedale di Soroka.


La Jihad Islamica, tramite il proprio portavoce militare, aveva annunciato una pronta controffensiva in rappresaglia agli attacchi aerei che negli ultimi giorni hanno ucciso quattro suoi militanti, ferito gravemente e mutilato un quinto e, più leggermente, altri due suoi membri.

E' importante notare come, esattamente al contrario di quanto affermino i disinformatori filosionisti dell'Hasbara, i coloni armati degli insediamenti ebraici illegali non siano assolutamente da considerare 'civili', anche se fra le loro fila si possono trovare donne e bambini. Su questo equivoco si basa molta della propaganda filoisraeliana che, nel disperato tentativo di rafforzare la sgangherata e mendace narrativa di Tel Aviv sulla pretesa "impossibilità" di fare la pace coi Palestinesi batte sempre più frequentemente sul tasto del: "I Palestinesi attaccano i civili coi razzi!".

Gli attacchi con razzi e mortai condotti dalla Resistenza palestinese vengono frequentemente indirizzati contro gli insediamenti ebraici illegali e contro i loro avamposti, ma perché essi, nella strategia di invasione e giudaizzazione forzata del territorio palestinese al di là dei confini stabiliti dalla Risoluzione ONU 242 (del 1967), fungono da pedine e avanguardie dell'annessione israeliana.

Il gioco é semplice: lo stato sionista di Israele, riunite diverse famiglie di pazzi fanatici provenienti (letteralmente) dai quattro angoli del mondo le "trapianta" in terra palestinese, in strutture prefabbricate pagate coi soldi del bilancio israeliano (leggasi: con gli assegni che la 'Lobby a Sei Punte' lucra in Europa come 'compenso per l'Olocausto' e negli Usa come 'aiuto umanitario al terzo mondo' - Israele riceve dagli Usa ogni anno più di tutti gli stati africani messi insieme), quindi per 'difendere' i coloni dagli attacchi palestinesi, si dotano gli stessi di gran copia di armi automatiche, di cui sono grandi estimatori e collezionisti, dandole da usare persino ai loro figli (quel che si dice "educarli all'odio e alla violenza!").

Quindi, foraggiati dallo Stato di Israele e armati fino ai denti, i coloni ebrei fondamentalisti si lasciano andare a raid di violenza e distruzione, contro le proprietà e le dimore dei loro vicini palestinesi, contro le loro scuole, le loro chiese, le loro moschee e i loro cimiteri, come puntualmente riferito e testimoniato con nomi, date, fatti e foto dal nostro sito e dai pochi outlet di informazioni non genuflessi in direzione di Tel Aviv.

In ultimo, per meglio ancora "difendere" i coloni armati, li si circonda col muro dell'apartheid, si stabiliscono "zone interdette" attorno al loro insediamento (che, si badi bene, deve avere necessariamente attorno il necessario "Lebensraum" per la propria metastasi), si circondano di grate e palizzate i vicini centri palestinesi, per impedire loro di svilupparsi naturalmente (esemplare il caso della famiglia palestinese 'ingabbiata' perché troppo vicina a un avamposto di coloni ebrei!) e, se necessario, si collega l'insediamento ad altri mediante una o più "strade dell'Apartheid" a cui, ovviamente, i sottouomini palestinesi non possono accedere.

Così si compie pezzetto per pezzetto l'esproprio e la pulizia etnica della Palestina.

E' chiaro che, ai sensi di tutti gli Statuti di Diritto internazionale, quanti con la loro volontaria e attiva presenza si rendono complici e strumento stesso dell'annessione militare di territorio illegalmente conquistato per mezzo del 'fait accompli' spolverato e centellinato su un arco di tempo sufficientemente lungo da non far squillare gli arrugginiti campanelli d'allarme dell'opinione pubblica internazionale non possa in alcun caso essere considerato 'civile', ma piuttosto um miliziano impiegato in un'attiva opera di pulizia etnica.

Se si deve fare un paragone storico, i coloni ebrei fondamentalisti degli insediamenti sono l'equivalente ebraico dei 'contadini armati' con cui Heinrich Himmler sognava di 'germanizzare la Russia' fino agli Urali, dopo il 'necessario' sterminio delle popolazioni slave oppure, più vicino a noi, sono l'equivalente delle milizie cetniche della Rebubblica serba di Krajna, i responsabili delle stragi di Sebrenica, o i massacratori Hutu della minoranza Tutsi durante il genocidio ruandese del 1994.

Naturalmente, i coloni degli insediamenti illegali sono abbastanza scaltri da evitare di compiere soprusi e stragi tanto evidenti e palesi come i loro "colleghi" serbi e hutu, si 'accontentano' di sterminare alla spicciolata: oggi sparando a un pastore, domani ammazzando un automobilista; anche i danni all'agricoltura e all'allevamento palestinese sono un ottimo mezzo di pulizia etnica, se il pastore troppo lesto fugge si può sempre sparare o dare fuoco alle sue pecore, oppure incendiare e sradicare i mandorli e gli olivi dei contadini arabi...senza mezzi di sussistenza saranno comunque costretti ad andarsene e il delirio razzista della 'Grande Israele' potrà continuare, nel beato sonno della ragione dell'Occidente, dell'Europa e degli Stati uniti d'America.


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